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alex di gemini

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
L'originalità dell'animazione giapponese non finirà mai di stupirmi. In "Bikini Warriors" assistiamo ad una minisaga, dato che gli episodi, pur essendo dodici, si riducono, al netto delle sigle, a durare meno di quattro minuti l'uno. L'argomento é fantasy, con le quattro protagoniste che occupano i classici ruoli di paladino, maga, walkyria, elfa oscura, il tutto in abiti succinti e con un ecchi che non dà un attimo di tregua. Ma l'ecchi non é mai volgare, il che é già un gran risultato e, soprattutto, gli episodi sembrano molto più lunghi di quanto non siano in realtà, a causa del fatto che non si punta a descrivere una storia, quanto ad avere episodi autoconclusivi in cui si fa la parodia di un aspetto del fantasy. Dato che le vicende saranno ispirate a ciò che il giocatore - spettatore avrà già vissuto in qualche gioco, l'aspetto evocativo supererà il narrativo, rendendo tutto più interessante. Da ultimo avremo tantissimo umorismo ma nessuna caratterizzazione psicologica delle affascinanti protagoniste. La grafica é buona, dai colori caldi e la regia curatissima. Un valido anime, che si guarda in mezz'ora. Voto 7


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Zoltan Redbeard

Episodi visti: 19/12 --- Voto 8
"Bikini Warriors" è una divertente parodia in chiave ecchi del mondo degli RPG, la brevità dei suoi episodi permette alla serie di concentrarsi, e di ridicolizzare, di volta in volta su di un aspetto distinto differente dei videogiochi di ruolo, senza interferenze di sorta e senza una trama ben precisa. In questo senso, ogni mini-episodio è da considerarsi una sorta di quest che le ragazze dovranno affrontare, e le loro avventure le porteranno a cimentarsi con una moltitudine assai variegata di situazioni in cui comicità e erotismo di fondono piuttosto bene.

Chiunque sia un po' avvezzo agli RPG, sia videoludici che da tavolo, non potrà trattenersi facilmente dal dire, tra le risate: "Accidenti, in effetti è proprio così!", poiché, pur senza pretese di sorta, "Bikini Warriors" riesce bene nel suo intento, ossia divertire e stuzzicare lo spettatore (oltre che promuovere e pubblicizzare le relative figure).

Il cast è limitato a quattro sole protagoniste effettive, e ognuna rappresenta una tipica classe di personaggio da RPG, tuttavia risulta equilibrato e, nella sua caratterizzazione, ha permesso agli autori di incarnare nelle ragazze le personalità più appropriate in relazione allo stereotipo che esse rappresentano, così facendo si sono semplificati il lavoro e, considerando la lunghezza degli episodi, permettendo facilmente allo spettatore di comprendere l'agire delle donzelle senza però aver bisogno di una caratterizzazione approfondita, peraltro assente, delle loro personalità.

In conclusione, l'anime risulta una più che riuscita commedia parodistica di ambientazione fantasy con risvolti un po' pepati, risvolti che, ad essere onesti, risultano un po' più pepati nell'edizione speciale uscita in Blu Ray. Oltre a questo, vanno senza dubbio segnalati le belle animazioni e i bei disegni, oltre alla piacevole colonna sonora di sottofondo e al buon doppiaggio in generale.
Il senso dell'umorismo, ed il divertimento che ne consegue, offerto da "Bikini Warriors" può forse risultare meno evidente a chi non ha almeno un minimo di infarinatura negli RPG, tuttavia dovrebbe rimanere fruibile comunque ai più, mentre il fanservice ecchi, be', quello suppongo che lo possano cogliere tutti senza difficoltà alcuna.


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Matteo Lancia

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
L'ho amato, perché mettere insieme due generi come quello ecchi e il fantasy-avventura è stato davvero una mossa degna del miglior otaku. Le protagoniste sono davvero ben disegnate e dalle forme invidiabili e ipnotiche, davvero rubano l'occhio agli amanti del genere, le vicende che vivono e la trama (inesistente) passano addirittura in terzo piano. Appena l'ho visto è stato amore a prima vista, ogni spettatore può legarsi al genere di ragazza che più lo aggrada, dalla guerriera con tanto di spada e decolleté ballonzolante, alla maga piccolina ma dalle forme esagerate. Chapeau!


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Dodici corti di circa tre/quattro minuti che raccontano la vicenda di quattro eroine. Una serie del 2015, prettamente di genere fantasy, ecchi e avventura. Un prodotto molto sponsorizzato nei mesi precedenti all'uscita, ma che, a mio avviso, non ha mostrato molti elementi positivi. A partire da una trama quasi del tutta assente, "Bikini Warriors" vaga meditabondo per tutte quante le puntate, non riuscendo ad acquisire una vera e propria immagine di sé. Molti cliché, qualche scena erotica per il pubblico e niente di più, anche perché, di fatto, l'episodio era già concluso.

La storia, se così la vogliamo chiamare, racconta di quattro eroine che, girovagando per i territori più diversi, cercheranno di salvare il mondo da ogni pericolo possibile: orchi, mostri acquatici, signori malvagi, stregoni, cavalieri oscuri e puffi malefici alla riscossa (l'ultima non è vera, ma poco ci manca). Una serie costante di disavventure, in cui le nostre fanciulle verranno irrimediabilmente ridicolizzate.

