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The Crovv 97

Volumi letti: 1/1 --- Voto 7,5
Edizione: "La Mia Prima Volta - My Lesbian Experience with Loneliness” (J-Pop, volume unico)

La Mia Prima Volta è un’opera che sfugge a ogni etichetta semplice.
Non è solo un manga autobiografico, né soltanto il racconto di una giovane donna che tenta di fare chiarezza sulla propria sessualità.
È, prima di tutto, un viaggio dentro la fragilità umana, narrato con una sincerità così disarmante da risultare quasi rivoluzionaria.

Lo stile narrativo adottato è quello dell'autobiografia, caratterizzata da una progressione squisitamente lineare e senza colpi di scena.
L'autrice sceglie di ritagliarsi uno spazio tra le pagine per raccontare la sua (dis)avventura con problematiche che la hanno accompagnata fino al 28° anno di età, quando ha finalmente trovato la forza/fortuna di andare avanti e lasciare i propri drammi alle spalle.
Si tratta di un'opera in cui si parla di: depressione, autolesionismo, difficoltà relazionali, ansia sociale, senso di inadeguatezza e sessualità; senza freni e senza peli sulla lingua, chiamando le cose con il loro nome, nonché senza pregiudizio e sensazionalismo alcuno.

Per quanto riguarda i dialoghi, si fa un uso quasi integrale di baloon del pensiero e voce narrante fuori campo; riducendo a pochissime battute la voce della protagonista.
Tale scelta dona un'impronta più documentaristica alla narrazione, favorendo un'introspezione totale nella mente dell'autrice.

Il comparto grafico fa affidamento sulla tecnica del disegno digitale, che qui tuttavia perde parte della propria intrinseca precisione in favore di un tratto sicuramente più istintivo, abbozzato e volutamente impreciso (metafora dell'incertezza).
L’anatomia della protagonista è estremamente stilizzata, scelta voluta per ricondursi all'idea del tornare babina e alla volontà di opporsi alla crescita per non incorrere nelle responsabilità che questa comporta da parte di una persona adulta.
Il disegno è tipicamente in bianco e nero, con l'aggiunta del colore rosa, impiegato per evidenziare elementi specifici della scena o per enfatizzare determinati contrasti (la stessa autrice tende inizialmente a rifiutare la propria femminilità o, in generale, l'appartenenza a un genere).
La leggibilità è sempre ottima, complice la scelta di posizionare i baloon sempre ai bordi o all'esterno della vignetta, nonchè dalla scarsa presenza di sfondi, relegati esclusivamente ove necessari ai fini della narrazione.
Si può dire in tutta franchezza che, qui, il disegno altro non è che un mezzo utile alla narrazione, nulla di più.

Il supporto cartaceo è buono, ci si trova di fronte a un volume più grande del classico tankobon ma con pagine a colori su carta bianchissima, semi-liscia e dall'elevata grammatura, nonché dotato di sovracopertina.
Al termine della lettura non è previsto alcun tipo di extra o commento dell'autrice.
La rilegatura a colla si dimostra resistente, capace di mantenere intatto il volume anche dopo la lettura.
Mi preme tuttavia segnalare la fragilità del rivestimento trasparente presente sulla sovracopertina che, nel mio volume, ha cominciato a scollarsi e screpolarsi in corrispondenza della pieghe delle alette.

PRO:
• Esperienza in cui è possibile riconoscersi e con cui è possibile confrontarsi
• Bello l'expois del percorso creativo come primo passo verso la guarigione

CONTRO:
• Confrontarsi con tale racconto può essere cosa non adatta a tutti

Ciò che emerge e rimane in seguito alla lettura de La Mia Prima Volta è l'impressione di come essa sia rivolta alla stessa autrice più che ad un pubblico vero e proprio.
La scelta delle parole e le reazioni della protagonista sembrano tutte volte a svegliare la coscienza di colei che quest'opera la scrisse; quasi come se, col senno di poi, fosse possibile riscrivere gli eventi del passato per assicurarsi un futuro diverso.
In definitiva, l'opera mette in luce come la creatività possa diventare un’ancora, un modo per dare forma al caos interiore e trasformarlo in qualcosa che parla anche agli altri.
È un’opera che non offre soluzioni, ma apre gli occhi: per comprendere, per riconoscersi, per accettare che la fragilità non è un fallimento, ma un punto di partenza.


