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Misa&Ulalà

Volumi letti: 1/1 --- Voto 6
Kaori Yuki è la regina indiscussa del genere gotico. I suoi disegni intriganti e cupi mi sono sempre piaciuti tantissimo, come del resto anche le sue bellissime raccolte di storie, in puro stile dark. Piena di fiducia ho acquistato il volume unico "Il club dei vampiri-blood hound". Questo volumetto però si è rivelato una vera e propria delusione. L'edizione è poco curata, la storia è molto banale, i personaggi maschili pensati apposta per il fan service e le atmosfere poco convincenti. Un vero e proprio peccato, considerato che sono una grande fan della Yuki.
La storie ruotano attorno alla scomparsa di Shiho, la migliore amica di Rion, la protagonista della storia. La ragazza si mette subito alla ricerca dell'amica scomparsa. Un solo indizio ha a sua disposizione: un bigliettino da visita con la scritta: 'Keankenhaus''. Ci troviamo così dinanzi all'ennesimo Host club, fatto di fascinosi vampiri immersi un ambiente in puro stile gotico, circondato da croci e atmosfere barocche. La protagonista, che mi piace molto è di indole forte ed è un personaggio molto interessante, come del resto anche Suou, la controparte maschile. Ma la storia dopo poco diventa noiosa e insoddisfacente, e il colpo di scena non è nulla di che. Nonostante la trama sia così poco soddisfacente non posso valutarlo con un voto inferiore alla sufficienza: la storia per quanto banale è perfetta da un punto di vista grafico, più che mai adatto al tipo di racconto. I disegni infetti sono scuri, ma allo stesso tempo affascinanti. I personaggi sono disegnati in maniera impeccabile. Ma la trama resta comunque davvero noiosa.


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Enid

Volumi letti: 1/1 --- Voto 3
Kaori Yuki ha la straordinaria capacità, ai limiti dell'inverosimile, di rendere la maggior parte delle proprie opere di una noiosità tale che leggerle potrebbe far vincere il primo premio alla gare annuale dello sbadiglio. Tra queste poco fortunate opere rientra anche il vampiresco Blood Hound pubblicato in Giappone nel 2004 sempre dall'affezionata Hakusensha.

La gran parte della colpa è a mio parere imputabile ai personaggi, che appiano più finti di una borsa di Louis Vuitton venduta ad una bancarella per trenta euro, ma anche la trama ha la sua buona fetta di difetti. In questo caso la sceneggiatura viene incolpata del reato di ripetitività, vostro onore.

Iniziando con un'analisi dei personaggi è da subito chiaro che la protagonista, tale Rion Kanoh, ha l'intuitività di un pollo. La povera fanciulla sembra all'apparenza un personaggio dotato d'indipendenza ma si rivela presto nient'altro che un fantoccio in mano, a turnazione, al protagonista ed all'antagonista maschile e/o femminile. Aggravante per Rion è il fatto che la ragazza non è nient'altro che la reincarnazione dell'amata, pura, eterea, celestiale, sacra e ormai morta e sepolta Ellone, che la maggior parte dei personaggi ha incontrato per ben poco tempo ma della quale tutti sono in eterna adorazione nei secoli e secoli amen.
Il protagonista maschile è Suou Il Vampiro che a capo della Kraken Haus, host club per discinte donzelle, cerca e ricerca la già citata Ellone insieme ai Quattro dell'Apocalisse - altrimenti detti i Quattro Vampiri che Fanno le Belle Statuine - in rigoroso ordine afabetico, Moegi, Sakura, Shian e Tenran. La loro importanza ai fine dell'intreccio è tale che che anche un bambino delle scuole elementari, ma che dico anche della materna, potrebbe rimpiazzarli e nessuno si accorgerebbe della differenza.
Abbiamo poi la pedante Amagi Kinuki che dopo un debutto come pseudo nemica diventa la più affezionata delle amiche del cuore della nostra Rion. I veri nemici sono due: il primo non oso svelarlo per lasciare un minimo di piacere al povero lettore, mentre il secondo è lo sfortunato fratello di Suou, Mikhail. Com'è dura la vita: a un fratello tutto - donne, soldi, bellezza e l'Amata Immortale - e all'altro niente, mi sembra ovvio che dopo secoli il secondo voglia vendicarsi.

