Recensione
Nononono
5.5/10
"Il salto con gli sci richiede molto tempo prima di essere padroneggiato, ma anche molto coraggio per volare oltre i 120 metri. Dove trova il coraggio di saltare da tali altezze? A volte è come dire: prima salta, poi pensa." (Juliane Seyfarth)
Lynn Okamoto dopo il successo di "Efen Lied" si cimenta in una storia su uno sport particolare (e un po' di nicchia da noi) che tuttavia vede il Giappone da sempre essere una tra le nazioni più vincenti in questa disciplina al pari dell'Austria, Norvegia e Germania, potendo storicamente annoverare grandi campioni come Ryōyū Kobayashi e Noriaki Kasai.
"Nononono" narra le gesta di Nonomiya Yuuta, un giovanissimo saltatore con gli sci che punta all'oro olimpico, irrompendo sulla scena del salto con gli sci a livello scolastico con le sue eccezionali capacità. Tuttavia, il suo grandissimo problema è che in realtà non è un "lui". La persona che afferma di essere Nonomiya Yuuta è in realtà la sua sorella gemella, Nonomiya Nono... E poiché il salto con gli sci femminile non è una disciplina olimpica ufficiale (almeno all'epoca della scrittura del manga - 2007), nascondere la sua vera identità è l'unico modo per realizzare il sogno di suo padre e suo fratello e vincere l'oro olimpico (mentre altre competizioni sarebbero possibili, quali ad es. la coppa del mondo)
Questo tipo di storia, se fosse stata scritta dopo il 2014 (olimpiadi invernali di Sochi in cui il salto con gli femminile ha fatto il suo debutto entrando nel programma dei Giochi Olimpici Invernali) non avrebbe più senso; pertanto l'excursus è stato necessario per inquadrare al meglio l'arzigogolata storia di una talentuosa ragazza che è disposta a rinunciare alla sua femminilità pur di emergere in un mondo esclusivamente maschile e maschlista in cui si rischia molto in caso di errore o sfortuna.
La storia costruita da Lynn Okamoto non mi ha fatto particolarmente impazzire. Piena dei soliti cliché in cui la protagonista è impegnata allo spasimo per celare la sua reale identità, la narrazione scade spesso nel ridicolo per i goffi tentativi messi in atto da lei e la dabbenaggine di coloro che la circondano. Ovviamente il leit motiv è rappresentato da quanto riuscirà a mantenere il suo segreto tra spogliatoi maschili, onsen, ritiri, allenamenti, ragazze che si innamorano di lui/lei tanto da offrirgli/le di vivere con loro ed evitando di lasciarlo/a nei dormitori comuni.
Non mancano scene ecchi in cui la protagonista viene rappresentata in tutta la sua ingenua femminilità: di per sè sono poche e non particolarmente disturbanti o esplicite, ad eccezione di un capitolo in cui nel provare a ricattarla un malitenzionato del mondo del salto con gli sci arriva a molestarla pesantemente e le scene sono piuttosto dirette per la violenza ma mai sconfinanti nell'hentai.
Oltre alle solite situazioni di continuo equivoco sulla reale identità di Nono, il manga si rivela apprezzabile per la rappresentazione degli allenamenti e delle gare di salto. I disegni in soggettiva dal trampolino e quelli al momento in cui gli atleti spiccano il volo e veleggiano fluttuando nell'aria rendono la dinamicità del movimento e il gesto atletico.
Non mi sono sembrati invece all'altezza ll chara-design (anche se devo notare che sul corpo della protagonista Okamoto riesce a rendere bene l'idea dell'armonia e della bellezza) e l'uso eccessivo del deformed. Anche il world building è carente di dettagli e prospettiva. Resta l'imprinting di Okamoto già visto nella sua opera prima e in senso evolutivo in "Parallel Paradise".
Gli aspetti che a mio avviso restano più deludenti sono comuque la trama e la scarsa tridimensionalità dei personaggi protagonisti. Al solito, sono polarizzati e troppo caratterizzati, proprio a partire da Nono e la sua ingenua ossessione di diventare una saltatrice con l'identità del fratello morto per vendicare il padre che aveva fallito alle olimpiadi. Ma anche tutti i suoi compagni maschi sono letteralmente ossessionati dalla competitività e facilmente inclini alla lite e pestaggi per prevalere sugli altri o anche per futili questioni.
Francamente, non mi sento di consigliare la lettura di quest'opera, tra l'altro con uno svolgimento spesso infarcito di flashback per narrare le più o meno nobili motivazioni dei vari personaggi a cercare di primeggiare nel salto con gli sci ed essere selezionati per la squadra che dovrà rappresentare il Giappone alle Olimpiadi, che rendono il ritmo narrativo troppo spezzettato.
