Proprio ieri abbiamo pubblicato l'interessante intervista esclusiva di 'Anime Fun!' a Fabrizio Margaria, direttore della fascia ragazzi Mediaset, che non ha mancato di scatenare una lunga serie di post. Ed ecco quanto ci segnala oggi il nostro utente Kittson:


Riporto qui di seguito un interessante articolo nel quale viene tratteggiata la biografia di Alessandra Valeri Manera, nota ex direttrice della "tv dei bambini" sulle reti Mediaset, e nel quale viene difeso il suo ventennale lavoro, da sempre oggetto di aspre critiche da parte delle comunità di appassionati di animazione giapponese. Pur non concordando in diversi punti con l'articolo ritengo che comunque sia degno di attenzione poiché è giusto che chiunque possa esprimere la sua opinione, anche se fuori dal coro...

"Alessandra Valeri Manera - TRA LUOGO COMUNE E VERITA' di Dario "Yusaku" P.

Questa pagina si pone come obiettivo principale quello di ridimensionare l'opinione comune riguardo alcuni argomenti di estremo interesse per chi segue cartoni animati giapponesi, sigle, manga e quant'altro, sfatando alcuni miti e definendo i ruoli esatti di alcuni nomi noti agli appassionati del settore: chi era esattamente Alessandra Valeri Manera? Chi censurava i cartoni animati giapponesi? Qual era il rapporto tra la psicologa Vera Slepoj e Alessandra Valeri Manera?

Sarà interessante scoprire come malintesi e fraintendimenti si siano diffusi sulle decine di forum e fanzine (radicandosi alla loro base proprio nel periodo in cui questi ultimi stavano nascendo) fino a deviare e distorcere il pensiero comune intorno al nome di Alessandra Valeri Manera.

• Premessa
• Chi è e cosa ha fatto veramente Alessandra Valeri Manera?
• Censure e adattamenti: un'azienda, tanti nomi e tanti ruoli diversi


«Ricerca sempre la felicità, Pollyanna!»

Spesso il termine "valori" viene associato a un luogo comune: i vecchi valori, quei valori positivi, educativi, precettivi, sani... non sarò retorico, ma, anche se guardandola oggi sembrerebbe impensabile, c'è stato un periodo in cui anche la tv dei bambini aveva e forniva dei valori.

E' il 1980 circa quando una giornalista Fininvest, non ancora venticinquenne, pone le basi a quella che piano piano e con sempre più forza diventerà la tv dei ragazzi delle reti segnate dal logo del biscione.
Il suo nome è Alessandra Valeri Manera, classe 1956.

E' questo il momento in cui nasce la più bella tv dei ragazzi, quella che si stava delineando già da qualche anno, quella che ora avrà il suo periodo più fiorente, quella più sana, eclettica e educativa, quella che, però, dopo vent'anni vedrà la sua fine: è l'inizio del nuovo millennio quando la fascia ragazzi Mediaset si sgretola, è l'inizio del nuovo millennio quando il ruolo di Alessandra Valeri Manera (fino ad allora direttrice della tv dei bambini, ideatrice di programmi a loro dedicati, produttrice artistica e scrittrice dei testi delle sigle dei cartoni animati) si frantuma e passa a nuovi individui.

Chi è e cosa ha fatto veramente Alessandra Valeri Manera?

Direttrice della tv dei bambini per più di vent'anni, ideatrice di programmi a loro dedicati, produttrice artistica e scrittrice dei testi delle sigle dei cartoni animati: per quanto immensi siano i ruoli svolti da questa donna, detti così possono sembrare riduttivi.
Alessandra Valeri Manera è stata sposata, era ed è una donna semplice, di sani principi, ma allo stesso tempo molto intraprendente e capace di farsi portare rispetto.
Se qualcuno aveva la sigaretta accesa nei corridoi Mediaset, al passaggio della signora Manera questa era subito spenta: sapevano tutti che Alessandra odiava il fumo. Sveglia alle 5 e, da perfetta capostruttura, alle 7 subito in ufficio per visionare i palinsesti.

