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ARAPHAEL

Volumi letti: 8/8 --- Voto 6
Lessi il manga dopo aver visto il live action e fare un confronto tra i due è inevitabile.
Nel 90% dei casi i live action tratti dai manga sono orridi adattamenti che non rendono giustizia alle opere originali. Con "Old Boy" devo dire che la situazione si ribalta. Posso dire che solo in un altro caso ho preferito il live action al manga originale, ossia "Battle Royale".

Di "Old Boy" ho apprezzato tantissimo lo stile grafico dell'autore, sconosciuto ai più, e per il grande realismo molto simile a quello di Urasawa. Con quest'ultimo sembra purtroppo condividere anche la stessa sindrome legata all'inconcludenza della trama. Se nel live action l'intrigo iniziale della vicenda viene giustificato in modo magistrale dalle motivazioni "lecite"dell'antagonista che si concludono nel drammatico epilogo, nel manga le cose prendono un piega ben differente.
Difatti se fino al settimo volume avrei potuto assegnare anche un otto pieno a quest'opera, letto l'utlimo non posso assegnarli più della sufficienza a causa del finale completamente banale e non consono a giustificare l'odio dell'antagonista. Di certo un finale del genere deve in parte essere contestualizzato in ottica non occidentale, ma vista secondo le turbe antisociali generate e vissute dalla società giapponese. Solo in questo modo il finale può acquisire maggiore significato, ma nonostante questo rimane insoddisfacente.


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selene90

Volumi letti: 8/8 --- Voto 7
“Olboy” è un manga seinen del ‘97, di Garon Tsuchiya. La storia segue le sventure di Goto, un uomo comune che viene rapito e tenuto prigioniero per dieci lunghi anni. Quando finalmente riottiene la libertà (per decisione dei suoi stessi aguzzini) decide di scoprire chi ce l’abbia con lui al punto da fargli un male simile.
La trama già di suo dovrebbe accendere la curiosità degli appassionati di thriller. Premetto che mi sono avvicinata al manga dopo aver visto il film del 2003, diretto da Park Chan-wook. Quindi mi verrà spontaneo fare un confronto tra le due opere, più avanti.
Il manga parte subito in quarta, nel senso che decolla immediatamente con una storia di intrighi e di domande che, automaticamente, incuriosiscono il lettore, portato a voler scoprire a tutti i costi la verità. Tuttavia non è solo la storia ad attirare l’attenzione. I personaggi sono magnifici, caratterizzati al dettaglio. E, sebbene leggendo la trama si possa pensare a un thriller ricco d’azione, ci tengo a precisare che invece punta molto più alla psicologia dei personaggi, e che di conseguenza molti capitoli possono risultare più lenti (ma non per questo meno intriganti, anzi…)
Goto, il nostro protagonista, è un uomo rude e freddo, che esterna faticosamente i propri sentimenti, scelta azzeccata e comprensibile vista l’esperienza patita per anni. E’ dotato di intelligenza, pazienza e determinazione. Tuttavia il personaggio migliore, a mio parere, è l’antagonista, l’uomo che tira le fila di tutto. Calcolatore, meschino, legato a un ricordo che gli ha cambiato la vita, che lo ha fatto sfamare per anni di solo risentimento per il suo acerrimo nemico.
Oltre a loro, tuttavia, gli altri personaggi sono più che altro una folla abbastanza indistinta, c’è chi si differenzia tra tutti, ma non mostra caratteristiche davvero apprezzabili. E, a questo proposito, purtroppo, il manga perde molta della sua attrattiva a metà della storia. Se i primi cinque/sei volumi hanno un ritmo frenetico ed accattivante, i successivi risultano scialbi, privi dello stesso spessore. Persino il protagonista invece di evolvere, subisce un decadimento non indifferente.
Anche il finale è spiazzante, ma non in senso positivo. E qui posso fare finalmente il confronto col film orientale, promesso all’inizio. Se la prima parte è piuttosto simile, il finale è decisamente agli opposti. Il film di Park Chang-Wook regala uno dei migliori colpi di scena che, da fan del cinema, abbia mai visto. Crudo, disumano, spietato, e meraviglioso. Ma soprattutto… completamente inaspettato. Ogni minimo particolare visto durante il film trova il proprio posto, e diventa un tassello importante per il puzzle finale. Ogni domanda trova la sua risposta, in maniera epica e brutale. Il manga al contrario non ci regala tutte le risposte e, anzi, ha un epilogo molto anonimo, finendo per non riuscire a regalare le emozioni che introduzioni così interessanti ci avevano promesso. Mi sento quindi fortunata ad aver prima voluto vedere la trasposizione cinematografica, perché dubito fortemente che avrei avuto lo stesso interesse a vederla, se mi fossi prima approcciata al manga.
Tuttavia, nel suo complesso, resta un buon thriller. Anche i disegni sono molto particolari e, per certi versi, mi hanno ricordato vagamente quelli di Urasawa, famoso per il suo tratto realistico.
Tirando le somme, lungi dall’essere un vero capolavoro, “oldboy” resta nel complesso un’opera molto buona, inferiore alla sua trasposizione, ma ottima da leggere per chi è appassionato di thriller psicologici.


