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alessiox1

Volumi letti: 6/6 --- Voto 8,5
Il mondo di "Biomega" ci porta sulla Terra nell'anno 3000 d.c. secoli addietro gli esseri umani erano riusciti ad avere una colonia su Marte dove venivano anche fatti esperimenti per l’allungamento della vita e sull'immortalità, ma arrivati a un certo punto, per colpa di un virus chiamato N5S, tutti gli esseri umani si trasformarono in delle specie di zombie; questo fenomeno fu chiamato dronizzazione e la colonia su Marte venne distrutta e per oltre 700 anni nessuno tornò sul pianeta rosso. Secoli dopo un gigantesco attacco hacker distrusse gran parte dei ricordi digitali dell'umanità e allora venne deciso di creare una fondazione per recuperare gran parte di questi “ricordi” perduti, tale fondazione fu chiamata "Data Recovery Foundation", abbreviata in DRF.
Questo ci riporta all'anno 3000, al nostro protagonista, Zoichi Kanoe, e alla sua “compagna” un I.A. di nome Fuyu Kanoe che si spostano con una moto super armata e corazzata (molto cyberpunk ). Lui è agente delle industrie pesanti dell'estremo oriente (la stessa di Blame: infatti i due protagonisti sono molto simili), Zoichi e Kanoe si dirigono verso l’isola artificiale chiamata 9J0 dove è scoppiata un'epidemia del virus N5S per supportare le Compulsory Execution Unit (CEU) squadre il cui compito è quello di eliminare tutti i soggetti infettati e che rispondono alla Public Sanitation Bureau che è una sussidiaria della DRF.
Ma scopriamo molto presto che il nostro protagonista Zoichi ha un altro obiettivo: ovvero trovare una ragazza di nome Ion Green in quanto essa è immune al virus N5S, il nostro protagonista la trova quasi subito (diciamo che la stava per investire per sbaglio) ma, nonostante la voglia portare con sé, viene fermato da un orso parlante armato di fucile (il maestro Nihei ci farà trovare questo personaggio in un'altra opera) che, sapremo dopo, risponde al nome di Kozlov Leifnovich Grebnev (in realtà si tratta di un umano che mise il suo cervello dentro un orso). Scopriamo anche che l’epidemia del virus N5S non scoppiò per caso ma fu un tentativo deliberato da parte della DRF, che inviò una spedizione su Marte, per recuperare il virus e cercare di infettare tutti gli esseri umani sulla Terra, tranne un piccolo numero. In quanto gran parte dei membri della DRF si già era fatto infettare con un virus N5S modificato in modo da essere immuni rispetto a quello originale, per poter causare una pandemia che avrebbe ucciso gran parte degli esseri umani, e lasciato in vita solo quelli della DRF.
Loro stavano lavorando ad esperimenti per allungare la vita umana, e per l’immortalità, per creare dei superuomini immortali, tutto questo fu ideato dalla leader del DRF, ovvero da Nyaldee: se volete sapere come continua leggete il manga.

In "Biomega" noi vediamo un’opera cyberpunk dove al posto del potenziamento tramite arti meccanici (tipo "Blame", potenziamento che non è completamente assente ma è ridotto all'osso) abbiamo quello genetico: il nostro protagonista Zoichi è un essere umano sintetico con un enorme fattore rigenerante, mentre gli antagonisti nell'opera sono esseri umani/creature/mostri (dipende come li volete considerare) che vivono da secoli con un enorme fattore rigenerante; alcuni anche con un gigantesco potere psichico, che possono modificare i loro arti e corpi in modo totale e che hanno armature di natura organica modificabili in tempo reale, essi considerano gli esseri umani “classici” delle creature ormai superate, che devono essere sostituite da nuovi super uomini immortali e creare un mondo tutto per loro.
Il mondo di "Biomega" nel corso della storia cambierà in mondo estremamente radicale, come ho visto in ben poche altre opere (per non dire in nessuna), vediamo come nonostante gli esseri umani poi mutino anch'essi in modo radicale (non faccio spoiler), nonostante tutto non perdano la loro “umanità” e, anzi, viene da chiedersi quale sia il concetto di “umanità”; alla fin fine gli esseri umani nel corso della storia sono mutati tantissimo, per esempio cosa abbiamo noi in comune con gli uomini preistorici? Qui abbiamo uomini con DNA modificati, con impianti cibernetici in un mondo ben diverso dalla Terra che conosciamo.

"Biomega" viene definito come un probabile prequel di "Blame" , dico probabile perché le opere del maestro Nihei, per sua stessa ammissione, non spiegano tutto: né come cominciano, né come finiscono, perché vuole che il lettore immagini il resto. Questo, per esempio, si nota molto in "Blame" e anche in "Biomega", quindi possiamo definire "Biomega" un modo probabile di come poi sia nato il mondo di "Blame", ma ovviamente non è una certezza. Il maestro Nihei inserisce in quest’opera elementi che ha usato nelle opere precedenti e altri che userà poi in opere future; avendo letto tutte le sue opere questo lo noto molto e per certi versi si può dire che sono tutte collegate ("Blame", "Noise", "Biomega") e anche quando non sono collegate, come per esempio in "Knight of Sidonia", ritroviamo sempre alcuni elementi ricorrenti più altre cose che potremmo definire quasi delle easter eggs/citazioni.

In conclusione ritengo "Biomega" un ottimo manga cyberpunk da leggere assolutamente, specialmente se avete apprezzato "Blame", sicuramente non è un'opera adatta a tutti, ma parliamo di un piccolo capolavoro.


