Recensione
Tweeny Witches
5.0/10
Questa serie mi ha sempre incuriosito per il suo stile grafico, me l'ero sempre immaginata come un maho shojo cupo e crudo, ma sotto questo punto di vista mi ha un po' deluso.
Le ambientazioni, con quei colori spenti, affascinano, però la storia non è un granché, forse anche a causa della struttura della serie fatta di corti; insomma, con così tanti episodi sarebbe potuta essere una serie di venti-venticinque puntate normali, diciamo.
La trama, come dicevo, ha del potenziale, con tanti spunti interessanti, a partire dalla intro completamente strumentale: questa offre già qualche indizio che durante la serie verrà citato ma mai ben approfondito... il mondo della magia dove si svolge la storia non è tutto rose e fiori, anzi! Appare piuttosto crudele da un certo punto di vista: in perenne conflitto tra streghe e stregoni sul monopolio degli Spiriti (necessari per praticare i vari incantesimi), la nostra protagonista umana arriva qui in un momento delicato, anche perché sembra che la magia stia svanendo con gravi ripercussioni su quel mondo...
Lei, Ellis, è una ragazzina che crede fermamente nell'esistenza della magia, tanto da riuscire ad approdare in quel mondo; durante tutta la serie, infatti, frasi come "Chiunque può usare la magia, se ci crede veramente" e "La magia serve a rendere felici le persone" verranno ripetute quasi come dei mantra, e più volte apparirà ridicola questa sua ingenuità, soprattutto dinnanzi a situazioni serie e pericolose. Però, nonostante tutto, il suo carattere positivo e solare contagerà i più.
E niente, la maggior parte delle situazioni si risolverà così da sé, quasi per magia, grazie a questo "credo" pieno di positività e determinazione.
Parlando della magia, pur essendo il focus principale, non è così incredibile visivamente, ne consegue che anche gli scontri in cui viene utilizzata non colpiscono molto; questo per me è un grosso punto negativo, che si collega anche al lato tecnico, perché visionando la serie appare chiaro che è stata prodotta a basso budget. Gli Spiriti che dovrebbero affascinare hanno un design davvero brutto, ma anche gli stessi personaggi della storia, tra cui i principali, ci tengo a sottolineare, spesso cambiano da un'inquadratura all'altra con esiti tragicomici, almeno da parte mia.
Ora, io suppongo che questa serie sia stata pensata più che altro per un pubblico abbastanza giovane, ma con temi che possono risultare interessanti anche per gli adulti; da un certo punto di vista mi ha ricordato "Digimon" infatti, solo che, se vedi questo tipo di serie per la prima volta da adulto, non riesci a godertele appieno, così le sbavature e i problemi elencati prima ti saltano proprio tanto all'occhio, purtroppo.
Esistono inoltre sei OAV che speravo continuassero la trama principale, dato che rimane aperta con varie questioni lasciate alla libera interpretazione dello spettatore, invece pare siano ambientati nel bel mezzo della serie. Non li ho ancora visionati, però appare chiaro dalla trama e dalle immagini che non possono essere ambientati dopo il finale.
Onestamente, non so se consigliarla, visivamente ha il suo perché, ma è veramente tutto lì, non c'è altro. Una visione leggera con un paio di episodi ogni tanto ci può stare, una full immersion come ho fatto io, insomma.
Le ambientazioni, con quei colori spenti, affascinano, però la storia non è un granché, forse anche a causa della struttura della serie fatta di corti; insomma, con così tanti episodi sarebbe potuta essere una serie di venti-venticinque puntate normali, diciamo.
La trama, come dicevo, ha del potenziale, con tanti spunti interessanti, a partire dalla intro completamente strumentale: questa offre già qualche indizio che durante la serie verrà citato ma mai ben approfondito... il mondo della magia dove si svolge la storia non è tutto rose e fiori, anzi! Appare piuttosto crudele da un certo punto di vista: in perenne conflitto tra streghe e stregoni sul monopolio degli Spiriti (necessari per praticare i vari incantesimi), la nostra protagonista umana arriva qui in un momento delicato, anche perché sembra che la magia stia svanendo con gravi ripercussioni su quel mondo...
Lei, Ellis, è una ragazzina che crede fermamente nell'esistenza della magia, tanto da riuscire ad approdare in quel mondo; durante tutta la serie, infatti, frasi come "Chiunque può usare la magia, se ci crede veramente" e "La magia serve a rendere felici le persone" verranno ripetute quasi come dei mantra, e più volte apparirà ridicola questa sua ingenuità, soprattutto dinnanzi a situazioni serie e pericolose. Però, nonostante tutto, il suo carattere positivo e solare contagerà i più.
E niente, la maggior parte delle situazioni si risolverà così da sé, quasi per magia, grazie a questo "credo" pieno di positività e determinazione.
Parlando della magia, pur essendo il focus principale, non è così incredibile visivamente, ne consegue che anche gli scontri in cui viene utilizzata non colpiscono molto; questo per me è un grosso punto negativo, che si collega anche al lato tecnico, perché visionando la serie appare chiaro che è stata prodotta a basso budget. Gli Spiriti che dovrebbero affascinare hanno un design davvero brutto, ma anche gli stessi personaggi della storia, tra cui i principali, ci tengo a sottolineare, spesso cambiano da un'inquadratura all'altra con esiti tragicomici, almeno da parte mia.
Ora, io suppongo che questa serie sia stata pensata più che altro per un pubblico abbastanza giovane, ma con temi che possono risultare interessanti anche per gli adulti; da un certo punto di vista mi ha ricordato "Digimon" infatti, solo che, se vedi questo tipo di serie per la prima volta da adulto, non riesci a godertele appieno, così le sbavature e i problemi elencati prima ti saltano proprio tanto all'occhio, purtroppo.
Esistono inoltre sei OAV che speravo continuassero la trama principale, dato che rimane aperta con varie questioni lasciate alla libera interpretazione dello spettatore, invece pare siano ambientati nel bel mezzo della serie. Non li ho ancora visionati, però appare chiaro dalla trama e dalle immagini che non possono essere ambientati dopo il finale.
Onestamente, non so se consigliarla, visivamente ha il suo perché, ma è veramente tutto lì, non c'è altro. Una visione leggera con un paio di episodi ogni tanto ci può stare, una full immersion come ho fatto io, insomma.