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bungle77

Volumi letti: 1/1 --- Voto 9
Era da tempo che desideravo leggerlo, lo avevo in libreria da mesi, ma continuavo a rimandare: temevo il peso delle tematiche che affronta, temevo di non essere pronto ad affrontarle. Poi, finalmente, l’ho aperto — e quei timori si sono sciolti nel giro di poche pagine.

Nonostante tocchi argomenti complessi come la depressione, l’alienazione sociale, la sessualità vissuta con fatica e incertezza, lo stile di Kabi Nagata riesce a essere diretto e delicato allo stesso tempo. La sua voce è così sincera, così priva di artifici, che entri immediatamente in empatia con lei e fare il tifo per lei con tutto il mio cuore, tant'è che appena finito di leggerlo sono corso ad ordinare le altre sue opere. È impossibile non affezionarsi alla sua figura goffa e fragile ma determinata, e non desiderare, pagina dopo pagina, che trovi un po’ di pace, di comprensione, di luce.
Quello che colpisce più di tutto è il coraggio con cui si mette a nudo — in senso sia metaforico che letterale. Senza filtri, senza pudori, racconta sé stessa in una forma che è a metà tra la confessione e l'autoterapia, ma con una lucidità narrativa che disarma. La sua capacità di rendere comprensibili — e riconoscibili — i suoi pensieri più intimi e le sue insicurezze è davvero notevole.


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BigPower360

Volumi letti: 1/1 --- Voto 10
Allora, parto subito nel dire che questa opera non è da prendere alla leggera, anche perché nell'aria del manga non si nota quanto sia pesante soprattutto per persone che non hanno ancora percepito un minimo delle emozioni della protagonista sulla propria anima.
È un manga molto argomentativo ed è un autobiografia, peraltro una biografia veramente pazzesca per essere il suo esordio.
Spiega quello che ha passato nella vita da adulta dopo il liceo, quanto le cose cambino, quanto faccia male pensare alla diversità, a quanto la società ti ripudi, e quanto possa essere difficile da digerire ogni pensiero che ti passa per la testa mentre stai cercando di affrontare qualcosa.
Se pensi ad una determinata cosa e ti viene la risposta spesso e volentieri la si distorce e la si butta via subito per la paura che questa cosa ti possa far escludere da un qualsiasi luogo a cui appartenere. In poche parole essere se stessi.
I disegni sono veramente veramente belli, un tratto leggero che riesce però a definire bene l'autobiografia, uno stile unico e ammirevole, esteticamente è molto bello ed è tutto perfettamente in linea anche con i disegni, come se non bastasse il volume ha pure degli stop all'interno del manga ben calcolati che mi sono stati utili.
La storia beh è soggettiva, dipende da come prendi questa opera, dalle esperienze ed eventi che hai avuto.
Ho passato anche io un periodo molto simile e ogni cosa che mostrava nel manga io la capivo perfettamente, capendo tutto il dolore che stava passando, nel manga è descritto un po più leggero affievolendolo con disegni molto carini.
La cura di se stessi, quello che gira dentro di noi e non al di fuori è la cosa che conta davvero per poter accettare tutto il resto.
La protagonista cercava in tutti i modi di cambiare la propria vita e cercare di farlo all' esterno e non dentro di se.
Ma dopo del tempo anche lei se ne è resta conto e ha iniziato a stravolgere la sua vita seguendo il suo sogno e la sua sè.
Il suo non mollare per tanto tempo ha dato dei frutti.
La sincerità di Nagata è impressionante e questo dimostra quanto le nostre scelte possano influire su di noi e su tutte le altre persone, con una sola scelta possiamo cambiare la vita di tante altre persone in positivo e la nostra.
La morale è ama te stesso, cerca cosa non va, accettalo, prenditi del tempo per capire quello che non ti va bene, prenditi del tempo per capire cosa ce di sbagliato, essere grati per ogni cosa bella che ce in ogni giornata e che noi diamo per scontato può cambiare le vostre vite e raggiungere la felicità.