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Eva0

Volumi letti: 6/6 --- Voto 7,5
Adoro il tratto di Nihei, le sue atmosfere cupe e le sue creature aberranti, quindi il mio giudizio può essere di parte ma trovo che anche Biomega sia un'opera degna di nota all'Interno del genere fantascientifico/cyberpunk, non un capolavoro come Blame!, ma pur sempre un buon prodotto. La prima parte del manga segue una narrazione abbastanza lineare e, per gli standard di Nihei, chiara: sulla Terra c'è stata un'epidemia devastante e gli infetti sono diventati una sorta di zombie affamati (non è un manga sugli zombie), in questo scenario quasi post apocalittico si muove un umano sintetico che cerca di salvare il vecchio genere umano da organizzazioni internazionali che si augurano un ripristino della specie. La seconda parte è tirata via a mio parere, gli avvenimenti iniziano a susseguirsi senza un filo logico con spiegazioni elemosinate, poi il finale in particolare è scritto in fretta e furia e la conclusione delle vicende viene buttata lì giusto per finire... Peccato, poteva essere molto di più. Diversamente dal suo primo capolavoro, il maestro fa ricorso ai dialoghi molto più spesso e spiega al lettore cosa sta succedendo, o almeno ci prova. Il disegno è leggermente più dettagliato di quello di Blame! ma comunque molto simile. In definitiva un manga consigliato a tutti gli appassionati di fantascienza e di Nihei, a chi invece non conosce l'autore consiglio piuttosto la prima opera.


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Manga slayer

Volumi letti: 6/6 --- Voto 8
Che dire di questo avvincente manga, è una storia ambientata nel futuro dove gli esseri umani si sono estinti cedendo il passo a una nuova razza di "cyborg" composti di silicio e mutati in esseri dalle strane capacità; la storia è ambientata negli edifici sotterranei della terra. è un manga che mette molta suggestione e un che di claustrofobia, dà l impressione di vivere in una metropolitana non perché ci siano tante persone ma per il modo in cui sono fatti i cunicoli e gli edifici sotterranei. In questo manga il protagonista che è un esperimento delle industrie pesanti dell estremo oriente deve uccidere la fonte di distruzione dell'umanità e per farlo avrà bisogni dell aiuto della figlia del distruttore; è un manga di genere horror, fantascientifico, futuristico e aggiungerei in alcune parti splatter.

ELEMENTI NEGATIVI:
non ne ho trovati.

ELEMENTI POSITIVI:
prima di tutto la storia in generale è molto bella, inoltre mi piace molto l' idea di un ambiente suggestivo e claustrofobico come questo, i disegni sono fatti molto bene e rendono alla perfezione i personaggi e i dettagli degli eventi più importanti. Inoltre mi piace molto l inventiva del disegnatore nel creare creature così stravaganti e con espressioni raccapriccianti. Infine è molto bella la scelta di mettere pochissimi dialoghi all'interno del manga, infatti questo manga parla con le immagini e con i disegni e non con le parole poiché i discorsi sono molto rari.

CONCLUSIONE:
concludo col dire "leggetelo", perché vi piacerà sicuramente, soprattutto a chi piacciono il mistero e l'inquietudine del futuro.


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Atom

Volumi letti: 6/6 --- Voto 7
Dopo il primo tentativo di avvicinamento all'universo Nihei, c'è voluto parecchio coraggio e una buona dose di incoscienza per tentare un nuovo approccio, anche se in realtà dopo aver letto "Blame!", ero quasi certo che sarebbe stato impossibile incappare in qualcosa di peggiore.
Mi viene da pensare che Tsutomu Nihei si sia evidentemente accorto che nel suo primo lavoro c'era qualche punto "poco chiaro", decidendo così di scrivere "Biomega", il suo prequel.
In tal modo i lettori troveranno finalmente risposte ad un quantitativo di domande non indifferente.

La trama è incentrata sul tentativo da parte delle "Industrie pesanti dell'estremo oriente" di salvare ciò che resta dell'umanità, dopo che il virus N5S ha ne ha quasi decretato l'estinzione.
Zouichi, essere umano sintetico, e Fuyu, intelligenza artificiale dalle sembianze femminili, combattono senza tregua la Drf, organizzazione dedita alla creazione di una nuova specie in sostituzione della razza umana.
Il teatro di questi scontri è un pianeta Terra futuristico, abitato da forme di vita umanoidi geneticamente modificate, ed esseri umani "dronizzati", colpiti cioè dal virus, privati quindi della propria coscienza. A circa metà dell'opera il contesto cambia drasticamente ed il lettore si ritrova immerso in un mondo completamente diverso, in cui nulla è più come prima, mantenendo solo qualche punto di contatto con il pianeta conosciuto.
Purtroppo in questo passaggio verranno eliminati alcuni personaggi in un modo abbastanza drastico.
Si ha la sensazione che la loro esistenza fosse solo un riempitivo e la loro presenza abbastanza irrilevante ai fini dello svolgimento della trama.

