Durante l'evento "Festival del Nerd" tenutosi a Foggia lo scorso 6 e 7 maggio, abbiamo avuto l'occasione di intervistare Himorta, famosa cosplayer italiana, che tra le tante cose ci ha spiegato il suo modo di vedere il cosplay e ha risposto alle critiche che spesso le vengono rivolte sul web. Vi lasciamo al video dell'intervista e alla relativa trascrizione.
 


AnimeClick: Salve amici di AnimeClick.it, siamo qui al Festival del Nerd di Foggia con Himorta, che molto gentilmente ci ha concesso quest’intervista. Cominciamo subito con la prima domanda, come hai cominciato a fare cosplay?

Himorta: Ho iniziato semplicemente a partire da una passione, che è quella dei fumetti. Io ne ho sempre letti tantissimi, e poi da lì ho cominciato a fare cosplay, perché volevo omaggiare un personaggio a me molto legato, che è Nico Robin, ho iniziato con lei, e da lì poi il cosplay è una droga, ne vuoi fare uno e poi ne fai cento, e da lì ho iniziato.

AC: Il cosplay ha preso sempre più piede in Italia, soprattutto recentemente, e infatti sono nate tante fiere come questa, anche locali, cosa pensi di questo, come mai ha preso sempre più piede?

Himorta: Io credo che ancora oggi il cosplay sia un fenomeno di nicchia, però è vero che è in forte espansione, secondo me semplicemente perché inizia ad esserci la cultura del videogioco e del fumetto in senso più ampio e quindi in maniera generale si estende al cosplay stesso, che comunque è una forma di intrattenimento, parliamoci chiaro. Quindi penso sia questa la potenza del cosplay e penso che di anno in anno aumenterà anche la potenza economica del cosplay, ne sono convinta.

AC: Per quanto riguarda il lato tecnico del cosplay sappiamo che per definizione i cosplayer sono coloro che si creano i propri abiti, accessori, ecc. Mentre ci sono alcuni che comprano gli abiti già fatti, e a volte vengono criticati e ci sono guerre tra cosplayer, cosa ne pensi di questo?

Himorta: In realtà esistono due differenze tra il cosmaker, che è colui che lo fa, e il cosplayer, “to play”, che vuol dire appunto “interpretare”. Il cosplayer è colui che interpreta un personaggio, certo può anche farsi il costume o farselo commissionare, o anche comprarlo perché non c’è nessun problema, però resta a tutti gli effetti un cosplayer. Io sono del parere che se uno ha le capacità di farselo da solo lo può fare, però io ad esempio ho fatto un Buzz Lightyear che non sarei mai stata in grado di fare da sola, perché ha addirittura un meccanismo di accensione di un laser. Chiaramente io lo dico con tutta l’umiltà di questo mondo, non sarei mai in grado di creare un meccanismo del genere, però io volevo davvero portare quel personaggio, quindi perché non portarlo? Perché non commissionare qualcosa a qualcuno che ritengo più capace di me in quel settore per poi avere un risultato splendido alla fine, di più cosplayer, perché poi è una collaborazione di entrambi. Quindi io non critico assolutamente chi si fa fare parti dei cosplay da altre persone.

himorta-sito.jpg

AC: Visti i sempre più numerosi eventi le gare cosplay sono diventate sempre più importanti, le esibizioni sono anche recitate, con parti cantate a volte. Pensi che il cosplay possa portare ad un eventuale lavoro e quindi diventare un’arte un po’ più elevata?

Himorta: Nel mio caso è così, io ci lavoro e riesco a guadagnare con il cosplay, però siamo tre o quattro in Italia che riusciamo a guadagnarci, quindi è ancora presto per parlare di cosplay come professione, però è un buon inizio, ad esempio nel mio caso non solo come cosplayer, qui oggi sto lavorando, vendo anche i miei poster. Però nel mio caso anche come modella, io vengo chiamata anche in abiti non cosplay per fare degli shooting, dei product placement, quindi anche quello è un ottimo settore. Tra l’altro anche un altro famoso cosplayer italiano, Leon Chiro, ha fatto invece il percorso inverso, cioè dal mondo della moda si è trasferito a quello del cosplay, quindi comunque sono realtà professionali che realmente esistono.

AC: Ecco a proposito di photo-shooting, ci sono molti che soprattutto su internet ti criticano per questo lato del photo-shooting un po’ “hot”. Come rispondi a queste critiche?

Himorta: Ma alla fine penso di non fare nulla di male, non mi spingo mai oltre un certo limite, quello che faccio io è un glamour molto molto soft, anche perché non si vede mai nudo, non si vede mai nulla, le parti intime sono sempre coperte. E non è molto diverso da quello che vediamo in spiaggia, quindi non capisco perché scandalizzarsi se uno posta una foto del genere sui social. Alla fine le parti scoperte sono esattamente le medesime, quindi non capisco. Però ci sta, fa parte del gioco anche prendersi le critiche.

AC: A proposito invece del lato manga, anime, videogame, c’è qualcosa di cui sei particolarmente fan?

Himorta: Tra i videogame mi piace molto “League of Legends”, è stato sempre uno dei miei videogiochi preferiti, ma anche “Overwatch”, che tra l’altro sto interpretando oggi, mi piace moltissimo. A livello affettivo sono molto legata a “Spyro”, che è stato il primo gioco che ho giocato per Playstation 1. Invece per quanto riguarda i fumetti assolutamente “One Piece”, è il mio preferito in assoluto, è un’opera mastodontica, lo adoro.

AC: Va bene, allora non vogliamo rubarti altro tempo, un saluto speciale per AnimeClick.it?

Himorta: Ciao AnimeClick, alla prossima! Un bacione!