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Kuba16

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Scrivendo una recensione per questo anime, potrei cominciare parlando dell'indole sonnecchiante di Tanaka, del chara design o dei lineamenti generali della trama, ma si deve innanzitutto elogiare la cura del dettaglio. Il dettaglio che consacra la serie per quel che vuol trasmettere, in ogni ambito. Per la regia, lenta, riflessiva, piena di silenzi e sguardi enigmatici, che va a braccetto con la filosofia di Tanaka, le sue azioni e i suoi pensieri, riuscendo con insolita flemma a portarmi nel suo mondo. Per i colori pastello, così ben assortiti tra loro, che regalano un'insperata e stupenda quiete. Per la colonna sonora, ben curata e contestualmente adatta. Per l'opening, che va davvero a braccetto con la serie, e addirittura per le immagini che accompagnano l'opening, che in un minuto circa riescono perfettamente a introdurre i tratti generici del mondo in cui ti insinuerai, come se ti spingessero lentamente in una vasca calda in pieno inverno dalla quale non vorrai più uscire.
Ed è questa la sensazione che ho provato nell'ultimo secondo dell'ultima puntata: la voglia di voler continuare a vivere accanto a loro, come se fosse una cosa normale, quasi naturale. Perché in questo anime prima di tutto ho trovato quel che si cerca invano in molti “slice of life” o presunti tali: la possibilità che ognuno di noi possa provare quel che vivono i protagonisti della serie, senza irreali storie d'amore o scoppiettanti eventi fuori dall'ordinario comune.

Tornando ai criteri standard di una recensione, il protagonista Tanaka è un ragazzo piuttosto pigro, che escogita ogni sorta di piano per evitare scocciature o fatiche impreviste, evitando qualsivoglia tipo di problema pur di sonnecchiare cinque minuti in più. Oota, il suo migliore amico, è una sorta di suo tutore, che si prende cura di Tanaka nei momenti più “critici” e che sotto sotto sembra apprezzare il modo di vivere insolito del suo amico. Miyano è una ragazza iperattiva fermamente convinta che con l'impegno si possa ottenere tutto, persino diventare come il suo mentore Tanaka (beh, impegnarsi a diventare pigri può apparire un controsenso, ma tant'è...). Shiraishi è la star della scuola con un passato da 'sfigata' reclusa. Echizen è una presunta teppistella che in realtà ha un buon cuore. La sorellina di Tanaka ha un carattere piuttosto possessivo verso il fratello maggiore.
Ho apprezzato molto il chara design: pochi tratti chiari e distintivi, che rendono i personaggi tali e non soltanto comparse per dare un senso spicciolo a un episodio. L'unica remora è che si è poco indugiato su essi, ma, vista la breve durata della serie, non ci si può far molto.

La trama non è certo un esplosione di colpi di scena, anzi: seguendo i tratti del suo personaggio centrale, scorre lentamente e senza troppi intoppi, nonostante si aggiunga un leggera sfumatura sentimentale che dà quel qualcosa in più, che non intacca l'unità e il senso della vicenda, ma anzi la arricchisce di un rosa tenue che non può far male.

La scuola in cui si svolgono principalmente le vicende è piuttosto vivace, con porte colorate e soffitto parzialmente in vetro per rendere luminoso l'ambiente. Dettagli che stanno a pennello, se posti in una serie come questa.

Infine, ho cercato di non rivelare altri particolari per non togliere sorprese a chi leggerà questa recensione, descrivendo le vicende e i personaggi nei lineamenti principali. Perciò so che chi arriverà qua in fondo si chiederà: “Perché dovrei vedere questa serie?” Perché ognuno dei personaggi che incontrerai, ogni momento che vivrai e ogni inquadratura che osserverai ti parrà vera e viva e, quando finirai di vederla, vorrai soltanto un altro episodio in più, un altro minuto con Tanaka & Co.
Perché ti sembrerà veramente strano che quel che hai vissuto sia, in fondo, “soltanto” un anime.