Nihei costruisce una storia veloce e dinamica, che predispone ad una lettura in apnea. Una corsa contro il tempo di un uomo che sembra indistruttibile, dotato di una forza mostruosa e di capacità di combattimento davvero impressionanti. Un intero esercito racchiuso in un solo corpo, tra l'altro abbastanza esile.
L'autore dispone tassello dopo tassello, rivelando con il contagocce i dati necessari alla comprensione del mosaico finale, che solo nell'ultima pagina potrà essere ammirato dal lettore nella sua completezza.
Non c'è dubbio che il potenziale intravisto in "Blame!", pian piano, stia affiorando e affinandosi, ma sotto il profilo della sceneggiatura Nihei continua a mostrare più di una lacuna. Sarebbe il caso che gli fosse affiancato qualcuno del mestiere, che sappia aiutarlo a focalizzarsi su aspetti che evidentemente egli ritiene poco rilevanti, o che magari non riesce proprio ad individuare.
La psicologia dei personaggi è uno di questi e difatti è quasi inesistente. I cattivi di turno sono fantocci senza personalità. Non incutono il minimo timore, proprio perché l'autore non fa nulla per farli apparire veri. Se non si crea un antagonista donandogli uno spessore, rendendolo a suo modo affascinante o comunque inquietante, è ovvio che anche il protagonista ne esca ridimensionato. Figuriamoci poi se anche il personaggio principale viene dotato di una psicologia paragonabile a quella di un criceto. Escamotage che lo avrebbero reso più interessante me ne vengono in mente molti. Ad esempio si poteva creare un dissidio interiore dell'uomo sintetico. Scontato? Il resto non mi sembra che sia esattamente originale.
Altro problema è l'improvvisa accelerazione delle fasi finali della storia. Sicuramente si tratta di un'immersione finale voluta, ma accade davvero tutto troppo repentinamente, rispetto al corso degli eventi fin qui descritto, trattando alcuni passaggi abbastanza superficialmente.

Il disegno è certamente una delle caratteristiche salienti di questo manga. Il miglioramento di Nihei è disarmante e le tavole sono una vera meraviglia per gli occhi, per pulizia e precisione. Ma anche il lato artistico e la dinamicità delle azioni sono notevolmente migliorati. Le tavole presentano toni cupissimi, che risaltano le atmosfere gotico-futuristiche, cariche di tensione e catastrofismo, proprie del manga.
Purtroppo queste splendide sensazioni peggiorano drasticamente nella seconda parte dell'opera, dove tornano a fare capolino le fasi convulse e difficilmente interpretabili che si erano già viste in "Blame!". La precisione e la pulizia delle illustrazioni scompare di colpo e il tratto diviene molto approssimativo ed abbozzato.
Sinceramente, l'unica spiegazione sensata che sono riuscito a dare a questo cambio, tanto radicale e repentino, è che Nihei volesse esternare il senso di straniamento dei personaggi, e di conseguenza del lettore, che si trovano catapultati in un mondo sconosciuto e tanto diverso. Resta comunque il dispiacere di non aver potuto ammirare disegni tanto belli fino alla fine dell'opera.
Un problema che ho riscontrato nell'intera opera è che gli "umani modificati" si confondono con facilità, rendendo a volte difficoltosa la lettura.

L'edizione Panini comics è ben fatta e sfoggia delle copertine davvero belle. Purtroppo quella letta dal sottoscritto è priva di pagine a colori, che invece sono state inserite nella nuova, ma per il resto mi è sembrata realizzata con la dovuta cura.


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TheDarkLord

Volumi letti: 6/6 --- Voto 8
Biomega è una serie fantascientifica scritta da Tsutomu Nihei, iniziata nel 2004 e finita nel 2009.
Piccola premessa: dopo la trama aprirò una piccola parentesi sull'autore e sul suo particolare stile narrativo che potrebbe aiutarvi a comprendere meglio un'opera del genere.

Trama:
In un futuro non meglio definito sulla Terra, e più precisamente nell'isola artificiale 9J0, si è diffuso un potente virus, chiamato NS5, che ha trasformato tutti gli abitanti del luogo in "droni". Intanto Zoichi, un umano sintetico delle Industrie Pesanti del Medio Oriente, insieme all'intelligenza artificiale Fuyu, vengono mandati sull'isola per cercare un umano immune al virus. Si imbatteranno subito in Ion Green (colei che è immune al virus e sarà anche capace di rigenerarsi) e nell'orso umanoide Kozlov, suo protettore (sì, c'è un orso parlante, e allora?). Purtroppo la CEU (Compulsory Execution Unity) e la DRF (Date Recovery Foundation) riescono a rapire Ion. Infatti la ragazza servirà ai loro piani per modificare il mondo intero…

Come anticipato prima, aprirò una piccola parentesi su Nihei. Appena leggerete il primo volume vi renderete conto che questo autore o lo si ama o lo si odia. Il suo stile infatti è fuori dagli standard sia per quanto riguarda il metodo narrativo sia per il disegno.

A livello narrativo bisogna stare molto attenti allo svolgersi degli avvenimenti. In alcuni casi ci saranno dei flashback e dei cambi di scena improvvisi che potrebbero farvi perdere per un momento l'ordine degli eventi, ma non dovete spaventarvi. Riuscirete a ricollegare il tutto.
Un'altra cosa che potrebbe dare problemi ai lettori superficiali è il fatto che l'autore spieghi poco o nulla riguardo al futuro in cui è ambientata la storia. Si concentrerà sul fatto che esistono la DRF e la CEU, simbolo di coloro che vogliono "trascendere" in una forma superiore anche a rischio di commettere orrori indefinibili, e le Industrie Pesanti del Medio Oriente, che invece vogliono mantenere l'ordine delle cose.
Molte cose dovremo anche capirle noi attraverso le informazioni che l'autore ci lascerà in giro. Questo è un manga che di sicuro aiuta la concentrazione!

