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alessiox1

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
“Genocidal Organ” è la trasposizione animata di una novel del 2007, del compianto Project Itoh (Harmony), esiste anche un manga.

La storia inizia mostrandoci Sarajevo nel 2015, che è teatro di un gigantesco attentato terroristico, con l’uso di armi nucleari, l’intera città viene totalmente distrutta.
La scena si sposta nel 2022 negli USA, dove vediamo il nostro protagonista, ovvero il capitano Clavis Shepherd mentre parla durante un'audizione al senato USA, una senatrice gli chiede chi sia John Paul, e lui comincia a raccontare, e da qui inizia la nostra storia.
Veniamo catapultati nel 2020 in Georgia, dove è in atto una guerra civile e un genocidio, il capitano Sheperd guida la sua squadra in territorio nemico, lui fa parte di un'unità speciale (tipo Delta Force). Loro eliminano dei nemici e rubano i loro chip di identificazione, per potersi infiltrare in città, grazie a questo stratagemma riescono a eludere senza problema un posto di blocco.
Grazie a un particolare sistema di schermatura ottica (tipo quello del maggiore Motoko Kusanagi di “Ghost in the Shell”), riescono ad infiltrarsi in quello che capiamo essere il palazzo presidenziale, il protagonista riesce a catturare un alto ufficiale nemico, e gli fa delle domande su un americano che dovrebbe esseri lì, ma l’alto ufficiale gli risponde che non è più lì.
Il capitano Sheperd mette sotto accusa l’alto ufficiale per i genocidi commessi, inizialmente il militare cerca di giustificarsi per quello che ha fatto, ma dopo un po’ comincia a non capire più perché ha commesso quegli atti. L’alto ufficiale entra nel panico, e anche il capitano Shepherd sembra andare nel panico, lui (come tutti i suoi soldati) ha dei dispositivi, che limitano i sentimenti in modo da essere più lucidi e concentrati durante le missioni, tale sistema viene chiamato BEAR.
Il comando aveva cercato di calmare il Capitano Sheperd, vedendo che il suo sistema di controllo delle emozioni non funzionava, si accorsero solo dopo che quelli non erano i suoi dati, ma quelli del suo commilitone Alex (questa è una forzatura, o significa che chi doveva controllare i dati dei soldati, era un incompetente).
Dal nulla una scarica di fucile fece a pezzi l’alto ufficiale (dico fatto a pezzi perché la scena è molto splatter), e poi spunta Alex, che interrogato dal capitano Sheperd sul perché l’avesse fatto, disorientato quasi in preda alla follia, aveva alzato il fucile pronto a sparare al Capitano Sheperd che aveva esploso subito due colpi contro il suo commilitone.
I soldati nemici, allarmati dagli spari erano giunti in fretta, il capitano Sheperd aveva seguito la procedura e aveva messo degli esplosivi vicino al cadavere del suo commilitone, dato che l’operazione era segreta non dovevano essere lasciate tracce del loro passaggio, e, prima che i soldati nemici avessero la meglio si era lanciato verso la finestra, mentre dietro di lui la stanza esplodeva.
Se volete sapere come prosegue dovete vedervi l’opera.

Uno dei punti focali dell’opera, se non il principale, riguarda il rapporto tra paesi ricchi e pacifici e con paesi poveri e ostili. Del fatto che anche se viviamo in una società interconnessa dove circolano tantissime notizie e informazioni, dove il valore della vita è molto alto, alla fine guardiamo solo quello che vogliamo vedere, e sulla vita, come diceva qualcuno, “La morte di una persone è una tragedia, la morte di milioni di persone è statistica”: questo rende bene il concetto di valore della vita di un occidentale riguardo quello di una persona del terzo mondo.
Un altro concetto molto importante nell'opera, é quello del controllo e della libertà, abbiamo un riferimento molto forte al periodo post 11 settembre (la novel è del 2007), vale la pena sacrificare la propria libertà (o privacy), per avere maggiore sicurezza, e lo scambio è equivalente? Cioè la sicurezza ottenuta in cambio è abbastanza, considerando la libertà persa?
Nell'opera gli Stati Uniti, hanno un sistema di controllo enorme pieno di telecamere e di tracciamenti biometrici (ci viene più che altro detto che mostrato), i contanti non esistono più, ormai è tutto elettronico, tutto è schedato e controllato, mentre vediamo come l’Europa è molto diversa.
Un altro aspetto importante nell'opera lo ha la tecnologia, premetto che la tecnologia del controllo delle emozioni, è stata veramente studiata in questi anni dalla DARPA (agenzia del Pentagono che viene menzionata nella serie).
Nel film la tecnologia è abbastanza realistica, possiamo parlare di innovazioni che nel giro di pochi anni/decenni vedremo concretizzarsi, quindi possiamo definirla come una fantascienza prossima.
I soldati delle truppe speciali che vediamo, hanno delle lenti a contatto, che fanno da HUD come gli schermi negli aerei da combattimento, e che possono trasmettere le immagini al comando, si presume che i soldati abbiano anche un esoscheletro da combattimento molto sottile.
I soldati nel film arrivano nei luoghi delle missioni grazie a un aereo, ma non vengono paracadutati, arrivano su delle specie di bare volanti (nel film i soldati li chiamano bare), composte da fibre muscolari animali, dalla forma di missili da crociera, quasi indistruttibili, che permettono loro di atterrare sani e salvi dovunque. Tali gusci dopo essere atterrati con successo, si distruggono per non lasciare tracce (molto “Mission Impossible”), dato che parliamo di missioni stealth come dicevo in precedenza, e per evitare che tale tecnologia cada in mani nemiche, essi possono essere anche armati in caso di atterraggio in zone fortemente presidiate da truppe nemiche.

