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Linkinparma46

Volumi letti: 5/5 --- Voto 7
Green Blood è stato il primo lavoro che ho visionato del maestro Kakizaki. L'impatto iniziale è stato pazzesco: una cura maniacale nei disegni, una visione realistica delle ambientazioni e dei dettagli che si arricchiscono mediante un ampio uso di toni scuri gestiti in modo esemplare. Tecnicamente è un manga inattaccabile, lo stesso però non si può dire del comparto narrativo. I primi 2 albi sono superlativi, tracciando una storia che strizza l'occhio al capolavoro cinematografico "Gangs of New York" di Martin Scorsese. Una genesi che non viene supportata dai successivi 3 numeri in cui gli avvenimenti e le mutazioni psicologiche dei personaggi si fanno troppo repentine. Una chiusura frettolosa che porta a termine la vicenda lasciando un po' di amaro in bocca pensando a ciò che poteva essere. Meritava di sicuro una serializzazione ben più longeva. In conclusione ritengo che dal punto di vista stilistico Green Blood sia un manga imperdibile e solo per questo merita di essere visionato almeno una volta.


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bob71

Volumi letti: 5/5 --- Voto 10
Bleeding for desire

Green Blood è una miniserie western in cinque tankobon scritta e disegnata da Masasumi Kakizaki (Rainbow), edita in Italia nel 2013 da Panini. La vicenda è ambientata inizialmente in una realistica New York subito dopo l'assassinio di Lincoln. Siamo nel 1865, per la precisione a Manhattan nel quartiere denominato "Five Points". Punto di arrivo per centinaia di migliaia di immigrati in cerca di una vita migliore, il famigerato distretto è raffigurato come un luogo praticamente senza legge, un inferno di miseria e sopraffazione teatro di scontri tra spietate gang per il controllo del territorio. In questo scenario cupo e violento si svolge l'epopea di due fratelli di origine irlandese (da qui il titolo), il giovane idealista Luke Burns e il micidiale bounty killer Grim Reaper (aka Brad Burns), che si dipanerà con più ampio respiro attraverso tutti gli Stati Uniti. Il percorso tormentato dei Burns si staglia sullo sfondo di tematiche forti, quali l'immigrazione verso il miraggio del sogno americano, la schiavitù, la discriminazione razziale e lo sterminio dei pellerossa.

Il mito del Far West è stato da sempre fonte di inesauribile ispirazione affascinando i fumettisti di tutto il globo, basti pensare alla popolarità dei nostri Tex e Ken Parker, o a disegnatori internazionali di culto come Paolo Eleuteri Serpieri (Storie del West), Jean Jiraud (Blueberry), Leiji Matsumoto (Gun frontier) che si sono felicemente cimentati col genere svecchiandolo o reinterpretandolo. Tuttavia Masasumi Kakizaki, più che a questo fertile retroterra culturale, sembra piuttosto attingere a certa cinematografia (Sergio Leone in primis, per ammissione dello stesso autore, ma anche Tarantino di Django unchained e Scorsese diGangs of New York) e, filtrandola attraverso la sua personalissima cifra stilistica, non senza una meticolosa ricerca storico/iconografica prodiga di particolari, ci restituisce un affresco crudo e disincantato di straordinaria potenza evocativa con personaggi a tutto tondo vividamente tratteggiati.
Lo storytelling funziona alla grande e il racconto, a tinte forti, procede spedito dispensando azione e suspense unite a massicce dosi di violenza e a situazioni per adulti, non risparmiandosi neppure sui dettagli più cruenti. Fra le pieghe della trama si incontra qualche cliché ma è puramente funzionale all'immersione nell'atmosfera del mito della frontiera selvaggia.
I due personaggi principali sono profondi e sfaccettati. Il controverso Brad è un duro di poche parole (che spesso sono accompagnate da copiosi spargimenti di sangue) e oscilla tra l'eterna dannazione nell'ossessiva ricerca di suo padre (e non certo per una reunion strappalacrime) e la conservazione di un barlume di umanità, riaffiorante nel complicato rapporto con Luke, ragazzo dal cuore d'oro e dal carattere tenace la cui forte bussola morale e nobiltà d'animo verranno costantemente messe a dura prova.