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LaMelina

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Conoscete la politica del "dove mi appoggio mi addormento"? Tanaka sa bene cosa significa prendere sonno ovunque. Dal banco di scuola a un morbido scatolone, dal tavolo di un fast food al divano di casa, dal posto all'ombra sotto un albero nel giardino della scuola al muretto nel cortile, dalla panchina al pavimento di tatami, su una risma di fotocopie, fra le braccia di un amico... non c'è luogo nel mondo in cui Tanaka non riesca ad addormentarsi! Dove passa questo ragazzino gracile dai capelli neri arriva una ventata di pigrizia che ti stordisce e ti rilassa. Perché una persona che ha la flemma di Tanaka funge da deterrente alla fretta e alle angosciose ansie della vita di tutti i giorni, consegnando la tua mente direttamente alle mani paterne di Morfeo.

Commedia di ambientazione scolastica di dodici episodi, andata in onda nella primavera del 2016, Tanaka-kun wa itsumo kedaruge (ossia Tanaka-kun è sempre pigro) è tratto dall'omonimo manga di Nozomi Uda, ancora inedito in Italia. Riutilizzando i cliché delle storie che nascono fra le mura delle scuole giapponesi, la serie mette in scena uno slice of life divertente e frizzante, adatto a chi si vuole prendere una pausa con una tisana di serenità. La componente comica non eccede mai sfociando nell'esagerazione, piuttosto è così ben dosata da riuscire a contrastare ogni sbadiglio di Tanaka, che con il suo stato di perenne sonno potrebbe compromettere da solo il successo del suo stesso anime! Il bello sta proprio qui, nel parlare di un qualcosa che provoca assopimento immediato riuscendo invece a tenere lo spettatore sveglio con risate, empatia per le situazioni che coinvolgono i personaggi, e un pizzico di compassione per noi stessi, che ci ritroviamo in una persona pigra come Tanaka. Non ci si può non affezionare al microcosmo creato ad hoc dalla Uda, che innalzando al ruolo di eroe un protagonista svogliato, apatico, asociale, conferisce un po' di gloria a quell'uomo «che non è fatto per stare solo», come cantava Gaber, ma che ha bisogno dell'amicizia per affrontare il tempo.

Osservare Tanaka e il suo impegno nel perseguire una vita rilassata rilassa a sua volta, al punto che non guardi le vicende con nessuna sorta di accanimento, ma ti riposi assieme al protagonista, sposando il suo concetto di non complicarsi l'esistenza cercando le dietrologie nell'universo! Con una semplicità sconcertante, mostrando la normalissima quotidianità di un ragazzo pigro, Tanaka-kun wa itsumo kedaruge riesce a conquistare l'attenzione e l'affetto degli spettatori, mettendo in scena la routine di un liceale qualunque... Perché non serve far cadere un meteorite sulla Terra per appassionare qualcuno, basta saper reinventare l'ogni giorno offrendo una chiave innovativa con cui guardare ai propri piccoli difettucci da esseri umani, che spesso ci fanno sorridere di noi stessi, o incontrare dei personaggi che ci sembra di aver conosciuto per davvero, sentendo quel senso di familiarità che riscalda il cuore.

Perché Ōta, l'amico che ti ammonisce per le tue assurdità ma che pure ti asseconda con estrema dolcezza; e Miyano, la compagna iperattiva e stancante che ti ricorda che ogni tanto sforzarsi ripaga; e Shiraishi, la 'sfigata' che prova a emanciparsi con trucco e parrucco e che diviene la stella a cui aspirare; ed Echizen, la teppistella buona di cuore che ti ammonisce quando dimentichi che fare del bene a qualcuno non è mai una perdita di tempo; e tutti gli altri componenti della combriccola di Tanaka, esistono davvero da qualche parte... e forse ognuno di noi ha incontrato qualcuno di questi! Certo, poi, c'è anche l'animale raro che non si trova nemmeno segnalato da Google Maps, ossia la imōto col brother complex, ma è l'eccezione che conferma la regola! E suo fratello non è da meno! È vero che Tanaka è l'estremizzazione del pigro per eccellenza, ma i pensieri di quante persone che odiano sbattersi per certe noie rispecchia in pieno? Su, siamo sinceri, in ognuno di noi c'è stato o ancora c'è un piccolo Tanaka, che si scoccia di campare e vorrebbe che il mondo servisse su un vassoio d'argento la soluzione alle rotture della vita...

