Prosegue la carrellata di interviste agli editori italiani di manga, arricchita questa volta dalla presenza di Alberto Galloni per Magic Press Edizioni. Buona lettura con questa prima parte dell'intervista.

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1- Ciao Alberto, visto che è la prima volta che ti si vede su AnimeClick.it, ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori?
Non immagini manco quanto mi mette in imbarazzo questa domanda di rito! In tutti i casi, io sono il direttore editoriale della linea manga di Magic Press Edizioni.

2- Tu sei uno di quegli addetti ai lavori nati e cresciuti sul web, ed anche dopo aver assunto i tuoi impegni editoriali, sei rimasto abbastanza attento al fandom che frequenta siti, forum e quant'altro.
Da profondo conoscitore dei gusti e le opinioni degli internauti, quanto ritieni che questi siano allineati ai dati di vendita? Inoltre pensi che questi stiano mutando nel tempo?

In effetti questa “preziosa” vicinanza con il pubblico l’ho un po’ persa a causa degli impegni. Forse è qualcosa di inevitabile con gli anni che passano, eppure i troll di pluschan ci sono ancora... ahahah! Però sono vecchi e non trollano più come un tempo, ormai vengono surclassati dalle “nuove generazioni”.
In primis io penso che i gusti degli internati contino, ma le loro preferenze possono non essere sufficienti per garantire le vendite in un mercato saturo, drogato da una quantità smisurata di prodotti e una distribuzione zoppicante (nel senso che non puoi comprare quello che non c’è sugli scaffali). La seconda osservazione che faccio invece riguarda il metodo con cui sondare il grado di popolarità di un titolo su internet: ci sono tantissime (tendenti a infinito) community di fan e la popolarità di un titolo cambia da una all'altra e quindi non esiste un metodo infallibile per stilare una classifica. Fanno eccezione, ovviamente, i “fenomeni di massa”: voglio dire, è facile verificare la popolarità di un Kuroshitsuji, difficile verificare quella di Adekan. Tuttavia, ora come ora, per effetto della mia prima osservazione, non sono certe neanche le vendite del “fenomeno”.
Tutto cambia quando parliamo di mercati più “sani” come quello degli yaoi o dei fumetti erotici (in parte disgiunti dal mercato “generico”, perché ci sono tanti lettori, soprattutto di Black Magic, che non leggono manga ma leggono Power Play!). Quel che è certo è che internet non facilita il lavoro agli editori, anzi, chi non sa orientarsi bene o “la fa troppo semplice” rischia molto.

3- Com’è andato questo 2012 da poco concluso? Ti va di fare un piccolo bilancio?
Se parli del mercato in generale, le vendite calano all'aumentare delle pubblicazioni e siamo addirittura arrivati a editori che si dichiarano pronti a vendere 600 copie... per cui, in generale, il 2012 è andato certamente peggio del 2011.
Purtroppo Magic Press Edizioni non è tra quelli che possono permettersi di vendere 600 copie, tuttavia, per fortuna, in controtendenza rispetto l'andamento generale, il nostro fatturato non è sceso. Come è stato possibile? Abbiamo mandato avanti MX con pochi titoli ma buoni: nel 2012 siamo riusciti a promuovere bene La figlia dell'Otaku e Chrono Crusade, raggiungendo vendite soddisfacenti. Abbiamo lanciato 801 e Black Magic ci siamo presentati sul mercato con prodotti “veramente differenti”. Dulcis in fundo, non siamo più in esclusiva con alcun distributore e abbiamo iniziato a distribuirci anche da soli. Una scelta giudicata “scellerata” dai più, ma che ci sta permettendo di sapere cosa c'è e cosa manca sugli scaffali e soprattutto di rifornire le librerie in tempi decenti: i negozianti che comprano da noi non attendono due mesi per avere un arretrato e sono contenti di venderli. Ci siamo mossi moltissimo.

