Pronti per concludere anche questa settimana in nostra compagnia? Ecco a voi, amici dell'Italian Indie Comics Award, una nuova opera: Energheia di Elena Toma & Thomas Lucking.
 
Elena Toma, conosciuta anche come Tonkipappero, è una disegnatrice 25 anni di Lecce, ma ormai trapiantata al nord. Elena disegna praticamente da sempre ma col tempo, e col suo essere sempre di più in contatto con anime e manga, ha dato una precisa forma e direzione alla propria passione, rimanendo sempre ben conscia di come sarebbero dovute essere le sue opere. Nonostante sia giovane sono davvero numerose le sue esperienze nel mondo del fumetto: da qualche anno pubblica con la casa editrice Mangasenpai il fumetto Sahaam (del quale a breve uscirà il terzo volume), collabora con la rivista Dimensioni Nuove (disponibile su abbonamento e distribuita in alcune scuole torinesi) dell’editrice Elledici (per la quale ha realizzato anche diverse storie brevi a fumetti) e collabora con l’Accademia Europea di Manga (che ha anche frequentato) insegnando durante alcuni corsi domenicali chiamati “Manga in Città”, corsi che ha tenuto sia a Bari che a Milano. Oltre a tutto questo è l’autrice della light novel Domination Reiyel e, soprattutto, è la fondatrice di Mangakugan, rivista online totalmente gratuita, con la quale pubblica da ormai quattro anni manga e light novel italiani japstyle.

Thomas Lucking è lo sceneggiatore dell’opera, ha 26 anni  ed anche lui viene da Lecce ma ora vive al nord proprio come la disegnatrice. I suoi primissimi tentativi di scrittura risalgono quando era solo un bambino, ma come ci si può facilmente aspettare questo hobby si è tramutato in qualcosa di serio soltanto molti anni dopo.  Le sue esperienze nel mondo del fumetto si limitano all’avventura con Energheia e soprattutto quella con Mangakugan, dove ha il ruolo di vice.  Sulle pagine di Mangakugan Light collabora con Elena anche alla light novel Medieval.

Essendo entrambi grandissimi appassionati di anime e manga la maggior parte delle loro influenze, stilistiche o narrative che siano, provengono proprio dal paese del Sol Levante, ma questo non toglie comunque il grande peso che hanno avuto i film e la letteratura occidentale nella loro crescita. Le opere a fumetti che entrambi custodiscono gelosamente nel cuore sono Chrono Crusade, Fullmetal Alchemist ed Inuyasha (al quale sono molto legati a livello affettivo dato che è stato un po’ la loro porta d’ingresso nel mondo dei manga). Elena ha inoltre anche una spiccata predilezione per lo stile delle CLAMP, dal quale si ispira per alcune delle sue illustrazioni.

Ecco di seguito la trama di Energheia:
 
Ethan Knight è un giovane studente inglese la cui vita è sempre stata fin troppo normale, eppure destinato a percorrere un cammino tutt’altro che ordinario. Al principio della storia, Ethan viene infatti catapultato in un mondo alternativo di nome Tersain: un globo d’aria privo di terra ferma nel quale fluttuano migliaia di isole, abitate da civiltà che si son evolute per sopravvivere in un ambiente così particolare. Un luogo dove le tecnologie del vapore e dell’aeronautica sono ben più avanzate rispetto a quelle della Terra, e dove è possibile praticare la mayea, un’arte simile alla magia, che consente di agire direttamente sulla natura delle cose.
Gettato in un luogo così alieno, Ethan viene coinvolto nelle faccende militari di uno Stato scosso dalla guerra civile, finendo prigioniero di un gruppo di ribelli e, in seguito, divenendone un alleato. Che ne sarà di lui? E qual è la natura di Tersain, che pare avere tanti punti in comune con la Terra pur essendone ben diverso? Ma soprattutto… come è giunto su un tale mondo? Sono questi solo alcuni degli interrogativi che lo accompagnano in una guerra di cui lui non dovrebbe far parte. Eppure, non è neanche tutto ciò a costituire la stranezza maggiore, perché Ethan, messo alle strette, finisce per rivelare una capacità, simile alla mayea, che gli permette di poter manipolare le energie che lo circondano. Un potere atipico anche per Tersain, in grado di influire sugli esiti della guerra, ma soprattutto una capacità che mostra strani legami col passato di questo mondo, e con gli antichi resti lasciati da popoli scesi dal cielo quando Tersain da pianeta si trasformò in un insieme di frammenti...