Lo scenario che accompagna le vicende di Tanaka e dei suoi inseparabili amici si esprime in colori chiari, caldi, luminosi che ben si adattano all'immagine serena che l'anime vuole trasmettere. L'ambiente è il classico da commedia scolastica, con un plesso arioso con annessi giardino, palestra, campetto, terrazza e quant'altro, in cui sembra sempre soffiare una brezza leggera, come se qualcuno si fosse messo a fischiettare gioioso su questa casa di bambole. Anche gli esterni sono i classici paesaggi giapponesi, con una particolare attenzione alle realtà squisitamente nipponiche, come gli argini dei fiumi, gli shōtengai (商店街 quartieri commerciali), le labirintiche zone residenziali con le villette a schiera, ecc. È interessante l'utilizzo della tecnica del fermoimmagine, con la regia che indugia su alcuni scorci, quasi come se il cameraman si fosse appisolato dietro la telecamera! Semplicemente, questi attimi di fotografia servono a creare dei respiri all'interno della narrazione, che per un anime che va adagio come Tanaka-kun wa itsumo kedaruge sono essenziali.

Anche i temi di accompagnamento e le sigle di apertura e chiusura diffondono nell'aria quiete e splendore, con melodie armoniose dal ritmo andante. Il testo dell'opening "Utatane Sunshine", cantata dagli Unlimited Tone, rispecchia pienamente l'essenza dell'anime. Le tre voci dei vocalist si armonizzano perfettamente, regalando a chi ascolta un senso di equilibrio prezioso. Anche l'ending "BON-BON" di CooRie, un po' più birichina e briosa, si adatta pienamente all'atmosfera della serie. In generale ottimo anche il doppiaggio, soprattutto buona la prova di Kenshō Ono su Tanaka, che ritrova i vecchi fasti di Kuroko di Kuroko no Basket, e quella di Yoshimasa Hosoya per Ōta, che conferisce al personaggio quel graffio dolce che lo rende ancor più affascinante.

Tanaka-kun wa itsumo kedaruge è ottimo per essere visto in pausa pranzo, dopo una giornata di lavoro, per l'ora del tè o della merenda, prima del pisolino pomeridiano, prima di andare a letto la sera, nell'ora morta del pre-cena; non c'è un orario preciso per un po' di sana pigrizia, perché è sempre il momento giusto per rallentare il ritmo e ritrovare il sorriso, che nell'alienante frenesia delle faccende quotidiane spesso si perde senza averne coscienza. Perciò, come dicono i giapponesi, che conoscono bene l'arte dell'affannarsi: chotto kyūkei shimasu!


 8
Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Si sa, gli slice of life devono essere apprezzati per come si presentano, senza criticare l’andamento lento e cadenzato o i toni soffusi dell’intera vicenda. Sono fatti così, cambiandoli non si farebbe altro che deturpare uno stile originale e, a parer personale, molto bello. “Tanaka-kun wa Itsumo Kedaruge” fa proprio parte di questa categoria, anche se introduce alcuni elementi originali e innovativi. Uno slice of life che può essere inteso anche come commedia scolastica, e contiene quel pizzico di sentimentalismo capace di commuovere e intenerire, una storia candida e tranquilla, che rasserena gli animi degli spettatori e tranquillizza il pubblico. Non bisogna aspettarsi chissà cosa, ma riesce comunque a far colpo e conquistare.

La vicenda è tutta incentrata su Tanaka, un ragazzo alquanto pigro, che coglie ogni occasione per sonnecchiare. In classe, a casa, per strada... insomma, per lui la pigrizia è un’arte, e si è addestrato più che bene in tale disciplina. Al suo fianco c’è sempre Oota, suo caro amico, che, quasi come una madre, si preoccupa per lui e lo supporta (anche fisicamente). Il classico ragazzo d’aspetto “spaventoso”, ma dal cuore tenero. Insieme, trascorrono un’esistenza pacifica e tranquilla, l’ideale per quel pigro di Tanaka. Ma i bei giorni stanno per finire. Contro tutte le aspettative del nostro protagonista, arriveranno altri personaggi che, in un modo o nell’altro, scombussoleranno la sua esistenza e la renderanno sicuramente più movimentata. Tanaka non demorde e riesce comunque ad appisolarsi, ma, puntata dopo puntata, cambierà un po’... giusto un pizzico.

