logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
Gakuto25

Volumi letti: 21/21 --- Voto 7,5
Come serie posso dire che è semplice ed efficace però, anche se mi è piaciuta, è leggermente ripetitiva sul piano della storia principale, poi credo che molti sappiano come vada a finire già dopo aver letto due o tre numeri.
È uno shounen che scorre che è una bellezza e, mano mano che prosegui nella lettura, ti affezioni ai personaggi come Korosensei, Karasuma, Irina, Kayano e gli altri.
È leggermente diverso dagli altri manga perché, all'interno della storia non troviamo solo dei combattimenti tra la creatura che vuole distruggere il mondo e gli alunni della 3-E, ma troviamo elementi come Killer che preparano la loro tattica, le partite che si svolgono all'interno dell'istituto e gli insegnamenti che dà il polpo giallo ai suoi studenti.
Altra cosa fondamentale sono i cattivi inseriti nella serie e, devo dire che sono curati al minimo dettaglio e sono molto crudeli.
Il tratto dei disegni è inconfondibile perché se si prova a leggere un nuovo manga di Matsui ce ne si accorge subito.
Però come critica c'è da dire che si potevano dimezzare i numeri perché la storia si allunga mettendo in secondo piano l'assassinio di Korosensei.
Secondo me la storia era buona anche con 15/16 numeri senza tralasciare niente.
Però sommando tutto è una buona serie che ti lascia un sorriso e credo anche qualche lacrimuccia.

ShinXela

Volumi letti: 21/21 --- Voto 10
[<b>ATTENZIONE! CONTIENE IMPORTANTI SPOILER SULLA TRAMA</b>]

Assassination Classroom è uno shonen manga decisamente atipico, sotto molteplici aspetti. La premessa da cui parte, è molto bizzarra: un essere dalle fattezze simili a quelle di un enorme polipo, ha distrutto buona parte della Luna, ed ora minaccia di fare la stessa identica cosa con la Terra, tra un anno esatto. Nel frattempo, chiede al governo giapponese di poter insegnare nella classe 3E della scuola Kunugigaoka, i cui alunni avranno il compito di essere addestrati al suo assassinio. La creatura sembra essere "invincibile".

Le armi convenzionali, anche quelle dell'esercito, non possono nulla contro di lui, essendo costituito di una sostanza particolare chiamata "antimateria", resistente a tutto, tranne a un materiale studiato appositamente per distruggerla. Ed è con armi costituite di questo materiale, innocue per gli umani, ma letali per il pericoloso essere, che i ragazzi devono cercare di ucciderlo, impresa che appare comunque impossibile, in quanto si muove ad una velocità Mach 20, ed ha l'abilità di prevedere qualsiasi tipo di attacco venga sferrato contro di lui. E' per questo che verrà soprannominato da Kaede Kayano, una delle studentesse della classe 3E, "Koro-sensei", ovvero "l'insegnante invincibile", nome che piace a tutti i compagni. Del resto, la creatura non ne ha uno di proprio.

Questo manga ha la capacità, partendo da questa divertente premessa fantascientifica, di sviluppare una storia complessa, profonda, e ricca di sfaccettature, sorprendendo in positivo il lettore che pensava di avere a che fare semplicemente con una commedia. Il lato comedy è importante e onnipresente, ma sicuramente marginale rispetto al resto, soprattutto a partire dai volumi 14/15. In questa recensione cercherò di analizzare un po' tutte le tematiche proposte dalla serie, anche se mi sarà impossibile essere esauriente, e per farlo mi avvarrò di alcuni spoiler. Va detto innanzitutto che quanto ho scritto in premessa, verrà in buona parte smentito a mano a mano che la storia progredisce. Si può tranquillamente affermare che la storiella sul mostro che ha distrutto la Luna e minaccia di fare altrettanto con la Terra, sia quanto i media ed i governi mondiali, alla fine del manga, racconteranno alla popolazione.

Anche nella vita reale, purtroppo siamo consapevoli che non avremo mai accesso ad una versione completa e veritiera dei fatti, in quanto media e politica sono collusi, e l'informazione è pesantemente manipolata dagli interessi delle elite. Ritornando alla nostra storia, se quindi l'esistenza di Koro-sensei rimane un segreto di Stato per tutto il corso del manga (la parziale distruzione della Luna è un evento che viene spacciato come "inspiegabile" dagli scienziati), alla fine, quando sarà inevitabile, a causa di determinate circostanze, palesare la sua “minaccia” alla popolazione mondiale, è questa la versione dei fatti che la gente conoscerà, con buona pace del lettore, che non può non provare che un forte senso di rabbia. Questa recensione risentirà di conseguenza pesantemente del mio stato emotivo, in quanto nello stenderla, non riesco a non rievocare le sensazioni che ho provato.