Energheia è quindi una storia a cavallo fra i generi, dove misticismo e sovrannaturale si intrecciano coi temi propri della fantascienza e dove azione, battaglie, misteri e sentimenti la fanno da padroni. Ed è proprio questo peculiare mix quello che caratterizza maggiormente l'opera da tutto il resto delle produzioni del genere fantastico. Il nostro protagonista viene infatti sbalzato in un mondo parallelo in cui gli autori hanno sapientemente intrecciato elementi provenienti da vari generi narrativi (in particolare dallo steampunk, dalla fantascienza classica e dal fantasy) in un insieme unico e ben bilanciato dove ogni elemento della storia trova correttamente il proprio posto. Tutto questo viene inoltre presentato al pubblico attraverso una narrazione fluida e ben congegnata che permette di ambientarsi facilmente, ed imparare pian piano le caratteristiche dell'ambientazione, senza tuttavia perdere mai di mordente ed iniziativa, coinvolgendo piacevolmente il lettore fino alla fine.
 

Una cosa che forse non tutti sanno è che Energheia nasce nel 2012 come Light Novel, ed è proprio da questo che nasce gran parte della cura nei dettagli narrativi e nello sviluppo della narrazione, molto più approfonditi nella versione letteraria. Naturalmente la coppia di autori era la medesima anche per l'incarnazione precedente (che è tuttora in corso su Mangakugan) perciò chi vorrà cimentarsi nella sua lettura potrà vedere come il disegno di Elena si sia piacevolmente evoluto nel tempo fino ad arrivare all'ottimo stile attuale di cui possiamo godere ora guardando le sue ultime illustrazioni.

Attualmente il fumetto, dopo una precedente pubblicazione da parte di Reika Manga, è edito da Kasaobake e si appresta ad arrivare al traguardo del secondo volumetto (un obbiettivo sempre non facile da raggiungere per gli autori japstyle, viste la quantità di pagine da produrre per raggiungerlo) mentre la novel è ormai giunta al diciannovesimo capitolo.

Infine ecco a voi l’intervista agli autori:
 
Elena e Thomas, è un grande piacere ritrovarvi come partecipanti dell'IICA: siete pronti all'intervista?

Prontissimi! Forse..

Con che stile preferite disegnare? Quali tecniche usate?

Tanto per i disegni quanto per la composizione delle tavole sfruttiamo prevalentemente la tecnica dei fumetti giapponesi. Volendo essere ancor più precisi, lo stile è sostanzialmente a cavallo fra quello proprio dei manga shōnen e shōjo. Allo stesso modo, la narrazione è sviluppata ricorrendo molto agli schemi nipponici, con un’inevitabile (e neanche sgradita) influenza del mondo occidentale. Le tavole vengono realizzate quasi interamente a mano, mettendo in campo il PC solo nella fase di retinatura e lettering. Anche gli strumenti (dalla carta ai pennini, dai marker all’inchiostro) sono i medesimi utilizzati dai fumettisti dell’Est.

Cosa significa per voi fare fumetti? Che cosa differenzia per voi i fumetti da tutto il resto?

Anzitutto, per noi fare fumetti significa raccontare una storia; non solo la storia in sé, ma anche i personaggi, delle emozioni, e un mondo che vogliamo condividere. Ci sono davvero tanti modi per fare ciò, dai più attuabili per chi lavora da solo (la scrittura) a film e serie televisive e animate. In tutto ciò, comunque, oltre ad essere a portata di chi non ha i mezzi di un produttore cinematografico, i fumetti racchiudono la possibilità di raccontare in modo completo ogni aspetto della storia; essi danno modo al lettore non solo di immaginare il mondo dell’autore (com’è nel caso della letteratura senza immagini), ma di vederlo a tutti gli effetti. Allo stesso tempo, però, i fumetti lasciano comunque un margine di dubbio riguardo a certi aspetti (come le voci dei personaggi), consentendo quindi al lettore di far correre comunque la fantasia.

Cosa vi piace del vostro lavoro come fumettisti? E cosa no? Raccontateci una cosa che amate e una cosa che odiate del mondo dei fumetti e del vostro lavoro.

La cosa più bella di questo lavoro è il momento in cui si ricevono le opinioni di chi ha letto la tua opera: belle o brutte che siano, infatti, esse indicano che questa persona non solo ha speso parte del suo tempo per leggere il fumetto, ma che ha anche interesse a farti sapere cosa ne pensa; insomma, la più grande soddisfazione che si possa avere, subito seguita da quella che dà il vedere la propria opera completa e fruibile da altri oltre a familiari e amici. Riguardo a ciò che odiamo, in cima c’è lo scarso bilanciamento fra impegno (e tempo speso nella creazione effettiva dell’opera) rispetto alla possibilità di farsi conoscere nel nostro ambito; un aspetto superato in negatività, forse, solo dal fatto che troppi in questo mondo sembrano passare più tempo a criticare in modo non costruttivo i propri “compagni d’avventura” piuttosto che a incoraggiarli e a godere di quanto hanno da offrire, come se avessero dimenticato perché fanno parte di una simile comunità.
 
