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Gald

Volumi letti: 2/2 --- Voto 4
“Comunque, non ci si dovrebbe lamentare del cibo, in un posto come questo…”

“Gourmet” è un seinen manga ideato e scritto da Masayuki Qusumi e disegnato dal celebre Jiro Taniguchi. L’opera è stata realizzata in Giappone tra il 1994 e il 1996 e pubblicata definitivamente nel 1997. Essa è edita in Italia dall’ottobre del 2003, grazie a Planet Manga che, nel corso degli ultimi anni, l’ha ristampata in diverse edizioni.
Pur autodefinendomi un quasi appassionato di Taniguchi, purtroppo, mi ritrovo a dare una pesante bocciatura ad una sua opera in cui, in questo caso, il maestro di Tottori non ha colpa, siccome autore unicamente dei disegni.
Pertanto, per giustificare questa mia pesante insufficienza, vorrei analizzare i vari passi falsi dell’opera che hanno inceppato la mia lettura lasciandomi perplesso e annoiato.

TRAMA
Un piccolo imprenditore di mezza età, una sorta di agente di commercio, importa merce dall'estero per poi rivenderla in Giappone. Egli non ha né una famiglia né una relazione, motivo per cui si ritrova facilmente (e liberamente) a girare il Giappone per motivi di lavoro. Durante questi spostamenti a scopo lavorativo si ritrova spesso, ovviamente, a dover cenare da solo, momento della giornata che fa molto felice l’uomo che, durante il racconto, si dimostrerà assai goloso ed esperto in fatto di cucina.
Attraverso i diciotto capitoli, in cui vengono narrati altrettanti racconti autoconclusivi, possiamo notare i sentimenti dell’uomo durante uno dei momenti più intimi e piacevoli della giornata di qualsiasi essere umano: il pasto. L’agente di commercio in questione analizzerà attentamente un locale prima di entrarci ed esprimerà le proprie emozioni con, e attraverso, il cibo, gustando alcune tra le migliori prelibatezze del Sol Levante, e non solo.
Ok, punto: fine della trama, sempre se così può essere chiamata. Spesso alcune opere a cui ha lavorato Taniguchi non presentano una trama, puntano infatti ad esprimere emozioni attraverso le sensazioni che vivono i personaggi. Questa enorme capacità di Taniguchi, e di alcuni scrittori che hanno felicemente lavorato con lui, sta proprio in questo talento di esprimere un qualcosa senza il bisogno di un vero e proprio racconto solido e compatto. In "Gourmet" tutto ciò non viene fuori.
Sinceramente non trovo altro per esprimere un mio parere sulla trama, sempre se così vogliamo chiamarla. Essa è infatti quasi inesistente, o quanto meno ridotta ai minimi termini, le emozioni del protagonista non emergono quanto basta attraverso il racconto e di per sé l’opera offre veramente poco, a parte le varie nozioni culinarie sulla cucina giapponese.

DISEGNO
Sicuramente molto meglio sono i disegni, punto forte di numerose opere di Taniguchi.
Il tratto dei suoi disegni è molto realistico, molto originale e non modellato sugli schemi del disegno classico per manga sottomesso all'industria economica del fumetto. Inoltre, come l’autore stesso ha più volte sottolineato, il suo stile di disegno è stato molto influenzato nel corso della sua carriera dal fumetto occidentale, principalmente quello francese. Tutto ciò ha portato ad uno stile tutto suo, riconoscibile ad un primo sguardo. I suoi disegni, a parer mio, sono di una complessità talmente perfetta che diventano semplici ad un primo sguardo. Sono disegni molto curati che non diventano mai pesanti e non stancano mai l’occhio del lettore che, anzi, trae da essi godimento.
Anche in questa opera il lettore non può che ammirare i disegni: personaggi realizzati in maniera perfetta, sfondi dettagliat,i ma senza eccedere con troppi particolari, primi piani curati e paesaggi sempre molto belli come se fossero dipinti. Inoltre in quest’opera un commento a parte lo meritano gli alimenti: perfetti. Punto forte dell’opera sono proprio i disegni che tentano di salvare l’insalvabile. Forse, infatti, riescono in alcune situazioni a far venire l’acquolina in bocca al lettore: unica nota riuscita in uno spartito stonato.
Probabilmente i disegni e l’appetito che viene nell’osservare il cibo disegnato sono proprio ciò che hanno fatto lievitare maggiormente il mio voto, risparmiandolo da una ancor più grave insufficienza.

