Chi segue le uscite anime al cinema o acquista home video in Italia conosce bene il marchio Lucky Red: è uno dei nomi più familiari per chi ha visto in sala Il ragazzo e l'airone di Hayao Miyazaki o si è avvicinato al cinema d'animazione d'autore giapponese attraverso le edizioni italiane curate nei minimi dettagli. Ebbene, quella Lucky Red ha appena cambiato padrone — o meglio, ha trovato un nuovo socio di maggioranza.

L'operazione in sintesi
Pochi giorni fa, a Roma, davanti al notaio Nicola Atlante, si è consumato un passaggio societario di notevole portata. Andrea Occhipinti — fondatore di Lucky Red nel 1987, anima creativa e volto pubblico della società — ha ceduto il 40% delle proprie quote a StudioCanal, divisione cinematografica del gruppo francese Vivendi guidato da Vincent Bolloré. Contestualmente sono usciti di scena i due soci di minoranza: Valerio Scarinci ha venduto il suo 10% per 5,2 milioni di euro, Stefano Massenzi ha ceduto il residuo 1% per circa 521.000 euro.
Il risultato finale è che StudioCanal detiene ora il 51% di Lucky Red, acquistato per un totale di 26,6 milioni di euro, mentre Occhipinti conserva un solido 49% e rimane alla guida operativa della società. L'atto è stato firmato con Anne Louise Marsh, amministratrice delegata di StudioCanal.
I numeri parlano chiaro: nel 2024 Lucky Red ha chiuso il bilancio con ricavi superiori a 50 milioni di euro e un utile netto di 3,7 milioni. Solo nei primi due mesi di quell'anno la società aveva raggiunto una quota di mercato del 17% nella distribuzione nazionale, con oltre 2,3 milioni di presenze in sala e quasi 16 milioni di euro incassati al botteghino. La cosa interessante è che a far da traino a questi risultati sono stati film come Perfect Days di Wim Wenders, Past Lives di Celine Song e il già citato Il ragazzo e l'airone di Miyazaki.
Ok ma cosa cambia in sostanza?
Stando a quanto comunicato dalle parti, l'accordo è stato strutturato come una "partnership strategica" che non dovrebbe alterare né il management né le scelte creative di Lucky Red. Occhipinti resta al timone e la sua visione editoriale — che da sempre privilegia cinema d'autore, animazione di qualità e titoli festivalieri — non è destinata a mutare per effetto di questa operazione.
Sul piano pratico, l'ingresso di StudioCanal potrebbe anzi rivelarsi un vantaggio per la distribuzione dei titoli anime: la società francese dispone di una rete consolidata in tutta Europa e di capacità di gestione dei diritti su più territori e più finestre di uscita (sala, home video, piattaforme). Questo significa che i titoli acquisiti da Lucky Red potrebbero circolare con maggiore facilità a livello continentale, e che la casa italiana potrebbe avere accesso a risorse più ampie per acquisire e promuovere nuove uscite.
Il piano editoriale per il biennio 2025-2026 già prevede una line-up che spazierà dall'animazione d'autore ai restauri di classici fino alle opere festivaliere: una traiettoria coerente con il percorso degli ultimi anni.

Il contesto più ampio
L'acquisizione di Lucky Red non è un caso isolato, ma si inserisce in una tendenza strutturale ben documentata: negli ultimi dieci anni numerose realtà indipendenti dell'audiovisivo italiano sono finite nel perimetro di grandi gruppi stranieri. BIM Distribuzione è entrata nell'orbita del tedesco Wild Bunch nel 2014, Wildside è passata a Fremantle nel 2015, Cattleya è stata acquisita da ITV Studios nel 2017, Palomar è finita per il 72% nelle mani del francese Mediawan. Lucky Red era rimasta fino ad oggi una delle poche eccezioni.
Le ragioni di questa tendenza sono strutturali: produrre e distribuire contenuti di qualità nel mercato attuale richiede capitali e infrastrutture che le realtà indipendenti italiane — per quanto eccellenti sul piano creativo — faticano a costruire da sole. L'alternativa, per molte di loro, è scegliere un partner internazionale che garantisca sostenibilità finanziaria senza cancellare l'identità editoriale.
Per il pubblico anime, la sostanza cambia poco nel breve periodo: Lucky Red resta Lucky Red, con la stessa cura nella selezione dei titoli e la stessa attenzione alla qualità delle edizioni italiane. Quello che cambia è il retroterra finanziario e strategico che sorregge quelle scelte — e, almeno sulla carta, le prospettive di crescita potrebbero essere più solide di prima.
Fonte: affariitaliani
Il cinematografo
Citare Vivendi non ha alcun senso, Vivendi ha completato a fine 2024 la scissione in diverse società indipendenti (Canal+, Havas e Louis Hachette Group) di alcuni rami di azienda.
Canal+, di cui fa parte StudioCanal, è una società indipendente quotata a Londra.
Poi sì, è comunque controllata dai Bolloré, ma citare Vivendi è fuori luogo, e il tutto nasce dall'errore di Variety nel dare la notizia, con Variety che inizialmente aveva messo Vivendi nel titolo per poi correggerlo in seguito
https://variety.com/2026/film/global/france-vivendi-lucky-red-1236671071/ <- url originale
https://variety.com/2026/film/global/france-canal-lucky-red-1236671071/ <- url attuale (redirect automatico dal precedente)
Grazie della precisazione.
Fermo restando che un'azienda acquisita difficilmente non subisce cambiamenti (per di più da aziende straniere), se fosse stata acquisita da Vivendi l'avrei presa molto male: storicamente ha fatto solo male alle realtà che ha toccato.
Vedrò di non crucciarmi troppo, però è pur sempre l'ennesima realtà italiana che finisce sotto controllo straniero.
per come è messo il nostro cinema oggi qualsiasi cambiamento è ben accetto
Un giorno, magari, anche un po' di animazione europea non sarebbe male.
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