Ma Assassination Classroom si fa apprezzare proprio per il realismo con cui denuncia le ingiustizie della vita, contro le quali il mangaka ammette che a livello individuale, si possa fare ben poco. Piuttosto che dirci che con la buona volontà, potremmo arrivare a costruire un mondo "giusto" ed utopico, l'autore ci trasmette la consapevolezza che il mondo sarà sempre ingiusto e spietato. Questo non significa dover vivere con un atteggiamento passivo, ma soltanto che non esiste una formula magica per aggiustare definitivamente le cose, e che non dobbiamo aspettarci che la società cambi in nostro favore, assecondando le nostre esigenze, in quanto in un modo o nell'altro ci remerà sempre contro. Uno degli obbiettivi principali di tutto il manga, è quello di invitare i lettori a non farsi false illusioni, a prendere atto dell'ineluttabilità delle ingiustizie, e ad imparare a navigare in acque ostili, rendendo le nostre debolezze e fallimenti, dei punti di forza per sapersi sempre rialzare.

Il fallimento non deve essere preso come una sconfitta. Errare è umano e comune a tutte le persone, ed ogni volta che si sbaglia, è importante trarre frutto da quell'esperienza. E' altrettanto comune vedere i nostri diritti essere calpestati, ma rifiutare la società, diventare anti-sociali, non è la soluzione. Delinquere non è la soluzione. Dare il proprio contributo per migliorare la realtà in cui viviamo è l'unico potere che abbiamo, ma restando sempre coi piedi per terra, perché un mondo senza ingiustizie, è un mondo che esiste solo in un immaginario utopistico. Matsui non divide comunque il mondo in “buoni” e “cattivi”, assolutamente. Le personalità che emergono nella storia, tranne rari casi, presentano tutte delle zone d'ombre e di luce. La classe 3E, in cui Koro-sensei va ad insegnare, è un esempio lampante di ingiustizia.

In quest'istituto scolastico, vige una dura gerarchia tra gli studenti: i più scarsi, vengono assegnati alla sezione E (dove "E" sta per "End"), in un fabbricato sperso tra le montagne, lontani dagli studenti di serie "A". Il direttore Asano ha istituito questo sistema, nella convinzione che per motivare gli studenti migliori a diventare sempre più "forti", ci sia bisogno di una valvola di sfogo, costituita dai più deboli, che vengono sottoposti a costanti umiliazioni. L'esistenza della sezione E, motiva gli altri a dare sempre il massimo. Mentre scopriremo i motivi che hanno spinto Asano ad una visione così drastica dell'insegnamento, possiamo dire in generale che emerge chiaramente una critica al modello ultra-competitivo sia della scuola, che della società giapponese, dove il fallimento è difficilmente accettato. Gli studenti della classe 3E, seguiti da Koro-sensei, vengono invece aiutati da quest'ultimo a scoprire le proprie debolezze, e a non vederle come un qualcosa di negativo, bensì a trasformarle in punti di forza.

La creatura riesce a convogliare la frustrazione dei suoi ragazzi, la loro "bloodlust", in qualcosa di costruttivo. Mentre infatti gli studenti, addestrati all'assassinio da un ufficiale governativo, il professor Karasuma, provano ad uccidere il loro target con vari tentativi più o meno goffi, Koro-sensei sorprendentemente, non solo li incoraggia nel loro intento, dimostrando di prestarsi volentieri ad essere il loro bersaglio, ma li corregge nei loro errori, estrapolando dalle loro azioni le qualità insite in ognuno. Ed è così che, ad esempio, una studentessa che prova ad avvelenarlo, sviluppa il suo talento per la chimica, grazie ai consigli dello strano essere. Ciascuno dei tentativi di assassinio, viene usato come pretesto da Koro-sensei per scoprire ed incentivare un talento nascosto nei suoi studenti, che potrà essere usato per propositi assai più edificanti nel resto delle loro vite.