EDIZIONE
In Italia, oggi, è possibile acquistare "Gourmet" in quattro diverse edizioni: quella del 2003 citata sopra della Planet Manga, un’altra della Planet Manga facente parte della collana “Taniguchi Collection” pubblicata nel 2010 e un’ulteriore, sempre della Planet Manga, inserita nella collana “Taniguchi Deluxe Collection” pubblicata sei anni dopo nel 2019. Un’ultima edizione, per la quale vorrei spendere qualche parola in più, è quella de La Gazzetta dello Sport, ovviamente realizzata in collaborazione con Planet Manga, che ha deciso in questo periodo di lanciare nelle edicole, a cadenza settimanale, trenta tra le più famose opere di Jiro Taniguchi al prezzo di soli 9,90€.
Quest’ultima è un’edizione pubblicata in due volumetti, con copertina flessibile, senza sovraccoperta, con alette ai lati e senza pagine a colori. Personalmente ho avuto modo di leggere quest’opera proprio grazie a questa economica edizione che, sicuramente, non sarà pregiata tanto quanto le precedenti ma che in rapporto qualità/prezzo non ha nulla da invidiare alle altre.

Non ho molto altro da commentare, un’opera che a parer mio non merita di essere letta.
Vi piace Jiro Taniguchi? Questa opera non fa per voi, infatti del maestro possiamo ammirare solo i soliti splendidi disegni e la calma della narrazione che qui diventa scontata e deprimente.
Vi piace il cibo? Non lo consiglierei comunque, meglio puntare su altri titoli.
Vi piace la cultura culinaria giapponese? Un manuale di cucina farebbe più al caso vostro.
Sostanzialmente un titolo che sconsiglio e che non merita il nome di Jiro Taniguchi, puntate ad altro ma non perché penso sia così brutto e di pessimo gusto, quando piuttosto perché penso sia estremamente noioso e soprattutto, cosa più importante, estremamente inutile. Leggete altro.


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Atom

Volumi letti: 1/2 --- Voto 5
Devo ammettere che la lettura di Gourmet mi ha lasciato abbastanza indifferente.
Le storie raccontate sono assai brevi. Non saprei dire se il motivo sia da ricercare nel tentativo di descrivere il maggior numero di pietanze, o nella mancanza di idee. Certo è che ci troviamo dinanzi ad un manga completamente privo di trama, in cui ciascun episodio presenta la stessa identica consecutio: si lavora, viene fame, si va a mangiare, si degusta e descrive il piatto.
Sul viso del protagonista, intento ad assaporare le varie pietanze, le emozioni sono sempre ben evidenziate. Tuttavia mi sento di dire che non si grida al miracolo.
L'intento principale dell'opera è quello di descrivere sensazioni; tentativo sicuramente nobile, ma che non può bastare da solo a raggiungere la sufficienza.

L'edizione "Jiro Taniguchi Collection" targata Planet manga è di buona fattura. L'albo non è dotato di sovracoperta, ma la copertina in cartoncino ruvido termina comunque con due alette, su una delle quali è presente la biografia dell'autore. In ogni caso 14 euro per un libretto di neanche 200 pagine sono davvero un prezzo privo di senso.


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Evangelion0189

Volumi letti: 1/2 --- Voto 5
Si sa che "non tutte le ciambelle vengono con il buco" e nel caso di Jiro Taniguchi una delle opere che annovero tra le più deludenti da lui partorite (sebbene in questa occasione sia coadiuvato dai testi gastronomici di Masayuki Kusumi) è proprio Gourmet. Uscito dalla penna del maestro alla fine degli Anni Novanta, questa breve one-shot si muove sulla stessa falsa riga de L'uomo che cammina, il lavoro di Taniguchi che meno ho apprezzato in assoluto.

