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Gald

Volumi letti: 3/3 --- Voto 6
"Imparate a comprendere la sofferenza altrui e prendete coscienza delle vostre colpe!"

"Appare Jipangu!" (Viva il Giappone) conosciuto in Italia con il nome di "C'era una volta in Giappone" è una miniserie composta da 3 volumi dal prezzo di 4.00 euro l'uno edita in Italia a cavallo tra il 2004 e il 2005 da Planet Manga.
Il manga è stato ideato e disegnato dalla bravissima Yuu Watase, autrice di diverse opere tra cui "Fushigi Yugi" e "Alice 19th".

Il manga, ambientato nell'epoca Edo (1600-1868), narra le vicende di Yusura, una ragazza un po' mascolina con atteggiamenti da maschiaccio che la fa sembra un ragazzo. La protagonista si aggira per Edo (vecchio nome di Tokyo) con un bastone chiamato Kongomaru che diventa blu quando capta la tristezza altrui; l'altro potere del bastone è quello di rimuovere la tristezza. Per questo motivo Yusura e Kongomaru si ritrovano più volte a mettersi in gioco contro i più malvagi e per fare in modo che i malcapitati ritrovino la felicità.
Il bastone è l'unico elemento che può far luce sulla nascita di Yusura e sull'identità dei sui veri genitori, infatti la ragazza abita ad Edo assieme a una coppia di farmacisti. La comparsa di Samon, un giovane Samurai con problemi di vista, stravolgerà la vita di Yusura e di chi gli sta intorno.

La trama apparentemente può sembrare scontata, all'inizio sembra quasi di imbattersi in uno spudorato manga composto da combattimenti a tutto spiano senza una logica, con magari qualche gag di basso livello (quel genere di manga che purtroppo si trovano spesso nelle edicole e nelle fumetterie), invece "C'era una volta in Giappone" è un altro tipo di manga in parte composto da questi elementi.
Insomma i combattimenti, le gag e altri elementi shounen sono presenti ma in modo ridotto, oltre a tutto ciò nel manga sono presenti moltissimi elementi shoujo che lo collocano a metà strada tra queste due tipologie. Diciamo che non è né carne né pesce se proprio vogliamo usare dei termini non molto raffinati. Questo io lo prendo più che altro come un difetto e anche per questo il mio voto si è abbassato.

I disegni non sono proprio quelli classici di Yuu Watase dato che se mettiamo vicino i personaggi di quest'opera con altri personaggi usciti dalla matita dell'autrice possiamo notare molti punti in comune, anche se come detto pure dalla Watase in questo manga ha usato un altro tipo di tratto che ha portato i suoi disegni ad essere un po' più adatti ai manga shounen.

L'edizione di Planet Manga non è nulla di che e 4.00 euro diciamo che sono un po' troppi considerando il fatto che nel manga sono assenti pagine a colori o sovraccoperte e il numero di pagine non è esagerato. Personalmente questi volumi li ho comprati usati in buone condizioni.

Una serie abbastanza carina che si fa leggere senza troppe pretese e che riesce a strappare qualche sorriso al lettore (infatti penso che l'autrice sia molto brava con le gag). Molti elementi negativi hanno però fatto abbassare il mio voto sino a renderlo un 6 un po' misero. Va sottolineato il fatto che nel primo e nel terzo volume sono presenti delle storie brevi sempre dell'autrice che però non hanno nulla a che vedere con questo manga. Un elemento che ho reputato positivo è il numero di volumetti, penso che 3 sia il numero giusto dato che magari si rischiava di allungare la storia in moto negativo e noioso. Da leggere solo se si è fan di Yuu Watase altrimenti devo dire che ci sono manga migliori in giro.

