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GianniGreed

Volumi letti: 3/3 --- Voto 5
Il manga “Steins;Gate” in tre volumi, è la trasposizione cartacea dell’omonima visual novel fantascientifica. Il grande successo riscosso dall’opera originale ha portato alla creazione di vari prodotti correlati come appunto diversi manga e una trasposizione anime. Bisogna subito chiarire però che il manga in oggetto è basato sulla visual novel, e non ha nulla a che vedere con l’anime, che all’epoca di realizzazione di questo fumetto non era ancora uscito (visual novel e manga sono del 2009, l’anime del 2011).

La trama è però la stessa: il protagonista della storia è Rintaro Okabe, uno studente con la passione per la scienza, autoproclamatosi “mad scientist” (scienziato pazzo), che con il suo gruppo di amici si diletta in piccoli esperimenti e nella creazione di nuovi dispositivi elettronici. Con l’aiuto della ragazza prodigio Kurisu Makise, Okabe scopre un modo per alterare il passato, cambiando così il presente. Gasati dalla scoperta, i ragazzi iniziano a sperimentare, modificando più volte il tempo. La cosa porta però a un presente tragico, dove Mayuri, l’amica d’infanzia di Okabe, è destinata inevitabilmente a morire da lì a poco, spesso in modo cruento. Okabe decide perciò di fare di tutto per riuscire a salvare l’amica, tornando più volte indietro nel tempo, ripetendo in loop sempre gli stessi giorni, cercando di capire quale sia l’evento scatenante che porta alla morte della ragazza e modificarlo.

Se per la storia in sé non ci sono problemi, visto che è esattamente identica a quella dell’opera originale, non si può dire lo stesso per il modo nel quale è raccontata nel manga: è troppo riassunta e veloce.

La visual novel di “Steins;Gate” è una delle più lunghe, cinquanta ore di lettura circa, una quantità enorme di testo e di scene diverse. Riassumere tutto in solo tre volumi di nemmeno duecento pagine l’uno, è pura follia. Infatti, la storia presente nel manga è raccontata in modo troppo sbrigativo, molte scene sono state completamente eliminate, anche alcune importanti, e altre, anche quelle più significative, liquidate in poche vignette. Ovviamente la storia del manga segue quella che nel videogame è la route del vero finale, e non fa minimamente accenno ai vari percorsi e finali alternativi, ma questa è una scelta abbastanza logica. Anche così comunque, sarebbero serviti almeno altri due volumi per riuscire a raccontare la storia al giusto ritmo. È vero che alcune scene che si ripetono più volte, tipo tutti i vari loop vissuti da Okabe, sono la riproposizione delle stesse scene più e più volte, ma servono per far capire la disperazione a cui arriva il ragazzo e a creare nel lettore la stessa esasperazione ogni volta che il ragazzo fallisce nel suo obiettivo. Liquidare dieci salti temporali in due pagine fa perdere completamente il ritmo, e dà la sensazione che Okabe passi poco tempo nel tentativo di salvare Mayuri. Tutto ciò rende la storia, e le varie scene, anche le più importanti, molto meno d’impatto ed emozionanti.

Non è solo il ritmo della storia l’unico problema. Anche i disegni purtroppo non sono granché. Il disegnatore sembra non avere piena padronanza dei personaggi, dato che in alcune vignette sono disegnati in un modo molto simile ai disegni della visual novel, e in altre vignette hanno volti completamente diversi. Il tratto in generale è comunque impreciso, e all’apparenza, poco curato.

Due parole in breve sull’edizione italiana curata da J-Pop: la qualità dei volumi, parlando dell’aspetto esteriore, è molto buona, così come la loro sfogliabilità. I volumi sono dotati di sovraccopertina, e pagine iniziali a colori, ed è possibile acquistarli in blocco in un box da collezione, che per grafica ricorda la schermata del titolo della visual novel. La traduzione però si rifà a quella dell’edizione italiana dell’anime curata da Dynit. Alcuni termini sono stati tradotti allo stesso modo, invece che basarsi su quelli della visual novel, così come i titoli dei capitoli, che sono identici a quelli degli episodi dell’anime, e altri termini, tipo tutto lo slang da otaku di cui sono pieni i dialoghi, sono stati eccessivamente semplificati.

Per tirare le somme: purtroppo il manga in sé è una trasposizione di qualità appena sufficiente. La storia in sé è valida, è praticamente la stessa dell’opera originale, ed è perciò molto bella e valida. Il problema è che il manga non gli rende giustizia, tagliando troppe scene e correndo troppo in quelle che invece mostra, rendendo il tutto poco emozionante. A questo vanno aggiunti i disegni non eccelsi.
Se perciò avete amato “Steins;Gate” e siete fan dell’opera, il manga sarà abbastanza deludente, e una spesa superflua che potete evitare senza rimorsi di coscienza. Se invece non conoscete la storia, il consiglio è di provare la visual novel originale, che è perfetta, o al massimo, se non ne avete la possibilità o la pazienza, ripiegare sulla serie anime, comunque inferiore alla novel, ma meglio riuscita del manga qui esaminato.