4- Che ne pensi dell’attuale panorama editoriale? Che strategia ha adottato Magic Press per ritagliarsi il suo spazio vitale nell’attuale affollatissimo mercato? C’è qualcosa che ti auspichi cambi a breve?
La strategia editoriale principale l'ho accennata nella risposta precedente: abbiamo “diversificato”. Abbiamo investito molto denaro e tempo sulle linee 801 e Black Magic (cosa non facile). Abbiamo diversificato anche l'aspetto dei nostri volumi e le nostre edizioni sono in continua evoluzione: sapevate che le copertine metalliche dei volumi 801 da “Il tiranno innamorato” in poi, sono differenti dalle precedenti e non si graffiano più? Persino la carta degli interni, già cambiata a partire dall'esordio di 801, è stata ulteriormente migliorata e adesso abbiamo ottenuto oltre alla resa dei retini e la profondità del nero, anche lo spessore. Dal punto di vista dell'innovazione (siamo editori, per cui l'innovazione la facciamo con nuove tecniche di stampa, di scansione, di lavorazione ecc.) non ci batte nessuno. Usavamo la carta Selena (in verità abbiamo usato anche la più costosa Arcoset) quando gli altri editori stampavano su Vega oppure su carte bianche rigide anche peggiori. Nel 2012 la Selena si è imposta come carta standard per i volumi più costosi (più dei nostri), anche se spesso noto che non viene usata come dovrebbe, mentre noi siamo andati avanti, in cerca del nuovo standard per i volumi di prestigio, una carta in grado di colmare le lacune (che noi conosciamo benissimo) della Selena. Inoltre continuiamo a offrire qualità su tutti i fronti: i nostri manga sono tradotti dal giapponese, non dal francese o dall'inglese (come sta succedendo sempre più spesso altrove).
Cosa mi auspico per il futuro? Ti stupirò: il mio auspicio sarebbe quello di poter continuare su questa strada. Purtroppo, come tutti, ho la sensazione che qualcosa cambierà entro la fine dell'anno: o diventeremo meglio degli operai cinesi riuscendo a guadagnare vendendo 600 copie di un manga che costa 5,90€, oppure bisognerà pagare il conto di tutte le strategie editoriali dissennate dell'ultimo quinquennio. Sono convinto che un ridimensionamento del numero delle pubblicazioni sia più che mai necessario, per non dire inevitabile, e spero che avverrà in maniera graduale senza assistere ad alcun crollo improvviso (perché il fallimento anche solo di un editore, lo pagheranno tutti gli editori con la disaffezione del fandom).

5- Quali sono le difficoltà, per una casa medio-piccola come Magic Press, nel mantenere un calendario delle uscite il più possibile regolare e affidabile? Quanto pensi incida la regolarità delle uscite sulle vendite?
Ci sono pro e contro per quanto riguarda il calendario delle uscite. Un appuntamento fisso ogni X mesi probabilmente contribuirebbe alla fidelizzazione dei lettori, ma serve un ingente investimento in termini di denaro: l'appuntamento fisso è realizzabile solo lavorando il calendario con largo anticipo e acquistando le licenze ancora prima di fissare il calendario. In poche parole: pago adesso e comincerò a vedere i soldi tra un anno, forse. Questo ostacolo capite bene che non è facilmente sormontabile senza aver stanziato sostanziosi budget. Tutto qua.

Chrono Crusade cover 1La figlia dell'otaku cover 1Georgie cover 1

6- Oggi le tirature pare siano cambiate molto, e bissare le grosse cifre di una volta è diventato notoriamente abbastanza difficile. Quante copie deve vendere quindi un manga per non essere considerato un flop?
La domanda da un milione di euro! Lo sai che non posso risponderti, vero? Solo che non ti dirò che non capisco come questo dato possa interessare i lettori, perché so che invece interessa. Tuttavia non posso, non mi autorizzano.

