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brook

Volumi letti: 18/18 --- Voto 7
Capitan Tsubasa World Youth non è né più né meno che la naturale prosecuzione di Capitan Tsubasa, tant'è che nell'edizione della Star Comics non si percepisce nemmeno la suddivisione in due diversi manga (per via della numerazione progressiva dei volumi). In ogni caso ritengo giusto trattarlo come un manga separato, anche per due ulteriori ragioni. La prima è che alla serie World Youth corrisponde solo parzialmente un anime, nel senso che questo si ferma ai volumi iniziali. La seconda è che in Italia, per ovvi motivi legati alle scelte Mediaset, molti conoscono la storia di Holly & Benji solo fino a dove è terminata la serie classica, cioè alla vittoria ex aequo del campionato delle medie da parte di Nankatsu (o New Team) e Toho con conseguente partenza di Tsubasa (Holly) per il Brasile, alla quale è seguita la vittoria della nazionale giovanile giapponese nel torneo internazionale di Parigi.
Capitan Tsubasa World Youth è una naturale prosecuzione sia perché lo stile di narrazione e i disegni sono pressoché identici a prima sia perché la storia continua da dove la avevamo lasciata. Dopotutto il sogno ultimo di Tsubasa non era andare in Brasile, ma vincere la Coppa del Mondo con la nazionale nipponica. E quale migliore occasione dell'inaugurazione del World Youth, ovvero il Mondiale under 20, per ottenere un assaggio del suo sogno? In pratica la serie World Youth non è altro che un'estensione della saga del torneo di Parigi: il Giappone comincia dalle qualificazioni preliminari asiatiche per prepararsi ad affrontare inedite squadre dalla caratura internazionale come Brasile, Svezia, Olanda, Messico e Uruguay. E così ritroviamo tutti i vecchi personaggi della prima serie (più qualcuno di nuovo) che si preparano per questo nuovo obiettivo, apparentemente irraggiungibile per una nazione calcisticamente debole come il Giappone (soprattutto prima degli anni 2000). Per fortuna che questo è un manga.

Dal punto di vista della trama siamo ai livelli di Capitan Tsubasa prima serie. Il fulcro del manga sono le partite emozionanti con tecniche acrobatiche, potentissime e… inverosimili. Avremo tiri che spezzano i polsi ai portieri, bucano le reti, sembrano telecomandati, o che addirittura vanno in porta insieme a chi li calcia. Avremo giocatori che saltano in aria come se avessero le ali ai piedi, che preferiscono una rovesciata spettacolare e pericolosa ad un semplice stop del pallone, che entrano in tackle assassini senza rischiare nemmeno l'ammonizione, che vogliono giocare a costo della loro salute se non della loro vita. Avremo partite in cui la squadra e i giocatori protagonisti (in questo caso la Japan Youth) sembrano spacciati per via di ostacoli endogeni (infortuni, epurazioni, malanni dei familiari) ed esogeni (avversari apparentemente imbattibili), ma grazie alla forza di spirito "tipicamente giapponese" e all'unità di squadra riusciranno a cavarsela. Per sintetizzare: se vi è piaciuta la trama di Capitan Tsubasa (soprattutto il torneo di Parigi) vi piacerà anche la trama di questo World Youth. Altrimenti lasciate stare. Un'ultima piccola osservazione sulla trama: verso la fine della storia viene totalmente saltata la narrazione di una partita fondamentale del torneo, sulla quale era stato creato molto hype e nella quale Tsubasa ha dato sfoggio del suo nuovo tiro (che per motivi vari non aveva potuto mostrare a pieno nei match precedenti). Evidentemente l'autore o l'editore (Shueisha) hanno preferito saltarla per poter terminare prima il manga. Il risultato però è, spiace dirlo, una grave lacuna e un forte senso di fastidio nel leggere il manga in quel punto.

I disegni sono anch'essi sullo stesso piano di quelli della prima serie, con un'ottima resa delle azioni di gioco spettacolari (soprattutto dei tiri) ma con le stesse gravi carenze per quanto riguarda l'aspetto dei personaggi. I corpi sono anatomicamente mal disegnati (basti vedere come sono resi mani e piedi), ma è nelle facce che Takahashi dà il peggio di sé. Molti personaggi sono praticamente identici a parte le acconciature (difetto che i fan di Masami Kurumada conoscono bene), e spesso, soprattutto il protagonista, hanno espressioni inebetite.