Passiamo ora a parlare del lato tecnico dell’opera, allora incominciamo parlando delle animazioni, nel complesso il voto è abbondantemente positivo, le scene d’azione e i combattimenti sono ben fatti, ma ci sono alcuni cali, questo è innegabile, che appunto vengono accentuati dalle magnifiche animazioni di altre scene.
Per quello che riguarda invece le musiche, esse sono belle ma non certo indimenticabili.

Passiamo alla caratterizzazione dei personaggi: premetto che alla fine i personaggi veramente importanti sono solo e solamente tre, ovvero il protagonista, l’antagonista e una donna, questi personaggi formano un triangolo per così dire. Comunque anche i personaggi secondari sono ben fatti, pur quanto abbiano un ruolo marginale nella storia.
La caratterizzazione è ben fatta a mio avviso, soprattutto sul protagonista e sulla donna, vediamo il loro cambiamento, i loro sentimenti, per quanto riguarda l’antagonista mi ha convinto, anche se a mio avviso avrebbe dovuto avere più battute e più spazio, pur capendo che parliamo di un film. Chiudo sull'antagonista dicendo che posso capire, la sua logica, e i suoi metodi, ma all'atto pratico la sua soluzione non mi sembra molto convincente, dato che peggiorerebbe solo le cose, questo passaggio può suonarvi strano, ma se vedrete l’opera capirete, dato che non voglio farvi spoiler.

Ora senza fare spoiler devo dire una cosa sul finale, si vede molto lo stile dell’autore avendo già visto una sua opera, quello che non mi ha molto convinto è che sembra un finale troppo estremo, anche vedendo le premesse, non dico che non ci stia, ma mi sembra esagerato.

In conclusione “Genocidal Organ” è un bellissimo film, che consiglio sia a chi vuole vedere un bel film di guerra ricco di azione, e anche a chi vuole riflessioni e geopolitica, con riflessioni che però non stancano o sono eccessivamente complicate.
L’opera è molto bella, ma gli manca quel pizzico per essere considerato un capolavoro da ricordare nei decenni.

Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
È davvero difficile produrre un'opera di tema militare, spionistico e renderla non solo verosimile, ma in un qualche modo legata alla nostra realtà contemporanea, sia nei temi che nelle forme. Dare a questo informe concetto, di difficile attuazione, oltretutto una base culturale, un messaggio morale, qualcosa che crei la differenza, è oltremodo titanico. Davvero in pochi sono riusciti in tale intento. In ambito nipponico possiamo chiaramente ricordare Hideo Kojima, ma direi che il suo nome oltrepassa i confini giapponesi. Il resto del mondo continua a sfornare opere di questo genere, ma assolutamente senza la solidità e la perfetta strutturazione a cui Kojima ci ha abituati. La serie 'Metal Gear' è, obiettivamente, il miglior prodotto mai creato di questo genere, essendo riuscita a creare un mondo parallelo al nostro, ma parallelo in senso proprio e reale. Il mondo di 'Metal Gear', difatti, è il nostro mondo, artisticamente rimodellato, sviscerato, criticato; il mondo di 'Metal Gear' prosegue come il nostro, appunto, lungo una direzione parallela, analizza e metabolizza i nostri eventi passati e si permette, successivamente, di prevederne in qualche modo i futuri.

Non è affatto un caso che Itou, il creatore della storia di 'Genocidal Organ', fosse un tale estimatore di 'Metal Gear', da essere entrato in contatto con Kojima, che gli dedicò anche un epitaffio nel 2010.
Non saprei dire quale opera deve di più all'altra, probabilmente si sono sviluppate in sincronia, tenendo in considerazione l'amicizia dei due Autori, ma il tema del linguaggio (ripreso da 'Metal Gear Solid V', ma con un'altra variante) è notevolmente interessante, per quanto, a mio parere, un po' naive. La sua semplicità, forse eccessiva se paragonata al complesso castello di carte che Itou costruisce, è però utile come suggerimento cognitivo per arrivare a comprendere che alcuni procedimenti psicologici sono costantemente presenti nel cervello umano, ma che possono andare in quiescenza (ma non morte) a causa del rilassamento sociale indotto dal benessere. La trama è solida e il finale è, a mio parere, ottimo, senza fronzoli, duro e spietato come quello di 'Jin Roh': spietato sia per quel che accade che per quel che racconta. Una summa degli eventi degli ultimi trent'anni che il mondo occidentale ha subito e della sua reazione agli stessi, in chiave artistica, semplificata, ma ottimamente e con un taglio anche parzialmente lirico e poetico. Forse le musiche non sono state esattamente eccelse e memorabili per i posteri, ma nel complesso il film è quasi perfetto.

Assolutamente consigliato a chiunque apprezzi 'Metal Gear' e a chiunque voglia ben ragionare sui doveri che si presentano a noi cittadini occidentali nel momento in cui vogliamo mantenere il nostro status di pace e prosperità. La difficoltà nel concepire il concetto di libertà in ambito sociale, ma anche individuale; le restrizioni che ogni giorno ci affliggono, il grande fratello che quotidianamente ci circonda. La risposta sarà, chiaramente, d'impatto, e non digeribile da parte di tutti.