Uno degli ospiti più attesi dell’edizione 2015 di Lucca Comics & Games è stato indubbiamente il mangaka Tsutomu Nihei, esponente fra i più brillanti e originali della moderna scena hard science fiction del paese del Sol Levante. Nato nel 1971 a Kooriyama, nella prefettura di Fukushima, tra le sue opere più rappresentative pubblicate in Italia ricordiamo: Blame!, Biomega e Knights of SidoniaNumerosi sono stati gli appuntamenti che hanno visto Nihei sotto i riflettori, fra questi la premiazione del concorso “Nihei Academy and so on”. Tenutasi nell’Oratorio di S.Giuseppe, la rassegna di tre ministorie (di quattro tavole ciascuna, a tema fantascientifico e completamente senza dialoghi), è stata promossa dallo staff di Planet Manga, casa editrice che cura le opere dell’autore in Italia, qui rappresentata dalla coordinatrice editoriale Alessandra Marchioni. Una delegazione della rivista Afternoon di Kodansha ha affiancato il maestro mangaka nell'analisi delle opere proposte. AnimeClick.it era presente e di seguito vi propone il resoconto dettagliato dell’evento con un’anteprima delle opere selezionate e sottoposte al giudizio degli esperti giapponesi.
 
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Alessandra Marchioni: vi diamo il benvenuto alla “Nihei Academy and so on”, un evento che è stato creato per dare la possibilità ai giovani fumettisti esordienti di mettersi alla prova con i consigli di Tsutomu Nihei, venuto accompagnato da un folto staff editoriale di Kodansha, per cui riceverete consigli non solo da Nihei ma anche da veri professionisti dell'editoria giapponese, che avranno modo di arricchirvi con diversi punti di vista, ad esempio come sviluppare la storia per essere più interessante per il pubblico, partendo ovviamente dalle 4 tavole che avete fornito per il concorso e con cui vi siete messi alla prova. Presentiamo: alla destra Shohei Yoshida, ex chief editor di Afternoon, che ha aiutato Nihei con le prime battute di Knights of Sidonia; Naoyuki Suzuki, editor di Knights of Sidonia, attualmente il più stretto collaboratore di Nihei.

Segue un'esposizione dei criteri delle linee editoriali giapponesi da parte di Naoyuki Suzuki

Naoyuki Suzuki: Buongiorno, in Giappone mi occupo della parte editoriale di Afternoon. Le linee editoriali si decidono facendo delle riunioni con gli autori, in questo caso Nihei-sensei. In queste decidiamo cosa sarebbe interessante sviluppare, non solo dal punto di vista dell'autore, ma anche dell'editor. In Giappone ci sono tantissime riviste di manga e ognuna ha una diversa politica redazionale. In Afternoon, dove ora abbiamo finito Knight of Sidonia, la storia dev'essere di impatto molto forte, non importa tanto la storia o lo stile di disegno, ma deve essere di interesse. Quindi, in qualsiasi direzione vada l'espressione dell'artista, noi siamo sempre curiosi di vedere nuovi talenti esordienti per vedere nuovi modi di espressione. Iniziamo a vedere le opere dei ragazzi selezionati.

L’analisi delle opere avviene senza una graduatoria, in ordine sparso

Davide Crespellani, “Third Type”. Milanese, classe ‘94, ha seguito un corso di fumetto con Massimo Dall'oglio e vinto la prima edizione del Mangaka Contest a Lucca.

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Tsutomu Nihei: Da quanto tempo disegni questo tipo di fumetti?

Davide Crespellani: Più o meno 5 anni.

TN: E' il tuo solito stile?

DC: Non proprio, non ho ancora sviluppato uno stile vero e proprio. Provo sempre a migliorarmi senza pormi nessun limite.

TN: Invece vedo che queste tavole mostrano una notevole padronanza di stile, quindi penso che questo sia il tuo stile. Capisco benissimo cosa volessi esprimere, ma siccome non si potevano usare dialoghi la storyline non si capisce molto bene, però come sapete anche a me hanno detto per un sacco di tempo che scrivo cose incomprensibili, però io che disegno non capisco perché dicono così! Quindi adesso ho imparato la lezione e mi sono avvicinato alla comprensione del grande pubblico disegnando Knights of Sidonia. Posso dire che quest'opera non è facilmente digeribile dal pubblico, ma il tuo stile mi piace un sacco, quindi vai avanti così!

