Annunciato al Jump Festa 2023, The One Piece è il remake moderno dell'anime più amato di sempre, nato dalla collaborazione tra Netflix e WIT Studio — lo studio di animazione dietro titoli del calibro di SPY × FAMILY , Vinland Saga e la prima parte di L'attacco dei giganti . Un progetto ambizioso, pensato per portare la storia di Monkey D. Luffy a una nuova generazione di spettatori in tutto il mondo, con tecnologie di animazione contemporanee e un ritmo completamente rinnovato.
Poco altro si è saputo fino ad oggi di questo progetto. Ora George Wada, co-fondatore e CEO di WIT Studio, ha rotto il silenzio in un'intervista al canale YouTube AI Show, rivelando i retroscena dell'iniziativa e cosa aspettarsi dal risultato finale.

La prima rivelazione è forse la più sorprendente: l'idea del remake non è nata da Netflix né dallo studio, ma direttamente da Eiichiro Oda in persona. Il leggendario mangaka avrebbe espresso un rammarico preciso: la nuova generazione di spettatori non riesce a entrare in sintonia con un anime che va in onda dal 1999, con tutto il bagaglio stilistico e narrativo di quell'epoca. "Poiché è iniziato molto tempo fa, la nuova generazione, abituata alle produzioni moderne, non prova necessariamente lo stesso entusiasmo verso l'animazione più datata", ha spiegato Wada riportando le parole del mangaka.
Il problema del ritmo è da sempre il tallone d'Achille dell'anime originale — episodi dilatati, scene rallentate ad arte per non superare il manga, archi narrativi estenuanti. Wada ha promesso che questa volta sarà diverso: "Questo remake sarà denso e incisivo, senza allungamenti inutili." WIT Studio non si limiterà a ridisegnare i pannelli del manga, ma utilizzerà tecnologie moderne per costruire un'esperienza visivamente appagante e narrativamente solida. Il modello di distribuzione sarà stagionale, pensato per mantenere alta la qualità e tagliare tutto ciò che non fa avanzare la trama. Si ripartirà dall'inizio, dalla Saga del Mare Orientale, ripercorrendo le prime avventure di Luffy con una struttura narrativa snellita.
Un obiettivo reso ancora più urgente dal contesto in cui il progetto si inserisce: con Netflix come piattaforma, l'anime non è più un prodotto destinato al solo mercato giapponese. "Con Netflix, ci siamo resi conto che i nostri lavori vengono guardati in tutto il mondo. Non stiamo più competendo solo nel mercato giapponese; stiamo competendo con giganti globali come Hollywood e Disney", ha dichiarato Wada. Un'ulteriore garanzia riguarda poi il coinvolgimento diretto di Oda nella produzione, che seguirà il progetto molto da vicino — riducendo sensibilmente il rischio di deviazioni dalla storia originale, una preoccupazione legittima per un fandom che conosce ogni dettaglio dell'opera a memoria.
The One Piece non è dunque un semplice reboot commerciale, ma il tentativo di abbattere la barriera d'ingresso a uno dei racconti più ricchi della narrativa popolare contemporanea. Con WIT Studio alla regia, Oda alla supervisione e Netflix come vetrina mondiale, le premesse ci sono tutte.
Fonte: netflixjunkie.com
...con scappellamento a sinistra. 'Sta frase sa tanto di "ci mettiamo pure un po' di CGI" (felice di essere smentito).
Sul discorso che le nuove generazioni non possano approcciarsi ai classici di 20, 30 o 40 anni fa mi pare n'emerita fesseria, allora che facciamo eliminiamo di colpo tutti i vecchi capolavori perchè i cicciobelli viziatini di oggi proprio non ce la fanno a seguire qualcosa che non rientri nei canoni di questi ultimi anni?
Noi all'epoca guardavamo di tutto, non facevamo tante storie! E ci appassionavamo pure a roba di 20 o 30 anni datata. Non conta l'anno di produzione, conta la qualità, la valenza di un'opera, l'emozione che trasmette, e può farlo una cosa prodotta l'altroieri così come qualcosa di decenni fa. Altrimenti è un discorso che si dovrebbe fare per tutta l'arte, per la pittura, la scultura, l'architettura, la musica, il cinema, la letteratura, etc. e non mi pare che il classico venga riproposto in chiave moderna per andare incontro alle generazioni attuali (tranne qualcosa della musica coi remix, cover, etc. che tra l'altro sono sempre peggiori degli originali).
Ok cmq di remake ne abbiamo già visti diversi in questi anni, Cyborg 009, HunterxHunter, Yamato, Ken (pure 2 volte), Arale, oltre alla "revisione" di DB Kai.
