Riportiamo un'analisi dell'anime Ideon ad opera dell'utente Micheles. A differenza dei canonici dossier che abbiamo pubblicato in passato (e che continueremo pubblicare in futuro), il seguente testo non si prefigge lo scopo di informare il lettore con uno stile distaccato e imparziale, bensì di analizzare, in modo anche estremamente personale, i significati e i simbolismi dell'opera in questione. Per questo si è deciso di pubblicarlo in una sezione apposita.
Buona lettura.

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Space Runaway Ideon, è il titolo internazionale di Densetsu Kyojin Ideon, ovvero il Leggendario Dio Gigante Ideon, serie anime originale di 39 episodi realizzati da Yoshiyuki Tomino negli anni 1980-1981 e seguita da due film cinematografici nel 1982. Racconta la storia di un gruppo di coloni terrestri che ritrova sul pianeta Solo i resti di un'antica civiltà extraterrestre. Tra le rovine vengono rinvenuti tre mezzi pesanti che combinati insieme formato il robot gigante Ideon e un'astronave, che verrà chiamata astronave Solo. Sia il robot che l'astronave sono alimentati da una misteriosa energia, detta Ide, al centro delle antiche leggende di potente razza extraterrestre, il Buff Clan. Una spedizione di scout del Buff Clan raggiunge il pianeta Solo, cercando una spiegazione per le meteoriti che stanno colpendo il loro pianeta madre e alla cui origine sembra essere proprio l'Ide. L'incontro con i terrestri porta immediatamente alla guerra. Inizia così un'opera appartenente al più puro filone dello space opera combinata con il genere robotico tradizionale, ma che con il proseguire delle puntate si rivela profondamente originale e innovativa.

Elenco capitoli:
Yoshiyuki Tomino
Ideon
Il potere dell'Ide
Antecedenti
Giapponesità di Ideon
Personaggi e sceneggiatura
Mecha design e xenobiologia
Il target di pubblico
Giudizio finale
Appendice: Ideon e Gurren Lagann

YOSHIYUKI TOMINO

Vale la pena di iniziare l'analisi di Ideon con una premessa di carattere storico sul regista Yoshiyuki Tomino. Tomino è universalmente riconosciuto come il più grande innovatore del genere robotico dopo Go Nagai grazie a
Gundam, realizzato nel 1979, immediatamente prima di Ideon. Purtroppo l'enorme successo di Gundam ha messo in ombra le altre opere di questo prolifico autore, che ha fatto parte del mondo dell'animazione giapponese fin dai primordi. Mi pare il caso di rettificare questa situazione e di spendere qualche parole sui lavori di Tomino che non hanno a che fare con Gundam, perché sono quasi tutti opere di prima grandezza. La sua carriera inizia direttamente con il primo anime della storia, Astroboy (1963) per cui ha scritto alcuni episodi. Successivamente, sempre per la Mushi productions, Tomino ha lavorato alla serie di
Jane e Micci (1971), conosciuta in Italia anche come Che segreto! Il primo anime da lui diretto è stato Toriton del mare, tratto da un manga di Tezuka. Successivamente ha lavorato agli storyboard di Kyashan (1973) e della Corazzata Yamato (1974). È stato anche il regista de Il Tulipano Nero (1975) e ha lavorato a Le avventure di Pepero (1975), tutti anime ben noti in Italia ai fan con qualche anno sulle spalle. Il primo anime robotico da lui diretto è il celebre Raideen (1975) che purtroppo non è mai arrivato da noi. Sono arrivati però gli ottimi Vultus V (1977) di cui è stato il produttore, seguiti da Zambot 3 (1977) e Daitarn 3 (1978) di cui è stato scrittore e regista. Nel 1979 Tomino cambia la storia con Gundam e nel 1980 raggiunge l'apice della sua carriera con Ideon. Negli anni successivi realizza Combat Mecha Xabungle, Aura Battler Dunbine e Heavy Metal L-Gaim. Da allora in poi vive di rendita continuando a dirigere innumerevoli episodi della saga di Gundam, intervallati da qualche occasionale escursione in opere originali come Brain Powerd.

Ideon 2

Da un punto di vista storico non c'è dubbio che l'innovazione più importante della carriera di Tomino sia stata l'invenzione del concetto di real robot: mentre fino al 1979 l'animazione giapponese era vissuta copiando e adattando a non finire l'idea originale del super robot nagaiano, invincibile guerriero meccanico che funziona più in base alle ragioni del cuore che a quelle dell'intelletto, con Gundam Tomino introduce l'idea rivoluzionaria che il robot gigante sia semplicemente un'arma come tante altre. Il Gundam ha quindi un numero limitato di munizioni, un'autonomia finita e soddisfa le leggi della fisica (piegate ad una logica fantascientifica, certo, ma non ad una logica completamente fantastica come quella dei robot di Go Nagai, che possono addirittura sanguinare). Prima di Gundam il concetto di mecha non esisteva: dopo Gundam il super robot diventa un mecha qualunque prodotto in serie e non più unico. Si perde completamente l'aura di sacralità che era presente in Mazinga, Dio e Demone allo stesso tempo. Chi è abbastanza vecchio da ricordare la prima visione italiana di Gundam, avvenuta nei primi mesi del 1980, ricorda lo scalpore suscitato tra i bambini dell'epoca, perché il Gundam era qualcosa di totalmente innovativo e mai visto prima. Personalmente anche a quel tempo rimanevo fedele all'ortodossia nagaiana: pur riconoscendo i meriti innegabili di Gundam, specialmente per quando riguarda i personaggi, molto più complessi e realistici di quelli di Go Nagai, preferivo il super robot al real robot. Probabilmente non ero l'unico, tanto è vero che in Giappone la serie di Gundam dovette essere sospesa alla quarantatreesima puntata per scarsa audience: evidentemente si trattava di una serie troppo rivoluzionaria per i suoi tempi.


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