Naoyuki Suzuki: Sulle riviste manga, tutte le storie che vengono pubblicate devono avere una spiegazione: l'autore deve spiegare che tipo di storia vuole fare. Nel tuo caso, che tipo di idea ti ha portato a realizzare questa storia?

DC: L'idea che solo tramite il linguaggio si possano comprendere i sentimenti di due persone diverse, perché anche se le intenzioni sono pacifiche, nel momento in cui non c'è un linguaggio a fare da tramite, è veramente facile arrivare a un'incomprensione.

NS: La tua storia parla di un essere umano e un alieno, ma potrebbe anche trattarsi semplicemente di due persone di culture o nazionalità diverse. Quello che volevi fare l'ho percepito bene.

DC: Ho scelto lo spazio come ambientazione perché doveva trattarsi di una storia muta, e ho pensato che potesse essere un'ambientazione adatta.

NS: Per me è molto importante riuscire a realizzare ciò che si vuole veramente esprimere su carta. L'idea di partenza è buona e sei riuscito a renderla bene, ora il problema è come continuarla, perché devi pensare che queste storie vengono lette da molte persone. Devi cercare un modo per proseguire la storia, per esempio inserendo dei dialoghi o approfondendo le vicende dei due. In particolare, questa storia l'hai disegnata in analogico o digitale?

DC: Normalmente, faccio metà e metà. Alcune cose le faccio a mano e altre in digitale. Per questa storia ho usato molto di più il digitale, soprattutto per questioni di tempo: avevamo avuto poco preavviso ed era più veloce. Col tempo, vorrei usare sempre meno il digitale, che più che altro mi permette di sperimentare di più, se faccio una cosa posso tornare indietro e cambiarla.

NS: Tutte le immagini sono molto belle, sono curioso di vedere i tuoi prossimi lavori.

Shohei Yoshida: Sono Yoshida, parlavo prima del tuo disegno con Suzuki: per noi nel manga ci sono 3 cose importanti. La prima è il disegno, la seconda le parole, la terza le vignette. Combinando bene queste tre cose si può realizzare un buon manga. Non usando le parole, manca uno dei tre punti e diventa molto difficile. Non usare le parole significa spesso non riuscire a trasmettere le parole, e non riuscire a spiegare nel dettaglio le situazioni. Tuttavia, leggendolo tutto, mi ha trasmesso una sensazione di tristezza, che penso fosse il tuo obiettivo. Questo sono riuscito a percepirlo molto bene, anche se altri punti sono difficili da capire.

DC: Forse perché io ho usato lo stile di lettura occidentale, quindi si legge da sinistra verso destra.

SY: Sicuramente ci sono modi per renderlo ancora più facile da capire. Secondo te qual è la problematica?

DC: Cercherei magari di utilizzare una divisione del tempo diversa, con vignette che non mostrino cose superflue, ma solo le cose più importanti, ovvero azioni e aspetti emotivi.
 
SY: Giustissimo. La cosa più importante è riuscire a trasmettere nella maniera più diretta e semplice le cose che vuoi comunicare agli altri. In questo caso, i protagonisti sono l'uomo in tuta spaziale e l'alieno. In alcune vignette, risulta più difficile capire l'interazione tra i due. Quindi realizza ciò che desideri nella maniera più semplice, senza troppi fronzoli.

 
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Fabio Carretti, "Senza Titolo". Classe ‘91, lavora come grafico dopo aver frequentato il Liceo Artistico e in seguito studiato presso una scuola di comics.

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Tsutomu Nihei: Mi piace un sacco, perché il disegno è fighissimo, ma ho fatto un po' fatica a comprendere la storia. Ti va di spiegarmi di cosa tratta la storia?

Fabio Carretti: E' un'ambientazione fantascientifica, su un pianeta privo di risorse naturali e di vita. Un uomo fugge con un'ampolla contenente qualcosa, ma viene catturato da delle forze dell'ordine che sono contro la libertà delle persone e lo uccidono per recuperare l'ampolla, che contiene i semi della vita, di un fiore, che possono portare la vita su questo pianeta desertico.