Per buona parte del manga, i ragazzi, nel frattempo affezionatisi alla loro preda, che li ricompensa costantemente rivelando loro uno dei suoi punti deboli, vivranno i tentativi di assassinio come un qualcosa di spensierato e giocoso, che consente loro di sentirsi "guardati", giudicati oltre le apparenze, seguiti da qualcuno che crede in loro, e motivati a raggiungere risultati sia in ambito socio-relazionale, che accademico. Koro-sensei applica un approccio didattico individualizzato, che risponde alle specifiche esigenze di ciascuno dei suoi alunni. Interessante è anche il suo utilizzo del meccanismo della ricompensa (in pedagogia, si parla di "rinforzo positivo"), che come accennavo prima, nel caso specifico consiste di solito nel rivelare una delle sue debolezze.

Nel corso della storia, assisteremo anche ai vani tentativi di vari assassini professionisti di far fuori il professore tentacolare, incaricati dal governo, il quale in realtà, come scopriremo più avanti, non conta assolutamente sulla riuscita degli studenti, considerati per quello che sono, ovvero ancora dei bambini, affidati alla protezione dell'ufficiale governativo Karasuma, e questo chiaramente contribuisce ad inquadrare in una dimensione molto più realistica tutta la vicenda. Se qualcuno legge questo manga, nella speranza di assistere a combattimenti epici tra ragazzini delle medie ed un mostro invincibile, potrebbe restarne deluso, in quanto non è questo il punto della storia. Uno degli interrogativi che accompagna per molti volumi il lettore, è chi sia effettivamente questo strano essere, ed il motivo per cui abbia chiesto di insegnare nella classe 3E.

Dopo una serie di vicende che non voglio spoilerare nel dettaglio, scopriremo che la vera identità di Koro-sensei è quella dell'assassino divenuto leggendario col nome di "Shinigami" ("Dio della morte"), per la scia di sangue che si era lasciato dietro, quand'era ancora un essere umano. Nella storia ci viene prima presentato un altro "Shinigami", che soccomberà durante uno scontro con Karasuma, Koro-sensei ed i ragazzi, ma che in seguito si scoprirà non essere altri che il primo ed unico discepolo di Koro-sensei. Il passato di Koro-sensei è quindi quello di uno spietato assassino. Nato e cresciuto nei bassifondi di un Paese corrotto fino al midollo (dalle divise dei cops a me sembra l'America, ma non viene specificato), non ha né un nome né una famiglia. Apprendiamo anche che non è giapponese. Cresce con l'unica consapevolezza che "se si uccide, la gente muore". E c'è tanta gente che paga altra gente per uccidere. Oltrepassate le migliaia di vittime, viene soprannominato "Shinigami".

Uccide i deboli con la forza bruta, i forti con la sua immane intelligenza, quelli dotati di entrambe le qualità, col suo fascino manipolatore. Non c'è una sola espressione che sia autentica sul suo volto. Ogni sorriso è volto all'inganno. I governi lo pagano profumatamente anche per condurre "affari" per loro conto. Ad un certo punto, uccide un uomo facoltoso, e ad assistere alla scena, c'è il figlioletto di quest'ultimo, col quale evidentemente il padre non aveva un buon legame parentale. Il ragazzino resta estasiato dall'abilità dello Shinigami, e lo supplica di diventare suo discepolo. Lo Shinigami accetta, in quanto pensa che un discepolo gli potrà essere utile nel suo lavoro. E' convinto di poterlo soggiogare completamente, e che non si ribellerà mai a lui. Ma la sua arroganza gli costa cara. Durante una certa operazione, infatti, il suo discepolo lo tradisce, ereditando le abilità ed il nome del suo sensei.

E' così che Koro-sensei finisce nel laboratorio di Kotaro Yanagisawa, che stava conducendo esperimenti sull'antimateria, una sostanza che avrebbe dovuto porsi come alternativa più potente all'energia nucleare, in grado quindi di soddisfare esigenze sia in campo civile che militare. Yanagisawa usa Koro-sensei come una cavia da laboratorio, per impiantare cellule di antimateria nel corpo di un essere umano. L'uomo non immagina che l'assassino è ben lieto in cuor suo di essere sottoposto a tali torture, che ha le conoscenze scientifiche per poterlo ingannare sui progressi dell'esperimento, e prenderne le redini all'occorrenza. Koro-sensei non aspetta altro che il momento propizio per essere trasformato in un'arma letale definitiva, per poter fare una strage e scappare.
In questo scenario di mediocrità, s'inserisce una figura edificante: la fidanzata di Yanagisawa, certa Aguri Yukimura.

