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Testu

Volumi letti: 48/34 --- Voto 8,5
Una commedia demenziale ancora oggi molto fresca e divertente.

La storia parte da uno spunto semplice, ovvero, la classica conquista del pianeta terra, che stavolta può essere evitata pacificamente vincendo una sfida di acchiapparella. A sostenere la prova deve essere un terrestre scelto dal destino, a cui si sa, non manca l'ironia. Sorte vuole che tale onere tocchi ad Ataru Moroboshi, il più inaffidabile e allupato diciassettenne della città di Tomobiki, a cui ogni donna fa resistenza. Se ciò non bastasse, il suo avversario si rivelerà essere non il tipico guerriero muscoloso, bensì la graziosa figlia di colui che è a capo dell'invasione. Dato che Lamù è parecchio avvantaggiata dai suoi poteri, specialmente di volo, Ataru benchè energico, nel confronto fallirà spettacolarmente a più riprese, ma con la giusta motivazione, usando l'astuzia saprà trionfare. La vittoria però lo porterà a ritrovarsi fidanzato con la bella aliena e di riflesso verrà coinvolto da li in poi con altra gente spaziale altrettanto problematica, che distruggerà la già fragile tranquillità dei genitori del ragazzo e del resto dei cittadini, specialmente i compagni di classe.

Lamù, o meglio Urusei Yatsura (Gente Chiassosa della stella Uru) fu l'origine della brillante carriera di Rumiko Takahashi, ma anche la radice su cui si sono fondati i lavori successivi, pur appartenendo essi, in maggior parte, ad un genere più votato all'azione. Molti sono i punti in comune tra le serie di Rumiko-dono; vi è sempre un personaggio con un forte debole per le donne (Ataru, Mitaka, Happosai,Miroku), una spalla comica di bassa statura (Ten/Sakurambo, Yukari, Happosai/Cologne, Shippo/Myoga/Jaken, Rokumon), donne forzute quanto e più degli uomini (Shinobu, tutte le fidanzate di Ranma), pose delle mani, persone ed animali con occhioni a palla e soprattutto, quasi ogni opera mostra una forte influenza su quella successiva. Scrivo quasi perchè a questa equazione sfugge quasi interamente "Maison Ikkoku", la più equilibrata e realistica tra le opere maggiori della Takahashi. Questa "anomalia" farà si che l'eredità di Lamù venga poi raccolta da "Ranma 1/2".

Tra Ranma e Lamù vi sono infatti fortissimi legami, forti a tal punto che, per me, che lessi per primo la saga del ragazzo col codino, includendola tra le mie preferite di sempre, fu deludente leggere successivamente alcune mini-avventure di Lamù. Non al punto da giudicare negativamente nessuna delle due opere, ma comunque spiazzante. Ranma infatti è una evidentissima costola di Lamù, ampliata e con importanti cambiamenti, ma pur sempre basato pesantemente sul precedente personaggio femminile di Ryunosuke, dal suo rapporto col padre, al suo ambiguo stile di vita uomo/donna, fino al rapporto burrascoso con gli spasimanti (specie quello fantasma). Persino la sorniona Shampoo, come aspetto ed espediente di sfida ammogliante ricorda la nostra cara aliena dal bikini tigrato e Kuno per quanto sia meno rispettato e col tempo meno utilizzato, non può che riportare alla mente il claustrofobico Mendo, che già aveva originato un più fortunato e distinto Mitaka. Queste "somiglianze" non finiscono qui e si ripeteranno anche nelle successive opere.

Tornando strettamente alle vicende di Urusei Yatsura, per quanto riguarda la storia, nella mente della nostra autrice il protagonista, almeno inizialmente, sarebbe dovuto essere unicamente Ataru ed il suo gravitare intorno a guai e belle figliole (spesso accomunati). Lamù nei primi volumi aveva un carattere più infido ed una rivale pericolosa nella forzuta Shinobu, ma in men che non si dica la popolarità della bella aliena mutò il corso degli eventi, spostando bruscamente in secondo piano l'ex fidanzata di Ataru, che per molto tempo, a parte rinnegare il passato, non ebbe di meglio da fare che gravitare intorno ad uno che non l'ha mai considerata (Mendo) trovando solo dopo molto tempo qualcuno vagamente adatto a lei. Questo cambio, comunque, non impedì di proseguire col piano originario, in quanto Lamù, coi suoi fulmini ammonitori resse perfettamente da sola la parte della gelosa violenta, semplificando persino la gestione alla nostra cara autrice, che potè così mostrare maggiormente i lati affettuosi del personaggio e le sue amicizie bizzarre.

Un affetto vero, che non si è generato in un momento chiave e che nemmeno si spiega, per quanto poco ciò possa servire in una serie demenziale. Comunque, su questo punto, forse può aiutare un confronto con il fidanzamento precedente tra Lamù e il fascinoso, ma un pò tardo, Rei, che venne mollato alla fine per il suo estremo attaccamento al cibo, forte al punto da non rendersi conto di ciò che la gente faceva per lui o di ciò che lo circondava. In quel caso Lamù sarebbe stata l'eterna seconda, mentre in difesa di Ataru, bisogna dire che pur rifiutando la monogamia, ha sempre dimostrato più volte di tenere alla sexy aliena, in modo più o meno evidente, fosse anche solo per il fatto di essere una ragazza carina, quindi, forse è questo che ha fatto in breve tempo la differenza. Del resto Lamù è di natura passionale e fedele, ma anche possessiva e collerica, diciamolo, ha bisogno quanto Ataru di qualcuno che le tenga testa e pochi possono fregarsene di scariche di fulmini come il nostro mancato casanova. I frequenti litigi nella loro eterna lotta tra ricerca di libertà e di conquista sono paradossalmente una necessaria fonte di ossigeno nel loro rapporto, al punto che diviene difficile immaginarseli in futuro come una coppia di sposini imborghesiti.

La cosa bella dei personaggi di quest'opera è che per quanto siano estremizzati nei loro caratteri, non sono così scontati da rientrare appieno in una definizione precisa. Ataru per quanto tendenzialmente egoista, saprà mostrare insospettabilmente un lato gentile ogni tanto, tipo col pestifero e piromane Ten, che verrà aiutato a parlare con la madre o col caso di una fantasmina che voleva passare una giornata romantica con lui. Arriverà persino a delegare ad un compagno di classe un rarissimo caso di abbordaggio riuscito con una ragazza, pur di non mancare alla parola data alla sua bella orchessa. Altresì Lamù, per quanto generalmente altruista e disponibile ad aiutare, sarà capace di mostrarsi egoista e spietata, ad esempio sfruttando i sentimenti del selvaggio Shingo per far ingelosire Ataru, oppure usando le lacrime dovute ad un'irritazione agli occhi per farlo sentire in colpa, o peggio, usando il povero professor Onsen come cavia per sperimentare la medicina anti-licantropia... dopo avergliela procurata lei stessa con l'inganno, ovviamente nell'ottica di curare successivamente il suo sfuggente tesoruccio libertino. In generale però, tutti i personaggi principali hanno un tratto in comune, chi più chi meno, ovvero, oltre un certo punto tendono a sfuggire alla responsabilità scaturite dalle proprie azioni.

Grazie alla sua natura puramente comica, la serie di Urusei Yatsura riesce a essere meno stancante dei lavori shonen successivi, tuttavia, anche in Lamù ci sono avvertibili cali, dovuti alla longevità della pubblicazione e alla mancanza di obbiettivi. Se già è fisiologico che in una struttura del genere ci possano essere storie più semplici e riempitive, come con le tre teppistelle o col volpacchiotto gentile, col tempo diviene difficile evitare il riciclo di certi espedienti, come in questo caso, l'uso del cibo alieno per far ingigantire animali terrestri, che poi causeranno ovviamente scompiglio. Beh... Ten, il cuginetto di Lamù ha ripetuto questo errore almeno 4 volte nell'arco del manga, in barba alle raccomandazioni e le pietanze aliene avranno comunque responsabilità anche in altri modi.