Indubbiamente l'autore sa che se i suoi manga hanno avuto successo non è per merito dei disegni, ma per merito della caratterizzazione dei suoi personaggi. Difatti furbescamente costruisce un manga dove riprende e coinvolge pienamente tutti quelli della prima serie, dando spazio (utilizzando qualche trucchetto) anche a quelli che un lettore non si aspetterebbe mai come titolari della nazionale nipponica. Inoltre il contesto internazionale permette all'autore di presentare personaggi completamente nuovi, compresi alcuni giocatori nipponici finora mai apparsi. Molti di questi sono accompagnati da flashback ben fatti che raccontano i motivi che li hanno legati al calcio. Ad esempio il capitano dell'Arabia Saudita è un principe che apprezza il calcio perché unisce poveri e ricchi, mentre quello del Messico lo usa come uno strumento per uscire dal suo mondo di povertà. In alcuni casi però Takahashi si lascia andare ed esagera un po', come nel caso del brasiliano Santana che a causa del calcio non prova nessun sentimento o dello svedese Levin che con il pallone vuole distruggere tutto e tutti.

In sostanza Capitan Tsubasa World Youth è un manga che deve essere letto da tutti coloro che si sono appassionati delle vicende di Tsubasa & co e che vogliono sapere come proseguono, pur consapevoli dei notevoli difetti che accompagnano questa saga. Non sarà verosimile, non avrà colpi di scena sconvolgenti, ma questo manga mostra tutti i possibili motivi della pura passione per il calcio, incarnati in ciascun personaggio disegnato da Takahashi. E forse è proprio per questo che questa saga ha avuto un tale successo.

Trama: 6
Disegni: 7
Personaggi: 9


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Hiruma23

Volumi letti: 18/18 --- Voto 7
Captain Tsubasa World Youth, e il seguito di Captain Tsubasa. In questo seguito composto da 18 volumi vengono raccontate le vicende di Tsubasa (che gioca nel San Paolo in Brasile) e degli altri membri conosciuti nella prima seria, con l'aggiunta di Shingo Aoi.
World Youth narra il tragitto che la nazionale Giapponese under 20, percorre per qualificarsi al campionato mondiale di categoria. I protagonisti del manga, complice le assenze di Kojiro Hyuga, Nitta, i Tachibana, Jito, Makoto Soda e Taro Misaki, fanno fatica a qualificarsi. Però dopo il loro rientro, la qualificazione al mondiale diventa una passeggiata...
Molto bello il finale.

Consigliato a tutti l'acquisto del seguito di Captain Tsubasa. E' un ulteriore approfondimento dei personaggi. Una lettura piacevole che ti porta sempre a voler sapere di più su questa storia. Disegni curati e mai confusionari.
L'edizione Star Comics è tutto sommato apprezzabile.


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GIGIO

Volumi letti: 18/18 --- Voto 7
Capitan Tsubasa World Youth è il seguito di Capitan Tsubasa. Tsubasa, finite le scuole, ora è cresciuto, vive e gioca a calcio in una squadra professionista del Brasile. Ha poco meno di 20 anni. Dopo una rapida prima fase dove vengono presentati dei nuovi personaggi, Tsubasa è chiamato a difendere i colori del Giappone nel Mondiale giovanile per nazioni. Dapprima la squadra farà le qualificazioni asiatiche per poi affrontare le nazioni più forti del mondo nel mondiale vero e proprio. Il World Youth.

Questo seguito ci può anche stare, d'altronde il mondiale e la nazionale è stato molte volte nominato anche nella prima serie, solo che forse è preso troppo alla larga. L'allenamento, le qualificazioni, le prime partite... Insomma tutto molto alla lunga per poi arrivare alle partite clou e improvvisamente accelerare per dargli un finale. Inoltre il tutto è poi divenuto irrealistico allo stato puro, partite che prendono una piega inverosimile per poi essere raddrizzate in maniera ancora peggiore. Diventa un susseguirsi di "colpi di classe" che lo fa quasi diventare fantascientifico.