7- Per alcune serie concluse avete distribuito dei BOX che raccoglievano l’intera opera. Quali sono i benefici di queste iniziative? Non credete che tale meccanismo sia pericoloso, visto che il lettore potrebbe pensare per il futuro di attendere direttamente la pubblicazione dei box per le serie a cui è potenzialmente interessato?
Secondo me il problema non si pone. I nostri box non sono oggetti da collezione, ma solo un escamotage per raggiungere canali di vendita diversi dalle fumetterie. Inoltre non abbiamo mai abusato dei box, ne abbiamo fatti davvero pochi. Abbiamo realizzato il cofanetto di Georgie! un anno dopo la sua conclusione per distribuirlo nelle librerie di varia, ottenendo un buon successo di vendite. Quando però abbiamo ripetuto l’operazione con Rg Veda, abbiamo scoperto che i box per le serie più lunghe di 4-5 volumi non funzionano bene. La prova del nove è stata il cofanetto di Pollon, che è andato bene perché complessivamente l'oggetto costa “solo” 15 euro. Tuttavia non abbiamo intenzione di “boxare” qualunque serie di un paio di volumi (Kagemusha o Ganon per esempio sono 2 volumi, come Pollon) perché secondo noi non tutte le serie hanno lo stesso appeal. Non c’è nessuna certezza della realizzazione del box a fine serie e, in tutti i casi, chi aveva già comprato Georgie!, Pollon o RG Veda, ha poi potuto recuperare il box gratuitamente al nostro stand in fiera.

8- Uno degli aspetti più discussi per quel che riguarda le edizioni pregiate, è la presenza di pagine a colori, la cui inclusione viene di solito descritta come difficoltosa degli editori italiani, che infatti il più delle volte si limitano ad includere solo le solite due o tre tavole a colori ad inizio volume.
Invece in un’edizione come quella MX di Georgie notiamo la presenza di diverse illustrazioni a colori anche all’interno al volume: quali difficoltà quindi comporta, nelle trattative con l'editore giapponese, ottenere la pubblicazione in monografico di tali pagine a colori? È davvero così impraticabile, come si dice, ottenere anche quelle pubblicate solo su rivista?

L'edizione di Georgie! che abbiamo pubblicato noi è uguale all'edizione Giapponese e fin quando si tratta di stampare un volume identico all'originale, nel 90% dei casi non ci sono problemi (ci sono sempre le eccezioni). Nel caso in cui si voglia realizzare una edizione differente dall'originale, bisogna vedere cosa ne pensano autore ed editore e poi reperire i materiali. Come molti di voi ben sanno, i volumi della collana Black Magic sono senza censure e quindi diversi dall'edizione giapponese (eccetto i volumi di Haruki, il cui materiale è irreperibile oltre che già censurato dall'autore stesso) e per realizzarli l'editore giapponese è dovuto andare a cercare le tavole originali pre-censura. A seconda degli editori e dei titoli, il gioco potrebbe non valere la candela, anche perché, al di là del tempo perso a chiedere permessi e recuperare le pagine a colori pubblicate su rivista, il nostro obiettivo è il profitto: non ho alcun dubbio che le tavole senza censura di Yamatogawa siano un “plus” che certamente si riflette molto positivamente sulle vendite, la stessa cosa sicuramente non si può dire di Hitsuji no Uta che non venderebbe comunque, con o senza tavole a colori da rivista (premesso che sono comunque irreperibili, abbiamo fatto fatica a recuperare anche solo le sette illustrazioni per le nostre copertine).

9- Qual è stato l'editore o l'autore giapponese più difficile da accontentare? Hai qualche aneddoto?
Sicuramente Yoshikazu Yasuhiko. Ha voluto controllare gli interni di Venus Wars, facendoseli spedire su CD (sarebbe stato molto più semplice usare un ftp, ma lui ha voluto il CD). Quindi abbiamo dovuto finire il lettering con largo anticipo, spedire il CD in Giappone a nostre spese, attendere almeno un mese perché Yas desse la sua approvazione e poi stampare!

