Cotton Tales è uno degli ultimi fumetti pubblicati dalla Shockdom, scritto e disegnato da Jessica Cioffi in arte Loputyn. Quel che avete di fronte è un primo volume di una delicatezza estrema ma che non si fa trascinare nella banalità.

L'autrice ci porta in un ambiente vittoriano dove apparentemente regna la tranquillità (esaltata dall’incantevole matita di Loputyn), ma aleggia fin da subito la sensazione che vi sia qualcosa di terribile nascosto tra le pagine. Il nostro protagonista è Nicholas Moran un esile ragazzo di 17 anni che non ricorda nulla: nulla della villa nella quale si è svegliato dopo un terribile incidente, nulla dell’affascinante e misterioso padre... non ricorda nulla di ogni dettaglio della sua vita.

Nicholas è circondato dalla finzione e dall’ipocrisia che regna nella sua esistenza piena di orpelli, dove tutto gli viene nascosto e nulla è certo. Ad eccezione dell’odio che prova per lui il servitore del padre, Cristopher, anche se questo sentimento è solo la facciata per l’immensa invidia che prova nei confronti di Nicholas.

 

Tutto questo non è altro che un preambolo per introdurre le tinte più oscure di questo fumetto. Ma andiamo per gradi.

Prima di tutto vi è il fantasma della ragazza dai capelli bianchi. Una ragazza bellissima che si dice che appaia solo di notte nella maestosa villa; fantasma che renderà un incubo la vita del povero ragazzino. Potrei dire tantissimo su questo personaggio, a mio avviso il più interessante finora, ma vi lascio il piacere di scoprirla da voi.

Il secondo elemento che è impossibile trascurare sono i conigli. No, non immaginate i dolcissimi conigli che sgranocchiano carote ma parliamo di piccoli mostriciattoli muniti di corno e che ... vedrete in ogni modo possibile: felici, scuoiati o assetati di sangue. Non è ben chiaro per quale motivo Nicholas li vedrà ovunque ma di certo la risposta non sarà poi così semplice. Si può facilmente affermare che i conigli potrebbero rubare la scena a quasi ogni personaggio della storia, e non per carenze di sceneggiatura.

Ora fermiamoci un attimo a contemplare questi disegni. È davvero impossibile non rimanere, prima di ogni cosa, affascinati e colpiti dal tratto dell’autrice, ogni personaggio è disegnato con una grande precisione e in un modo così delicato che non lo scorderete molto facilmente.

 

Ogni tavola è un piccolo piacere per gli occhi e nonostante non si possa parlare di perfezione stilistica, è davvero difficile non apprezzare l’incredibile delicatezza di questi disegni che accompagnano nel miglior modo possibile la narrazione, esaltandone ogni suo aspetto.

Il problema più grande di Cotton Tales è che si porta sulle spalle un compito piuttosto arduo, ovvero fare breccia nel cuore di un pubblico non abituato a storie di questo genere. Questo primo volume non annoia, porta il lettore a chiedersi sempre di più che cosa si nasconda nella vita di Nicholas, ma queste continue domande potrebbero rivelarsi la più grande pecca di quest’opera, difatti il primo volume non dà alcun tipo di direzione certa  su quel che potremo trovare continuando nella lettura, sensazione che non mi capita praticamente mai di provare in fumetto di un autore emergente. Fin dove si spingerà l'autrice?

Senza dubbio Loputyn dimostra di avere la bravura necessaria per meritarsi la nostra fiducia e le qualità necessarie per farci ancora una volta, ancora di più, innamorare dei suoi disegni.

Non ci resta quindi che scoprire cosa si nasconda dietro a questa incredibile delicatezza, quali misteri troveremo. E quanti altri conigli vedremo.

 

Infine ecco un estratto dell'intervista che l'autrice mi ha gentilmente rilasciato:

AnimeClick:

Fatti conoscere meglio dal nostro pubblico, parlaci del tuo percorso come artista.

Loputyn:
Diciamo che non ho iniziato con l'intenzione di arrivare ad un obiettivo preciso: ho cominciato a disegnare da bambina, per gioco, e piano piano si è trasformato nella mia passione. Anche adesso, in realtà, continuo a disegnare principalmente per "necessità" personale... Condividendo i lavori con un pubblico, però, ho preso più coscienza di ciò che faccio.