Per quanto riguarda il finale invece, esso è notoriamente molto aperto, ma vista la follia generale, i sentimenti reciproci ormai chiari, ed il fatto che il manga con la storia delle porte dimensionali abbia dato ad intendere che ogni sviluppo futuro è possibile, rimediando così ad un'avventura iniziale che voleva Shinobu come madre di Kokeru (figlio di Ataru), beh direi che lasciare il resto all'immaginazione del lettore non è stato necessariamente un male. In verità, non lo è parzialmente, e sottolineo, parzialmente, nemmeno in Ranma, avesse la nostra Rumiko-dono almeno risolto la questione della maledizione delle fonti.

A suo tempo, oltrepassata la trentina di volumi della vecchia edizione sottiletta, misi questa serie temporaneamente in pausa, perchè attratto da opere più action. Onestamente i litigi per le scappatelle e i duelli tra il martello di Ataru e la katana di Mendo avevano cominciato a tediarmi. Al contrario, qualche anno fa, dopo aver in gran parte recuperato il mancante, aver riletto tutto ed aver visto in pochi giorni pure l'intera serie tv, con tutti i suoi orrori di adattamento, ho maturato il parere che Lamù, dopo "Maison Ikkoku", sia l'opera migliore di questa autrice e tra tutte è di certo la più originale. Ranma in tal senso è stato scalzato di una posizione, ma per fattore nostalgico le sue avventure a suon di pugni e tecniche improbabili saranno sempre in un angolo speciale del mio cuore.


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Askaron

Volumi letti: 48/34 --- Voto 9
Lamù è il manga che mi ha introdotto al mondo dei manga, e devo dire che è stato sicuramente l'approccio migliore per partire: il folklore giapponese si mescola qui perfettamente alla storia di Lamù e Ataru, e di tutto quel microcosmo che circonda la loro vita quotidiana.
I personaggi sono tutti piuttosto riusciti: dall'ingenuo ma pervertito Ataru alla dinamica e gelosa Lamù, dall'ingordo Sakurambo al saggio ma felino Kotatsu, ognuno gioca il proprio ruolo in questa divertente epopea umoristica.
Non sempre è facile mandare giù tutto.
Rumiko ha imbastito un'opera altalenante: a tratti divertente e dinamica, a tratti lenta e ripetitiva, si trascina più del dovuto, ma il finale struggente riscatta anche i momenti morti dell'opera, che rimangono comunque minoritari nel complesso.
Il tono scanzonato del manga non si perde mai, e anzi, talvolta sembra quasi cadere nella demenzialità più pura, sebbene la Takahashi sia anche in grado di imbastire vicende drammatiche senza scadere nell'overdramatization.
Un manga che sento di consigliare a chiunque: riesce a parlare ad ogni età, sebbene le intenzioni iniziali della mangaka fossero quelle di rivolgersi ad un pubblico più giovane.


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Shiryu of Dragon

Volumi letti: 34/34 --- Voto 10
Nel folclore giapponese, quegli orchi mitologici chiamati Oni sono stati raffigurati in svariati modi, ma la totalità di quelle rappresentazioni ha sempre avuto una costante: sono mostruosi. In più, presentano quasi sempre tratti nettamente virili. Eppure, anche per delle creature simili dovrà pur esserci il piacere di una comoda casa, un'avvenente consorte e dei figli da mantenere con un onesto lavoro regolarmente stipendiato. E' chiaro che non possono mancare delle attraenti orchesse, pronte e disponibili a coronare il sacro vincolo del matrimonio insieme al loro fedele maritino. Quindi cosa potrebbe succedere se una procace ragazza zannuta, cornuta e in bikini - rigorosamente in pelle di tigre, che ogni rispettabile Oni indossa sempre - giungesse dallo spazio, con la sua famiglia, per conquistare la Terra? Come si svilupperebbe il rapporto fra lei e il terrestre che si ritroverebbe a dover affrontare una particolare sfida, allo scopo di evitare che il pianeta sia soggiogato dagli invasori spaziali?

E' così che viene tratteggiato uno dei personaggi più divertenti e iconici esistenti nel panorama dei manga e degli anime: Lamù. Ella è obiettivamente la scintilla che ha permesso alla serie di "Urusei Yatsura" d'essere il capolavoro a fumetti che si è rivelato. Il progetto iniziale di questo manga infatti, prevedeva una breve serie di capitoli in cui la vita dello sfortunato Ataru Moroboshi - il cui nome significa "colpito da una stella cadente" - veniva turbata a più riprese dall'apparizione di esseri bizzarri e surreali provenienti da altri mondi. Ma i lettori giapponesi, parodiati dalla stessa Takahashi attraverso le figure nerd di Megane e compagni, vogliono vedere ancora la conturbante aliena dai capelli verdi, e sono subito accontentati - a tal punto che i più finiscono per considerare la principessa degli Oni la vera protagonista di questa serie, anziché Ataru come doveva essere secondo l'idea di partenza. E' specialmente qui che ci si rende conto di come la comicità in questo fumetto non si pieghi mai di fronte al mero fanservice, anzi: Takahashi si burla perfino di quello - cosa che non avrebbe fatto mai più negli anni successivi, quando decise di prender parte alla moda dei manga adolescenziali sulla lotta, e rabbonì di molto il suo stile.

Ma il personaggio di Lamù non è soltanto la parodia di un Oni, bensì anche la caricatura di una sex symbol d'oltreoceano che irrompe in quel sobrio perbenismo delle donne nipponiche e non solo, andando a generare delle situazioni di attrito letteralmente spassose. A supporto di tutto ciò, la morigeratezza di facciata che per motivi culturali accomuna spesso e volentieri le rappresentanti del gentil sesso viene abbondantemente ironizzata attraverso personaggi artisticamente rivoluzionari come Ran, Ryoko, Shinobu, Natsuko e tanti altri - personaggi a loro tempo del tutto innovativi, ma ancora oggi così accuratamente delineati, così tridimensionali che nel corso della lettura si rivelano i portavoce di una comicità lucida e pungente. E' una comicità che lacera ogni velo di falsi moralismi e di schemi tradizionali, per sfociare in quel crudo, cinico e sottilmente beffardo intreccio di soggetti che danno a vedere tutte le proprie egocentriche inclinazioni personali, spesso anche attraverso esilaranti e farsesche dissimulazioni dei più nobili e dignitosi sentimenti. Anche la componente fantascientifica fa la sua parte, contribuendo a creare allucinanti stramberie che intonano distintamente le note del caos universale, invitando il lettore al divertimento e alla risata nel leggere le insensate vicende di questi personaggi così bizzarri, eppure così sprizzanti di vera umanità, e a liberare per un po' la mente da pensieri tristi e seriosi - andando a toccare, talvolta, anche delle lievi punte di umorismo nero, ma senza mai scadere in trovate di cattivo gusto.
Tra l'altro, Lamù non è certo un caso isolato. E' spesso accompagnata, ad esempio, da una regina delle nevi aliena e da Benten, una dea della fortuna che, invece di essere elegante e aggraziata com'era nelle sue rappresentazioni tradizionali, qui è una teppistella con le catene, un bikini di ferro e sempre in sella alla sua motocicletta volante.