Parlando invece del disegno, posso dire di essere rimasto molto colpito. I tratti che utilizza Nihei sono molto sporchi e cupi. In certi casi sono realizzati in modo confusionari e caotici (ma questo risultato è voluto e, se leggerete il manga, capirete il perché).
Ma la cosa più bella in assoluto dei suoi disegni sono le ambientazioni e le scene d'azione.
Nel primo caso Nihei ci dà una panoramica favolosa delle ambientazioni inizialmente apocalittiche e claustrofobiche del mondo contagiato dal virus. In seguito invece ci offrirà la visione di luoghi alieni con strutture molto particolari e ben elaborate.
Nel secondo caso avremo combattimenti spettacolari tra questi "super-uomini" e ce ne saranno una quantità enorme. Le scene d'azione però raggiungono il loro apice quando il protagonista combatte sulla sua moto. In quei momenti si può notare nelle tavole il senso di velocità e frenesia pura che riescono a colpire il lettore. Alcune delle sue tavole possono essere considerate vere e proprie opere d'arte per la loro bellezza e il significato che si cela dietro.

Purtroppo Biomega ha una grande pecca, ovvero la parte finale.
Si può notare infatti che verso la fine l'autore ha deciso di concludere la storia in fretta e furia. Gli avvenimenti avverranno in modo molto veloce e certe spiegazioni saranno omesse o rese poco comprensibili. Questo è ciò che impedisce al manga di essere un vero e proprio capolavoro.
Cercando in rete ho anche scoperto che alcune persone considerano quest'opera come il prequel di Blame!, la prima opera di Nihei e il suo capolavoro indiscusso che l'ha portato a essere uno dei mangaka più importanti per ora esistenti. Purtroppo non ho letto Blame! ma prima o poi ho intenzione di recuperarlo.


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shamael

Volumi letti: 6/6 --- Voto 9
<b> Attenzione: spoiler! </b>

Premessa: il manga in questione è da 9, ma non sono sicuro di averlo capito del tutto.
Anzitutto, uno SPOILER: se non lo avete letto, fermatevi qui, perché non voglio rovinarvi il finale.
Prima cosa, Reload.
E' un personaggio fondamentale: il virus N5S, che prima dronizza l'umanità (trasformandola in creature sub-umane prive di mente, tese solo a diffondere la piaga che li ammorba) emana da lei, e poi, grazie al "polimero a figura invertita" disseminato dalla "DRF" (Data Recovery Foundation, Fondazione per il Recupero del Patrimonio Culturale dell'Umanità), che si fonde con l'N5S, il pianeta Terra muta. Fisicamente e temporalmente, trasformandosi in una sorta di "Cavo di Ormeggio Continentale", lungo 4,8 miliardi di chilometri e largo un centinaio a tempo accelerato (sì, perché in un secondo di tempo relativo per Zoichi e Fuyu, l'I.A. che lo accompagna, il tempo dell'ex pianeta Terra è avanzato di centinaia di anni).
Ebbene, Reload appare in tre momenti chiave: uno, quando in sostanza infetta gli esseri umani con il N5S, pur essendone immune (lei conserverà mente e corpo per tutto l'arco della storia, coloro che dronizza no), due, quando salva Zoichi (vedo da diverse recensioni qui sotto che la grafia del suo nome è riportata diversamente, ma io ho la versione De Luxe, può darsi quindi che sia cambiata) dall'infezione dell'N5S, e a fine storia, quando vediamo Zoichi (uno Zoichi curato, visto che nella vignetta precedente lo abbiamo visto avanzare menomato dopo avere sconfitto Nyaldee, capo supremo del DRF, in un corridoio nella speranza di ripristinare Fuyu), ricongiungersi con lei.
Seconda cosa, il rapporto tra Ion Green, alias Viev Chiyena e Lev Kozlov, che attenti, di fatto è un orso col cervello trapiantatogli da un corpo nato da una cellula uovo privata del proprio patrimonio genetico e fecondata con quella di se' stesso e Ion/Lev, essendo figlio di sé stesso, è forse il motivo dell'odio di Nyaldee del DRF, che giudica aberrante la sua scelta. Beh, son giusto due questioni che a mio parere vengono trattate in modo un po' anomalo, lasciandoti con il dubbio di avere capito poco o molto poco di ciò che hai letto.
Di una cosa però si è certi: Nyaldee, a suo modo, vuole una forma di Transumanesimo, basata sul controllo mentale, ma pur sempre tale.
Le Industrie Pesanti dell'Estremo Oriente mirano a preservare l'individualità, e, quindi, sono i buoni.
Il tema dell'evoluzione umana oltre l'umano è fondamentale... C'è una vignetta eccezionale in cui mentre Zoichi si sta scontrando con un membro delle Unità di Eliminazione della DRF noi vediamo che sul braccio di quest'ultimo c'è un'incisione che dice "Diritto Supremo alla Mutazione Corporea", in cui è condensato lo spirito del manga in questione.
E, a parte le considerazioni sulla trama, assai involuta, credetemi, a giustificare la spesa dei tre volumi bastano i disegni: ipercinetici, iperdettagliati, a volte truculenti e, anche dopo il cambio di stile a seguito del cambio di editore, mai ovvi.
Anzi, qualche centinaio di tavole è Arte, con l'"A" maiuscola, e questo potrebbe essere motivo sufficiente per acquistare BioMega.
Però, oltre che l'occhio, anche la mente vorrebbe la sua parte, e, se siete persone abituate ai fumetti lineari, rimarrete non solo delusi, avrete voglia di bruciare BioMega perché non ne avrete capito nulla.
Altra raccomandazione: per capire Nihei (a parte, forse, "Knight Of Sidonia", dove la trama è più esplicitata), devi avere una laurea in fumettologia, quindi, datemi retta, se non avete una conoscenza più che approfondita del medium culturale in questione, lasciate perdere.
In breve, gli avrei dato un 10 se fosse stato meno criptico, e ne consiglio la lettura a chi legge materiale diverso da quelli di fighting puro come Naruto o fumetti come One Piece.
Per finire, attendo lumi da altri recensori: avete davvero capito questo fumetto?
Se sì, accetto spiegazioni!