Un altro punto di forza del manga è senz'altro rappresentato dai disegni: siamo di fronte ad una prova maiuscola da parte del maestro giapponese, che ci propone delle tavole di straordinaria bellezza, con il suo peculiare tratto grafico tagliente, vibrante, espressivo e le sue linee cinetiche spesse e decise che danno vigore e dinamicità alle scene d'azione. Molto interessante è l'uso del bianchetto e del dripping con tocchi che impreziosiscono le tavole monumentali e conferiscono alle scene un sapore pittorico molto ricercato. Notevole anche il lavoro eseguito sui retini sagomati su misura manualmente e senza computer. Gli scenari, finemente dettagliati, dipingono in modo plausibile l'atmosfera di degrado e squallore che doveva connotare il distretto di Manhattan del 1865, mentre un'attenzione incredibile viene data alla riproduzione dei costumi e delle armi, in cui si fa sfoggio di tutta l'erudizione del mangaka. La gunblade non è una novità ma, inserita in questo contesto, è un'idea rivisitata con una certa freschezza e tutto sommato funziona.
Un'ultima nota di merito va all'edizione italiana, particolarmente ben curata: sovraccoperta con titolo in rilievo, pagine iniziali a colori e buona qualità della stampa, a suffragare un giudizio più che positivo sulla lettura di questo gioiello sushi western innovativo e moderno firmato Kakizaki.


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SnoYze

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Non ho letto molti manga fino ad ora, ma di romanzi ne ho visti un'infinità. Beh, questo manga, anche se corto per essere considerato un "romanzo", ci si avvicina molto. La storia è semplice, ma grazie alla caratterzzazione speciale di ogni singolo personaggio (di cui ora parlerò nello specifico) non è mai banale.
Tutta la storia ruota attorno alla vita e al carattere di ogni singolo personaggio, che noi conosciamo leggendo vignetta per vignetta. E più leggiamo, più si aggiungono personaggi importanti per la storia, e ognuno di questi ci costringe a cercare di capire che tipo di persona sia. Ogni volta che capiamo che qualcosa di importante sta per accadere, che siamo sicuri di una cosa, subentra Kakizaki che spezza in un secondo i nostri pensieri per far succedere qualcosa di imprevedibile che sconvolge completamente la storia, ma soprattutto la nostra visione dei personaggi.
Kakizaki inoltre ci costringe quasi ad amare certi personaggi e allo stesso tempo odiarne altri, facendoci così sperare nella vittoria di uni sugli altri.
I disegni sono il secondo punto di forza del manga, i quali riescono perfettamente ad essere perfetti in ogni situazione raccontata. Sono cruenti e osceni al punto giusto ma allo stesso tempo sublimi, quasi per farci piacere quelle scene di sagnue e di violenza che occupano buona parte delle vignette. E poi...le splash page (spero si chiamino così), quando l'intero racconto si blocca in due pagine complete di disegni semplici ma sempre più belli, così belli da volercene fare un poster di ognuna e appenderlo in camera a mo' di dipinto...
Purtroppo (e questo è l'unico motivo per cui ho dato 9 come voto al manga) i personaggi, soprattutto quelli principali, sono seguiti sempre da un sentimentalismo troppo forte, che in una storia come questa è un po' in contrasto...

Io consiglierei a tutti una lettura come questa, per i suoi disegni e per la capacità dell'autore di creare personaggi, né buoni né cattivi, così diversi in un contesto così "semplice" in cui uno uccide l'altro e così via. L'unico consiglio personale che posso dare è che, come ho detto all'inizio, questo manga va letto come fosse un romanzo illustrato: la storia di pistoleri che, ognuno con la sua personale arma uccide il nemico per essere il vincitore, e per non soccombere nella arida terra sempre macchiata dal sangue degli sconfitti.