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Alex Ziro

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8,5
Capita spesso di passare interi pomeriggi al computer, magari accanto alla finestra; fuori c'è una bella giornata ma abbiamo troppo da fare (o troppa pigrizia) per pensare ad altro. Nel frattempo le ore passano, la luce del sole va via e stare di fronte allo schermo è più problematico, con il buio della stanza che ti ha pian piano reso difficile qualcosa che fino a poco prima ti veniva naturale. Perché non ti alzi e accendi la luce? Perché quel pulsante ti sembra così distante? Perché questa volta le tue gambe sono così pesanti? Eppure hai fatto quel gesto miliardi di volte nella tua vita.

La mia prima volta - My Lesbian Experience with Loneliness (Sabishisugite Lesbian Fuzoku Ni Ikimashita Report) è un manga del 2016 di Kabi Nagata, volume unico edito da East Press, giunto in Italia grazie a JPOP e tradotto da Carlotta Spiga, vincitore degli Harvey Awards (importante premio statunitense) nella categoria miglior manga. In patria vi è anche il sequel My Solo Exchange Diary, conclusosi con due volumi. Un'opera interamente autobiografica, un "report" dell'autrice sulla propria esistenza, per comprendersi e confrontarsi con se stessa .

Chi sei?

Andare al liceo, avere amici, diplomarsi, frequentare l'università e perdersi completamente. La vita di Kabi Nagata è simile a quella di molte persone della sua (e mia) generazione: ragazzi che ormai sono pericolosamente vicini ai trent'anni e senza neanche una certezza nella propria vita, piombati tutto d'un tratto nel mondo dei grandi senza una mappa. Voglio essere molto diretto: questo è un fumetto che parla chiaramente di malattie che colpiscono l'animo e la mente, e la depressione è senza ombra di dubbio la malattia simbolo di questa generazione.

L'autrice si denuda di fronte a noi e, soprattutto, di fronte a se stessa, mostrandoci le sue cicatrici e ogni suo piccolo difetto. Vi siete mai trovati con le spalle al muro nella vostra vita a chiedervi: com'è successo? Com'è possibile? Questo manga è un excursus esistenziale su tutte le scelte sbagliate, i pensieri autolesionisti e i tentativi di rivalsa di una ragazza prima di tutto incapace di comprendere se stessa.

Kabi Nagata, nel mezzo della sua fortissima crisi esistenziale cercherà perlomeno di capire quale sia il suo posto in questo mondo. Trova lavori part-time (anche ben retribuiti) e la vita magari sembra inizialmente sorridere, ma alla fine ripiomba sempre nel buio più cupo, vagando senza meta ma sopravvivendo, anche a terribili disordini alimentari e alla famiglia, la quale rappresenta uno dei nuclei principali della storia, soprattutto il rapporto conflittuale con la madre che riserverà diverse sorprese.

"Essere in uno stato d'ansia e paura è come avere sulla testa un bicchiere pieno d'acqua e doverlo portare senza versarne nemmeno una goccia"

Come non essere se stessi? La nostra identità è un costrutto sociale o una scelta? Magari sono i nostri hobby che ci definiscono, il nostro amore per la cultura pop giapponese (ad esempio) quanto definisce il nostro essere? Ma è davvero giusto così?

