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Eversor

Volumi letti: 5/15 --- Voto 4
"Blade Play" è un manga realizzato da Aomaru Seta nel 2009, ancora in corso di svolgimento. Il genere è propriamente d'avventura, anche se si possono riscontrare pesanti elementi ecchi che, secondo il sottoscritto, rendono il tutto ancor più strambo (non in senso positivo).
Non mi è piaciuto, sarò chiaro fin da subito, ma non tanto per i disegni, quanto piuttosto per la storia, se così può essere considerata. Più che un ecchi sembra un hentai e, sebbene non sia il tipo da farsi chissà che problemi morali, sono rimasto comunque deluso nel leggere una storia completamente priva di rigore logico.

Tutto inizia quando Kansuke Sudo, navigando in internet alla ricerca di siti porno, scopre uno strano portale informatico, che lo conduce in uno strano sito. Un "gioco", così sembrerebbe. Sudo, inizialmente, è reticente, in quanto i suoi obiettivi erano ben altri (aveva già i pantaloni abbassati, per intenderci), eppure, intrigato da quello strano sito, incomincia a navigarci. Strano ma vero, viene completamente assorbito dal suddetto videogioco, che, di fatto, lo condurrà in una strana realtà.
Niente paura, non c'entra niente con "Sword Art Online" (altrimenti l'avrei considerato eresia), anche se ricorda lievemente "No Game No Life". Sudo, in questo mondo fantastico, possiede uno straordinario potere: una spada lucente, che ha il potere di sconfiggere definitivamente il re dei demoni. Peccato che il suo ardente desiderio di…sesso? Ha permesso una strana fusione tra tale spada e il suo organo riproduttivo.
I demoni devono essere purificate e, trattandosi ovviamente di donne, quale rituale se non il sesso?
E così incomincerà la misteriosa avventura di Sudo, costretto, "poverino", a passare da una donna all'altra, nel difficile compito di purificarle dal potere demoniaco.

Storia inesistente, caratteri ecchi molto, troppo, spinti, disegni scarsi… il tutto a formare un manga alquanto scarso che non colpisce, non stupisce e, soprattutto, non diverte.
Forse l'unica cosa positiva sono i disegni che, soltanto occasionalmente, mostrano una discreta qualità tecnica. Tendo a precisare, però, che ciò avviene molto di rado.
I personaggi principali sono inesistenti: stereotipati fino al disumano e privi di qualsiasi particolarità caratteriale degna di nota. Piatti, monotoni e prevedibili. Insomma, semplici sagome su carta e nulla di più.

Non mi aspettavo chissà cosa, ma, leggendo la trama, mi ero illuso di potermi divertire… almeno. Ciò non è stato e dunque non può che meritarsi un giudizio insufficiente (sono stato anche molto alto di voti).

Voto finale: 4