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Celestite

Volumi letti: 2/2 --- Voto 6
Parto con la premessa che solitamente i classici manga shoujo dove la ragazza si prende una bella sbandata per un ragazzo, e si scioglie per lui per volumi e volumi provando un amore a senso unico per essere ricambiata solo verso la fine, non mi sono mai piaciuti, tuttavia molti titoli giocano a loro vantaggio questo fattore rendendolo meno patetico. Ma non è proprio il caso de "Le viole son blu", perché inizia in modo patetico, e finisce, se così si può dire, in modo altrettanto confuso.

Sumire è una ragazza timida e tranquilla, che un giorno, osservando il movimento della matita di Daichi con cui giocherella, se ne attrae tanto da prendersi una cotta per un ragazzo che in quell'istante è un perfetto sconosciuto. Daichi però è molto popolare, giocatore di Hockey, e i suoi occhi sono solo per la sua amica d'infanzia Shouji, che, ahimé, ha il vizio di cambiare quotidianamente ragazzo.
La storia viene narrata in modo molto dolce e quasi soffice, soprattutto se si prende il punto di vista della protagonista, ed ogni vicenda è ben strutturata tanto che il manga sembra leggersi da solo.

La caratterizzazione dei personaggi stessi è interessante e ben composta, allora qual'è la pecca? Non è ovvio? I protagonisti. Sumire è davvero una ragazza adorabile, sensibile, e timida, ma capita che si contraddice in modo talmente evidente, e la sua cotta per un ragazzo sconosciuto muta in amore in modo troppo frettoloso, tanto che risulta quasi affrettato.
Daichi, il protagonista maschile, è ancora peggio. Ne ho visti di personaggi maschili strani, bizzarri, assenti, ma nessuno batte Daichi nell'essere il personaggio più piatto esistente. Per quanto ci si sforzi a capire cosa frulla nel cervello del ragazzo, risulterà sempre impossibile, grazie alla sua classica espressione cool che non muta mai, e rimane tale e quale in ogni occasione. Se non fosse stata la trama a dirmi che nutriva interesse per la sua amica d'infanzia, non l'avrei mai capito leggendo unicamente i volumi, in quanto questo suo sentimento non è reso affatto chiaro, e lo stesso sentimento che proverà poi per Sumire sembra fittizio e irreale, quasi fosse una bugia.

I disegni li ho apprezzati, l'autrice ha un bel tratto, e l'ho già potuto notare in Bokura ga ita.

Nel complesso, ho dato a questo titolo un voto appena sufficiente. Per quanto possa essere buona nel voto, non lo sono altrettanto con la pazienza, e ringrazio il cielo che duri solo due volumi, perché penso non avrei mai terminato questa lettura se fosse durato di più. E' scorrevole e tranquillo da leggere, ma è meglio non avere alte aspettative su questi due volumetti, perché potrebbero essere infrante già dalle prime pagine della storia.


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Mitsuki_92

Volumi letti: 2/2 --- Voto 9
Fino a che punto una poesia ci può dare quel coraggio che serve per affrontare le situazioni più disparate della vita?
Sumire, la protagonista di "Le viole son blu", riuscirà a parlare al ragazzo che le piace proprio grazie alla spinta emotiva che le dona una poesia tratta da "Mamma Oca", opera dei fratelli Grimm. E' come se ci fosse una mano che le tocca la spalla e le dice "Okay, ce la puoi fare".

"Sumire wa Blue", titolo originale, è una miniserie di 2 volumi, disegnata dalla fantastica Yuuki Obata. La casa editrice italiana, la Flashbook, ci presenta i volumi in un momento di grande amarezza per le condizioni di salute della mangaka, costretta ad uno stop forzato di due anni. Lo stop ha avuto i suoi effetti sull'opera in corso di "Bokura Ga Ita", e quindi perché non attenuare l'attesa con un altro manga della Obata già pronto? Entrambi i titoli sono del 2002, quindi per chi ha letto "Bokura Ga Ita", troverà uno stile pressoché uguale. Direi, però, che stile!!

La storia, come detto in precedenza, ha come protagonista la dolce e sensibile Sumire, che un giorno in piena estate incontra in biblioteca un ragazzo. Subito scatta qualcosa in lei, ne rimane completamente affascinata, un vero e proprio colpo di fulmine. Nasce nella ragazza quella voglia matta di entrare in confidenza con lui, per conoscerlo di più, per entrare nel suo mondo, fatto soprattutto di hockey, e non solo. Daichi, il nome del ragazzo, è un tipo normale, non esageratamente bello, né brutto ed antipatico, anzi, ha sempre un atteggiamento molto rispettoso e sensibile, anche se la goffaggine dei ragazzi in ambito amoroso è risaputa, soprattutto quando si è adolescenti. Per quanto Daichi sia forte nello sport, tanto è traballante nell'amore, anche se la sua scelta sembra averla fatta: Shinobu, la sua amica d'infanzia. Dunque ci troviamo in una storia dall'amore non corrisposto... come se la caverà la giovane Sumire?