Rinnovo il mio avviso: a chiunque non piaccia lo stile degli slice of life sconsiglio di intraprendere la visione di tale serie. Non perché sia brutta, ma per il fatto che punta fortemente sull’aspetto “sonnolenza”. L’atteggiamento del protagonista è l’immagine stessa dell’opera, che non può che riflettere la sua pigrizia. Un andamento molto lento, ricco di silenzi, ma, per quanto mi riguarda, tutti questi momenti non appaiono per nulla vuoti, anzi...
I personaggi sono tutti ben caratterizzati; pochi tratti, ma forti e decisi, che ne permettono un’identificazione rapida e precisa. C’è il pigro e la super agitata, il tenerone e la finta delinquente, la ragazza scintillante e quella che preferisce restare più in ombra. Insomma, una buona varietà, che arricchisce l’intera vicenda e la carica di colori inaspettati.
Molto bello anche il tocco sentimentale, che, a modo suo, ha saputo donare un ulteriore tocco di classe a questa serie, rendendolo forse più che un semplice slice of life. Niente di così concitato, sia chiaro, ma sono bastati un paio di personaggi per donare quel calore candido e accogliente, capace di avvolgere lo spettatore e non lasciarlo mai. Se proprio si vuole fare i precisini, si potrebbe intravedere anche una relazione yaoi tra Tanaka e Oota, ma credo proprio che, più che altro, si cerchi di ironizzare questa “relazione”. Oota è una sorta di mamma premurosa, che vede in Tanaka il figlioletto. Si commuove per lui quando mostra atteggiamenti maturi e lo assiste nei momenti di maggior... sonno.

La grafica è bella, ma anche in questo caso si è cercato di assecondare i toni della vicenda: colori tenui e per nulla accesi. Si nota quasi un’atmosfera d’immobilità. Nonostante le varie disavventure, la situazione non è mai veramente agitata, e la grafica aiuta a rendere proprio tali sensazioni.
Ho amato l’opening, e con essa anche la colonna sonora in generale. Buona la scelta dei doppiatori, che riescono a esprimere alla perfezione l’essenza stessa dei vari personaggi.

Insomma, da come si è potuto capire, “Tanaka-kun wa Itsumo Kedaruge” mi è piaciuto molto e lo consiglio sicuramente a coloro che apprezzano tale stile. Non ci sono fantomatici nemici da sconfiggere, né triangoli amorosi strappalacrime. Il protagonista non è carismatico o dispensatore di battute... eppure riesce a conquistare il pubblico con la sua innocenza (e anche una buona dose di ragazze, che rimarranno colpite dalle sue frasi ad effetto).
Dodici puntate veramente belle, che rasserenano e tranquillizzano. La visione ideale per rilassarsi dopo una giornata di lavoro.

Voto finale: 8


 2
Jarcis

Episodi visti: 0/12 --- Voto 8,5
"Tanaka-kun wa Itsumo Kedaruge" è un anime di dodici episodi del 2016 basato sull'omonimo manga di Nozomi Uda. La sua visione mi ha piacevolmente colpito.

Il protagonista, Tanaka, è un liceale svogliato che approfitta di ogni momento buono per dormire. Al suo fianco abbiamo l'inseparabile Oota, suo migliore amico, ragazzo alto ed energico che lo aiuterà ad affrontare la vita di tutti i giorni. Pur essendo agli antipodi, i due vanno molto d'accordo e Oota sembra quasi segretamente ammirare il modo di vivere di Tanaka e il suo "impegno" nel non voler impegnarsi in nulla. Attorno a loro la cornice di una magnifica scuola (molto diversa dalle solite che si vedono in ambiente scolastico) e un gruppo di strambi amici, ognuno con la sua particolarità.
La caratterizzazione dei personaggi calca un po' alcuni stereotipi in certi casi, ma è ben fatta e sempre coerente. Tra i miei preferiti ricordo Oota, l'amico che tutti vorrebbero, e la piccola Miyano, ragazzina piena di energie che vede in Tanaka un maestro di vita e cerca di fare il possibile pur di essere svogliata quanto lui, fallendo miseramente.

I colori sono chiari e armoniosi e, insieme alla colonna sonora, danno all'anime un'atmosfera luminosa e rilassante.
Il chara è semplice e subito riconoscibile, l'aspetto fisico di ogni personaggio sembra esprimere perfettamente il suo carattere.
Il comparto sonoro veste perfettamente l'anime, come già detto, rendendo tutto armonioso.