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Evicenda

Volumi letti: 5/5 --- Voto 8
[VOTO 7/8]

Boom! Ed eccomi a ri-recensire un manga del far west. Non avrei mai pensato così velocemente, ma per fortuna la seconda recensione è anch'essa molto positiva. Masasumi Kakizaki è stato veramente una piacevole scoperta. Sicuramente come "primo incontro" mi ha fatto una gran bella impressione. E ora, finita questa piccola prefazione, si parte con la recensione vera e propria.

TRAMA
9 Aprile, 1865. Si parte in nuova York, Isola di Manhattan, all'interno del distretto dei Five Points. Distretto dove il così detto "sogno americano" è completamente franato, trasformandosi un posto di corruzione, prostituzione, disperazione e crimini fra gang spietate. Qui due fratelli, Luke e Brad Burns, ci si ritrovano fin dall'infanzia cercando di sopravvivere giorno per giorno. Il primo è un ragazzino buono ed onesto che lavora tutti i giorni per cercar di mantenere se stesso ed il fratello. Il secondo invece, a insaputa di Luke, è Grim Reaper: il triste mietitore. Uno tra i peggiori criminali (se non il peggiore) dei Five Points, facente parte dei Grave Diggers: clan gestito dal "padre adottivo" di Brad, Gene McDowell.
Da questo incipit, la storia partirà tra le peripezie a cui andranno incontro i due fratelli nel far west tra Manhattan fino a St Louis in un lunghissimo viaggio alla ricerca del loro padre, Edward King. Per cosa fare? Lo scoprirete leggendo, eheheh.
Kakizaki si vede che ci ha messo passione nel creare una storia molto fluida e longilinea rendendola sempre scorrevole e per certi versi anche originale. Sicuramente l'aspetto meglio riuscito è proprio la storia per come si evolve nell'arco temporale sfumando molto bene le distanze sui periodi. L'unica nota dolente, secondo me, riguarda la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto per i due protagonisti. Questo perché ci viene mostrato in modo (anche ripetitivo) un sentimentalismo estremo e troppo travolgente. Una sorta di "Sturm und Drag" che mal si sposa con l'ambiente Western. Il personaggio che più ho apprezzato per caratterizzazione e per configurazione nel contesto storico, ad esempio, è Gene McDowell.

DISEGNI
Il disegno è veramente un semi-capolavoro. Kakizaki è letteralmente "un mostro" sul chiaro/scuro e sugli effetti luce, riuscendo a dare al disegno, che già possiede un tratto fantastico, un disegno corposo, "grasso" e soprattutto "spesso". Spesso proprio perché sembra uscire fuori dalla tavola: come se si potesse toccare. Inoltre è un maniaco per i dettagli: le armi sono spettacolari e anche gli animali sono disegnati in modo eccelso. Nulla da dire. Per dare un'idea, anche se lo stile è completamente diverso, quasi strizza l'occhio al grande Inoue per qualità stilistica. Altra nota importante è che, anche se trovandoci in un contesto western, il disegno è puramente giapponese. Kakizaki se ne è letteralmente fregato di cercar di occidentalizzare il tratto e, a mio avviso, ha fatto benissimo. Proprio perché ha reso tutto nuovo,moderno e "frizzante". Se proprio bisogna andare a trovare l'ago nel pagliaio, il disegno a volte è un po' confuso, nel senso che vi è troppa sostanza in troppo poco spazio (la colpa potrebbe essere anche da ricollegare alla progettazione di stampa).

QUALITÀ EDIZIONE
L'edizione è buona. La carta si sfoglia bene senza sporcare e la lettura risulta molto sostanziosa. Il tutto ad un prezzo di 4,50 (Ottimo per i prezzi Planet Manga). Penso sia anche giusto da sottolineare: tutte le copertine sono molto belle con un dietrofront che descrive bene in che cosa ci imbatteremo senza mai rovinar nulla. Unica cosa che proprio si dovevano risparmiare: "Atmosfera alla Tarantino". Direi proprio di no!