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DarkSoulRead

Volumi letti: 8/8 --- Voto 7
Goto è stato rinchiuso per dieci lunghi anni in una stanza dentro il piano segreto di un palazzo. Quando verrà inaspettatamente liberato dalla prigionia avrà soltanto due domande a ronzargli nella testa: chi è stato a rinchiuderlo? E perché?

Premetto che ho visto il capolavoro in pellicola di Park-Chan-wook prima di leggere il manga e che, quindi, il paragone è d'obbligo. Old boy è un thriller a tinte noir piuttosto riuscito, con un incipit semplice ma che complessivamente funziona. La storia parte bene, con un ottimo ritmo ed il giusto alone di mistero ad avvolgerla. Peccato che poi finisca per attorcigliarsi su se stessa, perdendosi per strada e dando una risoluzione finale dell'enigma fin troppo evanescente.

I personaggi sono pochi e neanche troppo profondi, eccezion fatta per l'antagonista che ho trovato "credibile" nella sua follia e ben caratterizzato. Il protagonista invece, risulta fin troppo apatico, talvolta quasi insensibile e dalle reazioni fredde e poco realistiche. Abbiamo poi il solito bestfriend col sorriso stampato in faccia, la spia dei servizi segreti pentita e dall'animo sincero, la segretaria che lancia occhiate conturbanti ed infine la classica ragazzina ingenua innamorata. Essendo in un numero piuttosto esiguo avrebbero meritato sicuramente una demarcazione più profonda, ed invece si ritrovano tutti nella stessa barca a sposare la causa del protagonista, aiutandolo chi in un modo chi in un altro a sbrogliare la matassa, spesso mossi da motivazioni futili e poco valide. Inoltre, dopo i primi volumi, la soluzione di svelare l'intreccio molto spesso grazie a dialoghi al telefono risulta stucchevole ed anche un tantino forzata, permeando l'opera di una certa ripetitività.

Si rivela quindi eccezionale la rivisitazione cinematografica di Park-Chan-wook, superiore al manga sotto tutti gli aspetti. Non solo la motivazione che spinge l'antagonista è molto piu concreta (nel manga risulta il capriccio di un folle, nella pellicola una vera e propria vendetta congegnata) ma la maggiore crudezza del film rimarca meglio alcuni aspetti intrinsechi dell'opera, che confluiscono in un finale epico e sotto certi aspetti imprevedibile. Inoltre gli istinti ferali del protagonista post-prigionia nel manga sono del tutto assenti mentre nel film realistici e ben ponderati (come ad esempio la voracia con cui divora un polipo vivo, o le pulsioni sessuali accentuate, entrambe non presenti nel manga).

La regia delle tavole è molto buona, ed il disegno, seppur non faccia certo gridare al miracolo è calzante e pulito.

Tirando le somme, "Old boy" è una lettura scorrevole, un buon thriller consigliato a tutti gli amanti del genere, che ha la pecca peró di avere una sceneggiatura scostante ed una trasposizione migliore della stessa opera originale.