Andando a recuperare mondi immaginari della sua infanzia, pur senza perdere la malizia di una giovane maggiorenne la quale si avvia verso i trent'anni d'età, e mettendo splendidamente a frutto il suo interesse per un genere narrativo versatile come la fantascienza, che permette a qualunque fantasia della nostra mente di scatenarsi, Takahashi ha saputo dare il meglio di sé in questo fumetto, per quanto oggi sia tendenzialmente messo in ombra dai suoi mediocri successori intitolati "Ranma 1/2" e "Inuyasha". Qui in Italia purtroppo, l'edizione Star Comics, che pure gode di un ottimo adattamento nonché di un'interessante rubrica di approfondimenti relativi alla cultura popolare nipponica ("Leggendo Leggende Sprint"), non viene più ristampata ad oggi - siamo nel 2016 - dalla casa editrice: nelle fumetterie è introvabile. Di conseguenza, per procurarselo è necessario acquistarlo usato da un rivenditore privato: una delle tante contraddizioni fra le esigenze di marketing e la qualità effettiva dei prodotti. Oggi, chi pensa a Rumiko Takahashi pensa molto più facilmente ai suoi due shounen manga combattivi sopracitati - i quali godono entrambi di una pregiata riedizione e sono tuttora facilmente recuperabili - piuttosto che a questo impopolare spettacolo dallo humor vivace, equilibrato, profondo e cattivo al punto giusto.
Se risulta possibile, vale la pena recuperare la vecchia e unica edizione Star Comics di "Urusei Yatsura", che uscì dal 1997 al 2001 sulla collana "Young", perché come ho già accennato è decisamente di alta qualità. Talvolta la traduzione italiana si prende giustamente alcune licenze di adattamento; lo fa in maniera del tutto accorta e meditata, traslando ottimamente determinate sfumature che di sicuro sarebbero state rese assai peggio, se tradotte alla lettera.

Da molti, questo è considerato il manga che ha dato il via al genere harem, e non a torto sebbene qui venga formulato in una maniera molto più regolata, autoironica e ingegnosa rispetto a quei titoli successivi dove, invece, regna al di sopra di tutto il fanservice più spiccio in cui si possa incappare.

Lo stile di disegno è quello perfettamente riconoscibile in ogni opera di Rumiko Takahashi, eppure ha qualcosa di diverso dalle serializzazioni successive. E' un tratto molto più vicino al contemporaneo "Maison Ikkoku": i personaggi hanno un aspetto più maturo. Con l'avvento di "Ranma 1/2", Takahashi provvide a ringiovanire sensibilmente i suoi soggetti ingrandendo gli occhi e modificando leggermente tutte le proporzioni dei corpi, protendendo anche verso una raffigurazione un po' più frettolosa e stilizzata. Eppure, io ho sempre trovato migliori i disegni di "Lamù" e di "Maison Ikkoku".
Uno dei motivi di quest'evoluzione grafica, probabilmente, è che a Rumiko Takahashi, come da lei dichiarato in un'intervista, dispiacque di riscontrare una scarsa popolarità di "Urusei Yatsura" fra i bambini, in contrapposizione a un successo nettamente maggiore fra gli adolescenti e gli adulti. Non è azzardato ipotizzare come questo sia un aspetto di "Lamù" che Takahashi considerò un fallimento, anche se personalmente esprimo il mio totale dissenso verso questa sua idea.
Da parte della mangaka, forse già in "Lamù" è riscontrabile qualche timido tentativo di rendere il suo stile più fruibile per l'infanzia. Ne è un esempio come sia cambiato, nel corso della serie, il suo modo di parodiare gli spiriti delle volpi, che è iniziato con il capitolo intitolato "Alcol, lacrime, uomini e donne", dai toni decisamente adulti, per poi passare al piccolo e grazioso personaggio di Kitsune. Per contro, anche con Kitsune ha di fatto mantenuto, nelle gag, quella malizia di fondo che caratterizza l'intero fumetto dedicato alla "Gentaglia chiassosa della stella Uru".

Volontariamente o meno, Takahashi ha in definitiva creato un capolavoro di sketch umoristici originali e maturi dove l'assurdo ingloba inesorabilmente dentro di sé ogni sprazzo di assennatezza, così come le categorie irrazionali del profondo inconscio prevalgono, senza palesarsi in maniera esplicita, attraverso il delicato velo illusorio della ragione.
La struttura dei capitoli, quasi sempre autoconclusivi, sorregge egregiamente quell'atmosfera che fa sbellicare dal ridere, mantenendo la lettura leggera e scorrevole, senza appesantirla con intrecci eccessivamente lunghi o smorti, e senza mai esaurire anche una sola volta i suoi colpi.

"Urusei Yatsura" ha anche saputo ispirare tantissimi altri mangaka contemporanei e posteriori - ne è un esempio Izumi Matsumoto, che sul piano delle sceneggiature deve davvero molto a questo manga, e che inserì un cameo della stessa Lamù nel suo famoso "Kimagure Orange Road"; per non parlare del successivo "Sesame Street", dove arrivò perfino a disegnare un intero gruppo rock di ragazze acconciate proprio come la bella orchessa aliena. Altro esempio sono i manga di Mitsuru Adachi, dove Lamù compare a più riprese, così come per mano di tanti altri fumettisti, nonché in svariate modalità all'interno di numerosi titoli d'animazione giapponese quali "Kitaro dei Cimiteri", "Excel Saga", "Hale+Guu", "Bokusatsu Tenshi Dokuro-chan" e molti altri.

Ma qui in occidente invece, "Lamù" non ha ricevuto le attenzioni che merita. Pochissimi sono i fumetti che riescono a intrattenere a questi livelli, con leggerezza e al tempo stesso con intelligenza, rivelandosi un ottimo mezzo per straviarsi, ma contemporaneamente anche un vero e proprio mondo fuori dagli schemi, da approfondire e in cui perdersi per l'enorme ricchezza di contenuti culturali e antropologici.
Per conto mio, questo manga va dritto nell'olimpo dell'arte umoristica e ci rimane, qualitativamente insuperabile com'è. E' al di sopra di ogni dubbio che si tratti di una delle migliori opere artistiche prodotte in Giappone.


