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Onizuka85

Volumi letti: 8/30 --- Voto 4
Mi sono avvicinato alla lettura di questo manga spinto dall'abnorme pubblicità e dalle ottime recensioni, e nonostante io sia un appassionato di sport in generale, purtroppo non sono riuscito ad andare oltre l'ottavo volume. La storia inizia affascinando il lettore con il "mistero" di come un ragazzo esile, agli occhi degli altri addirittura insignificante, abbia potuto far parte della cosiddetta "generazione dei miracoli" delle scuole medie, specialmente paragonandolo agli altri membri ormai divisi in varie scuole divenuti molto più famosi. Parliamo ovviamente del protagonista Kuroko. Via via ci si renderà conto della bravura del ragazzo, abile nel "sparire e comparire" nel mentre di un match e fornire quindi un'arma potente per rendere competitiva la sua squadra. Purtroppo questo è l'andazzo fino al punto in cui mi sono fermato: in modo ripetitivo l'autore utilizza il solito schema della presentazione di un nuovo "antagonista", di solito un suo vecchio compagno, ad ogni match, con conseguente sorpresa nello scoprire le mosse di Kuroko e dei suoi nuovi compagni di squadra, dall'inizio del manga del tutto in ombra tranne Kagami, la classica testa calda. Andando avanti con la lettura, in me c'era la speranza di poter perlomeno seguire qualche storia parallela o qualche intreccio di tipo scolastico, sentimentale, psicologico dei personaggi, che rendesse la storia molto più profonda, ed invece otto numeri di partite su partite, azioni su azioni che non mi hanno trascinato per nulla. Oltre alla storia abbastanza infantile, anche i disegni li ho trovati molto semplicistici, senza infamia e senza lode.
Davvero non riesco a spiegarmi l'enorme successo, non nego che possa essere un buon manga sportivo, non mi aspettavo di certo uno Slam Dunk, re del genere, ma perlomeno una trama più consistente ed intrigante che dia respiro al lettore senza bombardarlo di solo pallone da basket.


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Robocop XIII

Volumi letti: 30/30 --- Voto 7
Innanzitutto dimenticatevi Slam Dunk, o quanto meno toglietegli lo spessore narrativo ed emotivo e aggiungetegli i superpoteri: Kuroko no Basket. Va notato inoltre che Slam Dunk non aveva predecessori illustri e dovette cominciare spiegando al lettore (e allo stesso protagonista) le regole del basket partendo dalle basi e aumentando di capitolo in capitolo l'asticella, mentre Kuroko invece grazie alla strada spianata si permette di evitare questa parte dando per scontato che il lettore conosca le regole della pallacanestro (così come lo stesso protagonista).

La caratteristica principale di Kuroko è la (non) caratterizzazione dei personaggi, la cui introspezione psicologica è nulla e che sono schiavi del loro ruolo. Dei molti personaggi presentati pochi hanno un accenno di caratterizzazione mentre gli altri sono solo macchiette rese distinguibili l'una dall'altra da un tic o da un tormentone ricorrente. Questo, unito all'aria scanzonata del manga, rende poco credibili i protagonisti e di riflesso le loro ambizioni, riducendo l'empatia del lettore per i cestisti e quindi di conseguenza la tensione per l'esito della partita. L'unico tentativo di dare spessore ai personaggi sono i flashback che però si risolvono il più delle volte in scene in cui vengono raccontati i buoni propositi da shonen dei protagonisti ("voglio vincere il torneo interscolastico! voglio diventare il più forte! voglio sconfiggere il mio amico di infanzia!") e che non aggiungono molto alla trama. Comunque sia, sebbene l'uso sfacciato dei flashback, sarà proprio tramite uno di essi che si assisterà ad una delle parti più interessanti dell'opera, in cui interverrà una parte narrativa massiccia rispetto al resto del manga. In generale tutta questa mediocrità viene condita con qualche tentativo (riuscito) di strizzare l'occhio al pubblico femminile, che difatti è stato un grande promotore del successo di Kuroko.