E altre probabilmente mi sfuggono al momento.
Oltre a cose non fatte ma desiderate non da pochi (Gundam Origini per esempio).
Poi si può discutere se e di cosa c'era bisogno, ma non me la sento di tirare necessariamente la croce addosso a OP, pur cosciente che come tutto è anche un'operazione commerciale.
però....
"Poiché è iniziato molto tempo fa, la nuova generazione, abituata alle produzioni moderne, non prova necessariamente lo stesso entusiasmo verso l'animazione più datata",
questo fa venire una grande tristezza, non solo per le animazioni, ma per tutto quello che proviene dal passato.
Per carità, se hanno deciso di farlo vuol dire che hanno sondato e hanno visto che c'era lo spazio per farlo per cui che procedano pure.
Più che altro si può discutere poi se il remake è fatto bene o male, per esempio di quelli che hai citato uno (per me) dei migliori in assoluto degli ultimi anni è Yamato che supera anche l'originale, e non intendo solo dal punto di vista grafico (ovviamente stiamo parlando di quasi mezzo secolo di distanza) ma anche per la trama in se stessa, poi ci sono remake che invece lasciano a desiderare per esempio l'ultimo dei Samurai Trooper che da quanto si legge in giro non sembra proprio il massimo.
Uscendo dalla nostra visione provinciale. Basta solo pensare che esiste tutto l' intero territorio americano che ora sta scoprendo gli anime e i manga e chiedergli di recuperare roba di 40 anni fa piena di filler e animazioni vecchie è pura utopia
non è un remake ma un sequel con nuovi protagonisti
Grazie dell'info.
Non mi sorprende, a parte tutti i problemi che ha One Piece, esistono veramente persone che non guardano serie vecchie perché sono in formato 4:3. Questo però non vuol dire che un remake ha senso di esistere
A me ciò che ho letto del manga piace ma ho sempre ritenuto l'anime inguardabile per almeno un centinaio di episodi e in generale il ritmo generale è invecchiato malissimo pure per gli standard delle serie anni '90 e 2000. Fra pacing e filler è un anime che fatto così andava bene quando lo guardavo in TV da bambina ma se visto seriamente merita un adattamento migliore... Io lo ritenevo uno dei remake più urgenti da fare, molto più per dire di Lamù o Sailor Moon le cui serie storiche restano ottime.
Non per l'animazione (sono quindi in disaccordo con quella parte di motivazione) ma per il resto per me l'anime og di One Piece è davvero bruttino per davvero troppi episodi perché il ritmo fatto così, pacing, chiamiamolo come vogliamo, rovina tutto, e ci ricasca ogni tot (poi ho smesso di guardarlo quindi non saprei). Non è una questione risolvibile solo saltando gli episodi di puro filler perché riguarda la struttura di molti episodi.
A tantissimi nuovi fan viene consigliata la versione fanmade con ritmo reso bene infatti (non sono sicura si possa dire esplicitamente il titolo qui), e grazie tante, ma allora vuol dire che i fan stessi si rendono conto di questa necessità.
Detto questo, sarà che è quello il One Piece che guardavo (ho smesso dopo Water 7 o Thriller Bark, anche perché da lì già il manga era scaduto e non mi interessava vederlo doppiamente), ma sono affezionato al One Piece degli esordi, con quel tipo di disegno (peggiorato tantissimo nel corso degli anni, ma che all'inizio aveva un suo stile ben preciso e riconoscibile), di animazione, di colori molto accesi e vivaci, di musiche orchestrate (l'iconica musica che accompagna i cliffhanger di fine puntata, per esempio) e sigle iconiche. Guardando le nuove sigle, sì, le animazioni sono migliorate, ma il design è peggiorato e i personaggi da dopo il time skip non sono neanche riconoscibili (Nami coi capelli lunghi è diventata tutt'altro personaggio, per dirne una), quindi se intendono rifare le prime saghe col design nuovo, come già fatto per alcuni film celebrativi, potrà anche avere animazioni bellissime ma per me è un no.
Sì, attraverso un bel reboot commerciale però, non è che Wit lo farà per beneficenza, e fanno bene, più ci guadagnano e meglio sarà, meglio sarà e più avrò piacere a vederlo, al di là dei discorsi commerciali è indubbio che una versione animata nuova e fresca sia necessaria a chi vuole avvicinarsi al mondo animato di OP, considerando che, a meno che questo The One Piece non inizi tra dieci anni, la serie storica e questa andranno anche in onda in contemporanea.
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