TRAMA: 6
DISEGNI: 7
EDIZIONE: 6


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TWINKLE

Volumi letti: 3/3 --- Voto 7
"Appare Jipangu!" fa parte di quella categoria di miniserie che spuntano in edicola senza preavviso, quasi come a fare da tappa-buchi tra una Yoshizumi e una Yazawa, ma che si rivelano invece essere delle piacevolissime letture.
L'autrice in realtà era già nota al pubblico italiano per il suo shojo-fantasy Fushigi Yuugi, proposto sempre da Panini (qui spiattellato sulle copertine con il tristissimo "dall'autrice di.."), e Ayashi no Ceres, a suo tempo pubblicato da Play Press Publishing, con queste opere Yuu Watase crea delle storie ai limiti della fantastico e del paranormale, senza rinunciare agli aspetti tipici dello shojo adolescienziale.

Stupisce quindi la svolta demenziale attuata in codesto "C'era una volta in Giappone", ambientato nel paese del sol levante - ma va - dell'epoca Edo, dove però si alternato gag frizzanti, rimandi alla cultura moderna (villaggio di Coka nella zona di Cola..), invenzioni assurde e quant'altro. L'elemento fantasy, immancabile nei manga della Watase, è dato dal bastone Kongomaru brandito dalla giovane protagonista Yusura, tale arnese magico cambia colore in base alla tristezza percepita dal prossimo, assorbendola e scagliandola contro il malcapitato di turno.
Un personaggio, Yusura, vivace e maschiaccio, quasi come una moderna Benio Hanamura, protagonista del classico "Una Ragazza alla Moda/Madmoiselle Anne", del tutto diversa dall'immaginario collettivo della donna giapponese d'epoca, servizievole e femminile, senza però dimenticare la componente sentimentale con l'affascinante ma imbranato Simon, innamorato della nostra protagonista.
Il secondo volume è un continuo susseguirsi di gag, citazioni e situazioni assurde, probabilmente il migliore dei tre, mentre nel terzo la storia si chiude in modo carino ma abbastanza prevedibile tra le consuete rivelazioni sul passato di Yusura e l'happy ending.

Il tratto di Yuu Watase è simile a quello ammirato in Fushigi Yuugi e Alice19th adattato allo stile comico tra espressioni buffe e personaggi assurdi, leggendo "Appare Jipangu" si ha davvero la sensazione di trovarsi dinnanzi ad uno "sfogo" creativo e scacciapensieri dell'autrice tra un opera importante e l'altra, discontinuo (i 3 volumi usciranno nell'arco di quasi cinque anni), dove però è palpabile il divertimento della Watase nel creare personaggi grotteschi e situazioni paradossali, divertimento che ovviamente si trasmette sul fruitore rendendo piacevole la breve lettura.

L'edizione Panini è la classica da edicola con tutti i pro e i contro del caso, al prezzo di 4 euro a volumetto (niente sottilette Kraft da 80 pagine per fortuna), e si presenta bene dalle cover colorate e in tema, sono inoltre presenti due storie brevi dell'autrice nel primo e nel terzo albo.
Consigliato quindi a tutte le fan e ai fan di Yuu Watase, non sarà la sua opera più profonda e importante, ma è un lato creativo della celebre autrice che vi chiede solo 12 euro per essere scoperto, e apprezzato, in cambio di un sano divertimento. Finché dura.


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bitalex

Volumi letti: 3/3 --- Voto 8
"C'era una volta in Giappone" è ambientato nel passato, principalmente nella città di Edo. Parla di una ragazza tutt'altro che femminile e per questo scambiata spesso per un ragazzo, abbandonata in tenera eta e allevata da un farmacista e sua moglie.
All'inizio narra delle sue prodezze riguardo la difesa dei cittadini di Edo con l'aiuto del suo fedele bastone magico, unica traccia del suo passato, ma poi devia sul viaggio alla ricerca delle sue origini.
È una storia abbastanza breve (qualche numero in più ci sarebbe stato bene) ma di buona qualità. Giusta combinazione di azione, umorismo e romanticismo.