Ma Kuroko funziona. Kuroko è conscio di aver raggiunto una formula che gli permette la sopravvivenza e non prova a proporre qualcosa di più sostanzioso. La parte spokon sa di già visto in ogni suo aspetto: il torneo interscolastico, il temuto atleta straniero, la classica partita persa da vendicare, il ragazzo che si è sempre allenato moltissimo contro quello che invece è talentuoso di natura e altri cliché a venire uniti al "già visto" dei manga in generale, come gli allenamenti, i power-up, il capitolo alle terme, quello al mare e così via. Comunque sia questi stereotipi sono strausati in quanto notoriamente efficaci e quindi la lettura fila, sebbene sia evidente che Tadatoshi Fujimaki si impegni il minimo per la sufficienza, aiutato in questo anche da un tratto accattivante (fatta eccezione per l'anatomia spesso altalenante e per la resa delle divise, che in certe scene rendono i personaggi simili al Gabibbo).

Il pregio di questo manga è di avere come protagonisti dei giocatori già fortissimi e non il classico perdente che migliora pian piano fino a raggiungere livelli inverosimilmente alti, però per il resto i modelli utilizzati rimangono i medesimi di molte altre produzioni. Il suo difetto è invece quello di essere ripetitivo sulle lunghe, con la medesima partita che per intrattenere deve trascinarsi in una scontata battaglia per i punti dove si vince o perde sempre per un punto di differenza, inoltre le strategie non sono d'effetto in quanto grazie ai fantasiosi potenziamenti tutto può succedere da un momento all'altro. Kuroko inizialmente mi ha fatto pensare che se solo fosse stato un po' più maturo sarebbe stato un buon manga, ma dopo trenta volumi posso dire che è soltanto la formula chimica della sufficienza e pose fighette.


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Oga_Hidetoradadada

Volumi letti: 26/30 --- Voto 10
<b>Attenzione: presenza di lievi spoiler.</b>

Kuroko no Basket è uno shonen scolastico sportivo molto divertente e con partite molto belle.
La trama tratta di questo ragazzo di nome Kuroko (che viene da una squadra di basket molto conosciuta e temuta di nome Teiko detta anche "La Generazione dei Miracoli") e vuole rendere la Seirin la squadra migliore di tutto il Giappone. Egli, al contrario degli altri cinque della "Generazione dei Miracoli" non è un fenomeno, ma la sua abilità nei passaggi lo ha reso molto famoso.
Kuroko si ritrova ad affrontare tutti i suoi vecchi compagni in partite molto difficili, dove per la maggior parte delle volte la spuntano grazie a Kagami(Kagami è considerato la stella del seirin perché è quello più abile e più passa il tempo più si avvicina all'abilità della "Generazione dei Miracoli").
Al primo torneo a cui partecipano, chiamato Hunter High, cominciano molto bene battendo Midorima che faceva parte della sua ex squadra, poi però perdono contro la squadra di Aomine andando fuori dal torneo.
Dopo questa sconfitta per loro è difficile riprendersi però non si demoralizzano e puntano alla Winter Cup.
Di solito non seguo manga sportivi ma questo mi ha preso subito al primo capitolo, perché la trama è molto bella e non ho trovato una partita che non mi piaceva: sono tutte fatte bene e molto avvincenti e non manca sicuramente la comicità in quanto c'è un'alternanza fra le scene serie delle partite.
Il disegno andando avanti con la storia migliora e tutti i personaggi sono disegnati molto bene, comprese le ambientazioni e gli stadi; ogni personaggio è ben caratterizzato e hanno tutti qualità diverse senza essere ripetitivi, passando da Kise che copia gli altri, Midorima che tira da dove vuole, Aomine che è una star del basket, Murasakibara che difende bene, Akashi è un gran leader, Kagami fa salti dalla linea di tiro libero.
Anche il carattere di ognuno è molto diverso passando da persone egoiste, egocentriche, simpatiche e a volte sono presenti anche teppisti messi a tacere da Kuroko giocando a basket oppure prendendo un pugno in faccia da Aomine.
Possiamo considerare che Kuroko no Basket sia un manga realistico, ma anche non realistico perché tutte le partite sono fatte normalmente però troviamo elementi, come la zona, che non sono veri (i tiri di Midorima da lontano sono fattibili, ma non in partita)...
Il mio voto quindi è 10 perché questo manga mi ha preso molto: le partite sono raffigurate ottimamente e non manca la sensazione di fatica e sudore (anche quella ben rappresentata), ma soprattutto perché è disegnato splendidamente, la trama è originale e poi perché fa molto ridere.