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giacgiac

Volumi letti: 6/6 --- Voto 8
Quando si è alle prese con una nuova opera di Tsutomu Nihei non si sa mai cosa aspettarsi. Il complesso dei suoi lavori, come pure le singole opere, risulta spesso e volentieri eterogeneo. Non fa eccezione, come immaginerete, nemmeno "Biomega". Questo manga, nonostante la pubblicazione successiva all'opera più famosa di Nihei - cioè "Blame!" - ne funge in qualche modo da prequel; ambire a una trama se non lineare, quanto meno comprensibile ai più, pare ancora cosa ardua a questo punto della carriera di Nihei, quindi, anche per "Biomega", si applica il ragionamento di "Blame!", cioè se apprezzi i disegni e la crudezza intrinseca dell'opera, ti piacerà, altrimenti ti farà solo venire il mal di testa. "Biomega" è la storia di Zouichi, un homunculus - forma di vita umanoide artificiale - creato dalle Toha Heavy Industries, inviato da queste a fermare il divagante morbo causato dal virus N5S, un parassita che infetta i corpi degli esseri umani tramutandoli in esseri simili a zombie. Lo stile di disegno e di regia adottato da Nihei subisce un brusco cambio di direzione rispetto alle opere precedenti; il tratto si fa più variegato, ai "blocchi" di colore nero vengono preferiti tratti leggeri e sottili per riempire le figure, sia dei personaggi, sia degli sfondi, mentre diminuiscono in parte le spettacolari inquadrature a campo lunghissimo che in "Blame!" la facevano da padrone; varia il character design, compaiono le ombreggiature dei visi e diminuisce in minima parte il fattore "faccia di pesce" che contraddistingue l'opera di Nihei. Aumentano invece i dialoghi, quasi del tutto assenti nelle opere precedenti, i quali rivestono un ruolo fondamentale nel complicato sviluppo dell'opera, e in particolare nella seconda parte, quando tempo e spazio cambiano bruscamente, gettando nel caos sia i personaggi sia il lettore stesso. I personaggi aumentano, vengono caratterizzati maggiormente e diventano più umani. Non a caso l'ambientazione di "Biomega" è pur sempre la terra, abitata da una civiltà avanzatissima tecnologicamente, ma pur sempre umana, protagonista in primis, il quale a un certo punto della storia, di propria iniziativa si impegna a salvare una bambina, Funipero, dal destino che le autorità avevano deciso per lei.
Il mio voto complessivo è un 8. "Biomega" è sicuramente più comprensibile e digeribile rispetto a "Blame!", grazie a una trama più lineare, alla maggiore presenza di dialoghi e alla maggiore fruibilità dei disegni. Quindi posso dire che quest'opera sia migliore della sua predecessore? Assolutamente no. Nonostante il voto che abbia attribuito sia lo stesso, trovo in "Blame!" un ché di genialità nel disegno e nella regia che viene a mancare in quest'opera, forse per una maggiore fruibilità da parte del grande pubblico. Sicuramente, se avete apprezzato il prequel, non disdegnerete nemmeno "Biomega".


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rocktd

Volumi letti: 6/6 --- Voto 10
Con Biomega prosegue in modo eccezionale l'operazione di concatenamento delle storie nell'Universo dischiuso da Blame. Nihei gioca sul suo ermetismo e non dichiara apertamente che si tratta di un prequel a Blame, ma così è, e l'opera va collocata in un futuro lontano dai nostri giorni e tuttavia più recente rispetto a quello narrato in Blame.

Purtroppo quando si scrive intorno ad un'opera di Nihei bisogna sempre spendere due parole sulla storia perchè c'è chi sistematicamente non ci capisce niente. Scusate lo sfogo ma sono fermamente convinto che il problema di Nihei sia la scarsa qualità dei lettori (gente abituata a leggere pochissimo) che di riflesso, a specchio, le case editrici e i detrattori fanno diventare un difetto del mangaka, accusato di poca comunicatività. Forse sarebbe il caso di scrivere una 'Guida Galattica per lettori di Nihei'.
Ecco dei punti di riferimento con i quali orientarsi in Biomega:
Kanoe Zouichi, un essere umano 'sintetico' come il Killy di Blame, è un agente per conto dell'organizzazione delle "Industrie Pesanti dell'Estremo Oriente" (non industrie pesanti del 'Medio' Oriente). La sua missione è recuperare l'unico essere umano (una donna) capace di resistere al virus N5S che ha messo a serio rischio l'intera umanità riducendola allo stato di pseudo-zombie. Il virus è figlio dei pericolosi esperimenti che i primi colonizzatori di Marte svolsero per ottenere l'eterna giovinezza e l'immortalità. I mostri di Blame, Biomega, Abara e anche Knights of Sidonia generano tutti da questo desiderio di modificare il corpo umano per raggiungere una forma di vita superiore, 'oltre l'uomo'. E' così che il bios umano diventa deforme. Per Nihei - ormai è chiaro- queste sciagurate ricerche non possono che degenerare facendo scaturire mostri polimorfi. E' l'antico tema della Hybris riproposto in una forma spettacolare (Cyberpunk) da Biomega.
Le Industrie Pesanti dell'Estremo Oriente, che rappresentano la parte sana dell'umanità, tentano l'impresa di salvare l'uomo dall'uomo rispondendo ai mostri geneticamente modificati con l'elaborazione di esseri umani sintetici (anch'essi modificati ma senza oltrepassare la soglia della Hybris). Zouichi nella sua missione ha il sostegno di Fuyu Kanoe (un'intelligenza artificiale inseparabile compagna di viaggio del protagonista), di una incredibile moto, di armi d'avanguardia (ma tecnologicamente più 'antiche' rispetto a quelle di Blame), di altri esseri umani sintetici e, infine, di un misterioso orso. Con queste risorse le Industrie Pesanti dell'Estremo Oriente tentano di salvare quel che resta dell'umanità, in un futuro tecnologicamente deteriorato e su un pianeta Terra irriconoscibile.