Anche qui seguiamo gli spostamenti quotidiani di un impiegato, ma stavolta lo facciamo nelle pause pranzo, o a cena o durante i suoi spuntini quotidiani. Il lettore viaggia insieme a lui di locale in locale alla scoperta di ogni tipo di leccornia possibile e immaginabile, osservando le pietanze ordinate anche dagli altri commensali e dal loro modo di rapportarsi al cibo. Il disegno di Taniguchi è a dir poco dettagliato, viene quasi fame guardando i piatti fumanti rappresentati alla perfezione. L'unico problema è che detto questo, Gourmet non ha ulteriori contenuti. Sicuramente è più gradevole da leggere e meno tedioso rispetto a L'uomo che cammina; tuttavia, allo stesso modo, non ha grande attrattiva per il lettore occidentale, pur appassionato di manga o Oriente in generale, a meno che non passi il suo tempo a farsi venire l'acquolina in bocca leggendo menu di ristorante in ristorante. Insomma, a parte qualche riflessione sul mangiare bene da parte di questo "buongustaio", per l'appunto il gourmet del titolo, una vera e propria trama di fondo è in pratica del tutto assente.

A curare l'edizione italiana per ben due volte è la Planet Manga: la prima a un prezzo inferiore ai dieci euro a metà degli anni Duemila; la seconda come parte della "Taniguchi Collection" e a un costo maggiorato. La qualità della carta e della stampa è elevata, ma il prezzo di questa seconda edizione non è per nulla giustificato dal contenuto e dal numero di pagine. Insomma, un manga del maestro nativo di Tottori che sconsiglio ai più.


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Kabutomaru

Volumi letti: 1/2 --- Voto 5
Dopo aver letto "l'Uomo che cammina", decisi di fiondarmi sul secondo dei tre manga di Taniguchi che presi in blocco, sperando che la precedente esperienza fosse solamente un incidente di percorso. Grazie alla recente riedizione offertaci dalla Planet manga, presi Gourmet al prezzo di 13.90. Il volume presenta una copertina rigida, rilegatura ben solida e pagine bianche con la postfazione finale di Kuzumi (lo sceneggiatore, visto che Taniguchi fa solo i disegni) dove spiega il suo rapporto con il cibo e spiega alcune pietanze Giapponesi a noi sconosciute, quindi non fate i pigri e leggetela che vi aiuta nella comprensione di alcune cose.

L'opera si snoda in 18 racconti brevi, tutti autoconclusivi, dove vediamo il nostro protagonista un salaryman sempre indaffarato a causa del suo lavoro, alle prese con la scelta ardua di un posto dove rifocillarsi. L'unico flebile filo conduttore di tutte l'opera è proprio questo, il mangiare. In tutto questo, l'ambientazione gioca un ruolo fondamentale, non sempre un locale la cui facciata non entusiasma è pessimo, così viceversa. Vedremo il nostro uomo andare nei locali più disparati, dai ristoranti alla trattoria e alcune volte anche dei chioschetti lungo la strada. I cibi di cui si nutre sono i disparati, passiamo dal sushi al riso saltato, dalle verdure alla carne alla griglia e così via. A seconda del locale, tipo di clientela, cibo e del suo stato d'animo vedremo un giudizio completo del protagonista sul posto e su ciò che mangia. Purtroppo il difetto dell'opera è questo, una non trama di fondo, l'autore forse vorrebbe comunicarci un messaggio quasi identico a quello dell'"Uomo che cammina", ovvero fermarsi un attimo e assaporare la vita (il cibo più specificamente in quest'opera) fin nei piccoli particolari e saper cogliere tutte le sfumature. Rispetto all'"Uomo che cammina", Taniguchi inserisce l'elemento del mangiare che rende nel complesso l'opera più interessante, però sarà che ci vuole sensibilità per carpire i sapori e la poesia dell'autore, sarà che forse dopo 10-11 capitoli il manga incomincia a stancare visto la ciclicità e la ripetitività delle storie e sarà che la storia non l'ha sceneggiata lui, si capisce come il risultato non sia dei migliori e proprio per questo credo che i giudizi su quest'opera siano offuscati dal nome dell'autore, senza il quale sarebbe giudicata in modo onesto, poiché di poetico in questo manga si vede ben poco e non lascia molto nel lettore, poiché la storia risulta troppo personale e autobiografica.