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OkumuraRin

Volumi letti: 22/30 --- Voto 9
Kuroko no basket, come si può dedurre dal nome è un manga sportivo e narra le vicende del club di basket del liceo Seirin. In particolar modo l'attenzione ricade sulla crescita del protagonista e del percorso che dovrà affrontare: Kuroko a prima vista si presenta come un ragazzino esile, debole e anche qualitativamente sotto la media nello sport in questione. In realtà sono state proprio le sue particolari capacità tecniche ad etichettarlo come "sesto uomo della generazioni dei miracoli", squadra delle scuole medie che, per i grandi talenti su cui poteva contare, non aveva eguali.
Con il passaggio da scuole medie a superiori i giovani talenti si ritroveranno divisi tra varie scuole e Kuroko si dovrà affrontarli in vari tornei scolastici e competizioni a livello nazionale.

I personaggi sono molti, e vari sotto diversi punti di vista: la caratteristica di spicco di ognuno di loro è l'abilità personale, che varia da giocatore a giocatore risultando sempre molto originale è mai ripetitiva; non sono da sottovalutare l'aspetto fisico e le mimiche facciali, è proprio grazie alla cura di questi che non si ha difficoltà a riconoscere un giocatore visto per la seconda volta tra gli oltre 100 personaggi che ci sono stati presentati precedentemente (stiamo pur sempre parlando di un manga sportivo in cui vengono studiati diverse squadre con un minimo di 8 giocatori ciascuna); questi giocatori differiscono inoltre per carattere, a partire da come si relazionano con gli altri a finire alla loro indole, troveremo personalità molto forti e arroganti così come altre umili e più rispettose del prossimo.
Sono studiati e seguiti tutti molto bene, la serie ci mostra la loro evoluzione sportiva col passare del tempo: tutti, dal più forte al più scarso, riceveranno power-up abbastanza giustificati dagli allenamenti a cui si sottopongono.

Il disegno riesce adattarsi al meglio alla tipologia di manga sportivo, riesce infatti a dare la sensazione di movimento a tutto ciò che in una partita di basket è dinamico, dalla palla ai giocatori. Vengono rispettate le proporzioni anatomiche del corpo, ma una caratteristica da sottolineare questa volta in negativo è lo strabismo di tutti i personaggi. Neanche uno riesce a salvarsi sotto questo punto di vista! Fortunatamente questa particolare caratteristica col passare del tempo scomparirà, verrà sostituita da un'altra pecca, non così grave quanto la prima ma pur sempre fastidiosa: i personaggi visti di profilo appariranno con un mento di poco più sporgente. Mi auguro che l'autore provveda a correggere anche questo dettaglio.

Per quanto riguarda l'edizione, rientra nella media per costo e qualità. La Star Comics ci propone infatti questo prodotto con scadenza bimestrale al prezzo di 4,3 euro. L'edizione non presenta particolari virtuosismi come sovracopertine o pagine a colori, ma per il prezzo di mercato non troppo eccessivo rende stampa, fogli e copertina soddisfacenti per il cliente sotto il punto di vista qualitativo, rientrando nella media.
Il mio giudizio personale in questa recensione ricade sulla periodicità: in patria il manga contava ben 21Tankobon al momento della pubblicazione italiana (primi mesi del 2013). Star comics poteva senza troppi problemi rilasciare un albo al mese invece di far rosicare i fan della serie come me, stampandone uno ogni due mesi. Risultato? Nel 2014 il manga in patria avanza di 4 numeri, mentre in italia di 6, stanno quindi procedendo parallelamente con uno scarto di 20 volumi.


