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 8
npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Il re del paese di Vattelappesca è sul punto di abdicare. I motivi di questa decisione sono ignoti: per età e salute farebbe invidia agli attuali regnanti di molti stati; lui, invece, è deciso a mollare. Probabilmente le tempeste ormonali che devono aver accompagnato la sua giovinezza hanno lasciato un segno profondo nell'animo e nel fisico del sovrano, che dopo nove figli probabilmente medita di ritirarsi a vita privata per godersi il meritato riposo, sempre consorte permettendo.
Occorre, dunque, scegliere un nuovo regnante per Vattelapesca e il compito appare tutt'altro che semplice: calpestando il diritto del primogenito a succedergli sul trono e il diritto divino del re di scegliere il suo successore, questo stravagante sovrano decide di mostrarsi democratico, almeno per una metà. Il suo successore, così, sarà sempre uno dei suoi figli, ma questo sarà scelto sulla base di un'elezione popolare. Il suffragio universale è garantito: tutti potranno votare, dal vecchio bacucco alla bambina di due anni; e d'altronde tutta la prole reale è obbligata a candidarsi, compresa la figlia più piccola che va ancora all'asilo.
Ma le stravaganze del re non finiscono qui: volendo far vivere i suoi figli come persone comuni - niente castello e balli di corte -, tutti insieme si trasferiscono in una casa popolare, in cui il numero dei bagni non è nemmeno adeguato all'elevato numero degli occupanti e la probabilità di farsela addosso è molto elevata. Infine i membri della famiglia reale posseggono ognuno un diverso potere magico che vanno dall'utile teletrasporto all'inutilissimo calcolo delle probabilità. L'importanza di questi poteri ai fini della storia è praticamente pari a zero, ma citando questo particolare mi sento più appagato.

"Joukamachi no Dandelion" è un anime che contiene un messaggio politico-filosofico molto importante: in certi casi i colpi di stato servono. Non bisogna condannarli a priori, ma vanno valutati volta per volta: la storia di Vattelappesca dimostra che far proliferare una stirpe reale affetta chiaramente da demenza genetica può essere una catastrofe. Basti guardare allo stato mentale della popolazione che invece di preoccuparsi di problemi come l'occupazione o l'inflazione si diverte a giocare al "reality show," con tanto di classifica settimanale di popolarità, coi vari candidati all'elezione più stupida mai vista o sentita.
Per un plebeo come il sottoscritto, proveniente da una famiglia che per generazioni è appartenuta alla classe dei servi della gleba, la comprensione dei concetti espressi da questo anime si è rivelata un'impresa piuttosto ostica: capire un'opera che rischia di riscrivere i diritti e i doveri della monarchia mondiale è una cosa troppo difficile, date le mie scarse capacità intellettive. In particolare non ho capito come sia possibile pretendere che un anime composto da soli dodici episodi possa descrivere in modo adeguato ben undici diversi personaggi, dedicando ad ognuno di essi abbastanza spazio; non ho capito come una sceneggiatura con delle basi così ridicole possa interessare a qualcuno senza essere in grado di essere nemmeno vagamente divertente; non ho capito come mai in passato ci sono state lunghe e sanguinose lotte per la successione quando tutto poteva risolversi con un semplice "vogliamoci tutti tanto bene".

In definitiva, devo dire che da plebeo qual sono mi sono pentito di aver prestato attenzione a un titolo che, a causa del mio modesto albero genealogico, non potevo capire. Per cui consiglio a chiunque si trovi nelle mie stesse condizioni di evitare questo anime come la peste: lasciamo a chi ha origini nobili il compito di giudicare la delicata raffinatezza e il regale splendore che permeano questo anime per tutta la sua durata.


 7
Swordman

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Presentato inizialmente come una specie di rivisitazione del "The Truman Show", ma rivelatosi poi più vicino alla commedia allegra "Otto sotto un tetto", Joukamachi no Dandelion (cioè "Il dente di leone della Cittadella") è stata una delle produzioni della scorsa estate (e direi dell'anno per estensione) che mi ha maggiormente sorpreso, attirandomi con la sua grafica vivace, dal disegno pulito e con colori ricchi e vividi come piacciono a me.