Di giorno lavora come insegnante presso la "famosa" sezione E, di notte, presso il laboratorio del suo fidanzato, con cui si è legata solo in quanto l'azienda in crisi del padre, è diventata un subappaltatore di Yanagisawa. Non mi voglio dilungare oltre, ma da questa donna, Koro-sensei, in un'amicizia raccontata con tanta delicatezza per diversi capitoli, imparerà la sensibilità e l'importanza di avere qualcuno che ti "guarda". Se era stato tradito dal suo discepolo, è perché non era stato in grado di "vederlo". Ad un certo punto però, qualcosa negli esperimenti di Yanagisawa va storto, ed è a questo che si deve imputare la parziale distruzione della Luna. Gli scienziati, allarmati dal disastro che stavano combinando, scoprono che la loro cavia umana, esploderà tra circa un anno, portando ad una totale distruzione del Pianeta Terra.

E qui emerge con prepotenza un altro dei temi cardine della serie, la critica verso il senso di onnipotenza della scienza, che può portare ad esiti catastrofici. Se si pensa che l'autore ha iniziato a scrivere questo manga nel 2012, dopo il disastro di Fukushima, viene difficile pensare che l'opera non risenta delle suggestioni di quella catastrofe. Tant'è che Yanagiswa, che sembra un villain a 360°, di cui pure vedremo in realtà le ragioni personali, che potrebbero farci empatizzare leggermente – sottolineo leggermente – con lui, farà una fine anche peggiore della morte. Si ritroverà infatti immobilizzato a vita su di un letto di ospedale, costretto a dipendere dagli altri, e a riflettere sul fatto che avrebbe potuto usare le sue capacità per scopi migliori.

In quali modi può essere usata la scienza? Per scopi utili agli altri, e per scopi distruttivi. Lo stesso Koro-sensei impara questa lezione a suo discapito, sotto molti punti di vista. Aveva sempre studiato come un pazzo discipline mediche e scientifiche al mero scopo di uccidere, pertanto quando si troverà di fronte alla necessità di curare una ferita mortale, quella di Aguri Yukimura, che si sacrificherà per lui, per evitargli di diventare una bestia totale, un'arma di distruzione di massa implacabile, non sarà in grado di farlo. Il Dio della Morte, che si credeva invincibile, si renderà conto della sua impotenza. Della sua stupidità. Del fatto che se avesse asservito i suoi talenti al bene degli altri, piuttosto che per perfezionare tecniche di assassinio, ora avrebbe potuto salvare la vita dell'unica persona a cui si fosse mai affezionato, che era stata in grado di "vederlo".

Aguri Yukimura gli muore tra le braccia, non prima di aver espresso un desiderio all'assassino di cui, durante quell'anno, si era innamorata: quello che nell'ultimo anno che gli restava da vivere, prima di esplodere, conducesse i suoi studenti della classe 3E al diploma. Era sicura che sarebbe stato un bravo insegnante per loro, perché come loro, era un'anima persa. Koro-sensei pensava che in tutta la sua esistenza, non avrebbe mai trovato nessun altro per cui avrebbe ritenuto che valesse la pena sacrificare la propria vita, come sarebbe stato felice di fare in quel momento per Aguri. Ma lei lo smentirà, dicendo che avrebbe trovato quel qualcuno. Ed è così che sarà, perché Koro-sensei si sentirà effettivamente disposto a dare la vita per i suoi studenti in ogni momento, come frutto di quella promessa fatta alla donna, ma anche per il legame che riesce ad instaurare con loro.

Dopo la morte di Aguri, i tentacoli, che sono condizionati dai sentimenti umani, gli chiesero "cosa volesse diventare". Ed egli chiese di essere "debole". Questo spiega il perché del suo aspetto buffo e tutt'altro che minaccioso, e di tutte le debolezze umane che Nagisa Shiota, uno dei suoi studenti della classe 3E, co-protagonista della serie, nonché voce narrante, aveva notato in lui fin dal principio, prendendone nota con cura in una sorta di diario, al fine dell'assassinio. Il percorso di insegnamento che Koro-sensei intraprende è un percorso di redenzione, durante il quale aiuta i ragazzi, ma allo stesso tempo, come egli stesso affermerà, viene aiutato da loro a migliorarsi come persona. Riesce a farsi assegnare alla classe 3E dal governo giapponese, con la minaccia che altrimenti distruggerà la Terra, ed il governo accondiscende alla sua richiesta, a patto che non tocchi i ragazzi.