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Hachiko94

Volumi letti: 21/30 --- Voto 8
"Kuroko no Basket" è un manga disegnato da Tadatoshi Fujimaki e racconta di un ragazzo, Kuroko, che alle medie faceva parte della squadra di basket più forte del Giappone, il Teikou. Ogni giocatore aveva un particolare talento, per questo motivo i cinque ragazzi (ogni squadra di basket è composta da cinque giocatori) facevano parte della cosiddetta "Generazione dei miracoli", e il protagonista era il sesto uomo molto stimato dal resto del gruppo. Giunti alle superiori ogni giocatore del Teikou si trasferisce in una scuola diversa e da qui parte la storia.
Nel liceo Seirin Kuroko farà la conoscenza della squadra di basket e di un giocatore in particolare, Kagami Taiga, i quali insieme formeranno un'arrestabile coppia sul campo.
Kuroko ha deciso di iscriversi per sua scelta in una scuola in cui il club di basket si era formato da solo un anno, poiché il suo obiettivo è quello di battere l'intera "generazione dei miracoli" grazie al suo basket.
La fatidica "Generazione dei miracoli", quando si vengono a conoscere le loro specialità, sembrano degli alieni, caratteristiche che mai si riscontrerebbero in dei liceali. Non dimentichiamo che siamo in un manga, il luogo ideale per far volare la fantasia di un mangaka; le loro specialità, comunque, restano impossibili da replicare e ciò rende la storia ancora più avvincente, perché migliorando di saga in saga non si saprà mai quanto i personaggi siano migliorati dalla partita precedente, creando stupore nel lettore quando qualcuno tira fuori una giocata stupefacente.
Kuroko Tetsuya è un ragazzo particolare, che passa inosservato, eppure questa peculiarità è il suo segreto che lo rende un grande giocatore: è in grado di fare dei veri e propri "passaggi fantasma". Uno non si aspetterebbe mai che il protagonista di un manga sportivo sia in realtà un giocatore che non è in grado di segnare o fare giocate pazzesche, ma è solo capace di fare passaggi: eppure Kuroko è un personaggio interessante, che senza l'aiuto di un giocatore forte non può rendere al massimo, ma se questo avviene, allora rende la partita più emozionante.
Taiga Kagami è la nuova luce di Kuroko. Quindi, più sarà forte Kagami, più saranno perfetti e impeccabili i passaggi di Kuroko.
Piccola parentesi sui disegni: durante i primi volumi non sono il massimo, sono acerbi e i personaggi sembrano quasi strabici, con occhi grandi e facce buffe, ma migliorano sempre di più andando avanti, come dovrebbe essere normalmente. Il tratto di Tadatoshi Fujimaki verso i volumi 15-20 sono ricchi di particolari: è sicuramente uno dei miei preferiti.

E' più che lecito che un nuovo manga sul basket venga paragonato a un altro già esistente e ritenuto uno dei migliori shounen sportivi di sempre, cioè Slam dunk. E' impossibile che raggiunga la vetta, ma Kuroko no Basket resta comunque un manga degno di essere letto, che non è assolutamente da sottovalutare, perché in grado di trasmettere emozioni come in una vera partita di basket. Il mio voto non può che essere positivo: una storia di sport in cui non mancano momenti di riflessioni, gag e vere dimostrazioni di amicizia.


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L u c k '

Volumi letti: 18/30 --- Voto 7
Kuroko no Basuke, un manga nato dalla fantasia di Tadatoshi Fujimaki, edito in Italia da Star Comics.