Lynn Okamoto dopo il successo di "Efen Lied" si cimenta in una storia su uno sport particolare (e un po' di nicchia da noi) che tuttavia vede il Giappone da sempre essere una tra le nazioni più vincenti in questa disciplina al pari dell'Austria, Norvegia e Germania, potendo storicamente annoverare grandi campioni come Ryōyū Kobayashi e Noriaki Kasai.
"Nononono" narra le gesta di Nonomiya Yuuta, un giovanissimo saltatore con gli sci che punta all'oro olimpico, irrompendo sulla scena del salto con gli sci a livello scolastico con le sue eccezionali capacità. Tuttavia, il suo grandissimo problema è che in realtà non è un "lui". La persona che afferma di essere Nonomiya Yuuta è in realtà la sua sorella gemella, Nonomiya Nono... E poiché il salto con gli sci femminile non è una disciplina olimpica ufficiale (almeno all'epoca della scrittura del manga - 2007), nascondere la sua vera identità è l'unico modo per realizzare il sogno di suo padre e suo fratello e vincere l'oro olimpico (mentre altre competizioni sarebbero possibili, quali ad es. la coppa del mondo)
Questo tipo di storia, se fosse stata scritta dopo il 2014 (olimpiadi invernali di Sochi in cui il salto con gli femminile ha fatto il suo debutto entrando nel programma dei Giochi Olimpici Invernali) non avrebbe più senso; pertanto l'excursus è stato necessario per inquadrare al meglio l'arzigogolata storia di una talentuosa ragazza che è disposta a rinunciare alla sua femminilità pur di emergere in un mondo esclusivamente maschile e maschlista in cui si rischia molto in caso di errore o sfortuna.
La storia costruita da Lynn Okamoto non mi ha fatto particolarmente impazzire. Piena dei soliti cliché in cui la protagonista è impegnata allo spasimo per celare la sua reale identità, la narrazione scade spesso nel ridicolo per i goffi tentativi messi in atto da lei e la dabbenaggine di coloro che la circondano. Ovviamente il leit motiv è rappresentato da quanto riuscirà a mantenere il suo segreto tra spogliatoi maschili, onsen, ritiri, allenamenti, ragazze che si innamorano di lui/lei tanto da offrirgli/le di vivere con loro ed evitando di lasciarlo/a nei dormitori comuni.
Non mancano scene ecchi in cui la protagonista viene rappresentata in tutta la sua ingenua femminilità: di per sè sono poche e non particolarmente disturbanti o esplicite, ad eccezione di un capitolo in cui nel provare a ricattarla un malitenzionato del mondo del salto con gli sci arriva a molestarla pesantemente e le scene sono piuttosto dirette per la violenza ma mai sconfinanti nell'hentai.
Oltre alle solite situazioni di continuo equivoco sulla reale identità di Nono, il manga si rivela apprezzabile per la rappresentazione degli allenamenti e delle gare di salto. I disegni in soggettiva dal trampolino e quelli al momento in cui gli atleti spiccano il volo e veleggiano fluttuando nell'aria rendono la dinamicità del movimento e il gesto atletico.
Non mi sono sembrati invece all'altezza ll chara-design (anche se devo notare che sul corpo della protagonista Okamoto riesce a rendere bene l'idea dell'armonia e della bellezza) e l'uso eccessivo del deformed. Anche il world building è carente di dettagli e prospettiva. Resta l'imprinting di Okamoto già visto nella sua opera prima e in senso evolutivo in "Parallel Paradise".
Gli aspetti che a mio avviso restano più deludenti sono comuque la trama e la scarsa tridimensionalità dei personaggi protagonisti. Al solito, sono polarizzati e troppo caratterizzati, proprio a partire da Nono e la sua ingenua ossessione di diventare una saltatrice con l'identità del fratello morto per vendicare il padre che aveva fallito alle olimpiadi. Ma anche tutti i suoi compagni maschi sono letteralmente ossessionati dalla competitività e facilmente inclini alla lite e pestaggi per prevalere sugli altri o anche per futili questioni.
Francamente, non mi sento di consigliare la lettura di quest'opera, tra l'altro con uno svolgimento spesso infarcito di flashback per narrare le più o meno nobili motivazioni dei vari personaggi a cercare di primeggiare nel salto con gli sci ed essere selezionati per la squadra che dovrà rappresentare il Giappone alle Olimpiadi, che rendono il ritmo narrativo troppo spezzettato.