Voto: 7


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Borntobeleo

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Un uomo viene rinchiuso per 10 anni in una prigione privata, senza vedere nessuno e senza la possibilità di vedere il mondo al di fuori.
Una volta uscito, si mette alla ricerca del responsabile e del luogo in cui è stato imprigionato. Detta così, la trama risulta davvero semplice, ma la verità è questa: spesso un incipit del genere è il segreto per sfornare qualcosa che il lettore voglia continuare a leggere senza il rischio di annoiarsi, di perdersi all'interno di tecnicismi troppo complessi o un susseguirsi di situazioni troppo elaborato.
Per me, prima di tutto, leggere fumetti è uno svago. E quest'opera riesce nell'intento di incollarti alla vicenda del povero Goto e ti invoglia a continuare la lettura per scoprire cosa succederà dopo.
La storia, infatti, è molto ben congegnata, con i personaggi che non risultano mai insulsi o inutili e i disegni che, pur non avendoli apprezzati del tutto, riescono a inserirsi più che bene nel contesto della vicenda.
Tutto bene, tutto bello: ma allora perché solo 8?
Il finale.
Il finale purtroppo, da qualunque parte lo si guardi, è davvero indegno di una storia che, fino a quel momento, lasciava con il fiato sospeso pagina dopo pagina: è stato trattato troppo rapidamente e il modo stesso in cui è stato pensato è semplicemente assurdo/ridicolo, scegliete voi.
In conclusione, un'ottima lettura che saprà coinvolgervi nelle vicende del protagonista e che non vi annoierà quasi mai, ma che poi nel finale (intendo proprio gli ultimissimi capitoli) perde totalmente la trebisonda.


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Devil

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Un uomo viene catturato e segregato nella stanza di un palazzo. Senza conoscerne il motivo, senza conoscere il mandante. Senza sapere per quanto tempo dovrà restarvi. Dieci anni. Dieci lunghi anni di prigionia, con la sola compagnia della televisione che tiene costantemente aggiornato l'uomo sulla situazione del mondo: cronaca, gossip, politica, avvenimenti più o meno importanti, moda. Per dieci anni la vita di questa persona sarà incentrata unicamente sull'attendere che questa punizione finisca e domandarsi del perché sia avvenuta. Naturalmente senza poter parlare con nessuno, nonostante sporadicamente venga qualcuno a fargli visita con il solo scopo di tagliargli i capelli e raderlo (i pasti vengono consegnati giornalmente tramite uno sportello in basso alla porta). Per tutto questo tempo, perciò, la vita del povero prigioniero si svolge in questo modus operandi da incubo.
Ad un tratto, senza neanche sospettarlo, figuriamoci sperarlo, l'uomo si ritrova libero, uscito da una valigia in mezzo ad un parco. Dopo dieci anni di incubo. E' notte, nessuna traccia di persone sospette o che possano rimandare alla sua prigionia. E' notte e il protagonista riesce finalmente a respirare l'aria della libertà, a riabbracciare quella vita che gli è stata tolta, quella normalità ormai impossibile da recuperare, a riottenere la gioia di vivere. E' notte, e finalmente è ora di pensare alla propria vendetta.

"Old Boy" è un manga del 1997 scritto da Garon Tsuchiya e illustrato da Nobuaki Minegishi, che regalano un thriller urbano dal contesto decisamente atipico e intrigante. La vicenda prende il via quando Shinichi Goto, il nome dello sfortunato al quale è toccata tale sorte terribile, viene liberato nel mezzo di un parco in piena notte ritrovandosi in balìa di sé stesso, improvvisamente libero ma al tempo stesso spaesato, spiazzato e con una grande confusione in testa. Ci mette relativamente poco a prender confidenza con la sua nuova condizione di esistenza e con pochi spiccioli in tasca (concessi dai sequestratori per non permettergli di creare troppi disordini in giro) si concede piccoli sfizi qua e là per riassaporare la sua nuova libertà. Proprio durante i suoi vagabondaggi entra in un locale e incontra la giovane Eri, addetta alla cucina e al servizio clienti, con la quale stringe una timida amicizia. Le domande sono molte, la confusione anche, mentre le risposte latitano. La vita di Goto è praticamente svuotata, non avendo più nessun riferimento. Ma nella sua mente c'è un unico punto fermo. La vendetta.

