Oggi siamo qui per parlarvi di qualcosa di diverso dal solito, qualcosa che pur nella sua particolarità, ci riporta sempre al nostro amore per i manga, per il Giappone e per il suo folklore. La scommessa del tanuki è una graphic novel italiana scritta da Emilia Cinzia Perri e illustrata da Silvia Vanni, proposta dalla casa editrice Il castoro.

 
La scommessa del tanuki
 
Se avete figli, nipoti o fratelli e sorelle molto giovani, o se lavorate in ambito scolastico e prescolastico, probabilmente Il castoro non sarà un editore nuovo alle vostre orecchie: nata come casa editrice specializzata in libri di cinema, in seguito si dedica alla pubblicazione di libri per bambini e ragazzi. Nel suo catalogo troviamo il famoso Diario di una Schiappa (Jeff Kinney), e se come la sottoscritta lavorate nell'ambito dell'infanzia (o siete neogenitori) conoscerete sicuramente la serie di libri di Nina (Christine Naumann-Villemin, Marianne Barcilon), La famiglia Volpitassi (Brigitte Luciani) o il pluripremiato Dieci dita alle mani, Dieci dita ai piedini (Mem Fox, Helen Oxenbury).
Stavolta però parliamo di La scommessa del tanuki, un fumetto che attinge dal folklore giapponese per raccontare una storia di crescita, un po' come fanno tantissimi dei manga che amiamo.
 
Jun si sente la pecora nera della famiglia: mentre ai suoi genitori e a sua sorella stanno a cuore l’ambiente e l’ecologia, lui vorrebbe solo divertirsi. E infatti, mentre loro si oppongono alla costruzione di un parco divertimenti per salvare un bosco, Jun è elettrizzato dalla novità. Ma quando una sera la teiera di famiglia si trasforma in un Tanuki, una creatura leggendaria capace di assumere le forme più diverse, la vita di Jun prende una piega inaspettata, che potrebbe portarlo a vedere il mondo… con occhi diversi.

Jun è un adolescente italo-giapponese in piena fase di ribellione: la sua famiglia è molto attenta alle tematiche ambientali ma lui preferirebbe godersi la vita senza troppe preoccupazioni. Mentre mamma, papà e sorella si battono per impedire che un bosco venga sradicato, Jun non ritiene importante la loro lotta, anzi, non si ritrova per nulla negli ideali che guidano la vita di ogni membro della famiglia. 
Un giorno, mentre utilizza una vecchia teiera, fa la conoscenza di un tanuki, un essere misterioso di cui ha sentito parlare nelle favole che la mamma gli raccontava da bambino. Il loro rapporto inizialmente non è idilliaco, dopotutto sappiamo che i tanuki amano fare scherzi e ingannare gli umani grazie alle loro capacità di trasformazione. Senza contare che Taiki, presentatosi guardiano della famiglia Midorikawa, persegue lo stesso obiettivo della famiglia di Jun, ossia, il salvataggio del bosco. Con una serie di azioni non sempre ortodosse, Taiki riesce a catturare l'attenzione di Jun, che finalmente inizia a vedere le cose da una prospettiva diversa.
 
 La scommessa del tanuki


Già dalle prime pagine del fumetto capiamo che Jun non è certo un cattivo ragazzo, semplicemente, in un modo ancora (giustamente) infantile, vive e giudica ciò che lo circonda in base al suo ristretto punto di vista personale. Bisogna anche dire che il ragazzo attraversa una fase delicata della vita e i suoi genitori e la sorella sembrano ignorare le difficoltà interiori che un adolescente come lui si porta dentro. Jun vorrebbe essere ascoltato, vorrebbe che le decisioni fossero discusse insieme a lui, vorrebbe poter esprimere il suo punto di vista, anche se considerato scorretto. E' quindi forte il tema della difficoltà della crescita, così come quello dell'incomunicabilità che purtroppo, spesso e volentieri, si annida anche nelle famiglie apparentemente perfette.
In qualche modo, grazie a Taiki, Jun ha modo di intraprendere un vero e proprio viaggio che allargherà i suoi orizzonti, facendogli scoprire che ciò che vediamo con i nostri soli occhi, è molto limitato e a volte limitante.

La sceneggiatrice di questa storia, Emilia Cinzia Perri, si dichiara grande fan di Miyazaki, Takahata, Rumiko Takahashi e molti altri mangaka che hanno plasmato il suo amore per il Giappone. E in effetti in questa storia si sente il sapore di un coming of age dal gusto squisitamente manga, grazie sicuramente alla presenza di elementi del folklore nipponico, ma anche per l'espressione di sentimenti che passano soprattutto attraverso la capacità (o incapacità) di comunicarli all'altro.
 
 La scommessa del tanuki


Leggere La scommessa del tanuki è un po' come immergersi in un capitolo di Natsume degli spiritipoiché in questa storia ritroviamo tanti elementi che caratterizzano il manga di Yuki Midorikawa: abbiamo un ragazzino adolescente, tanuki, kappa, kitsune e altri yokai, un incontro/scontro tra umano e yokai che porta a nuove consapevolezze e una cittadina che ben rappresenta il Giappone più rurale e tradizionale. Stiamo parlando di Miyama, un paese di montagna a 30 chilometri da Kyoto che ospita delle tipiche abitazioni con i tetti di paglia dette "kayabuki"; Jun e la sua famiglia vi si recano per svelare il mistero di Taiki e della famiglia Midorikawa (il cognome della mamma di Jun, che tra l'altro si chiama Natsume, per cui le coincidenze che accostano quest'opera a Natsume degli spiriti, continuano). 

In questo luogo esplode lo spirito folkloristico de La scommessa del tanuki, in un susseguirsi di luoghi e suggestioni che ricordano davvero i manga e gli anime.
Merito di tale resa va alla disegnatrice, Silvia Vanni, che con il suo stile perfettamente morbido e pastelloso riesce a dare vita a trama, personaggi e ambienti, trascinandoci in quella che sembra realmente una favola antica rivista in chiave moderna. Lo stile dei personaggi ricorda un po' lo splendido Ōkami, videogame di casa Capcom che segue le vicende della divina Amaterasu che si muove tra divinità, umani e yokai sotto forma di un bellissimo cane bianco, accompagnata dal piccolo Issunboshi.

L'albo, interamente a colori, ha formato 14x20,5, 184 pagine, al costo di 15,50 €.
 
La scommessa del tanuki


 
La scommessa del tanuki racconta una storia dolcissima, una favola moderna che si nutre del folklore giapponese per poi parlare a un pubblico universale. Si tratta di un albo semplice e fruibilissimo per i giovanissimi (il sito dell'editore indica come età consigliata 10+), usa un linguaggio e degli espedienti semplici e diretti, ma affrontando tematiche calde dell'universo adolescenziale (la comunicazione in famiglia, la visione immatura del mondo, la necessità di fare esperienza di cose e persone per allargare gli orizzonti) può essere apprezzato anche da una fascia di età più alta, e perché no anche da chi la giovinezza l'ha superata da un pezzo. L'attenzione alle tematiche ambientali e l'indagine dell'universo emotivo dei giovani sono argomenti che possono e anzi, dovrebbero, interessare anche gli adulti, così da non perdere mai di vista ciò che è importante tenere a mente per accompagnare i nostri ragazzi nel lungo percorso di transizione dalla fanciullezza alla maturità.