I disegni di Taniguchi sono fantastici ed un bel vedere, i piatti sono presentati in modo magnifico e fin nei minimi dettagli, proprio come se fossero lì pronti sotto i nostri occhi e fa rabbia vederli messi a disposizione per un'opera del genere. Grande attenzione è dedicata alle espressioni del protagonista mentre degusta un cibo in modo da capirne alla perfezione le sue emozioni.

Nel complesso, non è un pessimo manga, il sottoscritto è un'amante del mangiare e sotto certi punti di vista l'ha apprezzato anche molto (specie nella scelta dei locali dove io sono meticoloso), però presenta molti difetti, forse il più grande è dovuto al fatto che un occidentale il 90% di quei cibi, non li ha mai visti e ciò impedisce un'immedesimazione nel protagonista (forse era ciò a cui puntavano i due autori). In sostanza quest'opera è indicata solo per gli amanti dello Slice of life, per chi ha molta sensibilità e per chi è fan sfegatato dell'autore. Sconsiglio vivamente ai novizi di iniziare ad approcciarsi a Taniguchi con Gourmet, poiché potrebbe deludervi, vi consiglio altre sue opere che sono più indicate per noi lettori occidentali, come Al tempo di papà oppure Allevare un Cane, le quali ben incarnano la poetica e lo spirito dell'autore.

hallymay

Volumi letti: 1/2 --- Voto 3
Basta lo ammetto. Faccio proprio outing. Io sono fondamentalmente una coatta. Perché si, va bene, mi piace vedere gli anime scrausi e leggere i manga one shot dalla modica cifra di dieci euro per tre pagine. Adoro anche fare recensioni puntuali, elaborate, piene di preposizioni articolate e paroloni come "intreccio narrativo", "sfaccettatura delle psicologie", "Evangelion".
Ma è inutile nascondersi dietro un dito. Io sono anche l'unica in questo sito che ha visto e financo recensito cavolate trash come "Sukeban Deka" e "Bubblegum Crisis". Perché va bene, bella la poetica del non detto, belle le espressioni intense, belle le narrazioni dilatate, bello tutto, ma io sono profondamente convinta di una cosa. Io la penso esattamente come Bruce Springsteen, il quale a proposito della musica rock diceva: " Da una parte credo che si possa influenzare in qualche modo la vita della gente, ma dall'altra credo che è solo intrattenimento e devi fare ballare la gente prima di tutto."
Penso che questo spieghi perfettamente il mio rapporto con questa opera di Taniguchi. Non mi appassiona. Non mi prende. Non mi dice nulla. Formalmente è perfetto, Taniguchi è un poeta della vignetta, ma per il resto non ho mai capito il motivo per cui un lettore dovrebbe leggere quest'opera. Gourmet infatti è uno one shot che parla della storia di un impiegato che gira per il Giappone, mangiando in tutti i ristoranti e mostrando i piatti tipici del paese del Sol Levante.
Fine.
Scusate ma non ho altro da aggiungere a questa recensione se non la parola noia. Perché mi dovrebbe interessare la storia di uno che va a caccia di piatti tipici? Si potrebbe pensare che è la metafora di una ricerca, che sotto questo esile pretesto si dipani una trama o una morale interessante... Assolutamente no. Taniguchi si diletta nel riempire la tavola di dettagli, di disegnare i piatti con estrema dovizia, però io per un centinaio di pagine ho visto solo un tizio mangiare e guardare panorami.
Appassionante.
Vista la statura dell'autore, leggendo questo manga mi sono sentita come Fantozzi quando era costretto dal direttore della megaditta a vedere barbosissimi film tedeschi sottotitolati in cecoslovacco. Quindi permettetemi di usare questa recensione come il palchetto utilizzato dal famoso ragioniere per dire una volta per tutte che "Gourmet" è una... opera che non mi è piaciuta.
Sicuramente anche io come Fantozzi sono solo una piccola borghese che non capisce il geniale genio di queste opere geniali. A me dovete dare "Gall Force", "City Hunter", "Bubblegum Crash", "Excel Saga", "Manga Bomber".
Che sì, sono cretini e non vogliono dire un bel niente. Ma sono onesti e fanno benissimo quello che un'opera di intrattenimento deve principalmente fare: farmi passare un bel quarto d'ora. Cosa in cui "Gourmet", nonostante sia bellissimissimo e poeticissimo, non è per niente riuscito.
Consigliato a chi ama... Ma se uno ama mangiare giapponese vada ad un sushi bar, non perda tempo con questo mattone suvvia!