"Old Boy" ci mostra la ricerca da parte di Goto di chi l'ha rinchiuso per dieci anni, con una vicenda che decolla sin dall'inizio. A fargli compagnia troviamo Eri, una ragazza conosciuta poco dopo il suo rilascio e che rimasta affascinata dalla figura dell'uomo appena conosciuto decide di seguirlo e offrirgli tutto il suo aiuto. Goto è un protagonista di poche parole. Duro, freddo, sebbene fondamentalmente di buon cuore gli riesce difficile esternare i propri sentimenti, caratteristica del tutto comprensibile vista la dura esperienza che ha dovuto patire. Nonostante questo è dotato di una grande forza di volontà e determinazione, che non lo fa vacillare un secondo e che riesce, pian piano a farlo avvicinare alla verità di tutto. Riesce persino, con una grande astuzia, a tenere la situazione in pugno contro i propri nemici, che continuano a sorvegliarlo e controllare ogni sua mossa. Goto, perciò, nella prima metà del manga resta un protagonista valido, tutto d'un pezzo. E' la perfetta rappresentazione del duro. Un personaggio ben tratteggiato anche se in certi punti pecca di poca credibilità, reagendo in maniera fin troppo fredda a rivelazioni che dovrebbero scuoterlo fino al cuore.
La vicenda è ben costruita. Con una grande regia e una saggia distribuzione dei tempi la storia non annoia mai e scorre spedita verso i suoi obiettivi, lasciandosi leggere tutta d'un fiato e scatenando una grande curiosità nel lettore su come possa proseguire. Durante il suo percorso nello scoprire la verità di tutto Goto incontrerà diversi personaggi. Alcuni vecchie conoscenze appartenenti alla vecchia vita, alcuni invece nuovi incontri che lo aiuteranno nella risoluzione dell'enigma.
E' proprio con l'entrata in scena di nuovi personaggi, però, che la vicenda perde un po' lo smalto. Goto, fino a quel momento vero e proprio punto fermo della vicenda, capace persino di tener testa ai suoi perseguitori e tenere il punto sulla lotta, diviene una costante vittima degli eventi senza ribellione, subendo passivamente le decisioni e gli atti sia dalla parte dei suoi comprimari che, sopratutto, dalla parte del suo nemico giurato. E' un involuzione che fa storcere abbastanza il naso, in quanto abituati a vedere un protagonista decisamente risoluto diventare quasi una figura di sfondo tra congetture, pianificazioni e confessioni di vario genere tra personaggi secondari. Da leone a pecora, paragone azzardato ma che purtroppo dà un po' l'idea della piega che prende il protagonista dalla seconda metà del manga in poi.
Purtroppo anche la vicenda finisce vittima di sé stessa, con una risoluzione del caso che avviene in maniera costante ma che, nella rivelazione del vero motivo per il quale Goto è stato imprigionato si perde parecchio per strada. Una rivelazione poco chiara e data molto all'immaginazione del lettore, che fa apparire il tutto un po' troppo vago. Ad aggravare la situazione un inutile, a parer mio, finale aperto che non giova alla già poco felice conclusione della storia.
A parte questo calo di tensione la vicenda rimane un buon thriller con tinte noir, abbastanza appassionante e condito da bei disegni, che ci regalano continui scorci urbani notturni (la vicenda si svolge per più della metà di notte) con locali malfamati, gran casino, ville da sogno, yacht in mezzo al mare e tantissimi altri posti, tutti ben delineati e curati nei particolari.
Il tratto è molto bello e suggestivo, con visi espressivi, scene dinamiche e pulite. Da segnalare la caratteristica ricorrente di nasi grossi per quasi ogni personaggio maschile.

"Old Boy" giunge in Italia sotto Coconino Press che nel 2006 rilascia un'edizione in 8 volumi, come nell'originale giapponese. Nel 2013 è la volta di J-POP riportare in auge la serie con un'edizione accorpata in 5 volumi.

Lungi dall'essere un capolavoro "Old Boy" si difende molto bene però, con una vicenda appassionante ma che non pesa, nonostante i temi trattati. Dispiace per un finale che tradisce un po' le aspettative ma per il resto è una storia più che buona che piacerà a tutti gli amanti del thriller noir.