 

Inutile negarlo: voi siete dei ragazzi che stanno dentro il mondo dell’autoproduzione di più di molti altri disegnatori e sceneggiatori, quindi perché non ci fate una breve riflessione su questo mondo?

Elisa: Secondo me l'autoproduzione mai come in questo periodo sta avendo tanto successo, mi accorgo che negli anni sempre più autori decidono di non affidarsi ad editori e invece promuovere il proprio lavoro da sé, cosa che magari ha lo svantaggio "economico" di dover stampare e distribuire in proprio l'opera, ma ha di certo il vantaggio di poter gestire il tutto senza alcun tipo di direttiva editoriale, rendendo quindi l'autore libero in ogni sua scelta, cosa che dal punto di vista "artistico" a parer mio è fondamentale se ci si vuole "distinguere dalla massa". Trovo quindi che sì, il mondo dell'autoproduzione sia molto migliorato in questi ultimi tempi, e prevedo (e spero) che possa andare sempre meglio in futuro.

Thomas : Mi trovo d'accordo con Elena: sicuramente il mondo delle autoproduzioni va ampliandosi e migliorando, con un aumento della ricerca di originalità e distacco - senza creare per forza qualcosa del tutto diverso - rispetto alle opere "canoniche". Faccio l'esempio dei lavori d'ispirazione nipponica (a me più cari per gusti personali): rispetto a qualche anno fa, in cui prevaleva la tendenza a imitare e basta, oggi si va sempre più mescolando a una base "estera" i temi propri delle nostre parti, creando così opere dal sapore nuovo e originale. Ormai, le autoproduzioni spuntano come funghi, il che va benissimo, essendo la base per il loro successo. Per il futuro, però, ciò non basta: è anche necessario che vengano sostenute affinché abbiano modo di affermarsi e crescere. Non vanno escluse solo perché non sono opere famose, o perché ispirate a stili esteri, né sono da guardare con pregiudizi. Alcune dovranno ancora maturare, com'è normale, visto che il mondo delle autoproduzioni funge anche da incubatore; allo stesso tempo, però, ci sono anche lavori già ottimi e godibilissimi. Insomma... bisogna concedere loro una - e più - possibilità, mostrando "clemenza" e disponibilità ai consigli a chi sta ancora imparando (che non vuol dire farlo a pezzi), ed evitando di tagliare le gambe a opere valide solo perché autoproduzioni
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Com’è nata la vostra opera? Quali sono i vostri piani per essa?

Riferendoci al soggetto dell’opera, esso risale a parecchio tempo fa (da che Thomas ricordi, lo avrà concepito quando era un novello liceale). Solo svariati anni dopo lo abbiamo ripreso, con Thomas che inizialmente l’ha elaborato in forma di light novel, e poi con Elena che l’ha convertito con lui in un fumetto. Insomma, una gestazione piuttosto lunga. Riguardo ai nostri piani, diciamo che quella di Energheia è pensata come una storia assai lunga, i cui punti fondamentali sono però già stabiliti. Viste tali premesse, è probabile che essa ci terrà impegnati per molto tempo; un viaggio che, per quanto impegnativo, ci eccita non poco, e che non vediamo l’ora di proseguire.

Come funziona il vostro lavoro di coppia? Come viene suddiviso?

Tenendo conto che Energheia è tratto dalla light novel di Thomas, lui innanzitutto scrive i vari capitoli "romanzati" (in modo da tenerli anche pronti per quando dovranno uscire su Mangakugan Light), e da questi io mi baso per tratte la sceneggiatura del fumetto. Dopo aver letto il capitolo da disegnare ne faccio lo storyboard (che Thomas controlla scrupolosamente) e poi, una volta approvato mi adopero per realizzare le tavole. Prima di passare gli inchiostri Thomas controlla sempre ogni disegno (anche perché è bravissimo a trovarmi gli errori, pur non sapendo disegnare) e una volta passata anche questa revisione poi finalmente mi dedico agli inchiostri, per i quali Thomas mi dà una mano mettendo le campiture nere, da bravo assistente! Poi passo tutto a pc, metto retini e lettering e Thomas dà un'ultima revisione confrontando il tutto con la light novel e correggendo dove serve!
 

Come vi trovate a lavorare insieme?

