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Eroe G

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
Lo spettro di Kurose-kun è un manga BL in due volumi che prova a contaminare la classica storia romantica con elementi horror e soprannaturali, dando vita a un'opera dal fascino particolare. Pur senza spingersi mai verso territori realmente inquietanti o disturbanti, il manga riesce infatti a costruire un'atmosfera suggestiva che richiama l'immaginario dell'horror giapponese, intrecciandolo a una vicenda sentimentale fatta di misteri, ricordi perduti e legami che attraversano il confine tra il mondo dei vivi e quello degli morti.

Il protagonista è Yuma Kurose, un ragazzo che possiede fin dall'infanzia la capacità di vedere gli spiriti. Da qualche tempo è tormentato da un sogno ricorrente ambientato nel suo paese natale, nel quale incontra una misteriosa figura presso un santuario. Spinto dal desiderio di comprendere il significato di quelle visioni, decide di tornare a vivere nel luogo dove è cresciuto. Proprio in quel santuario incontra Kaito Kiriyama, un ragazzo apparentemente taciturno e riservato, che Yuma vede circondato da presenze soprannaturali. Dal momento in cui i due entrano in contatto, gli spiriti che gravitano attorno a Kaito iniziano ad attaccarsi a Yuma, dando origine a un legame misterioso che porterà entrambi a confrontarsi con eventi di un passato molto lontano.

La narrazione procede in maniera piuttosto lineare, alternando elementi soprannaturali, romanticismo e slice of life. La componente horror rappresenta senza dubbio l'aspetto più originale dell'opera, ma viene utilizzata soprattutto come strumento per approfondire il rapporto tra i protagonisti e svelarne gradualmente il passato. Gli spiriti e le presenze soprannaturali sono spesso inquietanti sul piano visivo, ma la storia evita quasi sempre di trasformarsi in un horror vero e proprio, preferendo mantenere toni accessibili e bilanciati.

Particolarmente interessante è il ricorso a credenze e suggestioni appartenenti al folklore giapponese, che contribuiscono a conferire profondità alla componente soprannaturale e ad arricchire il lato drammatico della vicenda. A controbilanciare questi elementi interviene inoltre una buona dose di comicità, costruita attraverso gag leggere, espressioni caricaturali e deformazioni stilistiche tipiche della commedia manga, che alleggeriscono efficacemente parte del racconto.

Dal punto di vista dei personaggi, l'opera si muove all'interno di archetipi ben consolidati del genere BL. Yuma è il classico protagonista timido, insicuro e facilmente intimorito dagli eventi che lo circondano. La perdita di memoria legata alla sua infanzia nel paese natale diventa uno dei principali motori della sua crescita personale e della progressiva scoperta della verità. Kaito, al contrario, si presenta come un ragazzo silenzioso, protettivo e apparentemente sicuro di sé, il cui affetto nei confronti di Yuma emerge fin da subito con particolare intensità.

Proprio Kaito rappresenta forse l'aspetto più controverso della caratterizzazione. In diversi momenti il personaggio richiama infatti l'archetipo del seme possessivo, e alcune dinamiche tendono a sfiorare una certa romanticizzazione della possessività che potrebbe non convincere tutti i lettori. Fortunatamente il manga non spinge mai troppo su questo aspetto, che viene generalmente compensato da numerosi momenti di affetto sincero, tenerezza e sensualità.

I personaggi secondari svolgono invece un ruolo piuttosto marginale. La storia rimane fortemente concentrata sui due protagonisti e sulle entità soprannaturali che ne influenzano il destino. Tra le figure di contorno spicca soprattutto Yuriko, compagna di classe di Yuma, che contribuisce sia a fornire alcune informazioni utili allo sviluppo della trama sia a generare situazioni comiche capaci di alleggerire il racconto.

Le scene esplicite sono presenti ma relativamente contenute. Alcune assumono un ruolo importante nello sviluppo della relazione e nella comprensione del legame tra i protagonisti, mentre altre, soprattutto nelle fasi finali dell'opera, sembrano rivolte principalmente a soddisfare le aspettative del pubblico BL.