Kuroko è un membro del leggendario team di basket delle scuole medie conosciuto come "The Generation of Miracles" (la generazione dei miracoli) e, nonostante sembri che nessuno lo conosca davvero, i principali 5 giocatori della squadra scolastica delle superiori lo considerano il miglior giocatore di basket. Quando questi si unisce alla squadra, tutti restano sorpresi nel constatare che il ragazzo è piccolo, esile e debole... qual'è il segreto che lo ha reso così famoso, e grazie a quale abilità riuscirà ad aiutare il suo team?

Premessa: Ho sospeso definitivamente la lettura di questo manga al numero 18 per motivi ben precisi che adesso andrò ad elencare.

Partiamo dal tratto, il quale non è molto sviluppato soprattutto nei primi volumi, neanche tanto deciso. L'atmosfera del pallone che rimbalza o che entra nel canestro è resa benissimo tanto che vorresti essere lì sugli spalti a provare le stesse emozioni che provano i giocatori, in definitiva un 7 ci sta.

Adesso passiamo alla storia la quale per ingranare ha bisogno di tempo, tempo e tempo, quindi se volete iniziare la lettura di questo manga armatevi d'un bel po' di pazienza, immaginate soltanto che il suo massimo splendore viene raggiunto all'inizio della Winter Cup, quindi verso i volumi 14/15. La lettura in molti casi è scorrevole, facile da comprendere. Ora però sorgono i problemi, dal numero 15 in poi e sapete perché? Fujimaki decide di cambiare tutte le carte in tavola rendendo i suoi giocatori dei veri e propri dopati, divengono irriconoscibili, saltano i valori di forza e certe volte la storia si perde nel nulla, è da qui che avrete sicuramente capito che io sto parlando dei power-up a random.
Sappiamo benissimo che Kuroko è stato sempre un manga senza troppe pretese, come si suol dire, "cazzone", tutto quello che volete ma tu non mi puoi disegnare dei giocatori che sembrano volare, altri che segnano da km di distanza e altri ancora che hanno la capacità di non affaticarsi mai. Questo mi ha dato veramente un gran dispiacere poiché nei ToC è sempre in alto, le vendite sono assurde, riusciamo a raggiungere addirittura le 500k copie vendute. In conclusione mi duole dirlo, ma un 6 ci sta.

Infine, le ambientazioni e i personaggi; come già detto in precedenza, io amo le atmosfere disegnate da Fujimaki, certe volte, nella lettura, ti vorresti immedesimare nei giocatori o addirittura vorresti essere lì, sugli spalti, a tifare la tua squadra del cuore, quindi, in definitiva, le ambientazioni sono un punto a favore di questo manga, un 8 ci sta.
Poi i personaggi, in Kuroko abbiamo modo di trovare miriadi di personaggi carismatici che non sarebbero un problema se alla fine venissero tutti sconfitti dal Seirin, praticamente Fujimaki tende a rendere i suoi pg troppo forti per poi dimostrarci che sono inutili dinnanzi alla potenza di Kuroko o Kagami, logicamente si può intuire che gli avversari dei nostri protagonisti siano un punto a sfavore per il manga, purtroppo sono costretto a dare 6.

In conclusione, il mio voto finale per questo manga è 7.