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TheRolandDeschain

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
La vendetta è un piatto che va servito freddo.
E se l'attesa si protraesse per ben dieci anni, quale tipo di sentimento vendicativo potrebbe scaturirne?
E soprattutto con quanta forza e irruenza si scatenerebbe sugli attori della macchinazione?
Ma la vendetta, come insegna un celeberrimo film, non è mai una strada dritta. È una foresta. E in una foresta è facile smarrirsi. Non sai dove sei, né da dove sei partito.
Rinchiuso per dieci anni in una prigione senza alcun apparente motivo, Goto viene improvvisamente liberato. Ma nemmeno il tempo di riassaporare la vita da uomo libero che Goto si ritrova a indagare su chi lo abbia imprigionato e per quale motivo.
Va da se che il passo successivo alla scoperta del mandante della sua reclusione forzata consisterà nello scatenarsi della vendetta da parte di Goto.
Dieci anni, centoventi mesi, tremilaseicentocinquanta giorni...perché?
Qual è stato il fattore capace di scatenare un rancore tanto vivido e folle? La foresta di ipotesi, binari morti e soffiate che Goto si ritrova a districare per comprendere il complicato dilemma prende le mosse di una affascinante partita di scacchi tra lui medesimo e il suo persecutore. E quella che all'inizio pare una vendetta in direzione lineare si rivela essere ben presto un doppio sentimento vendicativo, complicando qualsiasi possibile soluzione ipotizzata dal lettore.
Solo che ci sono altre pedine oltre Goto e la sua nemesi: la dolce e inconsapevole Eri, l'ambiguo e sfuggente Dojima, la conturbante Suzanne, la maestra Kusama, il gioviale Tsukamoto. Tutti pedine perlopiù inconsapevoli di quello che pian piano si va definendo come un vero e proprio gioco. Ed è affascinante comprendere come la componente fondamentale di questa vendetta sia ludica. Tragedia e gioco, due assoluti apparentemente impenetrabili tra loro, vengono in quest'opera unificati.
La partita a scacchi, frutto di mosse azzardate, ritorno sui passi precedenti e finte, procede coerentemente sino al climax finale purtroppo troppo rapido e troppo poco approfondito - tra le poche pecche dell'opera.
Ma passiamo ai punti forti: sicuramente la caratterizzazione dei personaggi. Se attori come Tsukamoto ed Erin vengono lasciati volutamente poco definiti per la loro incidenza marginale ai fini della trama, non si può dire così di Goto, di K. e di Kusama per i quali l'esplorazione delle rispettive interiorità raggiunge una profondità quasi maniacale. Menzione particolare per K., forse il vero protagonista della serie: l'acme dell'opera viene infatti raggiunto proprio durante il suo flusso di coscienza, tramite cui si arriva alla soluzione (seppur parziale) del caso.
Grazie all'utilizzo magistrale del flusso di coscienza e di scambi serrati di battute seguiti da numerose tavole "nuff said" l'autore mantiene ben alti i livelli di tensione e la caratura drammatica dei dialoghi, oltre che a semplificare notevolmente lo scorrere della trama, rendendo l'opera godibilissima e facile nella fruizione.
Eccezionali, per la parte grafica, le tavole che evocano nostalgicamente gli spleen notturni di una Tokyo ebbra, misteriosa, ubriaca di sentimenti. Il lettore non può resistere a questa forza evocativa e giocoforza ne risulta, affascinato, ammaliato, inevitabilmente attratto. Tale è appunto il livello di coinvolgimento sia spaziale sia umano.
Connubio felice tra sceneggiatura e grafica, "Old Boy" è una delle opere hard boiled da non perdere per gli amanti del genere. Consigliatissima sopratutto per la nuova edizione da cinque volumi che la Jpop ha da poco ultimato con un ottimo rapporto qualità-prezzo.


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Vagabond90

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Ho appena finito di leggere "Old Boy", l'opera si suddivide in 80 capitoli e la lettura è stata particolarmente scorrevole, sicché mi è stato possibile terminarlo in una giornata. A me questo manga è piaciuto molto sotto diversi punti di vista, ma andiamo per ordine.

Goto è un uomo ordinario che conduce una vita piatta e nella norma, ma viene inaspettatamente "movimentata" da un evento fuori dal comune: senza un apparente motivo, viene rapito e si sveglia in una stanza angusta e senza affacci all'esterno, che diventerà il suo habitat naturale per i successivi dieci anni. Goto non avrà nessun contatto con il mondo al di fuori, chi lo ha rapito tuttavia provvede a nutrirlo quotidianamente con dei pasti pronti di cucina cinese ; riesce a mantenere la lucidità senza diventare folle solo grazie alla presenza nella stanza in cui vive di un televisore, che lo tiene in contatto con gli eventi più rilevanti del mondo esterno, e all'allenamento fisico costante. Trascorsi i dieci anni di prigionia, all'eta di 35 anni Goto viene inaspettatamente liberato nei pressi di Shibuya ed inizia una ricerca personale, senza rivolgersi alla polizia, per scoprire chi può averlo tenuto prigioniero per tutto quel tempo e con quale perverso intento di vendetta...

