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Kotaro

Volumi letti: 4/4 --- Voto 7
Nella prima metà degli anni '80, Dr. Slump & Arale di Akira Toriyama riscosse un successo sensazionale. I demenziali deliri di un gruppo di bifolchi tutti da ridere, ideati da un campagnolo alle prime armi eppure espertissimo del medium fumetto ottennero di diritto una posizione tra le storie più amate del periodo, contribuendo a lanciare quel campagnolo nell'Olimpo dei mangaka.
Akira Toriyama divenne in breve tempo famosissimo, e nel giro di un decennio ottenne sempre più consensi con la sua opera successiva (che oggi, a posteriori, ha surclassato Dr. Slump & Arale in celebrità ma non del tutto in qualità), Dragon Ball.

E' il 1994. Dai tempi di Dr. Slump & Arale, la società è cambiata. Sono lontani i giorni dei telefilm supereroistici, dei fumetti d'annata pieni di passione e dei giochi in campagna che Toriyama ha ricordato ed omaggiato con la storia del dottore e della robottina. Negli anni '90, divertimento dei ragazzi non è più scorrazzare per i prati e fare marachelle, ma sono anche e soprattutto i videogiochi, un mezzo d'intrattenimento che ai tempi di Dr. Slump & Arale sembrava ancora fantascienza ma che erano ormai entrati a far parte della vita di tutti i giovani, grazie ai successi dei picchiaduro da sala giochi e di console casalinghe come il Super Famicon, il Sega Mega Drive o la Playstation, che cominciava ad affacciarsi sul mercato. Toriyama stesso non era estraneo alla cosa e, da tempo, aveva affiancato al lavoro di fumettista anche quello di illustratore per videogiochi, come Dragon Quest, Tobal o Chrono Trigger.
Ecco quindi che nel 1994, a sorpresa, si riaffacciano al pubblico giapponese che tuttavia mai li aveva dimenticati proprio il dottor Senbei Norimaki e la robottina Arale, e lo fanno non su quello Shonen Jump che li aveva lanciati nei primi anni '80, ma su V-Jump, uno spin-off dello stesso dedicato all'intrattenimento videoludico.
Solo supervisionato e sceneggiato dall'autore originale, che ai tempi aveva già il suo bel daffare con Dragon Ball, e disegnato da uno degli assistenti del Bird Studio, Takao Koyama, e dall'illustre character designer e animatore Katsuyoshi Nakatsuru (già illustratore di film e serie animate di Dragon Ball e in seguito character designer anche di Digimon e Beet Vandel Buster), arriva "Dr. Slump colpisce ancora" (Chotto dake kaettekita Dr. Slump, ossia "Dr. Slump è ritornato, ma solo per un po'").

Passato qualche anno dalle vicende della prima serie, ritroviamo tutti, ma proprio tutti, i personaggi che avevamo imparato a conoscere e ad amare, a partire dalla famiglia Norimaki, che appare leggermente cambiata. Il piccolo bebè esper Turbo, infatti, è cresciuto ed è diventato un bimbo vivace, posato e studioso, un po' come il Gohan del primo Dragon Ball Z con cui condivide persino l'aspetto fisico, e adesso ha anche una sorellina appena nata, la biondissima Nitro.
Naturalmente, inutile chiedersi se Arale sia cambiata, perché l'ovvia risposta non può essere che "no", e infatti non solo è ancora nella stessa classe del liceo dove l'avevamo lasciata, ma il suo quoziente intellettivo non è affatto mutato, e noi lettori ne siamo ben felici.
Oltre a ritrovare tutti gli amici e compagni di Arale e tutti gli strambi abitanti del Penguin Village, che non sono cambiati di una virgola anche se alcuni di questi sono cambiati nell'aspetto fisico, e anche qualcuno di nuovo, come la famiglia del ricco e facoltoso chirurgo Dottor Ope, che si è trasferito dalla metropoli e non sa, ancora, che tutto un mondo di follie è pronto a investire lui, sua moglie, sua figlia e il suo affascinante primogenito Karte, che, suo malgrado, si invaghisce di quella ragazzina con gli occhiali e i capelli viola di cui scoprirà a sue spese la bizzarria.