Utente10416

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Utente10416

Volumi letti: 11/30 --- Voto 9
Impressionante. Questo è il commento, l'aggettivo, che mi sento di dare a questo manga, di stampo sportivo, dalla trama particolarmente azzeccata. Difficilmente mi accosto a manga attinenti a temi sportivi, spesso perché non mi offrono giusti stimoli alla lettura, come invece certi Seinen fanno. L'ultimo manga sportivo a cui mi sia avvicinato, prima di questo si intende, è stato "Eyeshield 21", un'altra rivelazione. Invito a leggere la trama sopra riportata, dato che aggiungere altro mi sembra inutile ai fini della recensione. L'atmosfera è quella classica, primo anno di liceo, e due ragazzi che, come di consueto, cercano il club che fa per loro. Così prendono il via, e si intrecciano, le storie dei due protagonisti, che verranno, senza soluzione di continuità, affiancati da comprimari di tutto rispetto, e decisamente ben caratterizzati. Il primo a comparire è Kagami, ragazzo tornato da poco dagli Stati Uniti, dove ha maturato la passione per il basket, che pretende di proseguire anche in Giappone. Dotato di grande autostima, risulta troppo spesso impulsivo e prevedibile, sia per il lettore che per gli altri personaggi. Lui, come Kuroko, è deciso più che mai a sfidare e vincere la famosa Generazione dei Miracoli, che altro non è che una squadra di giovani talenti, tutti specializzati in una data abilità. Ma non sono gli unici che dovranno temere, data la presenza di altri formidabili giocatori con abilità fuori dal comune, come lo stesso Kagami ha.
Kuroko, ragazzo timido e "sfuggevole", è invece il tipico ragazzetto troppo spesso macinato in storie come queste, ma che si rivela ben presto molto più di ciò che appare. Anche lui facente parte di questa formidabile Generazione, è intenzionato a portare la squadra del suo istituto, nonché Kagami, ai vertici del Basket liceale. Inizia così la loro scalata, ostica al punto giusto, che li porterà a scontrarsi contro gli ex compagni di squadra di Kuroko. Intorno a lui, c'è sempre un velo di mistero, in grado di eccitare il lettore in ogni sua azione, in campo e fuori. Tutti gli "antagonisti" hanno ricevuto un occhio di riguardo dall'autore, risultando splendidamente caratterizzati, mostrando spesso personalità molto particolari, che matureranno nel corso della storia, e che rinfrescano giusto il dovuto l'intera vicenda. Non mancheranno intrecci tra i vari personaggi e le sfide in ogni partita, proprio perché nello sport, come nella vita, bisogna sempre porsi nuovi obbiettivi e superare nuove sfide, di difficoltà via via crescente, così da maturare e dimostrare a tutti la propria forza di volontà.
Il disegno è di tutto rispetto, e migliora con il passare dei volumi. La resa della fisica, dei movimenti, ed il sudore, elemento chiave di questo sport, sono fedelmente riprodotti nell'azione, che ne giova sicuramente, nonostante le abilità di alcuni personaggi, in quanto sovrumane, sfideranno non poco le leggi della fisica moderna, e non solo. Il ritmo è incalzante, dopo i primi capitoli di presentazione, ricchi di gag simpatiche, che strappano più di un sorriso, si percorrono una serie di climax che catturano il lettore, e difficilmente lo lasciano andare.
Questa è la mia prima recensione il voto che ho dato al titolo è più che meritato, nonostante abbia letto pochi volumi. Posso affermare ancora una volta, che sono rimasto sbalordito da questo manga, che sinceramente non avevo mai sentito nominare, ma che mi sono ritrovato a leggere da un giorno all'altro. Spero che arrivi presto in italia, e che non cada nelle mani sbagliate (evito di fare nomi). Una cosa è certa: quando arriverà, sarò il primo a comprare questa fantastica collezione. A presto!


