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Eversor

Volumi letti: 14/20 --- Voto 8
Devo fare molta attenzione in questa recensione al fine di non trasformarla in un'apologia di Obi, il mio personaggio preferito. Perché, fatta forse eccezione per Shirayuki, gli altri personaggi non mostrano poi dei caratteri così affascinanti. L'opera di Sorata Akizuki, ancora in corso, risulta essere molto intrigante, ma, a mio avviso, gran parte di tale attrazione va attribuita al personaggio inizialmente citato.
Ovviamente le valutazioni varieranno se si tratta di un pubblico femminile o maschile. Niente di personale, più che altro è una questione di gusti e obiettivi (con tutte le eccezioni del genere). Personalmente, non riesco proprio ad accettare il classico amore a prima vista, che folgora entrambi i protagonisti e li porta a mettersi insieme. Che gusto c'è? Dov'è il pathos e la drammaticità? Insomma, gli sbaciucchiamenti tra Shirayuki e il principe Zen, seppur commoventi, alla lunga stancano (e non è invidia).

Di fatto la storia parte con un bello sprint: Shirayuki è un erborista, ma il principe del suo paese si invaghisce di lei e dei suoi lunghi capelli amaranto. Raji, il signorotto in questione, invia subito un soldato fidato per renderle noto il suo desiderio di averla come concubina. Shirayuki, d'altra parte, scappa, spaventata, e cerca di fuggire dal suo piccolo paese.
Sembra avercela fatta, ma le mire del principe non si quietano e, per poco, non cade nel tranello di Raji. Sarà un giovane ragazzo dai capelli biondi (quasi argentati) a salvarla dalle grinfie dell'arrogante signorotto: Zen. La fanciulla ne rimane incantata (anche se non ancora invaghita) e decide di seguirlo, così da poter vivere la sua vita in libertà. Solo in seguito scoprirà che anche Zen è un principe, il secondo erede di un regno vicino.

Insomma, una storia di principi e di una falsa principessa, Shirayuki, che con la sua bellezza e il suo carattere, sembra riuscire a invaghire anche i cuori nobili. Tra Zen e Shirayuki, fin dal primo sguardo, sembra esserci un'intesa assoluta, che verrà ripetuta in continuazione, quasi fino alla nausea, nel corso dei vari capitoli. Amici? Ma per favore...
Tuttavia sarà la comparsa di Obi a dare un po' più di pepe a tutta la vicenda. Un ex assassino, che all'inizio era stato ingaggiato proprio per non far avvicinare maggiormente la fanciulla a Zen. Scoperto, non può far altro che arrendersi. Ma ciò che nessuno si aspettava, succede: incuriosito da quella ragazza così particolare e coraggiosa, sceglie di mettersi al servizio del principe, servendolo in quegli incarichi "particolari" che un normale cavaliere non farebbe mai.
Giungiamo ora ad analizzare questo personaggio, anche perché gli altri sono in fin dei conti piuttosto piatti. Obi è un tipo scherzoso e sbarazzino, anche se mostra fin da subito un attento spirito di osservazione. I suoi occhi da gatto colpiscono il lettore, che non può far altro che ammirare un personaggio inusuale sia dal punto di vista caratteriale che fisico. Niente a che fare con quel belloccio di Zen, che rappresenta in ogni più piccolo dettaglio l'immagine ormai stereotipata del principe nobile e affascinante, cortese negli atteggiamenti, ma con quel pizzico di coraggio in più per opporsi alle tradizioni e di fidanzarsi con una ragazza "normale".
E se la relazione tra Zen e Shirayuki inizia in modo quasi fulmineo, il rapporto tra la fanciulla e Obi cresce con il passare dei capitoli. Quest'ultimo, incaricato di proteggere la ragazza, sarà per lei come un'ombra, attenta a sostenerla con i suoi consigli e difenderla dalle avversità (ovviamente, giusto all'ultimo momento, accorrerà Zen a prendere il centro della scena). Capisce di amare Shirayuki, ma la fedeltà verso il principe e la comprensione di non poter afferrare mai il cuore della fanciulla, lo porta a serbare tali sentimenti in un angolo recondito del suo animo. La guarda, la osserva, la ama… anche se questa ha occhi solo per Zen. E' costretto a stare sempre insieme a lei, sentendola però infinitamente lontana da lui. Insomma, ecco quel tocco di drammaticità e romanticismo che aveva veramente bisogno "Akagami no Shirayukihime" per differenziarsi dalla grande immensità di opere shoujo.