Dr. Slump colpisce ancora si compone di quattro volumi (diventati otto nell'edizione italiana), e c'è una particolarità che lo differenzia dagli altri manga che salta subito all'occhio, tant'è che non viene neppure classificato come manga ma come "cel comic": è tutto a colori.
Lo stile di disegno è molto più moderno rispetto alla prima serie e segue il cambiamento dei disegni di Toriyama avvenuto con Dragon Ball Z. La fisicità dei personaggi è leggermente più rigida rispetto alla serie originale, ma rimane la bonaria simpatia che li caratterizzava, e, graficamente, questa nuova serie non fa rimpiangere troppo la vecchia, tanto da rendere impossibile, se non lo si legge da qualche parte, credere che non sia disegnato dall'autore originale.
L'uso dei colori cambia ovviamente in maniera radicale il modo di intendere il fumetto, e "Dr. Slump colpisce ancora" si avvicina più ai fumetti a colori della scuola franco/belga e a un grande e veloce cartone animato su carta (ma in maniera molto più sapiente, non da anime comic) più che ad un classico manga in bianco e nero e retinature. La cosa, devo dire, non disturba affatto, anzi è piacevole provare questo nuovo modo di intenderli, abituati com'eravamo al bianco e nero della prima serie.

L'ambientazione è stata spostata agli anni '90, e, di conseguenza, essendosi spostati anche gli interessi del pubblico e gli elementi della cultura popolare, adesso si citano e prendono in giro film, telefilm, videogiochi o serie animate più vicine ai lettori, come Die Hard, Sonic The Edgehog, Final Fantasy, Power Rangers, Street Fighter 2, il crescente interesse dei Giapponesi per il calcio (mentre invece la serie classica, quando citava qualche sport, questo era il baseball) e persino personaggi della cultura popolare di quegli anni come Bruce Willis o il lottatore professionista Masaaki Satake.
Ovviamente, "Dr. Slump colpisce ancora" diventa anche un grandissimo tributo all'autore dell'opera originale, che nel frattempo era diventato famoso come autore di Dragon Ball, ed ecco quindi che, spesso e volentieri, troviamo riferimenti, citazioni o comparsate di personaggi dello stesso, come Son Goku, Re Kaioh, Majin Bu, Re Enma, e persino riferimenti all'ultimissima serie animata Dragon Ball GT, di cui possiamo vedere anche dei prototipi di alcuni personaggi (ad esempio la madre di Karte è identica a come sarà Bulma nella suddetta serie). E poi, ecco ancora comparsate dagli shorts, come Dub & Peter, Go Go Ackman, e persino il ritorno del grande demone Gyasuka, che avevamo già visto nella serie classica e che appartiene a Wonder Island, il primissimo short d'esordio dell'autore, datato 1979.
Ovviamente, essendo serializzato su una rivista di videogiochi, non si poteva esimere dal citare le opere illustrate da Toriyama per le console della Nintendo, come Chrono Trigger ma soprattutto Dragon Quest (in particolar modo gli episodi III, IV, V e VI), che viene citato in ogni dove, dalle cover, dalle pin up dei capitoli, dalle apparizioni di personaggi come il mercante Torneco nella storia e un capitolo intero che costituisce una spassossima parodia di Dragon Quest V, con Senbei, Arale e compagnia che si infiltrano in un Super Famicon per giocarci "da dentro" e rivoluzionano, rendendolo strambo e divertentissimo, l'epico gioco di ruolo.

E' vero che molte delle storie sono molto semplici e non saranno spassosissime e geniali come quelle della serie classica, che, tra l'altro, spesso e volentieri riprendono o continuano, ma Dr. Slump colpisce ancora un sorriso lo strappa sempre e risulta essere un'opera assolutamente imprescindibile per i fans dell'autore, che qui lo vedono citato in ogni elemento e si esalteranno, e in particolar modo per i fans di Dragon Quest. Per gli altri, se non sono gente disposta a comprare anche gli schizzi sui tovaglioli del ristorante, di Akira Toriyama, possono soprassedere e limitarsi all'acquisto della serie classica.

"Dr. Slump colpisce ancora" si fa leggere con estrema scorrevolezza, ma appare più come un originale "zibaldone toriyamesco" che una serie a sè stante. E' ben disegnato, è veloce, è divertente, pur senza raggiungere i fasti della serie classica, ma è una serie che punta parecchio sulle citazioni e sulle auto-citazioni, e, paradossalmente, ci vuole una certa cultura otaku degli anni '80/'90 per poterselo godere appieno. Forse per il suo essere una sorta di prodotto celebrativo/pubblicitario non ha raggiunto un enorme successo, ma è servito da banco di prova per le future opere di Toriyama o a lui legate, prima fra tutte il remake animato dello stesso Dr. Slump & Arale, che sarebbe iniziato in concomitanza con la fine di questo fumetto e che avrebbe usato proprio il character design qui apparso, per caratterizzare molti personaggi come Senbei, Pisuke, la famiglia Tsun, Mashirito, Suppaman e praticamente tutti i personaggi secondari, pensate un po'.