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Usagi85

Volumi letti: 14/30 --- Voto 8
Una sorpresa. Solitamente mi approccio con diffidenza ai manga sportivi, anzi finora non ne avevo mai letto nessuno per dirla tutta.
Non so come mai questo titolo invece mi ha attirata immediatamente. Ho approfittato dell'inizio dell'anime per gustarmi qualche puntata e capire se facesse o meno per me. Bè devo dire che la sorpresa è stata davvero tanta. Mi è piaciuto molto e da subito.
Questo riconferma la mia tesi: quando ci sono protagonisti carismatici tutto fila più liscio!!
Kuroko è un personaggio che difatti non si può non amare. Dal carattere molto particolare attira subito l'attenzione del lettore nonostante il suo ruolo "ombra"! Un personaggio dai tratti ambigui, difficilmente si riesce a scrutare dentro di lui e, spesso, non si comprende esattamente cosa stia pensando né come potrà agire. La sua aria distratta e quasi indifferente cambia all'improvviso quando lo si vede assumere un tono serio e virile. In altri momenti questa forte serietà che lo contraddistingue lascia il posto a una tenerezza disarmante e in altri ancora è divertente vederlo assumere toni scherzosi e allegri. Questo non può che lasciare spiazzati e invogliare a mettere in atto una vera e propria attività d'introspezione psicologica al fine di interpretare tutti i lati di questo fantastico protagonista!
Taiga Kagami risulta invece più impulsivo e, come tale, un libro più aperto rispetto a Kuroko, ma ciò non si traduce in una maggiore scontatezza del personaggio. La personalità vigorosa e spiccata di Kagami infatti emerge chiaramente, non lasciando indifferenti e consentendo di apprezzarlo pienamente .
Gli altri componenti della squadra in realtà fanno un po' da contorno, e difatti la speranza in questo senso è che (come è accaduto in qualche capitolo), prossimamente, gli vengano date maggiori chances di emergere!
Fondamentale è poi la temutissima e fortissima "Generazione dei miracoli" un gruppo di giovani di talento che rappresenta il muro da scavalcare per i nostri protagonisti, i quali sviluppano nei confronti di questi geni quasi un timore reverenziale. Ammirazione e ostilità si alternano. L'autore ci mostra tuttavia come neppure tali talenti siano indenni da una serie di problematiche interiori. L'abilità eccessiva che li caratterizza li porta a puntare solo su se stessi , di conseguenza, nasce un senso di intima inquietudine che sfocia quasi in un disprezzo insensato verso il basket stesso. Ciò che conta è solo la vittoria. Valori come il gioco di squadra, il sano antagonismo sportivo sono messi da parte; non c'è gioia, né divertimento nel gioco di questa generazione di miracoli sportivi. L'amore per lo sport ,che dovrebbe venire prima di tutto, si perde completamente, scalzato da un'ambizione poco sana, individuale ed egocentrica. Ognuno combatte per se stesso,senza curarsi degli altri e maturando un senso di negatività.
Una storia piacevole che parte decisa, e che avanza a piccoli passi, progredendo sempre di più, piena di significati, anche reconditi, e accompagnata da dei bellissimi disegni. Puliti, chiari, molto proporzionati e che vanno migliorando di tavola in tavola. Una crescita piuttosto evidente che non si può non lodare. Le posizioni dei personaggi durante le partite, le espressioni facciali, gli sfondi.. è davvero un livello molto alto quello di Tadatoshi Fujimaki.
Un racconto, quello di "Kuroko no Basket", appassionante all'inverosimile in quanto i sentimenti, le speranze, i desideri dei protagonisti sono raccontati con grande pathos. Le dinamiche con cui le storie si sviluppano,nonché i flaskback continui a cui assistiamo ci permettono di seguire le varie vicende che interessano i nostri protagonisti, le quali si incontrano, si allontanano, poi si incontrano nuovamente intrecciandosi tra loro in un puzzle di forti emozioni.
Un amore per lo sport che spinge questi ragazzi a sfidare loro stessi, le proprie paure, le proprie insicurezze e che li fa volare sempre più in alto. Fujimaki ci coinvolge pienamente nei vari svolgimenti che li vedono protagonisti: ci fa sudare, sentire lo stridio delle scarpette sul parquet dei campi da basket, le urla del tifo, l'ansimare dei giocatori. Ci trasporta in un'altra dimensione consentendoci di partecipare ad una partita come se davvero ci trovassimo lì, nello stadio con loro in prima persona a soffrire, gioire, sperare e lottare. Una magia sempre presente!
Arrivati al quindicesimo volume siamo ancora molto lontani da una fine, gli eventi sono in piena evoluzione e sono sicura questo manga non tradirà le aspettative del lettore regalando nuove emozioni.