Punch Out rece intro

Risin' up, back on the street, did my time, took my chances...
Went the distance now i'm back on my feet, just a man and his will to survive...


Punch Out rece 1Quanta forza si può radunare nel cuore di un uomo a caccia di rivalsa.
Rivalsa dopo una caduta, un errore o anche solo una vita sfortunata, una rivalsa contro il destino.
Il giovanissimo Little Mac, protagonista di Punch Out, ha proprio l'aria del giovane desideroso di rivalsa dopo una vita non particolarmente esaltante o di buone speranze, spinto dal vento della passione che rigonfia le vele del suo cuore.
Originario di Brooklyn, piccolo di stazza e statura, giovane ed inesperto, s'imbarca nell'avventura più grande della sua vita, a caccia del titolo di Campione Mondiale dei Pesi Massimi della WVBA (World Video Boxing Association), impresa impossibile, in teoria, per uno come lui, con quel background, quel fisico, quella scarsa esperienza.

Nel suo angolo c'è, però, Doc Louis, allenatore pronto ad aiutare il nostro eroe con i suoi saggi consigli e la sua bontà d'animo in grado di rischiarare il cuore più intorbidito da ogni genere di cazzotto. Niente colpi segreti, niente parentele speciali che lo rendono un uomo, sotto sotto, migliore degli altri, niente "trucchetti": come unica, vera arma, Little Mac ha solo due vecchi nemici, sempre in disaccordo, per l'occasione uniti per aiutarlo nella corsa alla vittoria.
Il cuore, e il cervello.

Punch Out rece gameplay

I controlli di Punch Out sono quanto di più semplice eppur tecnico si possa concepire: due tasti, per il pugno destro e il sinistro, il tasto Start per lanciare un Super Montante qualora ce ne fosse la possibilità e la croce direzionale, per schivare (Destra, Sinistra, Giù due volte) parare (Giù) e puntare al volto degli avversari anziché al corpo (Su).
Sperare di poter tirare pugni a destra e a manca per abbattere gli avversari che ci fanno da ostacolo per la vittoria del titolo mondiale, però, è una speranza vana: Punch Out è un mix di strategia e riflessi pronti, perché dal secondo avversario in poi, i nemici avranno strategie e tecniche specifiche, pattern di movimento ben precisi da studiare per capire quando è possibile colpire, e talvolta si tratta solo di una porzione di secondo, e persa quell'occasione, nel migliore dei casi s'è sprecato fiato, nel peggiore si è al tappeto per via del contrattacco nemico.

Punch Out rece 2In alto sullo schermo sono visualizzati, da sinistra verso destra, il numero di stelle (da raccogliere cogliendo particolarmente in fallo l'avversario, che ci permettono di lanciare il nostro Super Montante in numero eguale al loro e che vengono perse se si viene colpiti), il numero di cuori (che rappresentano la nostra resistenza e il numero di pugni che possiamo lanciare: vengono persi sferrando pugni, appunto, venendo colpiti e difendendoci, se si riducono a zero rimaniamo senza fiato, incapaci di colpire e costretti a schivare i colpi dell'avversario per un breve periodo di tempo, ci è possibile, però, colpire senza perdere cuori se attacchiamo quando l'avversario è sbilanciato per un suo stesso colpo), la nostra energia (se si esaurisce andiamo K.O. e dobbiamo premere i tasti A e B ripetutamente per riprenderci prima che l'arbitro conti fino a 10, pena la sconfitta), l'energia avversaria (da esaurire!) e il tempo rimanente (ogni match è composto da tre round di tre minuti ciascuno, al termine dei quali chi ha mandato K.O. più volte l'avversario vince, e in caso di parità si deciderà ai punti: purtroppo però, molto difficilmente in quest'eventualità i giudici daranno ragione a Little Mac...).