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GIGIO

Volumi letti: 1/2 --- Voto 6
Gourmet di Jiro Taniguchi è un opera di per sé molto semplice. Un uomo che vive tra affari e vita quotidiana si sofferma numerose volte all'interno dell'opera in diversi ristoranti tipici giapponesi. Diciamo è un buongustaio. Ama il cibo, ama mangiarlo e assaporarlo. Cerca i ristoranti con cura maniacale a seconda delle insegne, del posto in cui si trova, in base agli odori che ne provengono.

L'opera di per sé quindi è abbastanza lineare. Il problema è a mio avviso che il 95% degli alimenti descritti e "assaporati" dal protagonista io personalmente non li ho mai mangiati e alcuni di questi addirittura mai sentiti nominare. Questa è un'opera che sul cibo mette le fondamenta. Lo spirito della storia secondo me è quello di comprendere lo stato d'animo del protagonista in base a ciò che mangia e pertanto anche a ciò che ne esce in conseguenza. Non avendo mai appunto assaggiato queste prelibatezze onestamente ho fatto fatica ad ambientarmi. La storia è originale, mi è piaciuta anche ma mi sono trovato sospeso a metà. Una mancanza mia, ma alla fine non sono riuscito ad ammirarlo. Per dirla tutta, tutti questi ristoranti mi hanno lasciato con l'amaro in bocca. Solo sufficiente.


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Tormi

Volumi letti: 1/2 --- Voto 8
Ho appena terminato la lettura di Gourmet, un romanzo a fumetti seinen scritto da Masayuki Qusumi e disegnato del maestro Jiro Tanighuci, pubblicato, per la seconda volta, dalla Planet Manga per la Taniguchi Collection.

Questo manga ci fa svolgere un viaggio gastronomico del Giappone attraverso un buongustaio giapponese.
La storia è divisa in diciotto capitoli ognuno dei quali tratta di una situazione dove il protagonista, subito dopo il lavoro o durante lo stesso, tra i morsi della fame si concede piccoli momenti di tranquillità nel caos della vita, e attraverso questi momenti riassapora e rivive vecchi ricordi, sopratutto quelli passati con un vecchio amore e quelli d'infanzia.

7 alla storia davvero innovativa per un manga ma, allo stesso tempo è troppo, troppo ripetitiva, anche se riesce ad esprimere appieno e in modo del tutto veritiero, tutte le situazioni in cui il protagonista sente i morsi della fame.
9,5 al disegno perché impossibile criticare le tavole di Taniguchi, sempre perfette sotto ogni dettaglio. Inoltre riescono davvero a farti immergere nelle "avventure" che vive il nostro protagonista.
9 all'edizione Planet Manga, sì un po' costosa ma, andando a vedere il numero di pagine, più di 200, lo spessore e la lucidità della carta davvero ottime e la rilegatura fatta al meglio ci rendiamo conto che sono davvero soldi ben spesi.
8 alla copertina, ben fatta ma, secondo me, mancante di qualcosa in quanto non riesce a racchiudere l'essenza della storia, non dimentico però che sarebbe stato difficile rappresentare questo tipo di storia in un solo disegno.

Voto globale: 8+
Manga consigliato ai giovani adulti che ricercano manga di spessore che riescono a fargli rivivere vere storie contemporanee, ma che allo stesso tempo di fa rilassare facendoci dimenticare per qualche ora la pesantezza della vita.


 3
Turboo Stefo

Volumi letti: 1/2 --- Voto 8
Come già in altre occasioni Taniguchi si presta a disegnare una storia in collaborazione con uno scrittore o un autore già affermato, come da lui dichiarato più volte preferisce disegnare storie che lo colpiscono nel profondo e che lui non sarebbe in grado di scrivere. Questa volta è toccato a Masayuki Qusumi, che aiuterà Taniguchi a parlarci di gastronomia e accoglienza, fattori che spesso vanno a braccetto.