I personaggi tuttavia non cambiano, solita buona caratterizzazione; migliorano i disegni, c'è un Yoichi Takahashi più maturo che per forza di cose disegna i protagonisti da anni. Quindi il disegno ne risente in maniera positiva, anche se tutto quello che è oltre le azioni di gioco resta sempre piuttosto scarno.
Edizione praticamente identica alla prima serie, la numerazione segue la precedente quindi avremo un manga che va dal numero 38 al numero 55. Prezzo ottimo, solo 3,90 euro a volume. Edizioni sempre Star Comics.

In generale è un manga da leggere, ovviamente non prima della serie "originale", e lo consiglio a tutti anche se perde un pochino del suo fascino e del suo spirito che c'era nella prima serie. Il manga quindi cala. Voto 7.


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Kotaro

Volumi letti: 18/18 --- Voto 9
Tempo di mondiali, e sull’onda di questo entusiasmo continua il mio recupero del manga di Captain Tsubasa, con questa seconda serie, World Youth, che ha come sfondo proprio i mondiali, anche se giovanili.
La cara, vecchia, nazionale giapponese viene richiamata e ritroviamo un po’ tutti i personaggi della prima storia, anche coloro che nel frattempo si erano trasferiti in paesi esteri per giocare ad un livello più alto, come ad esempio lo stesso Tsubasa che ora gioca in Brasile.
Vengono introdotti nuovi membri del cast fisso a rimpolpare le fila della squadra giapponese, a cominciare dal nuovo allenatore, l’inflessibile ma sotto sotto validissimo Minato Gamo, per finire con l’insicuro “reporter” Tamotsu Ide e passare dunque a quello che si dimostra essere poi il vero co-protagonista assoluto di questa nuova serie: Shingo Aoi. Ragazzo giapponese perennemente allegro e iperattivo, soprannominato “il principe del sole”, Shingo Aoi passa un travagliato periodo in Italia a studiare il calcio nostrano e, dopo diverse traversie, saprà migliorarsi e farsi notare, finendo per essere scritturato nella squadra nazionale del suo paese.
Oltre a queste nuove entrate, saranno moltissimi poi i nuovi volti introdotti nel nuovo campionato, fenomeni appartenenti alle più diverse nazioni del mondo, dal principe arabo Mark Owairan e il suo colossale “genio della lampada” Vulkan al bizzarro cinese Shunko Sho, dai tre acrobatici fratelli thailandesi Konsawat al genio del calcio svedese Levin, fino ad arrivare al misterioso “cyborg del calcio” brasiliano Carlos Santana.

Tsubasa e compagni, insomma, sono tornati. E confesso che un po’ mi erano mancati. World Youth prende tutte le caratteristiche, i pregi e i presunti difetti del primo Captain Tsubasa, li mantiene e li amplifica.
Il lettore sia avvisato, il realismo e le leggi della fisica sono partiti per un viaggio di sola andata.
Avremo personaggi dalle dimensioni completamente sproporzionate; ogni calciatore avrà il suo ben preciso tiro speciale che, potete starne certi, sarà qualcosa di completamente irrealizzabile nella realtà; avremo calciatori giapponesi che militeranno nelle squadre di qualsiasi altro paese; l’allenatore dell’Uruguay sarà una sorta di vecchio samurai chiamato Jinnosuke Matilda; quello della Svezia parrà uscito da un film di pirati; gli italiani si chiamano con nomi tipicamente nostrani o comunissimi quali Gino Hernandez o Calimero e nelle piazze di Milano vi lavoreranno lustrascarpe ambulanti; si salta sulla schiena dei compagni accovacciati e si unisce il calcio alla lucha libre messicana; si tirano bordate che attentano alla vita dei giocatori oltre che al paesaggio circostante; si rinchiudono piccoli campioni in erba in una stanza costringendosi a non far altro che allenarsi a calcio per tutta la loro vita.
Assurdità, senza dubbio, ma che nell’ambito di Captain Tsubasa si riescono ad accettare e, anzi, se non ci fossero se ne sentirebbe la mancanza.
World Youth è così. È assurdo, è strapieno di esagerazioni e stereotipi sui paesi del mondo, i nomi propri dei personaggi stranieri vengono dati scegliendo termini a caso da un vocabolario e le partite sono battaglie degne del miglior Saint Seiya. Ma è così, ed è così che piace.