Come citato poco più su, i match sono più simili a delle vere Boss Battle che a degli incontri tra pari, anche perché pari, i due contendenti, non sono: Little Mac è decisamente più minuto e debole dei campioni che sfiderà, ma dalla sua ha la nostra furbizia.
Ogni pugile ha i suoi tic, i suoi momenti di abbassamento della guardia, i suoi rituali o tormentoni, un attimo, un battito di ciglia in cui, si, è il momento di colpire, perché altrimenti il più delle volte il nostro colpo verrà parato, il nostro fiato sprecato e, potenzialmente, il nostro grugno centrato da ostili nocche nemiche, pronte a coglierci in fallo.
Messe da parte, come detto, le vittorie a punti improbabili, le nostre uniche chance di vittoria sono di mandare a tappeto l'avversario tre volte nel corso di un solo round, o suonargliele così forte da non permettergli di rialzarsi, ed è a questo che bisogna puntare.
C'è un profondo senso del ritmo, in Punch Out, ed un livello di coinvolgimento incredibile, considerato che viene portato da una manciata di sprite ad 8 bit carichi di carisma.
La foga con cui si scatena una scarica di colpi degni della Sacra scuola di Hokuto ad ogni errore dell'avversario, il pathos quando il nemico è a terra e sembra non rialzarsi prima del conto di 10, la gioia della vittoria e l'amarezza della sconfitta, con le necessarie riflessioni sugli errori commessi o sui comportamenti del nostro rivale in cerca di una qualche "crepa" nelle sue difese, i saggi consigli di Doc Louis che molto aiutano, in questo senso, tra un round e l'altro, rendono l'esperienza di gioco coinvolgente ed indimenticabile come solo pochi giochi sanno fare, pur con tutta la semplicità tecnica del caso.
Ogni match è come fosse una storia a sé, una storia vissuta sulla nostra pelle dell'anima, in prima persona.

Punch Out rece grafica

Punch Out è un gioco per Nes, ma sembra non curarsene, perché graficamente regge benissimo tutt'oggi: merito di un character design incredibilmente ispirato, che rende ogni avversario (che occuperà il centro dello schermo ed il 100% delle nostre attenzioni per la stragrande maggioranza del tempo) riconoscibilissimo e ben caratterizzato, divertente ed epico al tempo stesso.

Punch Out rece 3Sembrano quasi usciti dalla WWF degli anni '80 di Hulk Hogan e Randy Savage, i pugili di Punch Out, o precursori di quelli che saranno i roster di personaggi dei picchiaduro che da lì a qualche anno spopoleranno nelle sale giochi e nelle console da casa: ognuno proveniente da un paese diverso, e con un'origine che ne marca profondamente la provenienza, andando da stereotipi particolari a deliri di fantasia come il mitico King Hippo.
Ma non solo lui è degno di nota: Soda Popinski (originariamente Vodka Drunkinski, poi modificato per evitare problematiche relative all'uso di alcolici), Bald Bull, per andare dal boss finale Mr Dream (sostituto di Mike Tyson, rimosso per i suoi problemi con la legge) e dal primissimo avversario, il povero Glass Joe (un nome una garanzia sulla sua prestanza fisica), gli atleti che ci ritroveremo contro saranno divertentissimi ed odiosi al tempo stesso, tanto in stile con le follie degli anni '80 quanto potenzialmente appena usciti da un fumetto di Elzie Crisler Segar, in linea con lo stile Nintendo di quegli anni.
Nota di merito per l'arbitro, un volto notissimo ai fan della casa di Kyoto.
Insomma visivamente il gioco è invecchiato più che bene, facendo il suo lavoro e caratterizzando in maniera incredibilmente profonda i personaggi che fanno da attori in questa sceneggiata da ring con animazioni divertenti, particolari ed azzeccate.