Innanzi tutto credo che ascrivere un manga di questo tipo al genere azione-crimine sia abbastanza fuorviante per chi vi si vuole avvicinare, perchè non è l'aspetto che primariamente lo contraddistingue; è di certo un thriller, ma l'elemento caratterizzante è quello psicologico: Goto per avvicinarsi all'identità del suo rapitore si baserà dapprima su degli indizi concreti, ma per scoprire cosa lo ha spinto ad un odio così recondito nei suoi confronti, dovrà scavare profondamente nel suo passato e nell'inconscio. Inoltre avrà degli "alleati" e degli affetti che verranno più o meno direttamente coinvolti nella vicenda, e di volta in volta dovrà capire se fidarsi di loro o meno sia la scelta giusta.

Il ritmo narrativo è cangiante, in certi punti è volutamente lento perchè finalizzato alla realizzazione di un climax ad alta tensione,in certi altri è piuttosto frenetico . Le atmosfere sono abbastanza noir, e i fatti si svolgono principalmente di notte, in una Tokyo che non dorme mai.
Ad essere sincero, viste le premesse provenienti da critica e rumours vari mi aspettavo più azione e scontri a viso aperto, invece ho trovato dei personaggi molto riflessivi (e la cosa non mi è affatto dispiaciuta), che prima di agire pensano con molta attenzione alle conseguenze dello loro azioni, perchè potrebbero essere fatali, dunque i dialoghi hanno grande importanza.

I disegni mi sono piaciuti molto, si scostano un pochino dallo standard degli anni '90. I personaggi maschili hanno dei lineamenti più grezzi, e primeggia su tutti la figura proprio del protagonista, che già molto alto di per sè assume ancor più le sembianze di un armadio con tutti i muscoli che si ritrova. Buffo ed al tempo stesso originale il grande naso a patata XD
Comunque il suo aspetto fisico di primo acchito sembra rispecchiare anche il carattere, come a voler indicare una persona grossolana.
In realtà Goto è si un anti-eroe flemmatico e stanco, in balia di eventi più grandi di sé, ma è comunque mosso da una sua etica personale, che si è affinata col tempo dopo l'esperienza di reclusione durata per un decennio, una volta che è tornato ad assaporare il significato della libertà.
Anche l' "antagonista" viene caratterizzato psicologicamente nei minimi dettagli, di cui quindi si svela progressivamente la perversione e il sadismo che lo muove nelle sue azioni: non bada a spese ed userà tutti i mezzi leciti ed illeciti per tentare di nascondere il suo segreto più grande, l'unica cosa che può compromettere il suo successo, ovvero la profonda solitudine che cova nell'animo.
I personaggi femminili invece sono disegnati con eleganza e delicatezza, sembrano dare un tocco di positività e bellezza ad un mondo cinico ed in balia del decadimento morale.
Belli di tanto in tanto i primi piani sui volti dei personaggi, nella tensione drammatica del momento.

Una storia così originale nel 2003 è stata sfruttata per dare vita ad un film live action coreano, incoronato dalla critica, ma che se ho capito bene esplora lati più "scabrosi" rispetto alla trama iniziale, ed in particolar modo il tema della vendetta. Qui nel manga invece ho trovato che piuttosto della vendetta è importante che venga a galla la verità dei fatti, che può essere l'unica cosa catartica dopo tante sofferenze.

Per quanto riguarda il finale in effetti mi sarei aspettato una chiusura migliore, forse è l'unica parte un po carente di quest'opera che per il resto ho trovato davvero meritevole, nei disegni nella storia e anche nella lunghezza.In definitiva trovo che l'otto sia il voto più che meritato, diciamo che se fossero esistiti le mezze votazioni avrei dato anche un otto e mezzo.