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zettaiLara

Volumi letti: 34/34 --- Voto 9
Il primo consiglio spassionato, da mettere a caratteri cubitali, è quello di non farsi spaventare dai primi volumi, com'era successo a me; è vero, a volte è la prima impressione quella che conta davvero. In questo caso però sarebbe del tutto fuorviante. Volumi alla mano, tenuti insieme da una colla che a volte regge incredibilmente bene il passare degli anni, altre volte decisamente meno, veniamo accolti da un tipo di disegno assai poco grazioso, quasi rozzo, con bordi neri e spessi che occupano metà delle tavole. Ho chiuso il volume e l'ho riaperto per ben tre volte, prima di riuscire a vedere altro. A vedere oltre. Non temete, il disegno dal tratto grossolano e informe che potrebbe farvi raccapricciare sfogliando le prime pagine muterà ben presto, regalando a Lamù e alle sue folli compagne di disavventure, tra le altre cose, le celebri e morbide curve che conosciamo da sempre. E non è affatto tutto qui, in un fanservice sì esuberante, ma che non si permette di far perdere a Lamù quella straordinaria verve di cui è pregno.
No, sarebbe triste liquidare Lamù come una storia che non solo si presenta malissimo, ma che in più sembra fatta solo a uso e consumo di un pubblico accalappiato tramite l'utilizzo di tante avvenenti e scostumate fanciulle.
Allora che cos'è questo manga? Costruito perlopiù su episodi autoconclusivi, il termine giusto per connotarlo sarebbe la demenzialità. Le pazze vicende fanta-scolastiche in cui esso cala la propria ambientazione vi cattureranno senza che ne ve accorgiate, dove leggende e folklore nipponico a gogò si uniscono al talento per la commedia umoristica che la Takahashi esercita e affina al massimo forse proprio in questa sua opera. Che di certo non è la più conosciuta, fatta eccezione per la sua sensuale protagonista aliena, e probabilmente a torto, perché ritengo che nessuna delle sue lunghe opere successive a Uruseiyatsura siano all'altezza di questa.
Lamù è un'esplosione di personaggi deliranti che arrivano, scompaiono in uno sbuffo di fumo e ritornano quando meno lo si potrebbe prevedere; Lamù è un susseguirsi di avventure che sembrano uscire dal libro di Alice nel paese delle Meraviglie e scopriamo, invece, di esserci tuffati 'soltanto' in un ordinario e altrimenti grigio Giappone, spiazzati dal dedalo di folli creature che ne popolano gli angoli più impensati.
Lamù è una Oni vestita di uno striminzito bikini leopardato e proveniente da un altro mondo, che si innamora di un ragazzo brutto, rozzo e infedele il quale, a sua volta, non ha alcuna intenzione di cedere alle avance dell'aliena: bellissima sì, ma dotata di un pessimo carattere. In pratica, la tsundere per eccellenza.
Lei che ama lui, che ama un'altra, che riceve le attenzioni di un altro; e poi le amiche di lei, tutte corteggiate immancabilmente da lui, e famiglie, fratelli, madri, cugini, parenti serpenti, nessuno dei quali soffre di una caratterizzazione più incerta di altri. Di certo una storia che a vari livelli è stata il sale di molte altre, successive, e che ancora oggi rimane un piacere assaporare con il sorriso a fior di labbra, pagina dopo pagina.


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Karui90

Volumi letti: 34/34 --- Voto 8
Lamù, o meglio Urusei Yatsura che potrebbe significare "Quei chiassosi della stella Uru" o più semplicemente "Quella gente rumorosa" riferito ovviamente agli alieni che arrivano dal pianeta Oniboshi (il pianete degli Oni o il Pianeta Malvagio) per conquistare la Terra, a meno che... eh sì, a meno che non ci sia un paladino della giustizia che salvi il mondo dalla schiavitù di questa sottospecie di Orchi!
Questa terribile sorte spetta a un liceale di nome Ataru Moroboshi, nato il giorno 13 di martedì!! (giorno si sa per gli scaramantici è sfortunato). Ed infatti questo poveraccio si ritrova ad affrontare la bella Lam (o Lamù in italiano) e per poterla sconfiggere beh... non vi dico cosa deve fare!

Partiamo dalla storia: divertente, onirica, comica, frizzante, per certi versi romantica, ma non mi sento di dire che sia veramente romantica perché di romanticismo proprio non ci ho visto nulla, anzi, per certi versi è più carino l'anime con i suoi OAV e film piuttosto che il manga.
Le vicende sono una serie di episodi comico-bizzarri dei personaggi (Lamù, Ataru, Mendo, Shinobu, Sakurambo...) tutti più o meno sfigati ma allo stesso tempo temerari, ricchi di coraggio e sprint: sono una vera forza! Inoltre il tratto della Takahashi è davvero lodevole: ragazze perfette, bellissime e anche con belle forme, ma ahimè non si può dire lo stesso dei ragazzi: persino Mendo e il fidanzato di Sakura che dovrebbero essere i più fighi del manga sono scarsi.

Purtroppo ciò, come la storia, è tutto uno scherzo, una pura risata e basta, così lo sono anche i personaggi. A mio parere le donne avrebbero avuto un ruolo più rilevante in uno shonen di maggiore significato con una trama molto più seria, seppur avventurosa e simpatica.

Sempre nella trama, come dicevo prima, manca il romanticismo, eppure la protagonista e aliena Lamù si innamora di Ataru (per quale strano motivo? eh beh leggete e saprete) ma Ataru pur essendo un donnaiolo, dongiovanni, pervertito, sempre a caccia di belle ragazze, non guarda minimamente Lamù, considerata nel manga una delle più belle ragazze che abbiamo mai visto. In realtà si capisce subito che ci tiene a lei, come lei tiene a lui, ma di scene dolci tra i due non ce ne sono. E questo è un vero peccato. Nessuna relazione è approfondita o davvero sviluppata nel manga. Davvero sono tutti episodi campati per aria di avventure comiche e anche stupide che costituiscono la vita di questi personaggi. Una vita fatta di rivalità, falsa amicizia, bugie, scherzi e anche malizia. Tutti però restano uniti, forse perché in fondo si vogliono davvero bene (lo si vede specialmente verso il finale).

Quindi per me non merita il massimo proprio per questa pecca e per i maschi che sono "poco maschi", o meglio, non sono per niente virili come in altri shonen o anche altre opere della Takahashi. Inoltre, penso che l'anime sia migliore, forse perché certe scene sono meglio animate che lette su carta.

oni

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oni

Volumi letti: 34/34 --- Voto 10
Cosa dire di questo manga?
Eccellente!
E' comicamente esplosivo dalla prima all'ultima pagina, tanto che, battuta dopo battuta, risata dopo risata, ci si trova emotivamente imbrigliati nei sentimenti dei due protagonisti.
La Takahashi non delude mai, il disegno morbido accompagna le espressioni dei personaggi, da quelle dementi a quelle impegnate. Nessun tratto sfarzoso, ma semplice, curato e decorato al punto giusto. Le pagine non si appesantiscono e le vignette seguono fluidamente la storia e le gag che si alternano nella narrazione.
Trama stupenda, anche se gli episodi sono distaccati e indipendenti, della tipologia "alla Simpson", in cui il punto di partenza della puntata coincide con quello d'arrivo. Sembra non si risolva mai nulla ed invece ad un certo punto, i nodi vengono al pettine...
Ripeto, l'ho letto tante volte (e ne ho letti molti) e non mi stanca mai, semplicemente perché è eccellente.


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kirk

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
È l'unico manga a cui attualmente dò 10. È un vero capolavoro. Il tratto all'inizio è un po' grossolano, ma migliora di volume in volume. La storia è semplice: un ragazzo della terra è estratto a sorte per sconfiggere un'aliena. Se vince lui la terra sarà salva, se perde gli Oni alieni la conquisterranno. Il ragazzo vince la sfida ma da quel momento iniziano le sue disgrazie. Infatti l'aliena Lamù crede che lui l'abbia chiesta in moglie e nonostante Ataru (ecco il nome dell'eroico ragazzo sfigato) cerchi di mandarla via si trasferisce a casa Moroboshi. Forse la colpa di tutto è di un monaco iettatore di nome Sakurambo, forse la colpa è che ad Ataru piacciono troppo le ragazze, forse è perche è nato di venerdi 17 e i suoi hanno rotto uno specchio, sono passati sotto una scala, si sono fatti attraverare la strada da un gatto nero prima di partorirlo... fatto sta che da quel momento ogni sorta di creatura farà la sua comparsa nella vita di Ataru. Dal diavoletto della mezzanotte all'autista spaziale alieno che per portarlo a casa da scuola si farà pagare lautamente con tutte le risorse del pianeta. E per sfuggire al creditore intergalattico dovrà accogliere a casa l'aliena dal costumino tigrato e le corna. Da quel momento ogni volta che il nostro eroe ci prova con una si troverà a subire le scariche elettrice di Lamù.