10- Qual è la vostra politica nei confronti dell'adattamento delle onomatopee?
Noi non adattiamo le onomatopee, le “sottotitoliamo” cercando di essere il meno invasivi possibile. Fanno eccezione i volumi targati Black Magic, dove non ci sono neanche i sottotitoli. Perché? Ehm... la spiegazione è un po' imbarazzante, per cui userò un giro di parole: su un manga come Witchcraft le onomatopee sono tantissime, enormi, volendo anche intraducibili (c'è una onomatopea diversa a seconda del grado di umidità degli... ehm, organi) e nella maggior parte dei casi particolarmente inutili. Abbiamo affrontato tutti gli ostacoli che ci si sono parati davanti per ottenere le tavole pulite prima della censura per poi impiastrarle con sottotitoli banali che spesso non troverebbero spazio se non sovrapposti a quei dettagli che abbiamo fatto di tutto per recuperare? Quindi le abbiamo eliminate del tutto (tanto nessuno le leggerebbe se messe alla fine del volume e tra le vignette fuori dalla tavola non c'è spazio). Sono un integralista dell'arte (quella che spigne). Ahahahahah!

11- Per quel che riguarda la tua realtà editoriale, come e quanto influiscono sul prezzo di copertina elementi come licenza, traduzione, adattamento e lettering, materiali, stampa, distribuzione ecc…
Ci potresti fare una stima in percentuali?

La distribuzione è facile: incide del 50% abbondante (noi non andiamo in edicola, dove incide di più), quindi su un prezzo di vendita di 5,90€ a noi arrivano 2,95€. Stampa, diritti, traduzione e lettering, sono costi fissi, per cui la percentuale di incidenza per ogni singola copia dipende dalla tiratura, che è diversa da titolo a titolo.

12- Con la diffusione di internet e delle scanlation amatoriali, si è venuto a creare un fandom costantemente informato ed aggiornato sulle novità, ed è diventata prassi comune che siano proprio gli stessi lettori ad invocare la pubblicazione di determinate opere.
Le segnalazioni dei lettori quanto sono importanti per te? Possono influenzare l'acquisto di un titolo?

Oh, sì! Verissimo, anche se nel 90% dei casi il pubblico invoca i “fenomeni di massa” (che non ci sarebbe neanche bisogno di invocare). Fa (in parte) eccezione la linea 801: le ragazze che mi scrivono, vengono ad assistere alle conferenze e che, nel caso di Cartoomics lo scorso anno, si siedono a fianco a me per compilare la loro lista dei desideri, sono importanti. Non tanto perché penso che questi episodi siano “statisticamente rilevanti”, quanto perché la loro passione e il loro proporsi attivamente meritano il mio interesse. Considera anche una cosa: si sono verificati almeno 2 casi in cui alle richieste dei fan “pubblicherete X?” ho risposto no, poi però ho cambiato idea (Adekan è uno, l'altro lo annunceremo a breve).

Venus Wars cover 1Hitsuji no uta cover 1Adekan cover jap

13- Passando in rassegna il Catalogo Magic Press, accanto alle molte riedizioni di manga già pubblicati in passato (Georgie, Pollon, RG Veda, Venus Wars, Chrono Crusade...) vi sono opere più recenti ma relativamente “sconosciute”; come ad esempio L'isola prigione. Quale delle due categorie viene maggiormente premiata dall'attuale mercato?
Ovviamente le “girelle”. Ma devono essere girelle di “serie A”, non di “serie B”. Ma lo sai che abbiamo ricevuto mail di lettrici che chiedevano la sostituzione di Georgie! perché stampato tutto “al contrario”? E mica una... tanto per farvi capire a chi andiamo a vendere e perché vendiamo queste “girelle”.
Per quanto riguarda le riproposte, RG Veda è andato bene, Chrono Crusade sta crescendo, mentre Venus Wars è andato malino. I titoli “sconosciuti”, che sono poi le novità “vere”, fanno più fatica. Ma è una cosa ovvia! Per sapere se un manga ti piace oppure no, devi provarlo, ma se escono 150 novità al mese, qual è la probabilità che un lettore a caso scelga di provare “L'isola prigione”? Una su 150? No, meno, perché non tutti i titoli sono alla pari e ce ne sono una manciata che catalizzano molta più attenzione. Poi, per fortuna, accade che con molta pazienza, dimostrando di essere editori seri e con un catalogo valido, i lettori inizino a provare a leggere le nostre eccellenze come “La figlia dell'otaku” e scoprono che è effettivamente su un altro pianeta, spargono la voce e il titolo piano piano inizia a vendere. Ma non succede sempre e con tutto (per esempio non è successo con Genius Family Company o con Hitsuji no Uta).