Le tavole di Nihei sono dei capolavori. Ogni singola pagina è bellissima. Tutte le vignette emanano quel formidabile e opprimente spirito dell'opera: una crudele lotta contro i mulini a vento per estirpare in via definitiva il male, rappresentato dalla brama di potere (non solo politico ma anche fisico per Nihei). La salvezza dell'umanità passa anche dalla lotta per la supremazia tecnologica. Chi è più all'avanguardia potrà sbaragliare l'avversario. E all'aumentare del progresso cresce anche la degenerazione.
Siamo già vicini ai Gauna giganti di Knights of Sidonia.

Biomega è un'opera a mio avviso imperdibile. Troverete dei paesaggi e delle costruzioni che così per come sono disegnati, nel loro silenzio, già sono capaci di contenere l'intero messaggio dell'opera. Solo Nihei può disegnare così.
Consiglio a tutti di muoversi al più presto tra le architetture impossibili e gli imporvisi abissi di Biomega e delle altre opere di Nihei.


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DaisukeKatashi

Volumi letti: 6/6 --- Voto 10
"Settecento anni fa i colonizzatori insidiatisi su Marte svolsero ricerche sull'eterna giovinezza e l'immortalità. Fu in quel periodo che l'umanità creò, per puro caso, il virus N5S"

Biomega è un manga J-Cyberpunk del mangaka Tsutomu Nihei ed è stato pubblicato in Giappone su 6 volumi da Kodansha sulla collana Ultra Jump, mentre l'edizione italiana è formata sempre da 6 volumi editi dalla Panini Comics.

Introduco come nella recensione di BLAME! sempre di Tsutomu Nihei (che tra parentesi è nato a Fukushima), Biomega è il tipico manga che o lo si ama o lo si odia, c'è poco da fare, differentemente da BLAME!, qui la trama è decisamente più comprensibile (e sopratutto con più dialoghi) ed il tratto è drasticamente migliorato rispetto ai primi volumi di BLAME!, il tratto del manga ha una svolta drastica a partire dal quarto volume, per molti in meglio, per me invece è decisamente peggiorato, ha reso i personaggi più "pucciosi" e questo non mi è piaciuto affatto. Questo tipo di tratto verrà poi approfondito nel suo attuale lavoro, The Knight of Cydonia, ma questa è un'altra storia. Secondo molti Biomega è da considerarsi un prequel di BLAME!, anche se non vi è nulla di ufficiale, nel manga ci sono molti riferimenti al primo manga dell'autore (per l'appunto BLAME!).

La storia è ambientata in un mondo oscuro e ostile, con architetture claustrofobiche alternate a immensi spazi vuoti (classica ambientazione alla "Nihei"). In questo mondo distopico vi troviamo il nostro protagonista Kanoe Zouichi (brutalmente somigliante a Killy di BLAME!), il quale è un agente mandato in esplorazione da una potente organizzazione, la "Industrie Pesanti dell'Estremo Oriente" (se avete letto BLAME! vi ricorderà sicuramente qualcosa), il suo obiettivo è, insieme a Fuyu Kanoe (Intelligenza artificiale che accompagna il nostro protagonista), recuperare tutti gli umani che sono dotati della capacità di resistere al Virus N5S, che sta si sta diffondendo in tutto il mondo rendendo l'umanità ad un ammasso di proto-zombie.

Le tavole del maestro Nihei sono dei veri e propri capolavori nel suo stile unico, inimitabile, così brutale, così confusionario, così inumano, così irreale. Ogni singola pagina di questo manga va a comporre un piccolo e pregiato capolavoro, non comprensibile a tutti. Nihei nel suo stile è unico, indescrivibile a parole, l'unico consiglio che posso dare è di leggere il manga, ne vale veramente la pena.

Lo consiglio vivamente a tutti, ma sopratutto a chi è già piaciuta la sua prima opera BLAME!, sicuramente non si pentirà di leggere anche questa opera di Tsutomu Nihei. E per questo per me il 10 è d'obbligo.


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daniel

Volumi letti: 6/6 --- Voto 5
No, non mi ha convinto. Questa è la sensazione che ho avuto dopo aver finito di visionare questo Biomega di Nihei.
Il motivo? Bé, direi che nonostante una lieve miglioria allo stile di disegno (personaggi, elementi tecnologici e ambienti), presenta, verso la conclusione dell'opera, un salto di sceneggiatura che porta l'opera a una veloce conclusione, lasciando quindi un po' delusi e basiti.