Importanti sono i personaggi secondari. I più divertenti sono: Shinobu, l'ex ragazza di Ataru, dalla forza prodigiosa. Capace di coprirlo di banchi di scuola. Si innamora poi come tutte le ragazze della scuola di Shutaro Mendo. Shutaro Mendo è il rampollo di una casata ricchissima e decide di iscriversi nella scuola di Ataru. E bello ma ha un difetto: è come Ataru ma è "impacchettato" meglio. Il suo più grande rivale è Ton. Ton mangia palle a tradimento. Ha una sorella bellissima che dovrebbe sposare Mendo però ha una paura folle degli uomini. La ragazza ha una forza enorme e per colpa di Ataru combina un sacco di guai. Sakura è la sexi infermiera della scuola che noi conosciamo innanzi tutto come una sacerdotessa shintoista: il suo peggior difetto? L'appetito mostruoso. Difetto che ha anche suo zio Sakurambo (che come abbiamo detto è un monaco di grandi poteri iettatori).

Gli alieni: Rei l'ex ragazzo bellissimo di Lamù, quando si arrabbia diventa una spece di tigre bue. Gli piace mangiare: la sua dichiarazione d'amore a Lamù? "Vuoi cucinare per me?" Ran è l'ex migliore amica di Lamù: a volte sembra dolcissima, poi si ricorda delle cose del passato, e i ricordi non devono essere belli perché si arrabbia e diventa cattivissima. Ama Rei e pensa che Lamù gliel'abbia fregato. Benten: è del pianeta degli dei della fortuna. Lei è una teppista in motocicletta: state attenti a quando è in circolazione. Kurama è una principessa aliena che deve accoppiarsi con il primo essere che la bacia svegliandola (cos'é, Biancaneve?). Purtroppo a svegliarla sarà Moroboshi... povera lei? Di cose da dire ce ne sarebbero ancora, solo che sto diventando lungo quindi vi dico una sola cosa: leggetevi questo manga, vi farà sganasciare dalle risate episodio dopo episodio...


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Yorokobi

Volumi letti: 34/34 --- Voto 10
Ataru Moroboshi è un liceale farfallone, apparentemente innamorato di una sua compagna di classe, Shinobu, che corteggia spietatamente. Il ragazzo sembra però calamitare tutte le sfortune possibili e immaginabili, tanto da essere la disperazione e la preoccupazione dei genitori. Un giorno come un altro arrivano sulla Terra degli alieni invasori, il popolo degli Oni. Il loro capo sceglie, tra tutti gli abitanti della Terra, proprio Ataru per sfidarlo a duello. Se Ataru vincerà, la Terra non sarà invasa dagli Oni, in caso contrario essi ne prenderanno pieno possesso. La sfida in cosa consiste? Una lotta a colpi di spada, una corsa su un percorso a ostacoli? Ma no: Ataru dovrà rincorrere la figlia del capo Oni, la bellissima e tigratissima Lamù, e afferrarla per le corna se vuole vincere la sfida... Peccato che Lamù riesca a volare. Dopo giorni di inseguimenti estenuanti, Ataru riesce a catturare Lamù, servendosi di un colpo basso (le sfila il reggiseno). La bella aliena, in quel momento, fraintendendo le parole di Ataru, che rivolgeva a Shinobu una proposta di matrimonio, si innamora perdutamente di lui e si trasferisce in seduta stante a casa sua. Da questo momento inizieranno le avventure della coppia più buffa e male assortita dell'universo.

"Lamù" è il manga della sensei Takahashi che più mi ha divertita e appassionata. Nonostante la storia fosse davvero lunghissima (34 volumi), non mi ha mai stancata. Ogni volumetto contiene episodi di vita di Ataru, di Lamù e di tutti i personaggi secondari che ruotano intorno alla coppia (i compagni di scuola di Ataru, gli amici dello spazio di Lamù e così via). La storia è elettrica e piena di brio - elettrica anche perché Lamù, oltre al potere di volare, possiede quello di rilasciare forti scariche elettriche verso il povero Ataru, nel momento in cui "sfarfalleggia" con altre fanciulle.

La narrazione non è mai pesante, ma allegra, frizzante e sbarazzina, con dei tocchi di malizia che rendono più vivace il racconto. I personaggi sono tutti caratterizzati benissimo, con le loro turbe, le loro manie e le loro pazzie. Nonostante l'apparente superficialità delle vicende e dei contenuti, non nego che il finale mi ha emozionata non poco. Comicità e sentimento si fondono in maniera ottima e mai eccessivamente mielosa, ma divertente. "Lamù" è stato uno dei miei primi manga ed è sicuramente uno dei miei preferiti.

I disegni sono quelli tipici della Takahashi: un tratto pulito e inconfondibile. Adoro il modo in cui sono disegnati i volti e i corpi dei personaggi. Con il passare dei volumi il tratto migliora e si affina sempre di più. In conclusione "Urusei Yatsura" (letteralmente "Gente rumorosa dallo spazio") è, a mio parere, l'opera migliore di questa mangaka, un'opera che ogni appassionato di manga, a prescindere dal genere, dovrebbe avere nella sua libreria.
Voto: 10.


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Magik

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
Lamù è la prima opera scritta e disegnata da Rumiko Takahashi, che risale ormai al lontano 1978. La storia è conosciuta un po' da tutti, e ci racconta le avventura tragicomiche di Ataru, un liceale perseguitato dalla sfortuna che suo malgrado dovrà salvare la Terra da invasori alieni, infatti in una gara di acchiapparello se riuscirà a toccare i cornini di Lamù, figlia del capo degli alieni invasori, questi ultimi rinunceranno ai loro piani di conquista. Fortunatamente Ataru riuscirà a vincere la sfida con Lamù e a salvare la Terra, ma nella confusione dichiarerà il suo amore alla bella aliena e le chiederà di sposarla. Da quel momento il povero ragazzo avrà firmato la sua condanna a morte, visto che Lamù si trasferirà a casa di Ataru e si comporterà con lui come fosse la sua mogliettina.

Anche se Lamù è la causa scatenante di tutte le sciagure che colpiscono il povero Ataru, quest'ultimo è il vero protagonista del manga, che quasi sempre riesce a rubare la scena alla bella Lamù; un ragazzo normalissimo, un po' bruttino con un unico scopo nella vita, le donne: dall'inizio alla fine del manga Ataru non farà altro che provarci con tutte le bellissime donne sia terrestri che aliene, scatenando le furibonde reazioni di Lamù che punirà il povero ragazzo con le sue scariche elettriche.
La cosa più bella di questo manga è l'evoluzione del rapporto tra i due protagonisti, infatti con il passare del tempo Ataru vedrà crescere sempre di più i suoi sentimenti verso la giovane aliena e se fino alla fine rifiuterà di ammettere a se stesso e a gli altri di tenere molto a Lamù, solo quando si presenterà l'occasione di perdere l'amore della ragazza Ataru sarà disposto a mettere a repentaglio anche la sua vita pur di non perderla. Molto divertenti sono anche i personaggi secondari, l'autrice ci farà conoscere una moltitudine di personaggi assurdi e fuori dal comune che saranno coinvolti nelle disavventure dei due giovani protagonisti.

Il manga è composto di 48 volumi sottiletta editi dalla Star Comics e sorprende molto che, dopo quasi dieci anni dall'ultima pubblicazione, il manga non sia stato ancora ristampato in una nuova edizione, visto che è un'opera che merita molto.
Il disegno, come quasi tutte le opera della mangaka, è molto semplice e tondeggiante, ma man mano che si prosegue nella storia migliora molto, alcuni personaggi sono quasi irriconoscibili alla fine della storia.

Il voto che do a quest'opera è un bel 10, è forse il manga migliore di Rumiko Takahashi. Quando si legge questo manga non si può far a meno che scompisciarsi dalle risate, l'autrice è stata in grado di mettere in piedi un'opera assurda ma allo stesso tempo con una sua logica ben definita.


