Il recente annuncio dell'adattamento animato del manga di Nene Azuki, Mii-chan to Yamada-san, edito in patria da Kodansha e previsto al debutto nel corso del 2027, ha scatenato una forte ondata di polemiche in tutto il Giappone. Nonostante i festeggiamenti, infatti, una grande fetta di pubblico ha iniziato ad insorgere sul web, coinvolgendo anche figure di spicco dell'industria, come l'animatrice Terumi Nishi, in quanto in molti si chiedono se la messa in onda della serie sia davvero adatta ad un pubblico minorenne, esprimendo il timore per il modo in cui tematiche così sensibili potrebbero impattare su determinate categorie di spettatori. Ma andiamo con ordine.

Per comprendere meglio il contesto della vicenda, il manga è incentrato su due ragazze che lavorano in un hostess club nel quartiere a luci rosse di Tokyo: Yamada (la ragazza bionda e collega più esperta) e Mii-chan (la più giovane e nuova impiegata). La premessa della storia però, che è esplicita già dalle prime pagine, è la seguente: l'opera si apre raccontando i 12 mesi della vita di Mii-chan che precedono il suo assassinio. Quest'ultima, che non sa leggere i kanji, non ha competenze di base e fatica a leggere il contesto sociale, probabilmente proprio a causa di una disabilità, commette spesso errori, diventando oggetto di derisione da parte dei clienti e del resto dello staff. In una delle scene del manga, in particolare, la ragazza si trova seduta a un tavolo con un cliente insieme a un'altra hostess che la prenderà di mira: la collega e il cliente la costringeranno infatti a leggere un carattere kanji, mettendola deliberatamente in imbarazzo; quando Mii-chan non si dimostrerà capace di leggerlo, i due inizieranno a deriderla a crepapelle.

Nel manga non mancano certo scene o situazioni di questo tipo, capaci talvolta di suscitare un profondo senso di disagio nel lettore, ed è proprio qui che si inserisce la polemica: al centro di questa bufera mediatica sembra esserci la scelta di trasporre una narrazione ritenuta da molti speculativa e lesiva della dignità, dato che l'opera vede come protagonista una ragazza con una presunta disabilità intellettiva. Il risultato? Una crescente richiesta di cancellazione del progetto, accompagnata anche dalla diffusione di una petizione online che chiede di fermare l'adattamento anime.
 
Mii-chan and Yamada-san

Alcune delle principali argomentazioni contro Mii-chan and Miss Yamada ruotano quindi proprio attorno al modo in cui la disabilità stessa viene trattata all'interno della storia; sembrerebbe inoltre che, da quando il manga ha iniziato a guadagnare popolarità, si siano verificati episodi in cui dei giovani, compresi alcuni bambini, hanno usato il nome "Mii-chan" come termine dispregiativo nei confronti di persone percepite come "non neurotipiche". A tal proposito, la stessa Terumi Nishii ha condiviso sul suo profilo X il post di un utente che denuncia proprio questo genere di situazione, avendola vissuta in prima persona.
 
Ad alimentare ulteriormente le polemiche, poi, è stato il fatto che l'annuncio della serie è arrivato lo scorso 26 luglio, proprio nel giorno del decimo anniversario della strage di Sagamihara, un massacro spinto dal pregiudizio in cui persero la vita 19 persone con disabilità. Per quanto si sia trattato senz'altro di una coincidenza, questa "svista" è stata comunque percepita dal pubblico come una mancanza di sensibilità da parte del comitato di produzione, causando quindi una forte polarizzazione dell'opinione pubblica: da un lato, c'è chi sostiene che l'opera possa promuovere stereotipi nocivi e discriminatori; dall'altro, c'è chi argomenta che una cancellazione metterebbe a rischio la libertà d'espressione. I fan dell'opera ritengono infatti che il manga non possa essere considerato in nessun modo responsabile delle azioni altrui e che pretenderne la cancellazione equivarrebbe a un atto di censura.

A guidare le critiche sul web, come già anticipato, c'è l'animatrice e character designer Terumi Nishii (Death Note, Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable, Jujutsu Kaisen tra gli altri), che in una serie di post su X (alcuni di quelli che vi riportiamo nell'articolo sono stati repostati da lei stessa) ha espresso un aperto disprezzo verso chiunque sia coinvolto nella realizzazione dell'anime di Mii-chan and Miss Yamada, scagliandosi con particolare durezza contro chi ha approvato l'adattamento, arrivando ad affermare che avrebbe denunciato pubblicamente chiunque fosse coinvolto nella realizzazione dell'anime, persino se si trattasse di suoi colleghi del settore, accusandoli di aver messo da parte ogni sensibilità ed etica pur di rincorrere popolarità e guadagni facili. L'animatrice ha paragonato l'opera ai vecchi "freak show", sostenendo che questo tipo di rappresentazione non debba essere giustificato o difeso in nome della libertà d'espressione. Secondo la stessa, infatti, il problema non risiede nel mostrare persone con disabilità, bensì nella prospettiva e nel punto di vista adottati dal racconto. La Nishii ha infine argomentato come la serie trasformi queste persone in un puro spettacolo da baraccone, poiché, a suo avviso, mira a creare un effetto di spettacolarizzazione, anziché raffigurare la vita con una disabilità in modo realistico e sfaccettato, affermando che i produttori dovrebbero chiarire pubblicamente e in modo trasparente quali siano le vere intenzioni dietro a questo progetto.
 

La produzione dell'anime sembra comunque procedere a pieno ritmo, ma le proteste sono state talmente forti da spingere il comitato di produzione a rilasciare una dichiarazione ufficiale, in cui si legge:

"Il comitato di produzione prende estremamente sul serio le diverse preoccupazioni e opinioni che sono state espresse a seguito dell'annuncio di questo adattamento anime. Abbiamo deciso di trasporre quest'opera in un anime perché riteniamo vi sia un valore significativo nell'esprimere la storia originale attraverso questo media."

Nel messaggio viene anche precisato che l'opera non è mai stata concepita con l'intenzione di discriminare o "guardare dall'alto in basso" le persone con disabilità o qualsiasi altro gruppo socialmente vulnerabile. Il comitato promette inoltre di prestare estrema attenzione alla produzione, consultando esperti del settore e predisponendo adeguate restrizioni sull'età e avvertenze sui contenuti, così da poter gestire i temi sensibili in modo responsabile.
Infine, lo staff ha ringraziato i fan per il loro continuo supporto e li ha invitati a continuare a seguire Mii-chan and Miss Yamada.
 
Ricordiamo in conclusione che il manga è stato candidato ai Kodansha Manga Awards del 2026 e terminerà con il settimo volume, la cui uscita è prevista per la fine dell’estate.


Fonti consultate:
automaton-media.com
vocesabianime.com
otakumantra.com
@NishiiTerumi