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Elam

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Mi sono avvicinato ad Old Boy a causa dell'omonimo Blockbuster americano in uscita ora (2013) e devo ammettere che era tempo che non trovavo un manga di tale spessore. Sicuramente il film di Spike Lee sarà qualcosa di differente e con molta più azione mentre qui ci troviamo davanti ad un'opera molto più tormentata e psicologica che forse annoierebbe nel grande schermo. Il protagonista è Goto (il suo character design mi ricorda Mutta di Uchu kyodai) un uomo che viene rinchiuso per 10 anni in una prigione in compagnia solo delle sua TV. Invece di impazzire Goto non si piega, si allena e sopporta chissà quali momenti di sconforto. Poi viene liberato ed inizia la sua grande avventura e confronto psicologico contro il responsabile della sua reclusione. Goto non andrà alla polizia, ne si metterà ad uccidere, anzi riesce a trovare la prigione e riesce a trovare il carceriere, ma ciò che non sa è che il suo aguzzino non vuole tenere nascosta la sua identità ma vuole giocare con lui. L'identità sarà un pò alla volta svelata e scopriremo il volto, ma non il movente. La domanda che più spesso sentiremo è "perché ce l'hai tanto con me?". Goto avrà il modo di affrontare il suo aguzzino più volte, ma ciò che lo tratterrà dal vendicarsi è una semplice ma grandissima domanda, "perché?". Scopriremo ben presto che il suo aguzzino era un compagno di classe e che la lunga prigionia è a causa di qualcosa avvenuto ai tempi delle elementari. L'insegnante delle elementari di quel tempo, una donna sedicente scrittrice, ad un certo punto aiuterà Goto, rischiando di diventare anche lei una pedina in mano a Dojima (un soprannome usato dal nemico di Goto). Il lungo confronto diretto da Dojima proseguirà volume dopo volume in una tensione sempre crescente.
Purtroppo devo constatare che pur essendo la narrazione di qualità e dal taglio adulto e i personaggi convincenti e sicuramente ben caratterizzati, il manga dopo un pò sembra inconcludente. Dopo il primo incontro con Dojima l'interesse alla lettura cala un pò e le situazioni diventano un pò ripetitive salvo poi risollevarsi. Tutta la storia ruota attorno al "perché di tale odio" e tale perché se non sarà ritenuto soddisfacente dal lettore rischierà di diventare un pericoloso boomerang sul voto finale dell'opera. Buona rimane l'idea, forse un pò sonnolenti alcuni passaggi ed il finale, beh giudicate voi.


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Robocop XIII

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Goto esce di prigione, sono stati 10 lunghissimi anni. Ora è libero, con sé ha solo 1000 yen, dei nuovi vestiti e molte domande. Chi l'ha rinchiuso? E soprattutto, perché?
Se la prima risposta riceverà relativamente presto risposta, la seconda diventerà invece il fulcro intorno al quale girerà l'intera storia.

Old Boy è un thriller psicologico magistralmente raccontato e disegnato, spruzzi di noir e blues rendono il manga un'affascinante lettura, dove l'unità di misura della prigionia di Goto sono gli anni, ma una volta uscito, saranno i mozziconi di sigaretta e i bicchieri svuotati dall'alcol a scandire il tempo che passa.
La storia ci presenta una sfida dove ogni passo del protagonista potrebbe rivelarsi rivelatore per le sue domande, così come potrebbe ingannarlo e allontanarlo inesorabilmente dalla soluzione. Il protagonista, Goto, era un uomo che viveva una vita normale, schiavo del lavoro, ma ora è diverso, è solamente una persona taciturna e diffidente che vuole delle risposte.
Lo stile è raffinato ma non snob, silenzi, lunghe pause, ritratti della giungla urbana, primi piani, particolari e paesaggi aiutano il manga ad assumere un'atmosfera più matura e adulta, il tutto supportato da un tratto personale e adatto.
Goto si troverà a fronteggiare un antagonista materiale, l'uomo che l'ha rinchiuso, ma il nemico più subdolo di tutti è la sua stessa memoria, la vera sfida è contro il subconscio, quindi contro se stesso.

Da questo manga è stato tratto un film del regista sudcoreano Chan-wook Park dall'omonimo titolo, uscito nel 2003. Ebbene, il finale del manga, se confrontato con quello del film, si rivela deludente. Nel film ogni elemento della storia è atto a caricarsi come una molla per poi esplodere nel finale, accompagnato da uno dei migliori colpi di scena che abbia mai avuto la fortuna di vedere, nel manga invece così non è. Motivo per cui mi sento di consigliarvi il film, che reputo migliore del manga, da cui tra l'altro attinge solamente il concept generale.
Non vorrei, con questo intervento, avervi tolto la curiosità di leggere quest'opera, che perde il confronto per un semplice fatto: il manga è ottimo, il film è meglio.


 4
Chiba

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8
Goto è libero.
Dopo dieci anni di prigionia forzata in una piccola e angusta stanza ha la possibilità di riassaporare l’aria della libertà. Per dieci anni ha avuto come unica compagna, come unico contatto con l’esterno, come unica fonte d’informazione la televisione.
Goto ora vuole vendetta. Ma la vendetta va meritata: il protagonista sarà costretto a partecipare ad un gioco mortale basato sul tempo: una settimana per ricordare. Una settimana per scavare nel proprio passato, nell’infanzia, nell’adolescenza; al fine di capire perché una persona possa avercela tanto con lui da spendere trecento milioni di Yen per farlo rinchiudere in una cella privata.
Chi l’ha portato via dalla sua vecchia vita? Chi ha deciso di privargli di tutto esiliandolo in una solitudine imposta?
Goto lo sa: l’antagonista è un uomo pronto a tutto, senza scrupoli, egocentrico e spietato; ma non per questo si tirerà indietro: ormai non ha più nulla da perdere.
La sua vita è stata cancellata nello stesso momento in cui ha messo piede nella fredda e ingiustificata prigione.