Peccato, perché aveva tutte le possibilità di risultare un'opera ai livelli di Blame (anche perché la politica di base non si discosta poi di molto).
Lo sconsiglio se avete già visionato Blame. Voto: 4.8


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Turboo Stefo

Volumi letti: 6/6 --- Voto 8
Biomega è la nuova opera di Nihei collegata all’universo di Blame!, peccato che non si tratti di un tanto atteso seguito ma di un prequel, e nemmeno troppo vicino alla serie originale, Nihei decide di ripartire dal presunto inizio, ancora prima della nascita della megastruttura che ospiterà i protagonisti di Blame!.
L’autore rimarrà fedele al suo stile narrativo poco esplicativo, seppur in modo minore, ma non sarà questo il problema principale dell’opera, purtroppo a circa metà serie Nihei ha cambiato editore, il che sembra portare ad una conclusione affrettata.

L’umano sintetico Zoichi Kanoe, insieme alla sua modernissima moto dotata in un’incredibile intelligenza artificiale, viene mandato dalle Industrie Pesanti del Medio Oriente su un’isola artificiale nell’intento di aiutare nella disinfestazione del virus N5S, ma inaspettatamente troverà una ragazza che sembra essere immutata dopo il contagio, un’adattata. Così Zoichi partirà alla ricerca di questa ragazza protetta da un orso umanoide vedendo in lei una possibile fonte per la cura, ma non sarà il solo ad essere sulle sue tracce, anche la DRF è sulle sue tracce e riesce a rapirla.
Partirà così il viaggio che porterà Zoichi da Ion, in modo che i grandi ingranaggi che ci porteranno alla nascita della megastruttura si mettano in moto.

Senza dubbio si tratta di un grande passo avanti a livello narrativo per l’autore, abbandonando l’esplorazione dei dungeon decide di dare un inizio alla storia spiegando sempre lentamente ma con un metodo meno confusionario, però un po’ di incertezza si farà avanti nel lettore e nel finale bisognerà magari prestare maggior attenzione del dovuto per comprendere appieno il tutto, complice anche il fatto che appena la storia dovrebbe essere maggiormente esplicativa l’autore decide di concluderla in fretta donando così ancora un finale pieno di domande, gettando però così la base per un eventuale ponte di collegamento definitivo tra le due opere, anche con un volumetto unico si potrebbe scrivere una storia che rialzerebbe il valore di tutta la saga.

Dei disegni c’è poco da dire, soprattutto se si conosce l’autore. All’inizio avremo il solito tratto sporco accompagnato dallo stile cupo, classica impronta di Nihei, con delle scene d’azione sempre più frenetiche dalle quali si percepisce una sensazione di velocità assoluta, in aggiunta questa volta avremo anche gli incredibili viaggi in moto di Zoichi, adrenalinici e su vasta scala, aumentando così la sensazione di “colossalità” in scenari sempre più vasti dei quali non si vede nemmeno la fine.
Anche il disegno è vittima della conclusione prematura. Ad un certo punto non avremo più il consono stile di Nihei ma disegni puliti, minimalisti e soprattutto ambientazioni chiare, con pochissimi dettagli e andando ad interferire in brevissimo tempo anche con l’aspetto dei protagonisti. Nel complesso è un nuovo stile di disegno apprezzabile, ma è inspiegabile il fatto che sia stato fatto durante una serie in corso, buttando così al vento la classica atmosfera di cui sono permeati i manga di Nihei.

Il suo più grande difetto sono i fatti, narrati in modo troppo intricato, però l’edizione italiana è fornita di un breve riassunto ad opera di Mattia Dal Corno che ad ogni volumetto è sempre utile da leggere, raramente le introduzioni si rivelano così utili. Il resto dell’edizione è in linea con gli standard Planet Manga, pagine leggermente grigie senza trasparenze che aiutano ad apprezzare le ambientazioni di Nihei in ogni sfumatura, nessun dettaglio andrà perso, questa volta inoltre ci saranno delle spaziature ai lati delle tavole per salvaguardare le nostre dita dall’inchiostro, ci sarà anche un simpatico avviso in copertina che ci avvisa del triste destino in cui potrebbero capitare.
Nel complesso è un’opera quasi imperdibile per chi ha letto e apprezzato Blame!, anche se non completa, di sicuro è un acquisto obbligato per i fan dell’autore, soprattutto per le ottime ed incredibili scene d’azione.


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Ibra gear second

Volumi letti: 3/6 --- Voto 9
Più rileggo questo manga e più cresce in me il timore che il finale dell'opera sarà, per motivi legati al passaggio dell'autore ad un'altra casa editrice, affrettato. Parlo di timore in quanto la fine anticipata, e dunque forzata, di un manga così coinvolgente non potrebbe che rappresentare un vero peccato. Si, peccato, perché considerando quanto visto fino al terzo volume e le potenzialità che non è difficile scorgere in un lavoro di questo tipo, si può anche cominciare a parlare di piccolo capolavoro.