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riko akasaka

Volumi letti: 48/34 --- Voto 9
Ataru Moroboshi, calamita di tutte le sventure, si ritrova un giorno con la responsabilità di salvare il pianeta Terra da un'invasione aliena tramite una gara di inseguimento, in cui lui dovrà catturare una bella oni di nome Lamù; verranno decise le sorti dell'umanità. A sorpresa Ataru vince, ma invece di diventare un eroe come ci si sarebbe aspettati resta il reietto di prima, anzi, più sfigato ancora perché per colpa di un malinteso in casa sua si installa Lamù, che decide di esserne la moglie e come tale si rivelerà presto gelosissima e violenta, pronta a punire ogni infedeltà a suon di forti scosse elettriche. Questo è solo l'inizio di una commedia corale ambientata nel quotidiano ma condita con elementi soprannaturali, come i personaggi della mitologia giapponese diventati extraterrestri in visita al nostro pianeta.

L'esistenza di Ataru e Lamù, nonostante la loro convivenza particolare, è quella di tutti i giovani che vanno a scuola, con i classici problemi di professori odiati, compagni di classe antipatici, esami da superare, ecc.
Sono tanti i personaggi di questo manga, ma per un motivo o per l'altro ci si affeziona a tutti. La trama è formata da tanti episodi autoconclusivi che migliorano di qualità man mano che la storia procede, stesso discorso vale per il disegno, che a inizio opera non è molto invitante.

È sicuramente l'opera più divertente della Takahashi quindi è adatta a chi vuole ridere quando legge un manga, ma alcuni episodi, come "Da quando te ne sei andata" e "Amore senza confini", penso possano accontentare anche i romanticoni.


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__HellGirl__

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
La storia ruoto attorno ad Ataru Moroboshi, giovane sfortunato nato sotto una cattiva, anzi, cattivissima stella che per puro caso viene scelto come unico difensore della Terra, dato che è minacciata dagli alieni.
L'unico modo per salvare il pianeta è quello di sconfiggere la figlia del capo degli alieni, ovvero la bellissima Lamù.
Ataru avrà solo 7 giorni per riuscire a toccare le corna che Lamù ha in testa, e purtroppo lei sa volare.
Caso vuole che per pura fortuna ci riesca, e che per un'altra serie di malintesi Lamù capisca che lui desidera sposarla, e pertanto vorrà restare a vivere con lui per sempre!

Da grande fan di Rumiko Takashi posso affermare che questa è sicuramente la migliore delle sue opere, e tra l'altro è anche l'opera con cui ha avuto più successo. Ho seguito Urusei Yatsura fin da piccola, e possiedo ancora le videocassette della serie uscite quella volta.
Inizio dicendo che la trama è di sicuro una delle più belle e divertenti di sempre, e che sarà di grande spunto per moltissimi mangaka (esempio: To Love Ru, che è la copia per eccellenza), e che seppur il disegno ed il tratto siano molto acerbi, sono d'altra parte la chiara firma, unica ed eterna, di questa bravissima mangaka.
Il disegno infatti è il classico tratto utilizzato dalla Takashi, abbastanza tondeggiante e raro per quei tempi, che poi con i miglioramenti futuri diverrà anche il tratto degli anime/manga Ranma 1/2, Maison Ikkoku, ecc.
Il manga, così come l'anime, prevede una serie di 48 numeri composti unicamente da storie autoconclusive di episodi vari che accadono ad Ataru e Lamù, così come ai loro più famosi compagni Mendo e Shinobu, oppure ai loro semplici amici di scuola.
Inutile affermare che Urusei Yatsura, letteralmente "Gente rumorosa dallo spazio", è uno dei manga più riusciti in assoluto, che ha inoltre avuto uno dei maggiori successi di tutti questi tempi. Chiunque sia nato attorno agli anni '80-'90 non ha potuto che apprezzare questo sfacciato anime per la sua unicità, e successivamente ne ha anche potuto apprezzare la sua versione cartacea.

Ritengo che il voto minimo che si possa dare a questo anime e manga sia 10, sia per la trama che per la passione che questa grande mangaka è riuscita a trasmettere a tutti i suoi lettori.


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npepataecozz

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
Ataru Moroboshi è un adolescente perseguitato dalla sfortuna e con in mente un chiodo fisso: le donne. Le corteggia praticamente tutte senza distinzione di sesso, razza e religione (a patto che siano carine ovviamente). Quando la Terra viene invasa dagli alieni è lui il "fortunato" sorteggiato per scongiurare la fine del mondo: dovrà toccare uno dei cornetti di Lamù, la figlia volante del capo degli invasori, per evitare la catastrofe. Alla fine, usando uno dei suoi sporchi trucchi, ci riesce e nella confusione finisce per chiedere lei in moglie al posto della sua ragazza Shinobu. L'equivoco non si chiarirà mai e i due cominciano a vivere insieme.

Lamù è stato inizialmente progettato come un triangolo fra Ataru, Lamù e Shinobu. Ben presto però, con l'introduzione di personaggi come Mendo, Sakura, Ran ecc, si trasformerà in una commedia demenziale pura. Inutile dire (così come forse lo è stato raccontare la storia, conosciuta credo da tutti) che Lamù ha rappresentato un vero e proprio fenomeno di massa, anche in Italia; il successo è ben meritato perché fra tutti i classici è forse quello che maggiormente ha contribuito alla crescita del genere, creando delle vere icone sia in relazione alla descrizione di diversi tipi di personaggi (il pervertito, il pervertito nascosto, il bonzo sempre affamato, la ragazza violenta...) sia sulle potenzialità di sviluppo di una trama.

Il manga è arrivato in Italia forse un po' troppo tardi, cioè quando l'anime era stato trasmesso ormai migliaia di volte, e per questo ha perso un bel po' del suo fascino. Ma questa non è una critica al manga che, anzi, perde pochissimo rispetto alla versione animata risultando spesso perfino più spassoso (sono dell'idea che ci siano delle cose che se scritte fanno ridere quando vengono rappresentate non rendono alla stessa maniera).
Il voto è dunque un 10 honoris causa. È praticamente impossibile non trovare almeno un personaggio di Lamù rappresentato (con delle differenze ovvio) in tutti i manga che intendono raccontare in modo comico/demenziale il normale svolgersi della vita scolastica.


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Stefano m

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
Opera prima di una delle più originali prolifiche e fantasiose mangaka di sempre, Rumiko Takahashi, Lamu (o, in lingua originale, Urusei Yatsura, "Quegli strani individui del pianeta Uru") narra la storia di Ataru Moroboshi, liceale di Tomobiki, donnaiolo impenitente e incontrollabile, a partire dal suo incontro con una giovane e bella Oni di nome Lamù, che per un fraintendimento iniziale si innamora perdutamente di lui e si trasferisce a vivere a casa dell'amato, portando con sé nella stessa Tomobiki una vasta categoria dii extraterrestri, oggetti fantascientifici e surreali, e personaggi fantastici e assurdi fino all'estremo, che renderanno incredibilmente movimentata la loro vita e quella di tutti i loro amici, parenti, conoscenti e non che entreranno in contatto con loro. Insieme alla coppia di protagonisti è presente una vasta gamma di coprotagonisti, che variano dai compagni di scuola di Ataru, tra cui primeggiano la sua ex-ragazza Shinobu e il giovane aristocratico suo rivale Shutaro Mendo, al monaco buddista Sakurambo e sua nipote Sakura, agli alieni amici di Lamù come Ran, Oyuki e Benten, al cuginetto Ten, passando per un infinità di altri personaggi.