Governo che in realtà conosce i retroscena della sua storia, e che, assieme agli altri governi mondiali, sta preparando un piano finale per il suo assassinio, cosa di cui gli studenti della 3E rimarranno ignari fino alla fine, pensando ingenuamente che sia stato davvero affidato a loro il compito di salvare il mondo. Quando Koro-sensei racconta ai suoi studenti il suo passato, essi restano sconvolti. Tutti prendono atto finalmente, per la prima volta, di cosa stanno facendo. Devono uccidere un uomo. Non è un gioco. Devono uccidere. Devono deprivare qualcuno della sua vita. La spensieratezza che aveva caratterizzato i loro precedenti tentativi di assassinio, è finita.
Koro-sensei si rimette alla volontà dei suoi studenti. Non li giudica, e lascia che sia la loro morale a guidarli. Egli è comunque un condannato a morte. Se non si farà nulla, esploderà tra un anno esatto, assieme alla Terra.

Se si consegnerà al governo, gli sarà data la pena capitale. Potrebbe optare per il suicidio, ma preferisce che la sua morte avvenga per mano dei suoi studenti, e questo non prima di averli condotti al diploma, come aveva promesso ad Aguri. Sta vivendo questi 365 giorni dando finalmente un senso dignitoso alla sua esistenza, ed aspettando una morte a cui vuole arrivare creando più ricordi ed impartendo più insegnamenti possibili, per lasciare ai suoi ragazzi una preziosa eredità. Che farne di quest'uomo? La classe 3E si divide. C'è chi pensa che si debba trovare un modo per salvarlo. Chi ritiene invece che l'assassinio debba proseguire. Si arriva ad una "guerra civile" all'interno della classe. La fazione pro-assassinio, capeggiata da Karma Akabane, e la fazione contro-assassinio, capeggiata da Nagisa Shiota.

Non voglio dire quale sia l'esito di questo scontro. Ma ciò che emerge con grande chiarezza è che l'autore, così come Koro-sensei, non prende posizione. Akabane non viene fatto passare per il "cattivo". Ha un'altra idea di come sigillare la sua esperienza di vita con Koro-sensei. Ed ha anche un'altra visione di come vada il mondo, ovvero, non sempre secondo i nostri desideri. Non ci sono sempre soluzioni "ideali". Dopo la guerra civile, che porterà ad un certo esito, si arriverà a scoprire che la possibilità reale che Koro-sensei esploda è solo dell'1%. Tutto bene, quindi? Questa scoperta, che sulle prime può disorientare il lettore, in quanto ridimensiona l'imminente catastrofe planetaria, e quindi l'”urgenza” di uccidere Koro-sensei, col proseguire della trama si rivela un risvolto narrativo potente, funzionale a rendere più cinico e amaro l'epilogo.

E' una percentuale bassa... si può salvare quest'uomo, oppure i problemi risiedono altrove? Cosa vuole il governo? Cosa vuole la società? In fondo, era stato uno spietato killer, no? Ma i governi mondiali, che lo avevano usato prima come assassino, e dopo come cavia sperimentale, sono tanto più puliti di lui? Ma ci sono anche altre domande: cosa vuole Koro-sensei? Cosa è necessario, per le vite dei suoi studenti? Qual è il vero significato dell' “Assassination Classroom”? L'opera ci porta a fare una netta distinzione nell'uso che viene fatto della parola “assassinio”, a seconda dei contesti. La parola "assassinio", quando correlata al rapporto tra Koro-sensei ed i suoi alunni, è sempre usata sia in senso letterale, che metaforico. Soprattutto metaforico.

L'assassinio rappresenta il legame tra i ragazzi ed il loro mentore. Legame che tutti sentono debba essere onorato, professore e studenti, e restare per sempre, indelebile, inciso nelle loro vite. E nessun governo, ipocrita, e con le mani sporche di sangue, dovrebbe macchiare questo legame. Il governo uccide e basta. I ragazzi onorano un legame profondo, forgiatosi in un modo che sfugge alla logica di chiunque non abbia fatto parte dell'Assassination Classroom, come l'aveva voluta e pensata un uomo che a suo tempo era stato un vero assassino, e si era trasformato in un professore cercando di dare lezioni di vita secondo i metodi che gli erano più avvezzi. L'assassinio per gli studenti della classe 3E rappresenta anche la maturazione, il passo obbligato da una fase all'altra della vita.