Per quello che concerne la, poca e scarna, trama le vicende iniziano con Rion che, per cercare la scomparsa nel nulla compagna di scuola Shihoko, si introduce con forza alla Kraken Haus convinta che gli accompagnatori siano vampiri e che siano stati loro stessi a rapire Shihoko che aveva rivelato a Rion di star intrattenendo una relazione con un figlio della notte. Effettivamente la fanciulla ha ragione ma i vampiri della Kraken Haus non corrispondono a quelli delle leggende e per questo motivo non hanno paura di farsi mostrare, a due centimetri dal proprio antico naso, un bel crocifisso. Rion non è comunque convinta dell'innocenza dei ragazzi e con un prevedibile stratagemma (manda in frantumi una bottiglia di vino molto costoso) si fa assumere al club come inserviente ed inizia la sua poco fruttuosa investigazione. Il resto degli episodi presenti nel racconto, che nella sua totalità risulta senza arte né parte, sono tranquillamente trascurabili perché altro non sono che fotocopie del primo: Rion fa l'imbecille al club e rompe qualcosa, qualche vampiro random la rimprovera, torna a casa e nel mentre incontra il nemico, viene salvata. L'unico episodio che fa eccezione è l'ultimo nel quale le viene raccontata la propria vita passata quando ancora era l'intoccabile Ellone.

L'unica nota positiva di questo volume sono i disegni che si rivelano più curati del solito e che, con fatica, trascinano su per la montagna Mediocrità questo volume del quale sconsiglio caldamente l'acquisto.


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DamneD_StaR

Volumi letti: 1/1 --- Voto 7
Premetto che è la prima opera che leggo della Yuki, e dalla fama che la segue sinceramente mi aspettavo di meglio.
I disegni sono molto belli e particolareggiati, la storia è divisa in pochi capitoletti tra i quali ci sono dei fatti lasciati sottintesi. Mi sarebbe piaciuto che la storia continuasse, magari con qualche numero in più invece che un volume unico, formato che molte volte non ti coinvolge.
L'edizione è una delle peggiori che ho visto, a parte il costo a parer mio improponibile per una sottiletta del genere, è poco maneggevole perché appena apri anche di pochissimo la prima pagina si fa il segno vicino alla costa.
In conclusione:
Disegni: 9
Storia: 7
Edizione: 3.5


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Naco

Volumi letti: 1/1 --- Voto 7
Questo titolo rientra perfettamente nei canoni tipici dei manga creati dalla matita di Kaori Yuki: una storia che vede protagonista una ragazza simpatica, energica, ma combina guai che, per salvare la vita di un'amica, non esita ad entrare in un Host Club in cui crede ci siano dei vampiri. Alla commedia esilarante, dovuta sia ai guai che combina la protagonista, sia ai vari host che lavorano nel club, si aggiunge quella nota di mistero e suspence tanto cara all'autrice. Davvero è stato un vampiro a rapire la sua amica? Ed è davvero Suon il colpevole?
Anche il tratto della Yuki si riconosce al primo sguardo: il disegno è particolareggiato, con un notevole apprezzamento per gli elementi macabri, senza disdegnare gli occhioni tipici degli shoujo classici.
Anche i protagonisti meritano: lei è la classica ragazzina che, pur essendo imbranata, ha un cuore d'oro e finisce per risultare simpatica a tutti; lui è un host simpatico, galante, che però ogni tanto "mostra" di avere qualcosa di diverso facendoci comprendere che Rion ha visto giusto. Persino gli altri personaggi risultano simpatici e godibili, nonostante non abbiano fatto chissà quali grandi comparse.
I problemi di questo titolo (che mi portano a non dargli non più di 7) sono di varia natura, non sempre dipendenti dall'autrice. Tanto per cominciare l'edizione italiana risulta semplicemente indecente: 5.50 € per una semi-sottiletta, che scricchiola appena la si apre, con costina rovinata e copertina fatta male, storta, in molte copie; per non parlare poi dell'aspetto seriale: rispetto alle altre opere della serie "Kaori Yuki presenta", questa manca del numero progressivo (nonostante, sì, ne faccia proprio parte!), il font usato sul dorso è diverso da quello che troviamo nelle altre opere, e la striscia superiore risulta bianca, invece che nera, come le precedenti.
Ma non è soltanto questo.
La Yuki ha una brutta abitudine, a mio parere, ossia quella di creare opere brevi, di un solo volume, dove inizia a tratteggiare personaggi con un grande potenziale, ma che esauriscono la loro funzione in quei capitoletti che compongono il volume. In questo manga, poi, troviamo anche elementi di una storia molto più ampia e che fanno presagire un seguito che, a quanto ne so, non esiste neanche in Giappone, e che vedrebbe Rion come la reincarnazione di una vergine che i vampiri cercano da tempo. E questo fa quasi pensare che l'autrice, quando crea una storia, sia condizionata da un certo "capriccio creativo", che la porta a creare storie che la stancano e che quindi abbandona senza tanti problemi (al di là di quanto possa risultare gradita al pubblico la sua opera).
E questo, secondo me, è una grande pecca, e non solo di questo titolo.