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dawnraptor

Episodi visti: 16/16 --- Voto 7
Breve serie cinese romantico-culinaria con aneliti di femminismo in 16 episodi da 44 minuti, per la regia di Guo Hao.

Ling Xiao Xiao è una bravissima cuoca, che aspira a diventare “il” miglior cuoco in un mondo dove tutti gli chef di una certa levatura sono maschi. Riesce conquistare il palato del principe ereditario Zhu Shou Kui, un giovane capriccioso ma di buon cuore, e si installa nelle sue cucine superando anche col suo aiuto via via tutte le difficoltà, mantenendo sempre bene in vista il suo obiettivo.

Ovviamente, fra i due nascerà un sentimento che, per una volta, non sarà osteggiato dalla famiglia reale di turno. No, quello che verrà proibito non sarà l’amore, ma il mestiere di Xiao Xiao: come futura moglie del principe ereditario e, in prospettiva, imperatrice, dovrà rinunciare completamente alle cucine, che sono la sua ragione di vita. O rinunciare al principe. Una scelta traumatica per tutti gli interessati.

Si tratta palesemente di un progetto a basso budget. Tutto, dai costumi alle ambientazioni, dal numero relativamente limitato dei personaggi alla realizzazione dei piatti, è decoroso ma certo non memorabile. Soprattutto, trattandosi di cucine imperiali, le ricette proposte sono apparentemente poco ricercate e raramente decorate, dando più l’idea di un ottimo menu da ristorante che di prelibatezze ad uso di regnanti.

Il commento musicale, invece, è piuttosto azzeccato e sicuramente contribuisce al successo dell’opera.

Gli attori, senza troppe eccezioni, hanno recitato ben sopra il minimo edittale. In particolare la coppia principale chef-principe, interpretata rispettivamente da He Rui Xian e Wang Xing Yue, ha saputo reggere la scena in modo ammirevole. Specialmente il giovanissimo Wang Xing Yue, classe 2002, pur con un’esperienza tutto sommato limitata, è già in grado di dare dei punti a tanti colleghi ben più navigati, ma che magari fondano la propria fama più sull’aspetto che sulla bravura.

La coppia principale funziona molto bene, sono entrambi inesperti e combinano tutti i pasticci del caso ma, quando finalmente arriva il momento di darsi un bacio, Wang Xing Yue non si tira certo indietro, pur tenendo a mente che il bacio alla francese è sconosciuto nei drama cinesi.

Lo svolgimento della vicenda è piuttosto semplice e lineare, affidando tra l’altro molto schermo alla preparazione dei cibi e al consumo degli stessi. E qui entrano probabilmente in campo le differenze culturali, visto che per il gusto occidentale è piuttosto disdicevole focalizzare l’attenzione in primissimo piano sull’atto del mangiare, specie perché, contrariamente a quanto si vede in buona parte dei drama asiatici, da noi parlare a bocca piena è un deciso no-no. Se ci aggiungiamo che, nel momento in cui si pone il cibo in bocca, la produzione ha pensato bene di aumentare gratuitamente il volume dei relativi suoni, si ottengono sequenze piuttosto sgradevoli, almeno ai nostri occhi e, soprattutto, alle nostre orecchie. Vogliamo dire che è asmr, come qualcuno ha suggerito? Ma se è così, su di me non funziona…

Il polLiticamente corretto in Cina non è ancora arrivato e si vede: nel cast ci sono due donne sovrappeso e, delle due, una è inizialmente un personaggio negativo e l’altra è pure una povera di spirito. Ed entrambe non fanno altro che mangiare, anche se in questo stanno in buona compagnia.

I personaggi soffrono di una caratterizzazione un po’ monodimensionale: la chef parla sempre solo di cibo, nelle cucine si pensa sempre solo a mangiare e il principe, per quanto di cuor gentile, è piuttosto egocentrico e non pare rendersi conto dell’importanza dei punti di vista diversi dal suo. Per contro, la famiglia imperiale è molto fuori dai cliché, molto alla buona, addirittura e, per quanto si parli tanto di regole, alla fine quella veramente importante pare essere che le principesse non devono stare in cucina (eppure nei primi episodi ce n’è una che cucina quando le pare).

Ad ogni modo, la serie si lascia guardare senza opporre troppa resistenza fino alle ultime puntate, quando la nostra Xiao Xiao viene messa di fronte a un aut aut: la cucina o l’amore. La scelta sarà molto sofferta sia per lei che per il principe e si protrarrà per un paio di episodi, fino ad un finale solo apparentemente insoddisfacente e confuso che, nella versione da me visionata, viene spiegato negli ultimi minuti. Pare esistano due finali alternativi.

Tutto sommato, una visione gradevole e di poco impegno, non stellare ma di onesto intrattenimento, da cui potremo trarre ispirazione per qualche ricetta, magari nell’attesa che vada in onda il prossimo kolossal che stiamo aspettando.