Mentre i giocatori su console stanno attraversando la prima generazione della storia in cui i prezzi salgono man mano che le console invecchiano, il mercato del PC gaming sta subendo una fase di forte rallentamento, confermata nettamente dai dati più recenti. Secondo un sondaggio condotto da Tom's Hardware su oltre 1.500 lettori, circa il 60% dei gamer PC non ha intenzione di costruire un nuovo computer nei prossimi due anni e solo il 25% sta valutando un upgrade entro il prossimo anno.
 
Nessun nuovo PC da gioco per il 60% dei gamer nei prossimi due anni


Alla base del fenomeno ci sarebbe, ovviamente, la crescente pressione esercitata dall’espansione dell’intelligenza artificiale sull’industria dei semiconduttori. La domanda crescente di memoria e storage per i data center AI sta infatti drenando la produzione globale di DRAM, contribuendo a un aumento generalizzato dei prezzi di componenti chiave come RAM, SSD e schede video.

Nel report viene citato il caso della RAM DDR: un kit da 32 GB può arrivare a costare circa 360 dollari, mentre anche gli SSD hanno subito rincari significativi. La stessa pressione si riflette sul mercato GPU, già da anni soggetto a cicli di scarsità e rialzi, ora ulteriormente aggravati dal contesto AI.

Il sondaggio mostra anche una progressione chiara nella propensione all’acquisto:
  • circa 25% degli utenti prevede un upgrade entro 12 mesi
  • circa 15% entro 6 mesi
  • solo 10% entro 3 mesi
  • Il restante 60% rimanda qualsiasi costruzione o upgrade oltre i due anni.
In altre parole, la maggioranza degli appassionati sembra aver adottato una strategia di attesa, ritenendo il mercato attuale poco sostenibile per nuovi build. 

Tuttavia, aldilà dei costi, una parte del fenomeno è attribuibile anche alla maturità delle configurazioni attuali: molti utenti dispongono già di PC sufficientemente potenti da non richiedere upgrade immediati, soprattutto grazie alle necessarie migliorie nell'ottimizzazione dei giochi, che devono poter girare anche su configurazioni non all'ultimo grido.

Certamente rimane il fatto che il mercato dell’assemblaggio PC, nel suo stato attuale, sia diventato molto meno attrattivo rispetto agli anni precedenti. Eventi come Amazon Prime Day o il Black Friday restano possibili occasioni di acquisto, ma difficilmente possono compensare l’aumento strutturale dei prezzi dei componenti e lo stesso si può dire delle nuove CPU e piattaforme recenti, come le ultime proposte di AMD e Intel, che non sembrano per ora sufficienti a riattivare in modo significativo il settore.

Il risultato è che il settore è entrato in una fase di stagnazione, con i leader di settore impossibilitati a proporre novità ad un prezzo in linea con le capacità di spesa degli utenti finali.

Fonte consultata:
Tom's Hardware