TN: Una storia triste. Mi piace un sacco. Con queste opere mi rendo conto di quanto sia importante avere dei dialoghi in un manga. Un po' di tempo fa ho disegnato fumetti con pochi dialoghi: i miei protagonisti sono quasi muti, quindi i miei editor mi hanno detto che "non si capiva niente". Adesso, trovandomi al loro posto, capisco il pensiero e la titubanza dei miei editor di allora... i dialoghi sono importanti.

Naoyuki Suzuki: Guardando la posizione del personaggio a pagina 2 e 4, è molto "cool". Sembra che tu abbia tratto ispirazione da altri manga.

FC: Non tanto per le posizioni quanto per riuscire a esprimere un concetto in movimento grazie alla drammaticità della posa, che poi è quello che apprezzo di più in un manga, perché con una posizione si riesce davvero a spiegare molto.

NS: Come ti diceva il sensei Nihei, è tutto molto ben disegnato e interessante. Trasmette questo messaggio di tristezza che però fa venire voglia di approfondire, di sapere cosa succede dopo. Molto interessante.

Shoei Yoshida: Hai molto senso per la realizzazione dell'opera, per esempio si nota da come metti le ombre sul chiaroscuro. Ci sono ovviamente dei punti di più difficile comprensione, e ciò che può aiutare è secondo me l'impostazione del disegno: mantenendolo semplice e diretto aiuta la comprensione della storia, anche senza usare dialoghi. Se ci fossero altre 20 pagine, forse anche con questo stile riusciresti a far capire la storia. Entrambi i modi vanno bene.
 

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Lorenzo Re, “The hole”. 18 anni, frequenta il Liceo Artistico Carlo Carra' di Valenza, iscritto a un ciclo di studi estivi dell'Accademia Europea di Manga.
 
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Tsutomu Nihei: Riesci a spiegarci la storia? Anche se pensiamo di aver più o meno capito.

Lorenzo Re: La storia si basa sul sogno di questo bambino, che si ritrova in una dimensione parallela, ritrovandosi con un foro là dove avrebbe dovuto avere il cuore. Davanti a lui si pone questa "figura" che gli dona un cuore. Una volta ottenuto, lui comincia di conseguenza a sentire delle emozioni, tra cui anche la tristezza; subisce un grande impatto emotivo ma intanto la ferita gli si è rimarginata.

TN: Una storia completamente impossibile da esprimere in quattro pagine senza dialoghi. Un'idea davvero bellissima, e il disegno è veramente unico. Immagino che per il regolamento del concorso voi non abbiate potuto far spiccare il vostro valore e i vostri punti di forza. Non penso affatto che faccia schifo come manga, però, come tema, era un po' troppo "grande" da realizzare in sole quattro pagine. Mi sarebbe davvero piaciuto leggere questo manga sviluppato in un numero maggiore di pagine.

Naoyuki Suzuki: Guardando la terza pagina, guardando l'immagine in alto, ma anche quella in basso, si riesce a realizzare bene ciò che vuoi esprimere. Guardando i vostri manga, ho notato che le vostre vignette sembrano un obiettivo di una telecamera, e riescono a rendere bene il punto di vista che volevate esprimere. In Giappone i manga pubblicati devono "smuovere le emozioni" del lettore, quindi, quello che ho percepito è il senso della storia che volevi dare, lo smuovere delle emozioni del personaggio. Chiaramente, guardando con l'occhio dell'editor, ci sono dei punti oscuri, difficili da interpretare. Ho comunque capito l'idea che volevi realizzare e questo mi è piaciuto.

Shoei Yoshida: Questo manga, dei tre visti finora, è quello dove ho capito più facilmente che tipo di personaggio si voleva realizzare. Guardando il buco nel petto e l'occhio che piange si capisce molto bene cosa volevi intendere, e il fatto di passare dalla prima inquadratura sul foro nel petto alla seconda, dove si vede l'occhio che si gonfia di lacrime, e arrivando infine al pianto del bambino, sono riuscito a percepirlo bene. Ci sono dei punti da rendere più semplici, ma mi è piaciuto molto e attendo con pazienza la tua prossima opera.
 
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Tutti gli appuntamenti di Tsutomu Nihei a Lucca Comics & Games sono raccolti nel reportage completo che AnimeClick.it ha dedicato all'autore nipponico.