Ho frequentato il liceo artistico, che mi ha dato tantissimo tempo a disposizione per disegnare. Avevo buoni professori che mi lasciavano molta libertà e mi sostenevano, e questo mi ha aiutata tantissimo. Successivamente invece mi sono iscritta all'accademia, ma dico solo che non mi è andata altrettanto bene... In compenso durante l'ultimo anno di accademia ho deciso di "risvegliarmi" e riprendere in mano il disegno per conto mio e facendo ciò che mi piace; è stato in quel momento che mi ci sono dedicata dando il massimo, e con l'esercizio costante credo di aver affinato il mio stile.

AnimeClick:
Togliamoci subito il pensiero: parliamo di conigli! Quanto li ami, perché...

Loputyn:
Hahaha ok! In realtà non saprei dire di preciso quando tutto questo "amore" per i conigli sia cominciato, li disegnavo al liceo nei momenti di noia durante le lezioni, e riempivo interi fogli... poi di certo la passione si è evoluta qualche anno fa quando ho avuto un coniglio domestico: si chiamava Loputyn e credo che la colpa di tutto questo sia sua!!

AnimeClick:
Li hai sempre disegnati come ora o hanno subito diverse trasformazioni e diverse fasi?

Loputyn:
Sì, si sono trasformati negli anni: all'inizio erano più spigolosi e meno grassi. Negli anni hanno assunto peso e pelo... Ma la cosa che è rimasta uguale, sono gli occhi molto grandi. Penso sia un dettaglio che li rende carini ma un po' "ossessivi” (cosa che ovviamente voglio!)

AnimeClick:
Leggendo Cotton Tales si ha la sensazione che dietro vi sia una lunga costruzione, molto ragionata, una narrazione che non ha fretta e cerca continuamente di andar avanti in modo armonioso ed organico
Quindi ti chiedo, quanto lavoro c'è dietro questa storia e quante sorprese possiamo aspettarci?

Loputyn:
Sono previsti in totale 3 volumi. Però è vero che la storia è nata nel corso di diversi anni, durante i quali ha subito molti cambiamenti... Quindi sì, ho avuto diverso tempo per ragionarci e fare le opportune modifiche, ma è anche vero che, essendo la prima volta che tento di raccontarla ad un pubblico, il percorso è pieno di difficoltà e non sono mai sicura che le mie scelte siano quelle giuste. Lo giudicheranno i lettori!

AnimeClick:
Tu hai un tuo stile particolare, sei una Lolita , quanto questo tuo essere incide il tuo modo di scrivere e di disegnare?

Loputyn:
Sí sì, mi piace moltissimo lo stile Lolita; questo mio interesse è nato ai tempi del liceo, ed effettivamente da quel momento in poi è diventato parte integrante del mio. Oggi sono contentissima di sapere che buona parte del mio pubblico sia composto da lolite di tutto il mondo; per me è un onore, mi rende partecipe di questa comunità ed è un'occasione per far conoscere il genere Lolita a persone nuove.

Inizialmente infatti mi rivolgevo per lo più al mondo Lolita con le mie illustrazioni. Questo anche perché penso che lo stile Lolita e il disegno abbiano più cose in comune di quanto sembra: c’è molto amore e meticolosità nella creazione di outfit. La scelta dei colori, dei dettagli, l’immagine finale che si vuole dare... Ogni abito crea un immaginario a sè, ed è quello che faccio (o cerco di fare) quando disegno. Perciò credo sia anche per questo che molte lolite si interessano al mondo dell’illustrazione. Grazie a queste passioni condivise ho conosciuto diverse ragazze e ragazzi di paesi diversi, e ho anche collaborato al design di un abito con lo stilista del brand indie “Pirates and the Crown Rose”!

AnimeClick:
Ultima domanda: un tuo parere sulla situazione del fumetto in Italia, su autoprodotti o nuove realtà come shockdom ma non solo

Loputyn:
Siccome oggi sono positiva, non mi soffermo sugli aspetti negativi, ma preferisco dire una cosa bella! Ho notato che ultimamente molti più lettori (quindi non solo chi lavora nel campo del fumetto) hanno a cuore il lavoro dei fumettisti italiani: mi sono stupita di vedere così tanto amore da parte loro nei confronti del fumetto. Ci sono addirittura gruppi e pagine no profit che si occupano di promuovere sul web il lavoro di autori emergenti italiani! A riguardo cito la pagina Italian Artist Revolution, ad esempio. Penso che, tutto sommato, si possa crescere molto, con calma e pazienza.