“Old Boy” è una graphic novel adulta; una graphic novel interessante, impegnativa e struggente; trattata dagli autori in modo particolare, con una sottile sfumatura ironica e di distacco; un’opera pronta a criticare una società senza più morale, né etica: in cui l’essere umano è ossessivamente legato al passato e non può tirarsi indietro davanti al volere del destino, a sua volta, paradossalmente, governato dai ricchi e dai potenti.
Lo scenario è una Tokyo buia, oscura; abitata da prostitute,ubriaconi e vecchi; una Tokyo underground composta da stretti pub e strade deserte.

Lo sceneggiatore Tsuchiya Garon, in Italia conosciuto anche come “Marginal” nell’opera “ Astral Project”, ha talento, un gran talento: le sue storie sono sempre efficaci e nuove, dal forte impatto narrativo e dai protagonisti carismatici.
Ahimè <i>Old Boy</i> contiene un difetto: la ripetitività. Superati i 5 volumi la trama va dissolvendosi, le vicende continuano a ruotare attorno agli stessi concetti senza mai uscire dallo schema iniziale; Goto perde (almeno in parte) il ruolo di personaggio primario oscurato da new entry, agli occhi del lettore, fastidiose ed ingombranti. Le trovate originali vanno scemando e solo con l’ultimo volume ritrovano riscatto.
Tutto ciò è solo in parte colpa del talentuoso autore: infatti l’intreccio narrativo non permette grandi svolti senza perdere la giusta dose di suspense e mistero (vero e proprio cavallo di battaglia del manga) ottenuta con l’incipit.
Altro colpo basso è l’epilogo: tagliato, quasi fulmineo; non lascia il tempo d’essere assaporato. Senza una seconda, e più attenta, lettura apparirebbe anche scontato e incongruente; forse insensato.
I lettori più sensibili e svegli coglieranno appieno la poesia del penultimo e conclusivo capitolo.
Gli altri… be'… ne rimarranno scontenti (ci metto la mano sul fuoco).

Il tratto è realistico e si distacca egregiamente dai canoni degli altri manga. Minegishi Nobuaki è un maestro nel realizzare sfondi e ambienti notturni: claustrofobici e dettati dalla razionalità umana.
Le inquadrature scelte per i momenti più carichi di tensione e pathos alienano il lettore dalla scena, lo allontanano dai protagonisti deformando le immagini ai suoi occhi con grande efficacia ed incisività.
L’edizione della Coconino Press non vale il prezzo: 9,90 € a volume. Carta giallognola e fragile; copertina cartonata (gli angoli si schiacciano con un nonnulla) e retini a volte mal resi.

Complessivamente questo è un manga da provare assolutamente, se amanti del genere seinen; ancor meglio se accompagnati da una buona colonna sonora blues e jazz o classica (sulle orme di Vivaldi).
Voto: 8.5 arrotondato ad 8.

Assolutamente consigliata la sua trasposizione cinematografica: <i>Old Boy</i> del grandioso regista sudcoreano “Park Chan-wook”: apprezzatissimo dalla critica e dal pubblico; qui la sceneggiatura si distacca dal manga ottenendo una trama meglio riuscita, commovente e superba. Complice anche la fantastica regia e fotografia.

ilaria86

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ilaria86

Volumi letti: 3/8 --- Voto 8
Per chi come me ha visto e amato il film "old boy" di Park Chan Wook, secondo atto della "trilogia della vendetta", questo manga di Old Boy sarà una vera sorpresa. La storia è simile a grandi linee, più approfondita e con risvolti completamente diversi nel manga, che tuttavia non possiede il potere evocativo e la grazia del film. Ne risulta comunque un'opera ben congegnata, con un ottimo ritmo narrativo e una buonissima sceneggiatura. Vengono fuori la violenza, il desiderio di vendetta, la ricerca della verità e l'espiazione dei peccati di un personaggio introverso e complicatissimo. Solo per i palati forti.