Conclusioni
Sono contento di essermi approcciato a questo grande artista. Un disegnatore eccezionale che ha scritto una gran bella storia! Un 7/8 meritato. Kakizaki è riuscito ad amalgamare benissimo tutto l'arco temporale in soli 5 numeri trasmettendo benissimo la distanza fra i periodi che intercorrono all'interno del manga. Purtroppo, però non è riuscito a dare un'ottima caratterizzazione dei due protagonisti, risultando un po' troppo romantici e pomposi. Un po' troppo, sì. Concludendo rimane comunque un gran bel manga che mi ha permesso soprattutto di conoscere un altro gran artista su cui rifarmi in futuro con qualche sua altra opera.
Consigliato a tutti sia per la bellezza dei disegni che per la storia piacevolmente scorrevole, ma soprattutto agli amanti del western che sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Che Kakizaki abbia buttato le basi per il "New Western"?... chissà.

P.S. Concludo con una piccola domanda che faccio a tutti i lettori di Green Blood. In quanti, leggendo le battute di Edward King non le ha lette pensando alla voce del doppiatore di Mickey Rourke?


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Grell

Volumi letti: 5/5 --- Voto 8
Masasumi Kakizaki con Green Blood per me è stata una scoperta. Mi sono avvicinata a questo manga, per la prima volta, in fumetteria, attratta, inevitabilmente dai disegni e dallo stile che il manga proponeva.
La tecnica è mozzafiato, davvero impeccabile, tutto è disegnato con una cura estrema e quasi maniacale mischiata a un tratto sporco e denso, come se ci voglia dare l'impressione della polvere di quelle città americane, che piano piano stavano prendendo vita.
Le espressioni dei personaggi accompagnano benissimo la drammaticità della storia, il tratto aiuta molto, davvero tutto magnifico, potrei ripeterlo all'infinito, perché non capita spesso che parte grafica e quella narrata siano belle allo stesso modo.

Tralasciando questo sproloquio sui disegni, posso dire che la storia parte da un'ambientazione reale, che è esistita, ovvero quello del caro vecchio far west; e prima ancora, l'autore ci lascerà addentrare nei Five Points, dove spadroneggiavano le gang più pericolose della vecchia New York. Qui possiamo fare la conoscenza di due fratelli, Brad e Luke. Brad sembra un tipo piuttosto schietto e perdigiorno anche se questa è una maschera che indossa per non far preoccupare suo fratello, mentre Luke è un ragazzetto, quasi timorato di Dio, che lavora sodo per costruire insieme all'altro quel sogno che sin dall'infanzia coltivano: ovvero quello di essere felici. Difatti Brad e Luke sono due emigranti che, dopo la morte della madre e l'abbandono da parte di un padre che odiano, sono partiti, da piccolissimi, alla volta del sogno, del raggiungimento del loro scopo. Brad nasconde a suo fratello che in realtà non è altro che un pericoloso assassino a cui il capo di una banda in particolare affida varie missioni. Questo è quello che divide in modo netto i due fratelli: Brad ha ormai perso ogni sensibilità verso quegli uomini dall'anima marcia e non si fa scrupoli ad ucciderli, mentre Luke è ancora ingenuo e pensa che solo essendo magnanimi e lavorando sodo, riusciranno nel loro intento. È un ragazzo calmo e sereno, fin quando ci sarà un evento che lo porterà a cambiare drasticamente: questo però non lo porterà ad abbandonare il suo lato più sensibile e più umano.
Ho dato otto al manga perché questa storia mi ha emozionato, anche se in alcuni punti può sembrare che ci siano alcuni pezzi già visti (in ambito far west) non è assolutamente banale, perché adattato al contesto, in maniera così perfetta, è solo un piacere poterlo leggere.
Lo consiglio a tutti semplicemente, perché è un'opera degna di lasciare i brividi a poco a poco lungo lo svolgimento di tutta la storia.