I disegni sono belli, e cercano di distinguersi dal tratto tipico dei manga per fanciulle. La storia si evolve in maniera limpida, anche se leggermente ripetitiva. Bello anche il tentativo di dare largo spazio al lavoro da erborista di Shirayuki. Altrimenti ci sarebbe stato solamente una monotonia sconsolante di scene romantiche e "sbaciucchiose". Affascinanti gli sviluppi imprevisti, che cercano di ricollegarsi a personaggi passati, che altrimenti sarebbero finiti nel dimenticatoio.

E, in conclusione, non posso che rinnovare il piacere di aver intrapreso la lettura di questo manga. "Akagami no Shirayukihime" non sarà un capolavoro. Eppure riesce a colpire, anche se non per la storia principale. Zen, come già ripetuto un'infinità di volte, non è in grado di affondare il colpo, ma per fortuna c'è Obi che, in qualche modo, tiene in piedi tutto il baldacchino.

Voto finale: 8


 1
Amarantha

Volumi letti: 12/20 --- Voto 7
Carino ma abbastanza lento. Se dovessi scegliere solo due parole per descrivere questo manga sarebbero esattamente queste. Per fortuna però ho molto più spazio e quindi scendo nel dettaglio.
"Akagami no Shirayuki Hime" si presenta come una bella fiaba in cui la dolcezza e i buoni propositi la fanno da padroni. Qua e là compaiono i cattivi della situazione, ma in molti casi si rivelano poi essere meno malvagi di quel che sembra e addirittura disposti a cambiare fazione, affascinati dalla dolcezza di Shirayuki. La trama non è particolarmente intricata e vede essenzialmente la crescita di Shirayuki e il suo viaggio di realizzazione personale che, guarda caso, incrocerà il cammino del principe Zen. Le vicende che si alternano durante il percorso sono numerose e i diversi archi narrativi permettono l'introduzione di parecchi personaggi interessanti e garantiscono l'evolversi del rapporto tra i protagonisti. Unica pecca, evidente soprattutto verso i capitoli 11-12 è la lentezza narrativa. Nei momenti in cui i protagonisti sono separati si fa davvero fatica a procedere nella lettura perché purtroppo spesso la noia fa la sua comparsa. Personalmente ho dovuto accelerare il più possibile la lettura in quei punti per ritrovare l'interesse. Pare che gli ultimi volumi in effetti stiano tirando la storia un po' troppo per le lunghe senza un apparente motivo. Molto probabilmente qualche capitolo in meno e un po' di azione in più sarebbero stati bene accetti. Anche la grande quantità di informazioni farmaceutiche e botaniche degli ultimi capitoli è davvero poco rilevante ai fini del racconto e mi chiedo quando arriveremo all'atteso epilogo!

I personaggi: Shirayuki è la protagonista femminile indiscussa del manga che con i suoi capelli rossi attira l'attenzione, a volte positiva altre meno, di numerosi individui. Ha un carattere dolce, riservato, tranquillo e a tratti per fortuna anche deciso. Anche se preferirei vedere un po' di energia in più, devo ammettere che la sua calma e la gentilezza delle sue azioni riescono comunque a farle ottenere i risultati sperati.
Zen è il principe azzurro per eccellenza, non un solo difetto da attribuire a questo aitante giovanotto, se non forse quello dell'eccessiva lentezza. Sta volta non è un problema di comprendonio per lo meno (il principino sa bene cosa prova per la sua bella), ma la sua posizione sociale e l'influente presenza del fratello, primogenito reale, lo bloccano spesso e volentieri dal fare realmente ciò che vorrebbe. (Forza, ragazzo, forza!)
Kiki e Mitshuide, la coppia di fedelissimi cavalieri del principe Zen, sono personaggi molto interessanti e fanno ben sperare in una futura evoluzione del loro rapporto. Apparentemente distaccata ma molto intelligente e acuta Kiki; buono, leale e generoso Mitsuhide. Spero in capitoli secondari che possano regalarci nuove informazioni sulla strana e affascinante coppia.
Obi, anche lui presenza fissa accanto ai protagonisti, è a mio avviso il personaggio più singolare e accattivante del manga. intelligente, misterioso, ironico, ribelle eppure anche lui leale e capace. La capacità che la coppia Zen-Shirayuki ha di creare legami indissolubili attorno a sé è sorprendente e osservarli all'opera fa bene al cuore. Numerosi altri personaggi fanno la loro comparsa e ognuno aggiunge un tocco in più alla trama impreziosendola e stravolgendola.