Nonostante sia un anime con tematiche non troppo serie, ho trovato molto divertente seguirlo e raccogliere citazioni varie, perle di saggezza che Tanaka tira fuori dal cappello con noncuranza, facendo ridere e riflettere. I suoi sono i pensieri che un po' tutti, in fondo, abbiamo in testa, ma siamo troppo presi dal nostro senso del dovere per esternarli. Tanaka invece non si pone freni, e non ha intenzione di rinunciare alla propria indole pur di accontentare gli altri o la società. Pur restando pigro, riuscirà ad attirare le simpatie dei più, venendo spesso elogiato per comportamenti che sembrano frutto di un lungo e attento studio, ma che in realtà nascono casualmente dalla sua noia e dalla sua pigrizia.
Le scene comiche lo sono per davvero: la pigrizia di Tanaka creerà situazioni particolari e ai limiti del credibile che coinvolgono anche chi gli sta intorno, con soluzioni a volte per nulla scontate.
Ogni episodio è generalmente autoconclusivo e diviso in due tempi, nei quali vengono narrate due storie diverse ma collegate tra loro. Carine anche le anticipazioni degli episodi a fine puntata.

Consigliato a chi non vuole qualcosa di troppo impegnativo, a chi cerca un passatempo con cui divertirsi senza scervellarsi troppo.
Dolce, fresco e divertente, Tanaka merita un 8 e, forse, anche qualcosa in più!


 1
Angia

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Serie TV trasposta dall'omonimo web manga ancora in corso e inserito nella cour primaverile 2016, "Tanaka-kun wa Itsumo Kedaruge" racconta la tranquilla vita scolastica del suo protagonista, di (cog)nome appunto Tanaka, e il suo modo di adattarsi ad ogni situazione, il tutto reso a suo modo particolare, sotto un'altra prospettiva, grazie alla sua pigrizia. Tanaka, pur avendo abilità nascoste e capacità di fare le cose per bene quando vuole, è infatti dotato di un'indole fuori dal comune: sempre svogliato, debole, assonnato e capace di addormentarsi ovunque offra una buona condizione per farlo. E, a causa di quest'ultimo problema, l'amico Oota non riesce mai a togliergli gli occhi di dosso, e ogni volta si prende la briga di andare a cercarlo e di trasportarlo nel luogo giusto entro tempi giusti.

La serie è iniziata in modo carino, ma, per via della sua tranquillissima lentezza, annoiava dopo un po'. Poi, pian piano, con la comparsa progressiva di nuovi personaggi, il tutto è diventato più interessante e movimentato. La pigrizia di Tanaka, che prima sembrava quasi il punto debole della storia, nonostante fosse il fulcro, ha improvvisamente mostrato le sue incredibili potenzialità. Infatti, se nei primi episodi vedevamo uno che non ha voglia di fare un tubo, in quelli successivi andiamo a conoscere la sua personalità più a fondo e come lui svogliato riesca a escogitare piani per crearsi una situazione di relax o per evitare certe fatiche (anche usando altri come scusa), dire bugie anche poco credibili per estraniarsi da qualsiasi cosa che ritiene possa essere problematica se coinvolto, trovandosi alternative assurde per non compiere un gesto che farebbe qualsiasi persona normale pensando di cavarsela (con risultati che gli si ritorcono pure contro) e via dicendo. Personalmente ho apprezzato questo personaggio, non tanto per la suo indole, bensì per i suoi pensieri a volte diretti e insoliti, che hanno un qualcosa che mi fa sentire che sia vivo. I personaggi secondari che contornano la storia non sono tanti e sono stati tutti più o meno approfonditi attraverso le varie vicende; si fanno apprezzare anche loro (adoro Shiraishi e Miyano e tifo per la prima con Tanaka), anche se i due compagni di classe Shimura e Kato si sono visti di meno, così come le sorelline che hanno fatto l'entrata in scena più tardi.

Dato il contesto, la colonna sonora che accompagna l'anime è relativamente tranquilla, così come le theme song di apertura e di chiusura; personalmente non sono il mio genere, ma sorvoliamo. Il chara design è abbastanza semplice e gradevole, e le animazioni sono fluide, collocandosi agli alti piani della media.

Dopo una prima ipotetica sufficienza, adesso che ho terminato la visione mi sento di dare un 7 pieno, anche 7 e mezzo, perché da metà serie in poi l'ho trovata migliorata e mi ha intrattenuto sempre più.