Il Giappone sta affrontando una crisi senza precedenti legata agli orsi, e per chi segue la cultura giapponese non è difficile capire quanto questa emergenza stia sconvolgendo la quotidianità di un paese in cui la convivenza tra natura e insediamenti umani è sempre stata delicata. Quello che fino a pochi anni fa era considerato un problema rurale e regionale è diventato una questione nazionale, con gli orsi che si spingono sempre più spesso nelle città, nei parcheggi, nei cortili delle scuole e persino negli stabilimenti industriali.
I numeri raccontano una storia preoccupante. Secondo i dati preliminari del Ministero dell'Ambiente giapponese, nell'anno fiscale 2025 gli avvistamenti di orsi neri asiatici su tutto il territorio nazionale hanno raggiunto quota 50.776, con un aumento del 150% rispetto ai 20.513 registrati nell'anno precedente e il dato più alto da quando le segnalazioni vengono raccolte sistematicamente, nel 2009. Gli attacchi confermati sono stati 216, con 238 persone coinvolte e 13 vittime, entrambi i valori più alti mai registrati. Le prefetture più colpite sono concentrate nella regione del Tōhoku, nel nord dell'isola di Honshū: Akita guida la classifica con 13.592 avvistamenti, seguita da Iwate con 9.739, Miyagi con 3.559, Niigata con 3.528 e Aomori con 3.334. L'orso nero asiatico è presente esclusivamente sulle isole di Honshū e Shikoku, mentre il più grande orso bruno dell'Ussuri è diffuso nell'isola settentrionale di Hokkaido.
L'episodio che ha catturato maggiormente l'attenzione internazionale nelle ultime settimane riguarda la città di Utsunomiya, centro di circa 500.000 abitanti situato a circa 100 chilometri a nord di Tokyo, dove un orso ha girovagato per giorni tra quartieri residenziali, il cortile di una scuola media e persino un centro commerciale del centro città, ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Le autorità hanno chiuso 94 scuole primarie e medie per due giorni consecutivi mentre cacciatori e agenti di polizia perlustravano la città. L'orso è stato infine individuato in una proprietà privata, sedato con un fucile tranquillante e trasportato via su un camion. Nel frattempo il comune ha invitato i residenti a tenere porte e finestre chiuse a chiave, a non uscire di notte e a gestire con attenzione i rifiuti alimentari per non attirare altri esemplari.
Solo pochi giorni prima, il 2 giugno, un orso aveva attaccato quattro persone in un'acciaieria di Fukushima, a circa 170 chilometri da Utsunomiya, con l'aggressione parzialmente ripresa dalle telecamere di sorveglianza del parcheggio. L'orso aveva poi inseguito altre persone fino a una fabbrica di elettronica nelle vicinanze, da cui era riuscito a fuggire attraverso una finestra e risultava ancora a piede libero al momento della notizia. Tra aprile e inizio giugno, tre persone sono state uccise e almeno venti ferite in attacchi distribuiti su nove prefetture diverse, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica NHK.
Le cause di questa escalation sono molteplici e si intrecciano in modo complesso. Il raccolto di ghiande e altri frutti selvatici da cui gli orsi dipendono per l'alimentazione è stato particolarmente scarso negli ultimi anni a causa di fattori climatici, spingendo gli animali ad avvicinarsi agli insediamenti umani in cerca di cibo. Secondo il professor Yoshikazu Sato, ecologo della fauna selvatica presso l'Università Rakuno Gakuen, c'è però un problema strutturale ancora più profondo: gli orsi stanno nascendo e crescendo sempre più vicino alle aree abitate, e i giovani esemplari non hanno sviluppato la diffidenza istintiva verso gli esseri umani che caratterizzava le generazioni precedenti. "Crescono senza quella paura e, di conseguenza, sono meno guardinghi nei confronti degli esseri umani", ha spiegato il professore all'emittente NHK. Il calo demografico nelle aree rurali contribuisce ulteriormente al problema, riducendo il numero di cacciatori esperti e lasciando interi territori di fatto privi di controllo. La popolazione complessiva di orsi in Giappone è stimata dal governo in circa 58.000 esemplari.

Per tentare di arginare l'emergenza, il governo giapponese ha avviato un piano di gestione che prevede il triplicamento del personale municipale addetto al controllo degli orsi, portandolo a circa 2.500 unità entro il 2030, il raddoppio delle trappole e un abbattimento sistematico degli esemplari più pericolosi. In alcune aree particolarmente colpite, come la prefettura di Akita, che pur rappresentando meno dell'1% della popolazione nazionale aveva registrato quasi un terzo dei decessi da attacchi di orsi nell'anno fiscale 2025, erano state mobilitate anche le Forze di Autodifesa giapponesi. A livello locale, uno strumento interessante è il Kumamap, un database online creato da Danyel Koca che raccoglie e mappa le segnalazioni di avvistamenti da fonti prefettizie, media e utenti, traducendole dall'giapponese all'inglese per informare anche i turisti stranieri. Tra aprile e giugno 2026 il database aveva già registrato quasi 5.000 avvistamenti, il 36% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Fonti consultate:
Nippon.com
NHK
La7
Sommando tutte le circostanze diventa un problema serio in effetti.
Lasciate fare a loro.
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