Il visionario mangaka Tsutomu Nihei torna alle atmosfere oniriche e claustrofobiche di Blame! proponendo al lettore Biomega, opera fantascientifica matura, violenta, sanguinaria e dotata di un grande impatto visivo, ottenuto grazie al peculiare tratto dell’autore, qui più duro e crudo che mai.
L’opera è per molti aspetti simile a Blame!, tuttavia a mio avviso - grazie ad una maggiore esperienza acquisita da Nihei, ormai non solo magnifico disegnatore (e qui si è addirittura migliorato!) ma anche ottimo sceneggiatore - si dimostra molto più equilibrata nei suoi elementi chiave. Il manga presenta infatti un'esposizione meno contorta e più lineare dell’intreccio narrativo; un'estrema spettacolarizzazione dell’azione al limite del cinematografico; una migliore caratterizzazione sia fisica che caratteriale dei vari personaggi; una maggiore presenza di dialoghi, i quali, oltre a rendere più agevole l’interpretazione della storia, comunque non vanno ad incidere sull’importanza assegnata agli “assordanti” silenzi che tanto hanno caratterizzato Blame! e che anche ora contraddistinguono la sua ultima fatica.
Tutti questi elementi, impreziositi da un tratto graffiante che ben si addice alla “gabbia” nel quale Nihei ha intrappolato i suoi abitanti - siano essi orsi antropomorfi, droni senza anima o “Kill-Billiani” eroi sintetici - non lasciano scampo al lettore che, sconvolto e al tempo stesso esaltato dalle sequenze ricche di adrenalina messe in scena, viene condotto in un viaggio senza ritorno fra mastodontiche torri, desolate città da incubo e strade imbrattate di sangue e poltiglia sub-umana.

Il manga per ora è giunto in Italia al terzo numero ed è terminato in patria con il quarantaduesimo capitolo, per un totale di sei volumi. Se possibile, visti i soliti problemi nel recupero degli arretrati Panini, consiglio senza dubbio di recuperare questo manga in quanto, in un periodo in cui il mercato propone molta roba che non vale la sufficienza, Biomega appare come qualche cosa di cui ogni lettore non può e non deve fare a meno. Non bisogna essere infatti degli appassionati di fantascienza per appassionarsi alle atmosfere e alla storia di questo magnifico manga.


Roldegar

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Roldegar

Volumi letti: 3/6 --- Voto 9
Anche in questo lavoro Nihei conferma la sua capacità di creare ambientazioni Cyberpunk tetre e impressionanti. In Biomega vediamo un mondo devastato e sofferente a causa di un virus che tramuta gli esseri umano in droni (delle specie di Zombie) mentre fazioni combattono tra loro per il dominio o la possibilità di salvare la razza umana. Ricco di scene di azione che si susseguono in modo cinematografico che dipingono questa corsa contro il tempo del protagonista nel tentativo di salvare una ragazza che potrebbe essere la chiave per la salvezza del pianeta. Come sempre immensi scenari fanno da sfondo a queste trame che seppur non originalissime rimangono comunque interessanti, una maggiore presenza di dialoghi inoltre rispetto a Blame! coinvolge ulteriormente il lettore e permette di cogliere più particolari della trama, un interessante lavoro che può piacere a cerchi ambientazioni Distopiche cupe e talvolta soffocanti e sicuramente a chi ha apprezzato lo stile che ha reso unico Blame!.

Orev

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Orev

Volumi letti: 3/6 --- Voto 5
Ci si era dunque tanto ingannati? In Blame! di difetti ne avevamo visti, ma pensavamo fosse "l'effetto opera prima", ma ora li ritroviamo, uno per uno in Biomega, e aggravati.
Il buono di turno è una fotocopia di quello di Blame! e Abara, i cattivi di turno sono i soliti sfigati che compaiono giusto il tempo di farsi ammazzare, le scene d'azione hanno il potere di irritare ed annoiare al tempo stesso, la storia sembra lo spurgo di un racconto di fantascienza degli anni trenta, la bonazza di turno non si spoglia e (atroce) nel terzo numero c'è una scopiazzatura da Alita!
Rimane l'eccezionale grafismo di Nihei, ma davvero non basta.
Tramontata l'illusione del "fenomeno Nihei" resta la speranza di vederlo un giorno affiancato da uno sceneggiatore che sappia il fatto suo, quel giorno potremmo avere un capolavoro per le mani.

bloodycream

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bloodycream

Volumi letti: 1/6 --- Voto 8
Ho letto da poco il primo volume, e come altre storie di Tsutomu Nihei mi ha lasciata piuttosto soddisfatta. Amo le sue atmosfere decadenti, morte, svuotate dalla vita e mangiate da creature non più umane. Affascinante il disegno, inconfondibile ricco di ombre, ma non per questo troppo pieno, anzi le scene rappresentate vengono colte con un solo sguardo. Bella la trama, anche se gli scenari sono molto simili ad altri di Nihei ambientati in un pessimistico futuro ipotetico, in cui la razza umana è ridotta agli sgoccioli. Comunque un bel manga, da vedere sicuramente (così come Blame) per coloro che amano il cyber punk e la fantascienza.

kennino

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kennino

Volumi letti: 1/6 --- Voto 9
Ho letto il primo volumetto e devo dire che non sono rimasto affatto deluso: apprezzo moltissimo il disegno e le storie di Tsutomu Nihei. Il tratto è lo stesso degli altri suoi lavori, fa un ottimo uso dei retini per descrivere palazzi e strutture di proporzioni gigantesche in cui un uomo può solo perdersi. Il mondo di Nihei è sempre desolato, in decadenza, pervaso da un senso di morte apparente. I personaggi, robot, umani, esseri di silicio che siano sono sempre curati e così particolari...
La storia, beh è ancora presto per commentarla, ma come primo numero devo dire che è meno oscura rispetto a Blame!.
Buona lettura a tutti!