La struttura di Lamù è costituita storie tipicamente comiche e fantastiche che si concludono in un arco di tempo molto breve, ispirate spesso a personaggi e leggende tratti dalla cultura giapponese (basti pensare a Lamù e alle sue amiche aliene: lei è una Oni, Oyuki è la regina della neve, e Benten una dea della fortuna) raccontate con spensieratezza e una comicità che permangono per tutta la lunga durata della serie, delineando personaggi che riescono sempre a divertire il lettore e con un filo conduttore principale, l'amore tra Lamù e Ataru, che riesce sempre ad appassionare e che presenta caratteristiche (amore reciproco sempre presente, ma spesso nascosto all'apparenza) che diventeranno il marchio di fabbrica dell'autrice.
L'opera presenta un disegno molto pulito e ben realizzato, con un raffinamento nel corso della serie.

Lamu è un'opera divertente e spensierata, consigliata a tutti. Alla Takahashi va attribuito il merito di aver creato un personaggio come la giovane aliena, diventata meritatamente una delle più famose e durature icone del mondo di Anime e Manga.


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Riccardo80

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
Ecco la comicità fatta manga!
Lamù è uno dei manga più comici in assoluto della storia mondiale, ogni personaggio, ogni situazione, ogni respiro è creato per fare ridere, anzi, di più, sganasciare il lettore.
La comicità di Lamù si basa su questo schema: "L'assurdo che irrompe nel quotidiano".
Ataru, il capostipite dei ragazzi pervertiti dei manga, si vede catapultato un mondo fatto di alieni (spesso ispirati alle più svariate leggende giapponesi), compagni straricchi e dotati di mezzi impossibili ai comuni mortali, monaci buddisti, sacerdotesse scintoiste e fra esorcismi, tecnologie le più disparate, magie, vita scolastica cercherà di farsi il suo bell'harem (purtroppo per lui è nel manga sbagliato, visti l'esorbitante produzione che ci sarà in seguito di harem manga), sfuggendo ad una delle protagoniste più riuscite della storia dei manga: Lamù.
Perchè Lamù si innamora del suo tesoruccio Ataru per un equivoco, dopo che si sono scontrati in un modo assurdo per la conquista del nostro pianeta e si installerà in pianta stabile nella casa del nostro "eroe" (insomma) complicandogli ulteriormente la vita.

E l'assurdo irrompe nel quotidiano tanto da diventare quotidiano esso stesso, ma mai noioso, stupendo sempre il lettore con le sue trovate.
Ed ogni disegno, ogni vignetta è utile al suo scopo, con gag grafiche in sottofondo davvero eccezionali.
L'edizione italiana poi è molto indovinata, cerca di adattare il più possibile le gag alla comicità italiana con trovate che potrebbero far inorridire certi puristi ma che invece centrano in pieno lo spirito dell'opera. Così potremo vedere Ataru cantare certe canzoni anni '60 italiane facendo subito capire che canta canzoni vecchie (giapponesi nell'opera originale) o dei riferimenti a Mai dire Banzai (visto che nell'opera originale si parlava del programma che la Giallappa's band prendeva in giro in Mai Dire Banzai) o linguaggi assurdi in certi alieni di turno, che hanno reso un episodio come quello dei bagni pubblici una vera perla comica.
Concludendo: se amate ridere recuperate Lamù, non ve ne pentirete!


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Robocop XIII

Volumi letti: 29/34 --- Voto 9
Mi sono sempre tenuto lontano dalle opere della Takahashi, per via del lunghissimo Inuyasha; ma un giorno trovai una ventina di numeri di Lamu a 70 centesimi l'uno, li presi.
Stupendo, una comicità spunda, dei personaggi stupendi, dei disegni stupendi.
Non è certo un manga perfetto, ma per il suo genere è sicuramente un cult.
I personaggi sono ben caratterizzati, anche Mendo, che potrebbe sembrare il classico stereotipo del ragazzo ricco figlio di papà, in realtà si svela un personaggio ben studiato.
Il punto forte è la comicità, che non è da confondere con la demenzialità che caratterizza i moderni gag manga (anche se vi è presente anche una "spruzzata" di quesa), originale e divertentissima, che riesce anche ad imporsi in storie "tristi" senza rovinare il pathos creato dalla situazione.
A mio modesto parere, è un manga leggero che bisognerebbe cercare di procurarsi.


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1221

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
Mai opera fu così geniale e demenziale allo stesso tempo! devo ammettere di essere legato a Lamù più che a tutti gli altri manga per un motivo: è stato il primo e, come sapete, il primo amore non si scorda mai!
I disegni all'inizio non sono perfetti ma migliorano rapidamente ed arrivano ad essere eccezionali, la storia ha come filo conduttore il rapporto tra l'aliena Lamù ed il dongiovanni Ataru Moroboshi, ostacolata da un'infinità di situazioni e personaggi veramente divertenti ed indimenticabili come ad esempio Sakurambo, Mendo, Rei, il Professor Onsen, Ten ed il gatto Torajima!

Vi lascio dicendo che qualsiasi manga da 4 soldi è in grado di conquistare il pubblico con storielle strappalacrime (protagonisti orfani, poveri con vite problematiche ecc.) ma solo un grande capolavoro può far ridere di gusto, ed in questo Lamù non la batte nessuno!


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Kouga

Volumi letti: 48/34 --- Voto 8
La prima serie che abbia mai letto di Rumiko Takahashi: divertente, demenziale, romantica, sorprendente e bizzarra. Questo è in sintesi ciò che penso di Lamù, un titolo accattivante rivolto ad un pubblico di giovanissimi (ma tranquillamente apprezzabile anche dai più grandicelli) e da leggere senza impegno nel tempo libero, per passare il tempo facendosi grasse risate. La storia è, come al solito, al limite del demenziale, ma se pensate che peggio di così non possa diventare, credetemi, vi sbagliate! L'incredibile numero di comprimari fa sì che la serie possa diventare sempre più bizzarra man mano che i capitoli proseguono e i personaggi vengono presentati. Il disegno ancora acerbo se paragonato alle opere più recenti si lascia guardare di buon grado e conquisterà i lettori man mano, catapultandoli in una sorta di universo alternativo dove anche le cose più assurde e irrazionali trovano una spiegazione, coinvolgendoli in una spirale di risate e sentimento nel titolo probabilmente più iconico della Regina dei Manga. Lamù è un'evergreen che si presta facilmente ai gusti dei maschietti e delle femminucce e che vi regalerà diversi sorrisi. Se ne avete la possibilità reperitelo, nonostante il corposo numero di volumetti dell'edizione italiana.


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Zenobia

Volumi letti: 48/34 --- Voto 9
Ataru Moroboshi è uno studente delle superiori nel pieno del suo vigore giovanile. Viene da una famiglia semplice, ma dignitosa ed ha una fidanzatina, la sua amica d'infanzia Shinobu, con la quale trascorre le sue giornate.
Ad un tratto la sua vita di normale ragazzo giapponese cambia radicalmente!
Un giorno mentre passa lungo un ponte incontra, anzi si scontra, con un monaco alquanto strano di nome Sakurambo, il quale senza badare ai fatti propri e in maniera poco gentile gli dice che lui è posseduto da uno spirito maligno e che vede uno oscuro presagio attorno a lui. Il ragazzo seccato e infastidito da tali parole, va verso la sua abitazione, seguito dal monaco-iettatore.
Facendosi largo tra la folla che lo guarda allucinata nonché i genitori e Shinobu che lo chiamano disperati, entra in casa inconsapevole e... ARGH! Un gigantesco alieno dalle fattezze di demone(Oni)è seduto tranquillamente in mezzo alla stanza!
Così si viene a scoprire che l'alieno è il re della stella Uru, venuto sulla terra per conquistarla. Questi però offre ai terrestri una possibilità di salvezza: una persona, estratta a sorte tra tutti gli abitanti della Terra, dovrà riuscire entro dieci giorni a toccare le corna di sua figlia, Lamù; se l'inseguitore riuscirà in tale compito la Terra sarà salva!
Destino volle che quel concorrente fosse Ataru Moroboshi...