Il nostro protagonista è un importatore che è sempre in movimento per via del suo lavoro, quindi capita che spesso si ritrovi in giro affamato e decida di rifocillarsi in un locale della zona… ma quale scegliere? Così in una serie di episodi autoconclusivi accompagneremo quest’uomo in giro per il Giappone. Molte volte siamo ingannati dall’aspetto esterno del locale, dalla presenza di alcuni piatti o certi tipi di clientela, e quando ci saremo accomodati potremmo cominciare a guardarci in giro e osservare i clienti o ascoltare particolari racconti che potrebbero anche aiutarci a scegliere il piatto, che al suo arrivo verrà effettuata una degustazione completa, prima l’aspetto, poi l’odore e soprattutto il sapore. Ma c’è una cosa che modifica il tutto: l’ambiente e le sensazioni. Difatti noteremo come nei locali più intimi potremmo maggiormente riflettere prestando attenzione ai vari abbinamenti, mentre nei locali più vivi gradiremo felicemente il pasto, oppure ci troveremo ad essere ingordi quando ci sentiamo maggiormente tristi o avviliti in un locale sterile o tra i muri di casa. E se invece ci trovassimo in un locale poco gradevole con personale sgarbato la fame potrebbe anche passare. In poche parole i sentimenti cambiano tutta la nostra vita, perfino il modo di percepire i sapori.

I disegni di Taniguchi sono come sempre delicati ed eleganti, offrono uno stile pacato e mai come in questo caso dettagliati, potremmo passare ore ad osservare i quartieri ricchi di insegne e persone, per poi passare a tranquille cittadine sulle montagne avvolte nel verde, ma il fiore all’occhiello questa volta saranno i protagonisti dell’opera, i piatti della cucina giapponese: montagne di riso con anguilla, spiedini, uova, vari piatti di pesce… sembrerà di sentirne perfino l’odore e sarà difficile non aver voglia di addentare le pagine!

L’edizione italiana è discreta, nella versione della Taniguchi Collection offre un volumetto dalla copertina rigida e ruvida, come gli altri volumi della stessa, pagine bianche dalla buona grammatura che talvolta mostrerà qualche trasparenza, ma nulla di fastidioso. Da segnalare anche la postfazione di Qusumi che fortunatamente non è andata persa, e le note a fondo pagina che ci spiegheranno velocemente alcuni piatti a noi sconosciuti.

Purtroppo la maggior parte della magia di questo volumetto viene persa dalla scarsa conoscenza che il lettore può avere verso la cucina giapponese, anche se ci verranno esplicati i piatti non potremmo mai addentrarci nella profonda civiltà culinaria giapponese. A conti fatti resta un manga semplice ma apprezzabile e varrebbe la pena anche solo andare in Giappone a fare un tour gastronomico con questo manga come guida turistica.
Se siete fan di Taniguchi potreste trovarci anche qualcosa di più profondo grazie anche all’atmosfera, ma se si è dei conoscitori superficiali dell’autore potrebbe risultare un’opera abbastanza velleitaria che parla di cucina giapponese, trovandoci così ben poco. Inutile dire che se non lo si conosce affatto è ampiamente sconsigliato.


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Nina

Volumi letti: 1/2 --- Voto 7
Gourmet è una raccolta di 18 brevi racconti che vedono Goro Inogashira, il protagonista, gustarsi ogni volta un piatto diverso e in zone diverse del Giappone. Ogni volta cambia il tipo di locale e la pietanza scelta, cambiano i volti e le abitudini. Sono piccoli scorci della variegata cultura di un paese.
In effetti non c'è una vera e propria storia, ma è interessante provare la sensazione di assaporare insieme al protagonista le varie pietanze, la sensazione di essere insieme a lui, di immedesimarsi con lui.

La storia di Kusumi è bene rappresentata dai bellissimi disegni di Taniguchi che, come sempre, sono puliti e delicati. La ricchezza di dettagli rende particolarmente realistica ogni scena e, diciamolo, fa venire anche l'acquolina in bocca.

L'edizione della Planet Manga non è molto curata, la rilegatura crea problemi con la lettura (per leggere alcuni dialoghi si deve piegare all'inverosimile la costola) e le pagine formano delle fastidiose onde.
Al termine dei racconti vi è una lunga postfazione di Kusumi, dove spiega il suo rapporto con i ristoranti e con il cibo attraverso il racconto di una sua esperienza. Interessante per capire qualche aspetto della cultura giapponese.