Alle 9 rapido sguardo ai testi di Bim Bum Bam e Ciao Ciao, storici programmi da lei ideati, quindi contrattazioni per acquisti dei vari cartoni dal Giappone o dall'America. Pranzo e il pomeriggio in sala d'incisione.
La sera a letto dopo il TG e nel week-end, di consuetudine, la maglia.
Sempre in viaggio per curare la produzione delle sigle dei nuovi cartoni onda, puntualmente prendeva il treno Milano-Voghera per andare a casa di autori come Vincenzo Draghi (interprete e compositore di centinaia di canzoni per bambini) con lo zainetto di Topolino, i sandaletti e le calzettine di cotone.
Ai suoi collaboratori musicisti Alessandra Valeri Manera, che conosceva già la trama del cartone, commissionava alcune sigle attraverso uno storyboard oppure se l'animazione era già pronta, questi la guardavano personalmente. Successivamente Alessandra valutava le musiche proposte dagli autori e a volte capitava che dovessero rifare completamente più di 4 o 5 volte qualche sigla. Alessandra non si accontentava, il pezzo doveva essere perfetto. In lei c'era una correttezza davvero ammirevole riguardo la scelta di uno o di un altro autore.

Ma questo alcuni non l'avevano capito.

Il nome di Alessandra Valeri Manera, infatti, era quello più in vista. Tutto ciò che aveva a che fare con la fascia ragazzi Fininvest/Mediaset era attribuito a lei.
E così tutto il resto non contava, di questi "alcuni" citati prima lei divenne il capro espiatorio.
Questi alcuni, ormai adulti, non erano altro che gli otaku (termine ormai in uso in Italia per indicare anche quella fetta di appassionati di animazione giapponese che pretendono una trasposizione italiana maniacalmente vicina a quella originale) incalliti o i nostalgici della tv di fine anni '70 inizio '80, accecati da quello che non riuscivano a vedere, accecati dalla pretesa egoista di avere cartoni curati appositamente per loro, senza pensare più al bambino, senza pensare più alla sua tv. Anche loro erano stati bambini, anche loro avevano visto in tv cartoni edulcoratamente adattati (non avevano capito, infatti, che non era Alessandra Valeri Manera a censurare, ma era la società stessa a pretenderlo e di fatti un cartone, che siano gli anni '70, gli anni '80 o i '90, che sia Rai o Mediaset, in fascia protetta, non è mai stato trasmesso senza censure, mai), ma ormai erano grandi, erano "appassionati" e volevano i cartoni senza censure. Al timone dell'unica tv dei ragazzi veramente esistita (quella Mediaset degli anni '80 e '90 non ha eguali, infatti) c'era ormai da anni lei, Alessandra, e fu così che, cancellando tutto il resto, prima per questi alcuni, poi per i molti aizzati (purtroppo ingenuamente tramite quella che ormai stava diventando la via di comunicazione più comune, ma anche quella più dubbia e più soggetta alla disinformazione, ovvero la rete Internet) da questi alcuni, Alessandra divenne il capro espiatorio; la società non permetteva che i prodotti dell'animazione per bambini andassero in tv integralmente, ma la colpa era di Alessandra, le associazioni dei genitori (tra cui il MOIGE: Movimento Italiano Genitori) erano lì in agguato se solo in fascia protetta si fossero viste sciocchezze come un bambino al quale uscisse sangue dal naso, ma la colpa era di Alessandra Valeri Manera. I pochi, tramite il potere devastante e tremendo della rete Internet, avevano distorto la realtà ai molti. Per i molti, che si avvicinavano anno dopo anno alla cultura italiana dell'animazione giapponese, lei era "la" colpevole. Invece di ringraziarla per i cartoni e i programmi per bambini di sani valori che questi vedevano in Tv, invece di ringraziarla per quel mondo che senza di lei si sarebbe frantumato, per quei cartoni più adulti e emozionanti che dai primi anni del nuovo millennio, quando il suo posto è stato preso da altri, sono stati effettivamente cancellati dai palinsesti, questi la colpevolizzavano, lei era ormai diventata il loro "demonio", l'individuo da citare nei forum di discussione (tramite la sigla "AVM") appena si parlasse di censure e edizioni italiane di cartoni animati.

Sembrava non si parlasse d'altro... "Al rogo AVM! Abbasso le censure! Alessandra Valeri Manera vattene via". E così all'l'inizio del nuovo millennio accadde. Alessandra Valeri Manera, dopo venti gloriosi anni non riconosciuti tali da chi doveva unicamente ringraziarla, lascia il suo posto a nuovi individui
"...

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