Rispetto al primo Captain Tsubasa, il tono della narrazione si fa più alto. I personaggi vengono approfonditi maggiormente, donandogli dei problemi e delle vicende ancora più irreali ma più elaborati rispetto a quelli che vissero nelle prime storie, a volte anche profondi o drammatici, e anche il sempre sorridente e vincente Tsubasa attraverserà molteplici momenti di crisi e dimostrerà di esser cresciuto e di esser diventato un maggior osservatore del mondo intorno a lui, non solo un ingenuo e sorridente bambino col sogno del pallone.
Anche il resto del cast godrà di un maggior approfondimento, dimostrando di esser diventato in un certo senso più maturo, degno della maggiore età che adesso porta, e più completo sia a livello umano sia a livello sportivo.
I nuovi campioni degli altri paesi che verranno presentati qui per la prima volta, poi, saranno tutti personaggi che godranno di un’ottima caratterizzazione. Impareremo a conoscerli sia attraverso le loro prodezze calcistiche sia per via di numerosi flashback sui loro passati o sulle loro vite private che serviranno per renderli a tutto tondo e vicini al lettore.
Tutto questo ci riporta a quello che già era l’elemento più bello della prima serie, qui ampliato, ossia l’implementazione di moltissimi valori come il coraggio, l’amicizia, la lealtà, il gioco di squadra, la correttezza, lo spirito di sacrificio, l’importanza di credere nei propri sogni.
World Youth non è uno sterile campionato di calcio, ma uno shonen manga, dove ogni personaggio ha una sua individualità e lotta secondo le proprie possibilità per la realizzazione di un sogno. Ed è così che ci piace, del resto. Ci piaceva già per questo il primo Captain Tsubasa e risulta ancora migliore questo seguito, in virtù anche della maggiore esperienza acquisita dall’autore, che adesso presenta dei disegni sempre molto semplici e sproporzionati, ma più puliti, gradevoli ed esperti rispetto alla prima serie, oltre che una migliore composizione della storia, che riuscirà a dar spazio a diverse realtà attraverso una struttura costituita da vari prologhi ed epiloghi, spesso e volentieri incentrati pure sui diversi comprimari piuttosto che sul solo Tsubasa.

Difetti? Purtroppo c’è da dire che World Youth non ne è privo.
Lasciando da parte quello che è un difetto inevitabile di questa serie tutta, ossia la scontatezza di fondo (se fanno il torneo mondiale, è logico che il Giappone sarà in finale e che per arrivarci dovrà vincere tutte le partite prima di questa), ve n’è un altro un pelino più fastidioso, ossia che le partite stavolta sono meno lunghe e un pelino meno dettagliate rispetto a quelle della prima serie. Alcune di esse, tra l’altro, si veda la tanto millantata sfida con l’Olanda, verranno completamente accantonate e qualche personaggio che era stato presentato non sarà approfondito a sufficienza o verrà completamente tralasciato. Magari, ecco, un paio di volumetti in più per narrare qualcosina in maniera più rilassata non avrebbero guastato.
Tuttavia, se dicessi che World Youth non mi è piaciuto, o che è un brutto fumetto che viene affossato da queste piccolezze, mentirei. Mentirei, perché World Youth mi è piaciuto. Tanto. Tantissimo. A tal punto che sono disposto a passar sopra a questo piccolo difetto, perché viene ampiamente compensato dalle fortissime emozioni che la lettura nel suo complesso mi ha donato.
World Youth merita. Chiaramente va letto dopo la prima serie, di cui rappresenta forse la migliore evoluzione possibile, ma si tratta ugualmente di una storia che merita di essere letta, per i grandi valori ed emozioni che trasmette. E parlo da persona che non si entusiasma a seguire il calcio reale, mentre invece si è trovata ad appassionarsi in maniera viscerale a quello di Tsubasa e compagni e che adesso è dispiaciuta di averli abbandonati, questi meravigliosi campioni di un calcio che, ahimè, non è reale ma emoziona. Cavoli, se emoziona.