Il character design è apprezzabile, non mancano paesaggi, ricchezza di particolari, abiti sfavillanti e ricercati, i volti sono belli, puliti e classicamente shoujo. Occhi luminosi, visi levigati, le ombre non sono mai eccessive e ogni tanto qualche vignetta simpatica spunta qua e là rallegrando l'atmosfera.

Ripeto: è un manga carino. Potrebbe valere di più se solo ci fosse più azione, se il ritmo narrativo fosse un po' più veloce e se Shirayuki avesse un po' di carattere in più (ma quest'ultimo dettaglio è molto soggettivo). Dolcezza e delicatezza sono i tratti distintivi di un manga in cui prevalgono i buoni sentimenti e la gentilezza vince su tutto. Sperando in un epilogo che non deluderà, consiglio la lettura alle amanti degli shoujo perché, anche se non mi ha fatto letteralmente impazzire, Akagami no Shirayuki Hime è un lavoro carino e non dispiace affatto.


 1
Hikari

Volumi letti: 8/20 --- Voto 6
Ho iniziato a leggere questo manga perché avevo spesso sentito paragonarlo ad un'altro che adoro, "Akatsuki no Yona", ma - a parte la protagonista dai capelli rossi - le due storie non condividono assolutamente nulla.

"Agakami no Shirayukihime" è fondamentalmente una favoletta sdolcinata, tutta cuoricini e buoni sentimenti, una sorta di "Kimi ni Todoke" versione fiabesca. I due protagonisti si innamorano subito l'uno dell'altra (anche se ci mettono un po' di tempo - ma neanche più di tanto - per capirlo), quindi è tutto un susseguirsi di dichiarazioni, rossori vari, prendersi per mano... melenso fino alla nausea.

Le uniche parti più movimentate, riguardano i continui rapimenti (con conseguenti salvataggi) di Shirayuki a causa dei suoi particolari capelli, ma anche qui ad un certo punto subentra la noia, perché voglio capire uno, due rapimenti, ma già al terzo mi
chiedo se la mangaka non conosca altri espedienti per dare un pizzico di pepe alla storia.

Se i personaggi principali non brillano per particolari qualità (i classici eroi senza macchia), lo stesso vale per quelli secondari: hanno proprio un minimo di caratterizzazione, ma in ogni caso danno l'impressione di essere fondamentalmente delle scialbe copie di personaggi già visti altrove.

Salvo il disegno, il cui tratto è piuttosto gradevole, anche se gli sfondi lasciano un po' a desiderare (l'attenzione maggiore va a primissimi piani, altro dettaglio che non mi entusiasma).


 8
Celestite

Volumi letti: 6/20 --- Voto 9
Adorabile, è la definizione che do a questo manga. Mi ha colpito profondamente la sua originalità e i sentimenti con cui comunicano tutti i personaggi tra di loro.

Shirayuki, una ragazza normale con la passione per la medicina, dà molto nell'occhio a causa dei suoi capelli rossi così singolari, ma pur avendo superato ogni situazione a causa del colore dei capelli, un giorno, le si presenta davanti casa l'assistente del principe capriccioso della sua regione, che pare volerla come sua concubina, o meglio dire, come sua amante (a dispetto della trama, inizialmente, il principe Raji e la ragazza non si erano incontrati). La ragazza è riluttante, ma subito taglia quei suoi lunghi capelli rossi e fugge da casa per non aver niente a che fare con il principe che le taglierà l'amata libertà, rifugiandosi nella foresta. Qui, si scontrerà con un ragazzo inizialmente semplice e dalla natura selvaggia, Zen, nonché il secondo principe della regione vicina, che la aiuterà in quella fuga, e a vicenda si daranno man forte in diverse situazioni.

La storia è piacevole da leggere e di lettura fluida. Nessun impegno per comprendere i diversi gradi sociali, o discorsi boriosi sui doveri di corte, ogni momento è buono, anzi, per approfondire il carattere dei personaggi e per conoscerli meglio, in particolar modo sui due protagonisti, anche se non mi hanno dato l'impressione di essere i protagonisti assoluti dell'opera, e questo mi ha piacevolmente colpito.

I disegni sono carini, ma certo è che se la Akizuki non riempisse di dettagli ogni abito che fa indossare, diverrebbero molto piatti, e su questo, mi è piaciuta quindi l'ambientazione della storia, le si addice perfettamente al suo stile.

Ne consiglio quindi vivamente la lettura per chi ama più lo stile dell'ambientazione, che per il genere, seppur comunque rimane uno shoujo delicato con tanto di cappello.