Yuuki Obata ci presenta una storia davvero molto bella e realistica e proprio il fatto che sia realistica ci spinge a continuare la lettura fino alla fine. Il tratto è un qualcosa di eccezionale, segue i movimenti dei personaggi, le loro emozioni. L'espressività è l'elemento caratterizzante delle tavole dell'autrice. Questo manga mi ha davvero coinvolto. Lo consiglio a chiunque cerca una bella storia da leggere, a chiunque voglia trascorrere un sereno pomeriggio a fianco di una bella bibita fresca, d'estate, cioccolata calda d'inverno.
Ero indecisa sul voto, se 8 o 9. Alla fine ho fatto parlare il cuore e ho deciso di assegnare un 9 pieno a quest'opera, per la fiducia che ho dell'autrice e per una storia che ha il sapore di vita.


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roByna

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
Poche volte capita che storie che si articolano in uno o al massimo due volumetti presentino personaggi ben caratterizzati, ma quando parliamo di Yuuki Obata, autrice del famoso Bokura Ga Ita, ciò è possibile.
"Le viole son blu" è un'opera in due volumi incentrata principalmente sui primi amori, ma presenta altri temi come quello sportivo.
A differenza di altri shoujo, qui non è presente una ragazza piagnona e vittimista: Sumire infatti, la nostra protagonista, innamorata di un ragazzo di nome Daichi, non si arrenderà quando quest'ultimo la rifiuterà ma cercherà ancora di più di creare un rapporto con lui.
Dal canto su Daichi non ricopre né il ruolo di cattivo ragazzo, né quello di ragazzo bellissimo e conteso da tutte; è una persona normalissima, con i suoi pregi ma anche con i suoi difetti, risoluto per quanto riguarda lo sport ma meno deciso in campo amoroso.
Le atmosfere che si captano tra le pagine di questo manga sono le stesse presenti in Bokura Ga Ita: molto delicate, simili a quelle dei manga di Hinako Ashihara.

Probabilmente ho apprezzato questo manga per le situazioni realistiche e per i personaggi semplici, è una storia che può essere proiettata nel mondo di tutti giorni poiché presenta persone comuni alla ricerca della felicità.

L'edizione che ci propone la Flashbook è la solita da 5,90€: un albo molto flessibile con sovraccoperta.

Uno shoujo che consiglio a coloro che apprezzano le storie delicate e con personaggi ben caratterizzati: qui non troverete né i soliti triangoli amorosi né ragazzi belli e ragazze che si piangono addosso.


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Turboo Stefo

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
“Sumire wa Blue” è il titolo originale di quest’opera firmata Yuuki Obata, l’autrice già famosa e apprezzata per il ben più noto “Bokura ga Ita” (Noi c’eravamo), e porta un titolo quasi banale nella sua abusata forma poetica ma ben presto scopriremo che deriva dal fatto che si andranno a creare situazioni dove la giovane Sumire, ovvero Violetta, riuscirà a parlare alla sua fiamma proprio per via della poesia tratta dalla famosa opera dei fratelli Grimm “Mamma Oca”.

Sumire è una ragazza di quindici anni che si è presa una cotta per Daichi, un ragazzo patito di Hockey che lavora nel negozio familiare. Inizialmente sembra di trovarsi di fronte alla classica commedia scolastica dagli avvenimenti scontanti, ma appena sembra che il tutto sia troppo lineare scenderà in campo l’amica d’infanzia di Daichi che complicherà le cose e l’iniziale aria scanzonata dell’opera si farà da parte per permettere che il tutto sia coperto dalle tinte di un sogno pragmatico che lascia una strana sensazione di dolcezza.
Un’opera inizialmente piatta lascia il posto ad una più profonda, che ci mette di fronte l’amore non corrisposto, quello a senso unico e quello oramai svanito ma soprattutto mostrandoci una ragazza che combatte per ciò che vuole e non si arrende mai con una dolce tenacia, il tutto condito con pochi ma vari personaggi ben caratterizzati.
Dopo il finale della storia originale potremmo leggere anche una breve ma interessante storia ambientata prima di “Sumire wa Blue”, che ci mostra una divertente storia tra Daichi e la sua amica che non farà altro che approfondire i personaggi, mostrandoci un lato ignoto sopratutto di Shinobu e spiegherà molte cose.

I disegni sono probabilmente il limite di quest’opera: il tratto sottile e delicato aiuta a definire la sensazione di un sogno romantico insieme ai pochi ma giusti retini e i fondali poveri o del tutto assenti, però nel complesso risultano grossolani e raramente definiti, spesso sembra quasi di vedere vignette riciclate per la povertà di disegno nelle tavole e anche i volti spesso sono privi di emozioni o mostrano espressioni completamente diverse in sbalzi incredibili, ma il tocco speciale sarà dato quando vedremo piccole differenze tra le poche linee d’espressioni sopra gli occhi, dei nuovi riflessi negli stessi o di una piccola variazione nella posizione degli angoli della bocca che valgono più di mille parole ed aiutano a comprendere le variazioni nell’animo più profondo del personaggio.

L’edizione della Flashbook è della consona qualità dell’editore, sovraccoperta, albo flessibile è un’ottima qualità di stampa su carta leggermente grigia senza trasparenze, una buona edizione per un manga difficile da consigliare; si tratta di un’opera pragmatica che fa della lentezza narrativa la sua chiave di lettura, spingendo il lettore ad osservare e riflettere sui gesti compiuti dai protagonisti, se non si farà si perderà più di metà del senso del manga. Se siete disposti ad affrontare un’opera da capire e comprendere è altamente consigliato, invece se preferite le classiche storie amorose semplici e dirette potete tranquillamente evitarla.