L'autrice è una classica figlia del suo tempo. Bombardata furiosamente da informazioni di ogni tipo ma senza niente di concreto che possa aiutarla a mettere un piede dopo l'altro nel suo cammino esistenziale. Più volte sfiora il baratro, accarezzando l'idea del suicidio. Un ultimo urlo le esce però dal cuore, rivelando una donna stanca ma non sconfitta; incapace di riconoscersi di fronte al proprio riflesso in questo buio soffocante, vero, ma capace di stare in piedi, pur sbattendo di continuo contro ogni spigolo.

Risposte?

Questa opera non è solo conseguenza dell'aggressivo aggrapparsi alla vita da parte dell'autrice ma è anche una dichiarazione d'amore ai manga. Kabi è nata per essere una mangaka, non può essere altro nella sua vita. Lei ha bisogno di vedersi attraverso queste pagine; non può vivere se non raccontando, se non impugnando i suoi ferri del mestiere e mettendosi a lavoro.

Il manga punta al vostro cuore ma solo perché ogni singola tavola mostra quello dell'autrice, pulsante, in modo nitido. Posso comprendere se qualcuno lo troverà troppo pesante, del resto non sono chiaramente argomenti per tutti o che vadano bene per ogni periodo della vostra vita, ma leggerlo vi potrà arricchire. Che voi abbiate vissuto quel prevedibilissimo improvviso buio pesto o meno, non conta: tutti ci siamo sentiti immobilizzati e tutti ci siamo fatti domande che forse non ammetteremo mai neanche a noi stessi. Rivivere i suoi passi è uno sfiorare le nostre cicatrici, immergersi nelle sue e in qualche modo comprenderci di nuovo. Un viaggio fortemente emozionale e che potrebbe essere estenuante, ma che non rimpiangerete di aver fatto.

Vorrei sottolineare nel modo più chiaro possibile che l'opera, nonostante i suoi argomenti, si lascia leggere con immensa leggerezza. Il lavoro generale espresso nelle tavole è semplice ma di grande impatto; essendo questa una storia nata come autoproduzione pubblicata su Pixiv (social network per artisti) si nota magari uno stile che non ha risentito pesantemente del tocco di un editor, elemento che rende il manga maggiormente intimista e autentico. I dialoghi e la narrazione scorrono con enorme semplicità considerando l'oggetto della storia, il tutto grazie al modo di fare un po' imbranato e un po' infantile dell'autrice che riesce ad addolcire (e a rendere pure divertente!) una storia che, chiaramente, dialoga con qualcosa di celato dentro di noi ma senza essere intrusiva, chiedendoci scusa e facendoci sentire a nostro agio.

Sia chiaro che non sto in alcun modo evitando uno dei temi principali, ovvero la sessualità della nostra protagonista. Ma è un tema trattato così perfettamente nella sua delicatissima goffaggine che ritengo dannoso anticiparvi qualcosa a proposito. L'autrice prende in considerazione studi psicologici, sociologici e non tralascia quel che conta davvero, ovvero l'animo di una persona. Non è una storia che parla in senso stretto di un coming out o di un accettare la propria sessualità; sono delle logiche conseguenze al percorso intrapreso dall'autrice, che fanno parte del ben più ampio discorso del comprendere se stessi.

Ma alla fine cosa rimane? Perché ho messo così tanti punti interrogativi? Esiste una risposta a queste mille domande?

Probabilmente no. Però non possiamo comprendere noi stessi senza mettere in discussione tutto quel che conosciamo; non possiamo essere sicuri di niente se non ci siamo mai chiesti davvero chi siamo. Kabi Nagata ha passato l'intera vita non curandosi delle domande, delle ovvietà, che componevano la sua anima: il minimo che possiamo trarre da questo manga è l'importanza di quanto sia importante dubitare di noi stessi.

Oppure no?

La mia prima volta è un manga che conosco da sempre, quindi vederlo annunciato da J-POP ha reso soltanto più piacevole scriverne una recensione. Soprattutto alla luce di quanto sia ottimo questo volume unico: 15x21 - brossurato con sovraccoperta per un totale di 142 pagine. Speriamo che venga presto annunciato il sequel.