Il distacco da Koro-sensei, che per quell'interno anno aveva protetto costantemente i suoi studenti come una madre accorta e premurosa, costituisce il loro vero “diplomarsi”, prima ancora che la cerimonia di diploma dell'istituto scolastico. Estremamente commovente è anche il legame tra Koro-sensei ed il suo discepolo traditore, sottotrama che troverà il suo giusto approfondimento.
Koro-sensei non è stato un insegnante solo per la classe 3E, che ha potuto godere delle interazioni con un uomo che era profondamente cambiato in meglio, grazie all'incontro con una donna empatica, forte, sensibile e scevra di pregiudizi. Nella sua vita di Shinigami, era stato un insegnante anche per il suo discepolo, ed indirettamente per lo stesso scienziato Yanagisawa, che vedrà in lui sia un nemico che lo ha deprivato di tutto, ma anche un “modello” che gli ha infuso nuova linfa vitale.

Ed in questi casi, si è trattato di un modello tutt'altro che positivo. Qualcuno ha scritto di Assassination Classroom che è “la storia di un assassino pazzo e spietato, che ha trovato la sua umanità soltanto dopo averla persa”. Questa frase mi è piaciuta moltissimo, e la prendo volentieri in prestito. Quando sono arrivata a leggere le ultime pagine di questo manga, con gli occhi un po' gonfi di lacrime, ho provato emozioni miste, ma approvo tutte le scelte dell'autore. Grazie Matsui Yusei per una storia così intensa, che può far riflettere su tantissimi temi anche un lettore adulto. Si va dal ruolo della scienza, a riflessioni sulla pena di morte, al relativismo etico e morale, alla censura e agli abusi di governo e stampa, alla critica di certi sistemi educativi, e tanto altro.

Koro-sensei è un personaggio bellissimo, che mostra tutte le sfaccettature dell'animo umano. Ho apprezzato molto anche il giovane Nagisa, col suo atteggiamento solitamente pacato e riflessivo.
Tutti i personaggi riescono a risultare abbastanza credibili, pur in un contesto tanto particolare, ed è palese come l'autore abbia cercato di creare vari parallelismi tra le loro vicende, in modo da rendere sempre più sfumato il divario tra percepiti villain e personaggi "buoni". Ovviamente solo i principali ricevono un adeguato approfondimento, ma questo è inevitabile, e non lo vedo come un difetto. Il manga presenta dei disegni semplici e puliti, ed una struttura narrativa molto solida, piena di foreshadowings e di flashback, in cui tutti i tasselli si ricompongono molto bene. Il mangaka per i primi volumi ci propone soprattutto episodi autoconclusivi volti a dare una prima caratterizzazione dei personaggi, ma nel contempo dissemina indizi che gli serviranno successivamente per lo sviluppo della trama principale.

Le copertine sono molto originali nella loro semplicità, e ricche di significato. Nella sua versione "mostruosa", il volto di Koro-sensei, pur essendo caricaturale, alla stregua di un emoji, attraverso una varietà di colori, esprime più emozioni genuine ed autentiche di quanto non facesse il suo bellissimo viso da umano, mentre conduceva la sua vita di Shinigami. Una breve nota infine, sull'adattamento animato: purtroppo è estremamente compresso, e pur risultando decente, non rende giustizia ad un'opera che, oltre a far leva su un'ottima costruzione narrativa, ha nei dialoghi uno dei suoi più grandi punti di forza. Tagliando i dialoghi, si perde tantissimo in termini di caratterizzazione dei personaggi, ma anche di comprensione di certi messaggi; molti avvenimenti inoltre, risultano troppo repentini e poco chiari.