14- Gli acquirenti di sesso femminile son sempre stati considerati una minoranza, sebbene recentemente la tendenza sembra andare invertendosi. Anche Magic Press è andata loro incontro pubblicando sia shoujo classici (Georgie, Itazura na Kiss) e josei (Eroica, Genius Family Company) che un'intera collana dedicata allo yaoi. Dobbiamo considerarlo un segnale di come il pubblico femminile sia ora diventato una forza economica non più trascurabile?
Sono tanti anni il pubblico femminile non è una minoranza trascurabile e, ora come ora, soffre della sovrabbondanza esattamente come il pubblico maschile. Chi legge yaoi non è detto che legga anche shoujo manga, anzi, sono abbastanza convinto che questo mondo abbia più lettrici in comune con gli shonen (anche se spesso si parla di titoli come Black Butler) che con gli shoujo.

15- Negli ultimissimi anni abbiamo assistito ad una sorta di rinnovato interesse, da parte degli editori nostrani, per i titoli di genere erotico. Domanda forse scontata, ma "hentai" e yaoi son davvero, come sembra, un metodo così efficace per combattere l'attuale crisi economica e/o la congestione del mercato manga? Non vi preoccupa che veniate considerati “la casa editrice degli yaoi e gli hentai” e che questo possa far passare in secondo piano il resto del vostro catalogo?
Un minimo di interesse sui fumetti erotici c'è sempre stato, di tanto in tanto quasi tutti gli editori fanno un tentativo (da Futari Ecchi a Oh!Great e Utatane, e poi c'è chi è fissato con un autore in particolare...), solo che nessuno di questi tentativi ha poi avuto un seguito importante. Io personalmente non vedo un “rinnovato interesse” per il genere erotico, vedo le stesse persone che fanno le stesse cose da anni (per anni hanno pubblicato manga erotici “per caso” e continuano tuttora). Noi abbiamo fatto una cosa diversa: siamo usciti con Witchcraft posizionandolo su un nuovo marchio, l'abbiamo promosso e distribuito (da soli, questo è importante) e, soprattutto, il fumetto non ha deluso i lettori (ma di questo parleremo più sotto). Risultato: dopo un anno abbiamo iniziato a venderlo e siamo andati avanti. E anche con gli yaoi non è andata diversamente: quando siamo usciti con il primo volume di “Mi vergogno da morire”, abbiamo sopportato dei preordini ridicoli. Le nostre vendite sono frutto di un lavoro editoriale fatto bene.
Nel mercato italiano si è avviato un meccanismo perverso in cui non sei nessuno se non pubblichi più degli altri, quindi gli editori fanno a gara a chi pubblica di più (e perde più soldi). Pubblicando poche cose (e non annunciando titoli a profusione) anche io ho la sensazione che il pubblico, soprattutto su internet, pensi che noi non pubblichiamo nulla, tuttavia noi non possiamo permetterci di partecipare a questa folle gara a chi “annuncia di più” per farci belli agli occhi dei lettori. 801 e Black Magic invece sono riconoscibili anche senza pubblicare tonnellate di volumi, perché sono collane uniche. Ragion per cui sicuramente i fan ci conoscono per quella parte del nostro catalogo che è più visibile, ovvero 801 e Black Magic. Almeno siamo presi in considerazione!

16. Siete interessati a trattare anche quei boys' love storici che hanno dato origine al filone (Kaze to ki no uta di Keiko Takemiya o i lavori di Moto Hagio, per fare degli esempi), oppure ritieni si tratti di un segmento di mercato troppo distante da quello degli yaoi contemporanei da voi trattati finora?
Se si fa un discorso serio e sensato, io penso che qualcosa si riuscirebbe pure a vendere. Ovviamente fatti “per caso” sarebbero totalmente fuori mercato. Tuttavia non dipende solo da noi, tanti di questi prodotti non riusciamo a “raggiungerli”.

つづく...

Continuate a seguirci visto che, come ormai avrete capito, non finisce qui!