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alex di gemini

Volumi letti: 1/1 --- Voto 9
Certe volte la perfezione si ottiene proprio perché si è imperfetti. Non c’è altro modo di descrivere questo manga. Il tema è davvero imbarazzante , dato che stiamo parlando di una mangaka giovane che si mette a nudo, in tutti i sensi, per descrivere la sua vita , noiosa, piena di problemi psicologici. Per non parlare delle scene delicate in cui viene mostrata la sua prima e poi la seconda volta con una donna.
Anche la grafica, con soli tre colori, rosa bianco e nero sembra davvero strana e inadeguata; anzi rende tutto più leggero, dolce , divertente
Eppure alla fine dei conti il risultato è davvero ottimo, tutto torna. I difficili problemi psicologici vengono descritti con umorismo e leggerezza, in modo originale ma profondo. Un vero gioiellino, non posso certo dire che certi problemi possano essere risolti come ha fatto la giovane autrice, ma in ogni caso l’opera rimane coraggiosa e godibile, terapeutica perché, come cantava Lucio Dalla, fa bene sapere che “c’è gente che ha gli stessi tuoi problemi”. Anche solo togliere il taboo da certi temi fa sicuramente bene.
Certo il giudizio complessivo è molto personale, ma a mio avviso siamo in presenza di un vero gioiellino cui , con un po' di generosità, do 9


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Ange00la

Volumi letti: 1/1 --- Voto 7,5
L'edizione italiana è molto bella e curata nei dettagli, soprattutto nella sovraccoperta, che riporta delle parti lucide e rialzate.
Mi è piaciuta molto l'idea di sviluppare tutto il manga con il solo colore rosa e anche quella di raccontare una storia un po' tabù.
I disegni sono particolari e non mi hanno fatta impazzire ma nemmeno delusa particolarmente.
La trama è semplice e scarna, ma i concetti che vuole passare sono attuali e rassicuranti.
La protagonista affronta una sorta di crescita personale, nella quale non è difficile impersonarsi.


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Mopinik

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8
My lesbian experience with loneliness, ovvero il resoconto dei 10 anni in cui l’autrice ha vissuto in preda alla depressione.

Iniziamo dai punti a favore:
-La tematica della sessualità della protagonista è pulita. Non vuole essere opera erotica e non lo è.
-Ogni tanto, anche se in maniera un po’ goffa sono presentate riflessioni valide
-La bicromia. Come scelta grafica mi è piaciuta molto

Punti a sfavore:
-I fatti sono per lo più presentati nel loro andamento cronologico, come fosse una semplice notazione e spesso manca una riflessione profonda su questi. O meglio, la riflessione c’è anche, ma è spesso molto grossolana, abbozzata.
- Alcune volte poi non si capisce il perché da una situazione dovrebbe nascere la seguente. Nessi causa-effetto a volte latitanti.
-Tavole e testo a volte sembrano poter vivere tranquillamente serenamente separati.

Nell’insieme però i difetti citati forniscono secondo me un grande pregio all’opera, ovvero l’autenticità.Il modo di raccontare a volte abbozzato e sconclusionato della protagonista dà davvero l’idea di trovarsi di fronte ad una freeter che ha lasciato l’università, tendente alla depressione, tormentata da disturbi alimentari, stress, alopecia e da dubbi esistenziali; una persona dalle capacità non propriamente eccelse che cerca di raggiungere quel qualcosa che le permetta di vivere serena.

Un’opera in bianco, nero e rosa che riesce a farsi amare nella sua imbranatezza e che riesce a smuovere l’animo del lettore portandolo a riflettere meglio da lui stesso quando non è propriamente capace di presentare lei stessa riflessioni complete.

Grazie alla sua autenticità mi ha convinto nella sua (a volte) goffaggine. Voto: 8