Utente39662

 1
Utente39662

Volumi letti: 6/21 --- Voto 10
"Assassination Classroom" è uno dei più grandi successi di Shonen Jump degli ultimi 10 anni, ciò è testimoniato dalle vendite e dalla popolarità del manga in Giappone. Questo successo non è casuale; Yuusei Matsui, lo scrittore di "Assassination Classroom" è inoltre già noto in Giappone per "Nogami Neuro Detective" dal discreto successo.
Trama: La scuola Kunugigaoka è divisa in 5 sezioni: A, i migliori studenti dell'istituto; B,C,D, gli studenti con una buona media scolastica; E, i peggiori studenti di tutte le sezioni. Non esiste un vero e proprio protagonista, in quanto lo sono tutti i ragazzi della 3-E, la peggior classe, addirittura isolata dalla sede principale. Da notare che "E" sta per "End" ovvero "Fine". Un giorno la Luna viene distrutta per tre quarti da uno strano mostro che minaccia di distruggere anche la Terra il prossimo anno.
Per una sconosciuta ragione, l'alieno (che in seguito prenderà il nome di Koro-sensei) decide di diventare il professore della 3-E; la classe avrà un solo obiettivo: ucciderlo e ottenere il bottino di un miliardo di yen.
Disegni: i disegni sono molto particolari: Koro-sensei ha un character design veramente apprezzabile e originale, mentre per quanto riguarda gli studenti, tratto molto semplice ma piacevole, soprattutto per alcuni personaggi come Karma Akabane.
Manga consigliatissimo a chiunque voglia farsi due risate e divertirsi con Koro-sensei e i suoi alunni.