Elena: Posso dire che se da un lato può essere semplice, dato che non devo stare a pensare a cose mentalmente demolenti come il dover creare una storia, dall'altro è complicato proprio perché la storia non è mia. Rendere bene delle scene che non sono nella mia testa, ma nella testa di qualcun altro non è cosa semplice, anche perché molto spesso, leggendo la parte testuale della novel, io immagino certe scene in un certo modo, mentre Thomas magari intendeva tutt'altro! Gli scontri tra noi due non sono infrequenti, e spesso dobbiamo scendere a compromessi, ma alla fine siamo sempre più o meno soddisfatti del lavoro ottenuto, quindi ci va bene così! Sotto molti aspetti per me è un lavoro parecchio stimolante.

Thomas: Ha i suoi pro e contro. Spesso ci sono divergenze di vedute, e bisogna giungere a compromessi magari molto sofferti in modo da accontentare entrambi. Tuttavia, applicando due punti di vista diversi, è più difficile fare errori, per esempio: Elena focalizza molto l'attenzione sull'estetica dei contenuti, e dunque può vedere meglio di me quando è necessario lavorare di più su questo aspetto; viceversa, io mi preoccupo molto della congruenza e della dinamicità delle scene, e quindi noto facilmente se c'è un'anomalia che le riguarda (oggetti che cambiano posizione senza motivo, traiettorie dei proiettili impossibili, e cose del genere).


Cosa amate della vostra opera? Perché i nostri lettori dovrebbero votarla al nostro Award?

Isole volanti, aeronavi a forma di corazzate, poteri più o meno sovrannaturali e… tanta azione e colpi di scena. In Energheia abbiamo mescolato molte cose, cercando un giusto equilibrio fra una molteplicità di generi e target. Se dobbiamo indicare qualcosa che ci piace particolarmente, è il modo in cui la storia cerca di creare “coerenza nell’incoerenza”, sviluppando una serie di regole nuove e poi impegnandosi per sottostare ad esse, come fosse una sorta di sfida… ma questo è perlopiù il punto di vista di noi autori. Per quanto riguarda il pubblico, pensiamo che – per i suoi molti sottogeneri – Energheia strizzi l’occhio a svariate tipologie di lettori, i quali in base ai propri gusti potranno trovare qualcosa di loro gradimento. Non parliamo di un’opera di pura fantascienza, né di un fantasy classico, o di un “battle manga” in cui emozioni e profondità dei personaggi passano in secondo piano; pur riprendendo temi che di per sé sono ampiamente sperimentati, cerchiamo di rielaborarli in qualcosa di nuovo, originale, e soprattutto interessante. Nel creare Energheia, l’obiettivo è stato questo, e dunque speriamo sia proprio ciò a far votare la nostra opera. E poi, ragazzi… ci sono delle gigantesche navi volanti! Cosa volete di più?
 

Ringraziandovi per la disponibilità nel rispondere a questa intervista: salutate il vostro pubblico!

Siamo noi a ringraziare voi per questa opportunità di farci conoscere. E al pubblico: un saluto e un grazie per aver letto l’intervista e per ogni sostegno che vorrete darci (e che ci avete già dato finora)! Un fumettista può anche essere soddisfatto dalla semplice creazione di un’opera, ma per noi la gioia più grande viene nel momento in cui possiamo sapere cosa ne pensano gli altri, e perciò… voi siete fondamentali! Un abbraccio a tutti!
 
  

Che cos'è l'IICA?

L'Italian Indie Comics Award è un concorso nato per promuovere le autoproduzioni partecipanti e cercare di far conoscere loro ed i loro autori ad un pubblico più vasto, stabilendo nel frattempo quali sono le migliori per diverse categorie di genere e di stile (qui l'elenco completo e tutti i dettagli) in maniera da mettere le opere più meritevoli in risalto secondo divisioni il più possibili omogenee e pertinenti . Il concorso è strutturato in due fasi: la prima di rassegna, che si sta svolgendo attualmente, per presentare le opere partecipanti e la seconda di voto pubblico, che sarà effettuata verso giugno, dove tutti gli interessati saranno chiamati a votare ed esprimere le proprie preferenze (tale voto pubblico si unirà a quello della giuria di settore per dar vita al giudizio finale per ogni categoria).

Questa rassegna quindi è un'occasione di festa dove poter ammirare e commentare gli autori partecipanti, rammentando che sono esordienti, molte volte autodidatti, e che in quanto tali non sono perfetti, ma hanno tantissima voglia di mettersi in gioco, crescere e migliorare. Ci auguriamo quindi che possiate leggere le loro opere ed apprezzare i loro sforzi in quanto tali, promuovendo quelle opere che considerate meritevoli dando loro il vostro supporto. La maggior parte di loro lavora solo per passione nutrendosi dei commenti del proprio pubblico ed anche un piccolo parere positivo può fare la differenza e sostenerli nel loro sogno, non deludiamoli!