Zom 100: Bucket List Of The Dead, adattamento anime del manga di Haro Aso con i disegni di Kotaro Takata, è una delle serie più attese della stagione estiva 2023, e ha acceso i cuori degli appassionati con un primo episodio che ha alzato l'asticella stagionale in maniera esponenziale.
Facciamo quindi un viaggio nella prima puntata per vedere cosa l'ha resa tanto amata tra i fan.
 
Zombie 100: Bucket List Of The Dead
 
Dopo aver lavorato per tre anni in una "black company" (espressione giapponese usata per identificare quelle aziende che costringono i propri dipendenti a lavorare in condizioni degradanti), Akira è arrivato allo stremo, sia mentalmente che fisicamente. Ma una mattina, mentre si avvia verso l'ufficio, scopre che la città è stata invasa dagli zombi. Come potrà sopravvivere in queste condizioni?


Partiamo con l'account Twitter ufficiale della serie, in cui sono stati presentati alcuni retroscena dell'animazione, considerati interessanti anche dai non addetti ai lavori. Ad esempio, è stato svelato un passaggio del processo di animazione di quella che è forse la scena madre del primo episodio:
 

La forza delle animazioni che il primo episodio ha regalato sotto la direzione esperta di Hiroaki Karasu, che ha recentemente coperto la medesima posizione per Summer Time Rendering, ha fatto brillare animatori già stelle di Komi Can't Communicate: Haruyoshi Nomura, Fuminori Ishimaru, William Lee e Hayato Torii, il quale ha animato la sequenza introduttiva del "caos dell'apocalisse" in mezzo agli edifici in fiamme con una soggettiva adrenalinica. 
 
 

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza un grande direttore d'orchestra. Il regista e storyboarder dell'episodio (e della serie) è il Kazuki Kawagoe di Komi Can't Communicate che a BUG FILMS ha fatto un lavoro eccellente nell'impiegare tutti i mezzi che l'animazione metteva a sua disposizione.
Assieme a Naho Hasegawa alla direzione della fotografia, che ha saputo dare un'estetica alla visione del regista, Kawagoe ha avuto poca paura nel declinare il concetto di libertà: se da un lato la puntata si riempie di soggettive per aumentare l'immedesimazione con il protagonista (e insomma, non è poi così difficile provare empatia per un giovane impiegato sovrasfruttato), dall'altra la telecamera impazzisce nel bel mezzo del declino della società, rispecchiando sia le emozioni incomprensibili del protagonista, sia la volontà di consegnare agli animatori delle transizioni e dei cut in cui osare, senza aver paura di sporcarsi le mani. Smears, impact frames, estremamente dettagliati seppur audaci, hanno regalato agli animatori molta libertà espressiva. Soprattutto considerando che questo primo episodio adatta pochissime pagine del manga.
 
Scena animata da Hayato Torii, Hiroaki Takagi, Hisao Dendou e il danese Håvard Dale.


Un'altra cosa che salta all'occhio è l'uso della color palette, adattata dalla color designer Aya Ochi. Quest'ultima ha uno spettro di adattabilità davvero molto ampio, considerando il suo repertorio professionale che spazia da Wandering Son, Summer Time Rendering fino all'eclettico Summer Wars di Mamoru Hosoda.

La vita del giovane protagonista, dai colori sgargianti e pieni di speranza, man mano si spegne, letteralmente, per scemare verso la scala di grigi sempre più contrassegnati da forti contrasti e ombre: la luce delle aspettative di Akira visivamente perde vita, arrugginendo e calcificandosi in una routine grigia e insostenibile che piano piano gli sfugge di mano. Dai contrasti del nero e del bianco, si passa subito a un altro contrasto fortissimo: i colori di libertà causati dall'impensabile apocalisse zombie. Paradossale come un cataclisma possa rendere felice un ragazzo, ma ecco che rincorso dai mostri e privo di alcuna restrizione lavorativa, Akira ritorna a respirare e sprizzare di vita e colori.
 


Qui sopra, invece possiamo vedere il design degli zombie fatto da Junpei Fukuchi.

La prima puntata è stata dunque d'impatto, e ha solleticato la curiosità anche di chi non fosse particolarmente interessato alla serie. Non ci resta che aspettare e vedere se lo staff riuscirà a tenere alta l'asticella dell'intero anime.

Ricordiamo che mentre il manga in Italia è serializzato da J-POP Manga, la serie può essere vista su Crunchyroll.


Fonti consultate:
Comicbook.com
Sakuga Blog