 5
Akemichan

Volumi letti: 8/21 --- Voto 8
Iniziare a leggere Assassination Classroom necessita di un atto di fede, una "sospensione dell'incredulità" notevole, dato che, pur essendo ambientato nel nostro mondo, in una scuola giapponese, sono molti gli elementi su cui si glissa e che rendono la storia decisamente fuori delle righe.
Bisogna infatti accettare che esista un essere alienoide-polipoide che s'è pappato mezza luna senza che questo crei alcun scompenso alle maree. Il fatto che questo essere minacci di distruggere anche la terra in un anno preoccupa il governo (e meno male!), ma lo stesso governo non si fa alcun problema a decidere che va bene accettare le sue richieste, tra cui farlo diventare un insegnante e trasformare un gruppo di adolescenti in una banda di assassini. Studenti in questione che non hanno alcun scompenso emotivo a sapere che il destino dell'intero mondo è nelle loro mani, né per il fatto che dovranno uccidere il loro insegnante, che è sì uno strambo essere dalla testa tonda, ma a quanto pare è comunque qualcuno a cui loro tengono perché è effettivamente un buon maestro. E in genitori, in tutto questo? Probabilmente non ne sanno nulla: per il bene del mondo, questo e altro!
Tolti questi elementi irrealistici, e tolto l'elemento sovrannaturale dell'insegnante alieno, la prima cosa che Assassination Classroom mostra è la versione aliena di GTO. Il polipoide (chiamato Koro-sensei) vuole essere, per qualche motivo che presumo verrà spiegato in seguito, davvero un buon insegnante quindi, tra un tentativo di omicidio e l'altro, si hanno una serie di brevi storie autoconclusive riguardanti alcuni degli alunni e a volte anche gli insegnanti-barra-assassini, con i loro problemi (che, devo dire, sono parecchio più edulcorati rispetto a quelli di GTO!) e il modo dell'insegnante-polipo di risolverli.
Questo tipo di narrazione presenta lo stesso "difetto" dei manga di questo tipo, dal già citato GTO ad Hammer Session, a Negima: il fatto che la classe venga presentata tutta contemporaneamente, per cui il lettore viene invaso da questo gruppo di persone di cui a malapena conosce i nomi, e che vengono presentati uno alla volta nei capitoli a loro dedicati, per poi tornare velocemente nel dimenticatoio quando si parla di altro. Spesso capita che alcuni di questi alunni spuntino quasi da nulla molti volumi dopo, senza essere mai stati notati prima, e si dà per scontato che fossero nella classe. Altri, addirittura, non hanno nemmeno un capitolo dedicato, fanno spesso da supporto in molte situazioni ma in definitiva non hanno quasi una personalità ben definita.
In questo gruppo omogeneo sono pochi quelli che davvero emergono, tra cui ovviamente il supposto protagonista, Nagisa, che però solo successivamente acquista un ruolo sempre maggiore e soprattutto inizia a delinearsi una storyline più precisa a sua riguardo; inizialmente, infatti, è solo l'ombra che serve per narrare le avventure di Koro-sensei, che è in effetti il vero protagonista, con le sue idiozie e con la sua storia. Gli alunni, almeno inizialmente, fanno solo da spare-partner, servono perché lui deve risolvere i loro problemi e deve essere ucciso da loro; è solo più avanti, quando la storia inizia ad assumere altri contorni, che questi pochi hanno l'opportunità di avere più ruolo e di permettere al lettore di iniziare ad affezionarsi anche a loro.
Questo tipo di narrazione, con il pretesto che Koro-sensei rimarrà nella classe per un intero anno scolastico, prima di distruggere la terra, permette anche all'autore di portare su carta qualunque cliché scolastico possibile: gli esami (con tanto di gara con le altre classi), il fatto che la sua classe sia considerata la peggiore, le gite scolastiche, la festa dello sport, e così via. Mi aspetto di avere altri momenti topici di qui alla fine del manga; fine che probabilmente non sarà molto lontana, perché non credo che come narrazione si possa eccedere l'anno che si è deciso all'inizio della storia.
E la storia, effettivamente, qual è? Possiamo dire che la trama ci sia e non ci sia. Fin dalle prime battute viene fatto intendere che il simpatico polipoide ha un qualche motivo (probabilmente tragico, perché l'angst è il motore delle storie) per aver deciso che vuole fare l'insegnante e che vuole farsi uccidere dai suoi allievi per non distruggere la terra. Tuttavia, questo motivo viene presto accantonato e, salvo un paio di momenti in cui vi si riaccenna nuovamente, per adesso non ne sappiamo nulla, la storia va avanti alternandosi tra capitoli di tentativi di assassinio e capitoli di insegnamento di vita, quindi con brevi trame autoconclusive.
Per quale motivo, allora, vale la pena di leggere Assassinatio Classroom? Perché fa ridere. Simple. As. That. L'irrealtà delle premesse e di certe reazioni è semplicemente funzionale al fatto che non interessa mostrare una storia realistica sul pericolo che corre la terra o sulle responsabilità dei suoi futuri salvatori. Quello lo si può lasciare a certi film americani, qui si ride per il gusto di ridere, non c'è lo spazio per patemi e per introspezione approfondita.
Per questo motivo i problemi degli studenti sono in media più semplici e meno gravi di quelli ritrovati in GTO/Hammer Session, e allo stesso tempo il manga riesce meglio quando si stacca da questa storyline, o dalla storyline della scuola con la rivalità con le altre classi e con il preside, che in fin dei conti serve solo a caratterizzare i protagonisti, e si concentra sui tentativi di assassinio ai danni dello strambo polipoide, le cui idiozie che si scoprono pian piano lo rendono indubbiamente simpatico. E' la sua presenza che permette di passare liscio i momenti topici della vita scolastica, perché si è interessati a cosa tirerà Koro-sensei fuori dal suo cappello per rendere divertente la situazione.
Non è un manga che ha davvero bisogno di una trama per essere supportato, tanto che dopo un po' non ci si chiede più il motivo di quella situazione. Si capisce che prima o poi verrà spiegata, ma per il momento va semplicemente bene farsi due risate e scoprire come gli alunni cercheranno di uccidere Koro-sensei e come quest'ultimo se la caverà. O che altri casini verranno combinati, per un motivo o per l'altro.
Se cercate uno shonen con una trama, con un buon approfondimento psicologico, o con una storia d'amore/d'amicizia, probabilmente dovrete stare lontano da questo titolo. Ma se il vostro scopo è semplicemente farvi quattro risate con un manga leggero, divertente e senza pretese, e probabilmente con una conclusione non eccessivamente lontana nel tempo, Assassination Classroom può fare decisamente al caso vostro.

Irkas

 6
Irkas

Volumi letti: 2/21 --- Voto 8
E' un manga ben disegnato e divertentissimo, con questo alieno dalle origini misteriose, chiamato Koro-sensei, che è un personaggio davvero riuscito, capace di unire umorismo, astuzia, gentilezze, dispetti e anche riflessione. Infatti egli non ha scelto a caso la classe 3-E, perchè nella scuola Kunugigaoka gli elementi con i voti peggiori vengono mandati proprio lì, e a tutti gli altri studenti viene insegnato il disprezzo verso i meno bravi, un vero e proprio razzismo sociale. Quindi il velocissimo e formidabile Koro-sensei cercherà di coniugare arte dell'assassinio (il suo) e didattica, per insegnare agli altri, e agli stessi ragazzi della 3-E, il valore di questi ultimi.
La consiglio quindi, non è un opera memorabile, ma comunque molto ben riuscita.