Inizia in questo modo il manga Uruseiyatsura (che si può tradurre come “gente rumorosa proveniente dalla stella Uru”), che narra la difficile, divertente e paradossale vita di mondi diversi, lontani e all'apparenza inconciliabili. Il motto che sintetizza il manga potrebbe essere “l'anormalità è una normalità che noi non conosciamo”; perché è nel conoscersi e nel vivere insieme che si aprono gli orizzonti e si scopre che, in fondo, i sentimenti sono gli stessi.
La narrazione è fatta di capitoli con episodi autoconclusivi, che rendono maggiore l'idea di quotidianità delle singole avventure narrate. Il disegno della Takahashi presenta un'evoluzione stilistica non indifferente, dovuta al fatto che è un manga che è stato serializzato per quasi 10 anni.
I personaggi hanno forti caricature che li rendono sì schematici, ma incredibilmente comici.

<b>Personaggi Principali:</b>
<i>-Ataru Moroboshi</i>: protagonista maschile, è un pervertito di prima cartella, uno sfigato cronico ma è amato dalla bella Lamù... e per questo viene odiato da tutti gli altri maschi della galassia;
<i>-Lamù</i>: bellissima aliena dall'aspetto inconfondibile: capelli verdi, corna, bikini e stivali tigrati. Ama follemente Ataru e per questo non gli risparmia le sue scenate di gelosia con annesse scariche elettriche;
<i>-Shutaro Mendo</i>: uno dei personaggi migliori della serie, è tutto e per tutto simile ad Ataru, ma a differenza di quest'ultimo è ricchissimo e di miglior aspetto. Lo riconoscete dalla brillantina nei capelli, dall'uniforme diversa e dalla katana che si porta appresso. Ha una fobia per i luoghi bui e chiusi;
<i>-Sakurambo</i>: monaco buddista, non si capisce se è dotato realmente di poteri o semplicemente porta sfiga. E' lo scroccone più scroccone della galassia;
<i>-Sakura</i>: l'avvenente, burrosa e sexy nipote di Sakurambo. E' infermiera del liceo Tomobiki, nonché sacerdotessa-esorcista.
<i>-Shinobu</i>: all'inizio è la fidanzata di Ataru, dopo l'arrivo di Lamù diverrà una semplice amica. Ha l'aspetto di ragazza minuta, ma in realtà ha una forza spropositata. Se si arrabbia lancia i banchi di scuola.
<i>-Ten</i>: è il cugino poppante di Lamù. Fluttua in aria e lancia fiamme dalla bocca (destinate per lo più ad Ataru).
<i>-Gli Alieni</i>: sono tantissimi i principali sono Rei, Oyuki, Benten, Ran e Kurama; vengono sia da Uru che da altri pianeti.
La Takahashi, nel descrivere il mondo alieno ha fatto ricorso alla moltitudine di racconti popolari e di tradizioni folkloristiche presenti in Giappone.
Ciò rende Uruseiyatsura una miniera nella quale ricercare le informazioni sulla cultura e sulle usanze nipponiche, con una esposizione piena di ironia, comicità e intelligenza.

Considero Uruseiyatsura l'opera migliore, più rappresentativa e più influente della Takahashi.
Una pietra miliare.


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Hadrill

Volumi letti: 48/34 --- Voto 10
Questo manga, che esordì in Giappone nel 1978, portò alla ribalta l'allora sconosciuta Rumiko Takahashi, e senza dubbio può essere considerato una pietra miliare del fumetto giapponese degli ultimi trent'anni.
Il segreto del successo di Uruseyatsura va ricercato nella perfetta caratterizzazione dei personaggi, presentati tutti in modo grottesco, così da poter sfruttare i loro “difetti” per creare esilaranti contrasti.
Inoltre l'autrice si rivela abilissima nel mescolare elementi realistici, fantastici e tematiche della tradizione popolare, per creare storie che mantengono alto il ritmo di lettura e in cui non si contano battute e gag; un altro elemento del successo di questo manga può essere trovato nel continuo gioco delle citazioni, delle parodie, dei rimandi ad altri fumetti, o ai film in voga in quel periodo, come testimoniano le apparizioni di Darth Fener o Kenshiro.
Insomma, un manga da leggere se amate le storie divertenti, e se desiderate confrontarvi con una delle autrici più importanti: nonostante la lunghezza della serie, 48 volumi, non vi annoierete, garanatito!


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Crocodile

Volumi letti: 48/34 --- Voto 9
Un manga davvero splendido! Grazie a situazioni comico-demenziali e dialoghi mai banali, tantissimi personaggi ben caratterizzati, ognuno con la propria storia (demenziale!), che si alternano, entrando ed uscendo per poi rientrare nella storia "principale" composta da episodi autoconclusivi, tuttavia non privi di continuità tra loro, infatti se in un episodio viene presentato un personaggio nuovo, questo apparirà anche nei seguenti episodi e si faranno riferimenti agli episodi precedenti.
Molte citazioni dei miti giapponesi ed orientali (che sono pure interessanti se vogliamo). Gli episodi sono davvero tanti e mai ripetitivi, trattano temi svariati e talvolta impensabili, accompagnati tutti da una comicità travolgente che ti renderà la lettura molto piacevole e appassionante!

Pippichan

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Pippichan

Volumi letti: 48/34 --- Voto 9
Questo manga è decisamente unico, di una comicità che non annoia, ed anzi stupisce di continuo... grandissima Takahashi!

E' vero che la grafica inizialmente non è delle migliori, ma dopo un po' passa anche in secondo piano e ci si lega molto di più alla storia narrata, ad ogni nuovo personaggio (ed alle loro incredibili storie e vicende)... e poi quando puntualmente ritornano (vedi Benten, Oyuki, Rei) gli incroci son sempre più divertenti e le storie si aggrovigliano... e sì, la lettura diventa appassionata! :D

zettaiLara

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zettaiLara

Volumi letti: 48/34 --- Voto 9
Mi sono chiesta come fosse possibile che nessuno abbia fatto la recensione di questo splendido manga :D... e quindi cerco di darmi da fare io!
L'ho iniziato solo perché costretta da una mia amica che lo adorava... diversamente mai sarei stata in grado di sopportare il tratto dei primi volumi, così grossolano e spesso °_° .
Poi però me ne sono innamorata, ed il tratto, oltre a migliorare incredibilmente nel corso della trama, è in pratica sfuggito alla mia attenzione perché è di un umorismo che non può non essere accattivante :D!
Miti e leggende orientali (e non) sono rivisti in chiave demenziale ma assolutamente esilarante, ed i personaggi si fanno numerosissimi, uno più interessante e spassoso dell'altro!
I capitoli sono spesso autoconclusivi, ma ciò non è una nota di demerito, anzi! non ho ancora capito come, ma ti ritrovi a proseguire la lettura senza nemmeno sapere come, nonostante per l'appunto spesso le storie siano l'una indipendente dall'altra.
E' una lettura doverosa, e non vedo come non possa piacere (ripeto, sono partita con il piede sbagliato io stessa, ed ora lo consiglierei a chiunque!) :D .
Ultima nota: ho letto quasi tutte le opere della Takahashi, e mi azzardo a ritenere che questa sia la migliore di tutte ^_^!