Il soggetto protagonista è decisamente particolare e quantomeno insolito: la famiglia numerosa dei Sakurada, composta da padre, madre e i loro nove figli. I genitori però sono anche i sovrani del Paese (un fantomatico Giappone retto da una vera monarchia?) e di conseguenza i loro figli ne sono i principi. In più, tutti loro hanno un diverso potere speciale, il tratto distintivo della famiglia regale. A un certo punto, però, il re decide di indire delle elezioni per far decidere al popolo quale dei suoi figli sarà il successore, e quindi ciascuno dei nove principini si organizzerà per puntare al titolo con i propri obiettivi, le proprie aspirazioni e le proprie paure.

Non c'è da attendersi però una sorta di faida familiare alla "Trono di Spade", con tradimenti all'arma bianca. "Dandelion" è una commedia, e anche piuttosto allegra, e la famiglia Sakurada è una delle più solari e unite che si sono viste sullo schermo, anche i Cunningham di "Happy Days" sembrano ostili al confronto. E anche le elezioni sono un elogio alla sportività e alla correttezza... fossero almeno un po' così anche le nostre, le tribune politiche andrebbero in bancarotta.
L'improvvisa tornata elettorale diviene perciò l'incipit per raccontare le storie dei nove fratelli reali, mettendo così in mostra una grande coralità d'insieme che è poi la vera forza di questo anime. Anche quella che sarebbe la protagonista, la rossa Akane, voce nientemeno che di Kana Hanazawa, una ragazza allegra e solare quanto timidissima verso chi non conosce e che vuole per questo diventare re(gina) per eliminare le videocamere che sorvegliano e tutelano i principi, è solo uno dei tasselli che compongono il mosaico, neanche il più importante a conti fatti. Tutti i suoi fratelli, dalla "perfetta" sorellona Aoi passando per Kanade, Shuu, Misaki, Haruka, Hikari e i piccoli Teru e Shiori, avranno tutti, chi più e chi meno, il proprio momento di gloria nella marcia di avvicinamento all'elezione del futuro sovrano. Un discorso però estendibile anche ai "reali genitori", grazie a un flashback ben inserito.

Ma il fatto che l'elezione non sia poi così agguerrita e che i toni siano in genere abbastanza leggeri non significa che le nubi non si possano addensare all'orizzonte. Difatti ognuno dei nove principini, specialmente quelli più grandi, ha un'ombra che lo affligge nel cuore e che rappresenterà il vero ostacolo da superare davvero per crescere, ancor più di quelli che si possono presentare sulla strada elettorale. I personaggi quindi non sono banali, crescono col procedere della serie e svelano un'insospettata profondità.
Tra vacanze, comizi, incontri con la cittadinanza, piccoli segreti e piccoli problemi di cuore, gli episodi andranno via con piacere uno dopo l'altro, e crescerà anche l'attesa per sapere chi dei nove riuscirà a vincere le elezioni... Eh, non si sa!

Come detto già in apertura, Joukamachi no Dandelion è stata proprio una gradevolissima sorpresa. Gli autori della serie animata sono riusciti a fare un buon lavoro cogliendo appieno i buoni elementi del manga originario e anzi migliorandolo con un comparto grafico pulito e molto ricco di colore. Gli va pieno merito nell'aver saputo mantenere alta l'attenzione e il coinvolgimento dello spettatore e nel dare il giusto spazio (quasi) a tutti i personaggi - giusto i più piccolini dei nove principi ne restano un po' fuori, ma forse è anche naturale che sia così. Magari non tutte le sotto-trame saranno sempre ad alti livelli, ma non si può dire che ce ne sia stata qualcuna che mi sia dispiaciuta.
Un anime da consigliare a chi sia in cerca di una storia leggera e allegra ma non senza un pizzico di sentimento.