 1
Antonio_93

Volumi letti: 3/3 --- Voto 8
C'era una volta in Giappone è un opera di Yuu Watase, autrice abbastanza famosa per la sue opere precedenti Ayashi no Ceres e Fushigi Yugi. La storia è ambientata molti anni nel passato, quando ancora Tokyo veniva chiamata Edo. La particolarità di questo manga è il suo fan service, con scene comiche che fanno divertire e passare quel poco tempo necessario a leggere il manga in modo piacevole. Secondo me anche se breve la storia è sufficiente, certo si poteva aggiungere qualche volume ma alla fine l'opera mi è parsa abbastanza buona. I disegni e i personaggi sono stati ben ideati, specialmente il ninja, che mi ha fatto morire da ridere. Per quanto riguarda i disegni sono abbastanza belli a carini, la storia è molto fluida e divertente, quindi un otto C'era una volta in Giappone secondo me lo merita. Nonostante questa sia un'opera breve merita abbastanza, un bel manga a tutti gli effetti.


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Fanny11

Volumi letti: 3/3 --- Voto 9
Fantastico! Semplicemente fantastico! Si dice che non sia il miglior manga della Watase, anzi, ella stessa ha detto che è un intermezzo tra opere di maggior spessore. Eppure, nonostante la mia inesperienza, in quanto ho letto solo un numero di Ayashi no Ceres, trovo che questo sia altamente migliore: la storia è fantastica e allo stesso tempo divertente; mi piacciono un sacco le situazioni in cui si trova Yusura, anche perché l'autrice ha veramente un umorismo non banale ma nemmeno tanto ricercato da cascare nel patetico. I personaggi sono fortemente naturali, non sono grandi eroi o grandi eroine, che devono salvare il mondo attraverso poteri che trasudano l'onnipotenza, ma la nota fantastica, come il bastone Kongomaru o il mostriciattolo Yuba, è dosata tanto da dare una parvenza di verosimiglianza. Il personaggio di Yusura, inoltre, è molto umano, caratterizzato da una grande forza e al contempo da una grande sensibilità. Inoltre, i disegni di Yuu Watase sono i miei preferiti, perché semplici, ma carichi di espressività.
Sì, apprezzo davvero tanto questo manga e spero non resti un appendice della produzione della mangaka ma possa essere valutato più a fondo.

Francesca

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Francesca

Volumi letti: 3/3 --- Voto 7
Storia simpatica e divertente, e l'idea della mitigatrice di tristezza è senz'altro originale.
Anche l'idea del cambio di character design, dalla "prospettiva" del ragazzo occidentale è originale e buffa, specie perché il character design in questione ricorda molto quello delle antiche stampe giapponesi.
Un corollario di idee simpatiche che però avrebbero potuto essere sviluppate meglio...
E non dimenticate! Verrà per tutti la primavera (sì, credici)!


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Hikari_chan

Volumi letti: 3/3 --- Voto 7
Simpaticissima opera di Yuu Watase, che vede come protagonista una ragazza che di femminile ha ben poco, e che spesso viene scambiata per un ragazzo. Questa aiuta la giustizia difendendo i più deboli con un bastone magico (che mi ricorda tanto qualcosa... che so, Toriyama?).

I disegni sono nello classico stile della Watase, anche se ne ho visto di migliori. La trama è carina, e ben strutturata, ma niente di particolare. I personaggi sono tutti molto simpatici ed energici, e fanno sempre battutine di ottimo gusto. E' una miniserie carina, e la storia breve su Alice 19th alla fine del terzo è la ciliegina sulla torta che fa di questo manga un piccolo capolavoro a se.

Benché io parli così, avendo letto decine di altri manga, non posso proprio darli più di un sette, anche perché volendo la trama sarebbe potuta essere un po' più articolata (e ne sarebbe uscito anche un bel manga) e la fine mi ha leggermente deluso.
Per concludere lo consiglio a chi ama lo stile della Watase e a chi cerca una storia simpatica e non impegnativa.