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B. frank

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
Si rischia di cadere nel banale, e nella mediocrità, quando si parla del manga di Capitan Tsubasa. Non in questo caso però, forse perchè anche se, dal punto di vista della trama, non ci allontaniamo troppo dal solco già conosciuto, sono i protagonisti nel frattempo cresciuti a dare più sostanza alla storia, con le loro passioni e le loro ambizioni.
Come storia in generale, si poteva però fare qualcosa di meglio, date le varie tematiche che può proporre il calcio in generale. Come i personaggi, anche lo stile disegnativo appare maturato.


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Kouga

Volumi letti: 18/18 --- Voto 8
Questa serie adattata in animazione poco e male, è a mio avviso molto più bella della precedente. Ci mostra i personaggi più adulti nelle reciproche strade, nonché un nuovo protagonista: Shingo Aoi. La storia di Shingo sarà quella che ai lettori toccherà di più, visto che il ragazzo ha speso tutti i soldi che aveva per venire in Italia dal Giappone, in seguito ad una sonora sconfitta inflittagli dal buon Tsubasa per finire poi a giocare nella Primavera dell'Inter. Citazioni a non finire che denotano una certa ricerca da parte dell'autore, uno su tutti: Lo Stadio di Paderno Dugnano, un paesino che dista un paio di Km dal mio :D
Inoltre, per chi non ha potuto visionare parte della serie animata, ritengo che sia affascinante scoprire che strada hanno intrapreso i nostri eroi, chi si è fidanzato e chi invece è ancora solo (e credetemi, in Captain Tsubasa c'è molto più sentimento di quanto si creda e viene mostrato nella serie animata), chi ha ripreso inaspettatamente a giocare, e chi per via di un infortunio rischia di non poter giocare più... il disegno è migliorato tantissimo ed ora pare che i nostri eroi abbiano gambe chilometriche, ma le partite sono sempre e indiscutibilmente coinvolgenti. Leggetela, Tsubasiani!


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Swordman

Volumi letti: 18/18 --- Voto 7
La storia di Tsubasa World Youth può essere divisa sostanzialmente in tre parti:
- Un prologo generale che ci introduce il nuovo personaggio di Shingo Aoi (in Italia divenuto Rob Denton Aoi) e ci mostra Tsubasa in una partita in Brasile contro il nuovo rivale Carlos Santana.
- Le vicende delle qualificazioni nel girone asiatico, con problemi e sfide di ogni tipo per la nazionale Giapponese, e Hiyuga (Lenders) che inventa un nuovo, pazzesco tiro: il Raiju Shot
- Infine il World Youth (mondiale under 20) vero e proprio che culmina nella sfida finale con il Brasile allenato da Roberto.

Come nella prima serie Takahashi ci porta dentro partite epiche che spesso e volentieri si trasformano in vere e proprie battaglie, anche se pur sempre sportive. In particolare quella tra Giappone e Thailandia è una delle più appassionanti in assoluto.
L'introduzione di nuovi personaggi, Shingo su tutti, giova alla serie (anche Hiyuga ci appare molto più simpatico che in precedenza) cosicché tra “i nostri” e gli avversari abbiamo un caleidoscopio di individualità motevpòe, e sarà difficile che il lettore non trovi il suo giocatore preferito.

Il disegno nel complesso è molto pulito, e grande è l'attenzione che l'autore mette nel realizzare sfondi, stadi ed elementi accessori come palloni, maglie e stemmi.

Il manga non è comunque esente da difetti che si focalizzano specialmente in due aspetti:
Nei gesti tecnici, e in particolare nei tiri, si perde ogni senso della misura (alla fine tiri a 250 km/h sono ormai pane quotidiano) finendo nell'irrealismo completo facendo un po' storcere il naso.
Al momento del torneo finale la storia subisce una brusca accelerazione focalizzandosi solo sul Giappone tralasciando sviluppi su altre nazionali che potevano essere interessanti. Per di più ancora una volta si tralascia la sfida Giappone – Olanda... allora lo si fa apposta!
Pur non eccellendo, Tsubasa World Youth, è un manga di buon livello capace di coinvolgere il lettore anche se questi non ha mai letto le gesta di Tsubasa e compagni.