Uno degli aspetti più riusciti del manga è senza dubbio il comparto grafico. Il tratto dell'autrice si distingue per eleganza e precisione, valorizzando tanto i personaggi quanto le ambientazioni. Gli spiriti sono rappresentati in modo estremamente efficace, capaci di risultare inquietanti senza scadere nell'eccesso, mentre gli sfondi e le vedute del paese contribuiscono a costruire quell'atmosfera sospesa e malinconica tipica di molte opere horror giapponesi. L'ambientazione rurale rappresenta uno degli elementi più affascinanti dell'opera sul piano visivo, ma resta in larga parte una cornice suggestiva, senza che le sue potenzialità narrative vengano pienamente valorizzate.

Nel complesso, Lo spettro di Kurose-kun è un BL piacevole e ben realizzato, che trova la propria forza soprattutto nell'insolita contaminazione tra romanticismo e horror. Pur non rivoluzionando le convenzioni del genere e affidandosi spesso a dinamiche già note ai lettori di BL, riesce a proporle attraverso una veste narrativa e visiva originale, sostenuta da un'atmosfera affascinante e da una componente soprannaturale ben integrata nella storia. Un titolo consigliato a chi cerca una lettura romantica con una leggera sfumatura horror e un'estetica capace di lasciare il segno.


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Seqqiu

Volumi letti: 2/2 --- Voto 9
Questa recensione contiene spoiler.

Questo manga boy’s love, in generale, è stato molto carino, non mi è dispiaciuto. La storia d’amore ti prende, il tema del sovrannaturale è interessante, mi ha dato vibes miste tra Hanako-kun e L’Estate in cui Hikaru è Morto. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti che, secondo opinione personale, avrebbero potuto essere approfonditi. Parto subito con l’argomento “le cinque anime infatuate di Kaito”. Avrei voluto sapere chi fossero, come avessero conosciuto Kaito… insomma, anche se erano un sottofondo, perché alla fine l’anima più importante era quella di Toma, mi sarebbe piaciuto approfondire di più questi piccoli personaggi, per sviare ancora di più l’attenzione del lettore dal vero “cattivo” della storia (non so se mi spiego). Per la questione di Toma, mi è sembrato apparisse così da una pagina all’altra. Non è stato introdotto fin dall’inizio con piccoli indizi, come secondo me sarebbe stato meglio fare, ma è stato buttato lì, come ultima anima. A parte questa apparizione un po’ a sorpresa, la storia della vita precedente mi è piaciuta molto, anche i colpi di scena non mi sono dispiaciuti, insomma questa parte dell’opera è stata gestita molto bene. Mi è piaciuto anche il fatto che l’autore/autrice abbia deciso di terminare le vicende circa a metà del secondo volume per poi dare spazio alla storia d’amore dei personaggi (che alla fine è stato il fulcro principale di tutta la storia, con mischiato un po’ di sovrannaturale). Avendo acquistato l’edizione deluxe (che consiglio) ho apprezzato il piccolo extra del booklet e l’acrilico molto carino (anche se ultimamente gli acrilici j-pop non si incastrano alla base e ho dovuto attaccarlo con della colla). Il cofanetto, per il modo in cui è fatta la chiusura, non si chiude perfettamente, ma finché rimane nella libreria non si apre. Lo stile dell’opera è una delle cose che mi è piaciuta di più. È delicato ma pieno allo stesso tempo, e ha degli aspetti molto “cute” (come il modo in cui sono disegnati i cinque fantasmi).

In conclusione, ho deciso di dare 9 a quest’opera perché la storia in generale l’ho molto apprezzata, i personaggi mi sono piaciuti molto, secondo me sono stati molto ben approfonditi, nelle backstory non ho trovato buchi, e nel complesso è un manga di due volumi molto valido. Consiglio con il cuore!