Consiglio questo manga a chi è un appassionato della cucina giapponese o della cultura del paese, poiché il manga non possiede una vera e propria trama. Se poi siete dei golosi come la sottoscritta, allora non lasciatelo sfuggire, ma attenzione però: a fine lettura cercherete disperatamente un ristorante giapponese.


 2
Maison72

Volumi letti: 1/2 --- Voto 6
Goumet è un altro titolo proposto dalla Planet Manga che ha come oggetto l'arte della buona cucina orientale.
Innanzitutto il nome di Jiro Taniguchi è da associare solo ai disegni, mentre le storie e relative sceneggiature sono di Masuyuki Ousumi, che è il vero gourmet.
I disegni, come di consueto, sono ottimi e alternano la descrizione di pietanze della cucina tradizionale giapponese, ad alcuni ritratti di sobborghi di Tokyo o di altri paesini.
In tutto ci sono diciotto storie autoconclusive che in gran parte non hanno una vera trama, semplicemente narrano un'esperienza culinaria differente di volta in volta. Le varie pietanze sono spiegate minuziosamente e denotano la grande cultura del goumet.
La lettura non mi ha entusiasmato perchè alla fine non c'è una trama. Inoltre le differenze culturali fra cucina giapponese o orientale e la nostra tradizione a tavola, sono troppo vistose per poterne apprezzare le sfumature. E' un manga che può essere completamente apprezzato e compreso solo da un giapponese.
Goumet è un atto d'amore dell'autore verso il cibo e verso la cucina tradizionale con tutte le sue mille sfaccettature.
Questo si capisce anche dalla presenza alla fine del volume di una lunga postfazione dello stesso autore.
L'edizione italiana è discreta con il difetto di essere cara per quello che offre.
La lettura è consigliata solo a coloro che amano la cucina giapponese e vogliono approfondirne gli aspetti; per tutti gli altri comprate gli altri manga di Taniguchi che sono più indicati per noi europei.


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Swordman

Volumi letti: 1/2 --- Voto 9
Ci sono qualità che ho sempre invidiato degli autori e degli scrittori, su tutte la capacità di raccontare con abilità una storia e descriverne luoghi e personaggi. Ma qualche volta si va oltre: in alcuni casi non ci si limita a trasmettere una descrizione “visiva” di un luogo, un evento o una persona attraverso uno strumento che noi chiamiamo libro; si riesce a trasmettere sensazioni tramite altri sensi.
Ci sono molti esempi a riguardo: John Krakuer in “Aria Sottile” quasi ci fa respirare affannosamente descrivendo la cronaca di una durissima spedizione sull'Everest realmente avvenuta; Tolkien nei primissimi capitoli della sua epica saga ci fa percepire la bucolica fragranza dei ridenti luoghi della Contea e ci fa quasi sedere a tavola assieme agli Hobbit nelle loro luculliane abbuffate.
Jiro Taniguchi con il suo “Gourmet” forse va anche oltre.
Eccoci allora seguire il nostro “Avventore”, che per lavoro gira il Giappone in lungo e in largo, e che quando può non tarda a ritagliarsi il tempo per un bel pranzetto. Lo vediamo ora in un affollato ristorante di sushi in una metropoli, ora consumare un bento preconfezionato mentre viaggia sullo Shinkansen (il treno veloce giapponese), oppure mentre pranza a base di carne alla griglia in un locale vicino a una zona industriale o quando si ferma in un chioschetto ambulante frequentato da chiassosi avventori.
Sarà come se fossimo seduti a tavola a mangiare con lui gli stessi piatti sentendone il sapore e il profumo e mentre egli degusta e ci fa sapere la sua opinione anche noi potremo fare altrettanto, magari il piatto non ci piacerà oppure si, sentirci sazi come non mai oppure ancora più affamati di prima e magari lamentarci perché il conto è troppo salato.
Il tutto raccontato con lo stile curatissimo e dettagliato ma che al contempo trasmette quella grande tranquillità che solo il maestro Taniguchi riesce a esprimere.
Un manga da gustare, per poi chiedere il bis.