Punch Out rece sonoro

Anche il lato uditivo ha una grande importanza ai fini del gameplay, senza limitarsi a fare da sfondo, visto che alcuni versi o rumori causati dai nostri avversari saranno, in alcune occasioni, l'unico segnale per schivare qualche colpo letale ed aprirci la strada verso la rimonta.
Al di là dell'utiltà, però, anche qui ci si ritrova con qualcosa di estremamente vario e curato pur con i suoi limiti: ogni pugile ha la sua musica d'introduzione, alcune con rimandi al loro paese d'origine, altre semplicemente ad ispirazione, ed anche le altre musiche riescono a farsi apprezzare e ricordare (in particolare, a me personalmente sta a cuore la musica di sottofondo del breve filmato di allenamento di Little Mac, di corsa lungo il litorale di New York con tanto di Lady Liberty sullo sfondo), così come sono perfettamente chiari, funzionali e "cartoonstici" gli effetti sonori.
Anche qui, tutto perfettamente in linea con il gameplay e l'anima del gioco, e tutto assorbto da essa.

Punch Out rece longevità

I pugili che sbarreranno la strada della gloria a Little Mac sono poco più di una decina, ognuno, come detto, con un pattern d'attacco molto specifico e da studiare e comprendere per bene prima di poter sperare in una vittoria.
Punch Out rece 4Questo non vuol dire che per ogni avversario saranno accumulate numerose sconfitte e Game Over (quantomeno per i primi), anche se questo avverrà con elevate probabilità con certi pugili particolarmente ostici: basta avere una mente abbastanza agile da comprendere dove si può trovare la crepa nella difesa avversaria in tempo prima di venir polverizzati.
La sfida, col passare del tempo, diventa comunque molto molto ardua, e giungere al finale è tutto fuorché semplice: l'esperienza di gioco è dunque tanto dura quanto intensa, emozionante e che spinge anche a dei replay successivi, più che altro per divertirsi e vivere l'emozione che Punch Out sa portare anche a chi, magari, di boxe non si interessa.
In parole povere, dunque, la longevità di questo gioco si basa tutta sul divertimento duro e puro e sul coinvolgimento che è in grado di portare nel giocatore, con una grande accessibilità e un livello di sfida parimenti elevato.

Punch Out rece considerazioni finali

In chiusura d'introduzione (eh?) ho citato il cuore e il cervello, e sono proprio queste due parti del corpo le più stimolate da Punch Out.

Punch Out rece 5Le vicende di Little Mac sono profondamente coinvolgenti nella loro semplicità, e l'idea di questo ragazzino proveniente dal nulla pronto a sfidare i più forti del mondo col suo coraggio, con rimandi a personaggi come Rocky Joe o Naoto Date, con momenti di pathos sul ring degni di un manga di Masami Kurumada, Buronson o Akira Miyashita, con una tale intensità da spingerci a gridare per la vittoria e a chiudere le nostre menti in quei quattro angoli del ring per poter superare in astuzia la forza dell'avversario è già di per sé interessante da leggere, ma da vivere è qualcosa di tre volte più profondo.

Con pochi mezzi Nintendo fu in grado di mettere in piedi uno dei giochi più coinvolgenti mai realizzati, sia dal punto di vista emotivo che, come detto, della stimolazione della materia grigia.
Perché solo con l'intelligenza, la prontezza e l'arguzia sarà possibile uscire vittoriosi da quell'impresa, e questo è valore aggiunto alla rottura della quarta parete (tant'è che nel cabinato Little Mac non era presente, perché il gioco veniva vissuto in prima persona), portando ancora più soddisfazione nella vittoria: perché l'avversario era più forte, era in grado di stenderci con un singolo pugno, ma noi l'abbiamo fregato.
Con la forza del nostro cervello, e del nostro cuore (e l'aiuto di Doc Louis, ovviamente).
Non è un gioco sportivo, anche se si pratica uno sport dall'inizio alla fine, ma un'esperienza unica e geniale, parzialmente riproposta, anni ed anni dopo, con le dovute differenze dal sottovalutato Shadow of the Colossus, simile per fondamenta (e coinvolgimento emotivo) seppur profondamente diverso all'apparenza.
Punch Out è disponibile sulla Virtual Console del Wii, del Nintendo 3DS e del Wii U, oltre che su Nes, per un prezzo che ruota intorno ai 5 euro.
Forse un po' elevato per un gioco che ha addosso 26 anni, ma più che ragionevole per un'esperienza videoludica che non potremo dimenticare.