Si punta molto sull'ecchi, e per certi versi andrebbe pure bene, se non fosse per la quasi totale assenza degli altri elementi. Come già detto, la trama è inesistente, e ciò che si vede, al di là delle prosperose forme delle ragazze, non è altro che qualche stereotipo. L'idea di partenza sarebbe quella di ironizzare sul fatto che, spesso, le eroine degli anime (e manga) indossano solo un costume, spacciandolo poi per armatura. Di fatto, sarebbe anche interessante come inizio, ma, da qui a farlo diventare un guazzabuglio indistinto di tentacoli e scene erotiche, ce ne vuole. Gli stessi protagonisti assumono sembianze indistinte, già dal fatto che non posseggono un vero e proprio nome. La caratterizzazione dei personaggi è nulla, e continuano a ripetere sempre le stesse azioni.
Le prime cinque puntate potrebbero pure sembrare divertenti, ma quando mostri lo stesso ritornello anche per le altre sette, allora c'è qualcosa che non va. Senza contare che l'episodio finale è pressoché incomprensibile; una sorta di riassunto che manda velocemente avanti l'avventura per farla giungere al finale, o così pare.

La grafica è buona, forse anche troppo per un anime di tal genere. Le scene ecchi sono ben fatte, ma puntare solo su quelle mi sembra solamente una forzatura, una scelta commerciale che, ahimè, è finita male. La regia è mediocre, mentre il doppiaggio mostra comunque una discreta qualità.

Non voglio infierire troppo su "Bikini Warriors", perché, in fin dei conti, non ha annoiato. Tuttavia, credo che ciò dipenda più dalla poca durata dei vari episodi che dall'effettiva qualità del prodotto. Molti sketch divertenti che, in realtà, non fanno ridere. In definitiva, un'opera da cui non è venuto fuori nulla di buono, almeno per il sottoscritto.

Voto finale: 5 meno


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GianniGreed

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
"Bikini Warriors" è una serie anime del 2015, composta da 12 episodi di breve durata, circa quattro minuti l'uno, che fa la parodia dei videogame di ruolo giapponesi, comunemente noti come "jrpg" (japanese role playing game).

L'anime si basa su una serie di action figures uscite in Giappone realizzate dalla compagnia "Hobby Japan", la stessa dalla quale è nato il franchise di "Queen's Blade", serie famosa per le sue prosperose protagoniste e l'estremo fanservice che caratterizzava i vari racconti, sia in formato cartaceo che anime.
Anche questa volta, la mela, anzi, le "pere" non sono cadute lontano dall'albero.

È molto facile spiegare la trama di "Bikini Warriors".
Ci sono le protagoniste, quattro belle tettone, che rappresentano le classi standard dei personaggi dei jrpg come la maga, la paladina, la combattente e l'elfo oscuro. Le ragazze non hanno nemmeno dei veri nomi, sono semplicemente Mage, Fighter, Paladin e Dark Elf.
Perché la serie però si chiama "Bikini Warriors" ?

È presto detto: le protagoniste indossano un armatura speciale, che dona loro grandi capacità difensive ma che ha però la forma di un succinto e sexy bikini.
Eh, in qualche modo dovevano giustificarla questa cosa.
Perciò abbiamo queste belle tettone che mentre vanno in giro mezze nude a fare rimbalzare le loro grosse mammelle, si ritrovano coinvolte in alcune delle situazioni tipiche capitate a quasi tutti i giocatori di jrpg del mondo. Per dirne alcune: essere senza soldi quando si vogliono acquistare equipaggiamenti di livello superiore, o restare senza oggetti curativi proprio davanti ad un boss duro da sconfiggere, o anche il dover cercare nuovi alleati da far unire alla quest.
Tutto questo, sempre mentre vengono inquadrate strategicamente da in mezzo alle gambe, da dietro, o con un bel primo piano del loro seno a tutto schermo.

Gli episodi come detto, sono molto brevi e pertanto l'anime non ha una vera e propria trama. E' solo una sequela di gag incentrate sulle situazioni da videogame di ruolo, comprensibili solo a chi a quei videogame ci gioca spesso.
L'anime è tutto qua.

Il doppiaggio è di buona fattura, le doppiatrici sono davvero brave, ma comunque non possono dare sicuramente il massimo in una serie come questa, dove si limitano alcune volte a dire una o due frasi per episodio. La colonna sonora invece è praticamente inesistente, ed è come se non ci fosse. I vari brani sono composti da soli pochi accordi, perlomeno per quel che si sente durante la visione, ma non so se ne esistono delle versioni estese. L'unico brano degno di nota è quello che viene usato come sigla finale. Anche questo dura appena quindici secondi ma si fa notare e ricordare perché riprende nello stile la classica intro dei vari "Dragon Quest", cosa sottolineata ancora di più dal logo della serie, praticamente identico a quello della nota serie di videogame, e ancora di più nella versione americana dove era stato rinominato "Dragon Warrior".

L'unica cosa davvero degna di nota per quel che riguarda l'anime è il character design originale dei personaggi. Infatti, le diverse protagoniste sono state realizzate da sei mangaka e disegnatori diversi tra cui Rei Hiroe (autore di "Black Lagoon"), Tony Taka, famoso illustratore di diverse visual novel hentai, e Hisashi (autore di "Koakuma Kanojo").

In breve dunque "Bikini Warriors" può essere sicuramente considerata una serie trash, ma non nel senso negativo del termine. È vero che la trama è solo un pretesto per mostrare le tipe mentre agitano le tette, ma le citazioni e le parodie sono più che riuscite.


A parte le tettone e il fanservice (che a me non dispiacciono), da appassionato di jrpg, ho trovato la serie abbastanza simpatica e divertente.
E poi, è un anime che dura quattro minuti ad episodio, è anche difficile pretendere di più.
Per quel che vale, "Bikini Warriors" è una parodia riuscita e simpatica, condita con un po' erotismo che non guasta. Lo consiglio soprattutto ai fan di "Queen's Blade", dato che sono davvero molto simili, e più in generale a chi cerca un anime simpatico e poco impegnativo da guardare a cervello spento.