Per chi segue il mondo degli anime, il nome di milet non ha bisogno di presentazioni: la cantautrice giapponese ha conquistato il cuore di milioni di appassionati grazie alle sue opening e ending di serie amatissime come Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - Il villaggio dei forgiatori di katana e Frieren - Oltre la Fine del Viaggio , regalando alla scena musicale legata all'animazione alcune delle ballad più toccanti degli ultimi anni. Ebbene, ieri questa artista straordinaria si è trovata costretta a pubblicare sul suo sito ufficiale un comunicato firmato dalla sua etichetta, Sony Music Artists, in cui vengono elencati e condannati una serie di comportamenti inaccettabili messi in atto da alcuni sedicenti fan. Il documento, intitolato "Richiesta e avvertimento", nasce dalla necessità di tutelare la salute fisica e mentale dell'artista e di garantirle la possibilità di continuare a lavorare in sicurezza.

Le cattive condotte segnalate sono otto e dipingono uno scenario inquietante: appostamenti in luoghi pubblici come strade, stazioni e aeroporti con conseguente disturbo per i passanti e per le strutture, il fatto di salire di corsa sugli stessi mezzi pubblici utilizzati dall'artista, l'occupare posti vicini a lei su treni ad alta velocità o aerei per spiarla, la ricerca, sorveglianza, pedinamento e inseguimento dei luoghi in cui vive o lavora, gli agguati e gli inseguimenti nei set non comunicati al pubblico, i tentativi di contatto fisico ignorando le indicazioni dello staff, il seguire il veicolo su cui si trova milet fino al luogo di lavoro o all'alloggio, e infine la diffusione online dei luoghi in cui viene avvistata, facilitando così ulteriori agguati da parte di altri.
Sony Music Artists ha precisato che tali comportamenti verranno affrontati con ogni mezzo necessario, inclusa la segnalazione alle forze dell'ordine e il ricorso ad azioni legali. La reazione del pubblico sul web è stata immediata e compatta: in tanti hanno espresso indignazione e preoccupazione, scrivendo frasi come "se la ami davvero, non faresti mai queste cose" oppure "chi si comporta così non può definirsi un fan", e ancora "è terrificante che esistano ancora persone capaci di arrivare a tanto" e "non voglio che si penta di aver scelto di fare la cantante a causa di gente simile". Un coro unanime di voci che ricorda a tutti noi come il vero rispetto per un artista passi prima di tutto dalla sua libertà e dalla sua sicurezza.
Fonte: chunichi.co.jp
Bisogna fisicamente impedirgli di fare qualsiasi danno.
E vale anche per altre tipologie di reati che hanno pene ridicole tipo gli ultrà sportivi (il daspo… utilissimo…).
Troppo lassismo nella società.
Tanta gente senza cervello
Non so in Giappone, ma lo stalking (non quello sui siti) non è proprio trascurato.
Purtroppo anche certe misure non sono sufficienti, vedi i vari omicidi di donne da persone "condannate" a misure restrittive.
Anche il carcere non garantisce molto visto che non puoi certo dare pene detentive lunghe per reati simili, e il rischio è di "incattivire" la persona che poi appena fuori si vendicherà.
Servirebbe una "cavigliera" più efficace, qualcosa che per dire "blocchi fisicamente" (ma mi viene in mente solo una scarica elettrica) lo stalker che si avvicina meno di alcune centinaia di metri, non solo che mandi allarmi che rischiano di essere tardivi.
E ovviamente siano non manipolabili ed estremamente efficienti anche sul fronte guasti.
Cavigliera-taser: per me sarebbe un'ottima idea. Il problema è che dovresti poter garantire che il carnefice la tenga carica...
In casi del genere si dovrebbe per forza usare una batteria "usa e getta" e non ricaricabile.
un drone che lo cerca e gli spara nel culo?
la realtà è che contro certi reati è molto difficile intervenire perchè anche solo dimostrare che tale persona stia facendo tale reato è complicato .
e comunque qui si parla ancora di denunce e non di condanne che per qualcuno sono la stessa cosa ma non lo sono, quindi la legge manco puo intervenire se non con un ordine restrittivo in attesa di processo
Esempio: prima dai un divieto di avvicinamento di 500 mt, se lo violi, cavigliera, se lo rivioli domiciliari per 1 settimana, se lo rivioli la settimana te la fai al gabbio e cosi' via.
Tutto ciò condito da relative pene pecuniarie a copertura dei costi di sorveglianza cosi' che non debbano essere (solo) i contribuenti a pagare per le tue malefatte.
Un problema serio è che la gradualità non funziona.
Mi spiego per molti casi è sufficiente il divieto di avvicinamento, perchè si tratta di persone che una volta diciamo "attenzionate" si frenano, un po' perchè iniziano a capire la gravità del tutto e un po' perchè prendono "paura" delle conseguenze.
Quindi in quei casi la gradualità andrebbe benissimo perchè si incrementano i due aspetti sul "reo" senza conseguenze "serie" per la vittima.
Ma il problema sono gli altri casi, pochi certamente ma comunque esistenti, dove la persona reagisce salendo pesantemente di livello.
Non si limita a reiterare l'atto ma arriva velocemente ad atti di violenza, col rischio che sia troppo tardi per attivare il 4-5° step di pena.
Poi per carità l'ideale sarebbe che per questi reati scattassero delle serie valutazioni psicologiche e in base a queste capire velocemente che livelli di reazione adottare, per far si che i casi peggiori siano gestiti come tali e quelli minori no, così da concentrare anche risorse per controllare i primi e non disperderle per provare (inutilmente) a controllare tutti.
Come correttamente dite un primo avviso limita di molto il tutto.
Per le persone che perseguono infastidendo la vittima, quando una qualunque forma di divieto non li ferma e li sprona... forse bisognerebbe pensare in modo alternativo.
Se i nominativi di quelle persone fossero rese pubbliche, se ai vari fan venisse chiesto di controllarli, di diventare stalker degli stalker, forse il fenomeno cesserebbe di esistere.
(Eh magari una follia ma sicuramente un'ottima idea per un manga originale).
Scherzi a parte, lo stalkeraggio è una piaga che andrebbe contrastata in altri modi, magari con pene più severe a seconda della violazione.
Capisco l'intenzione ma personalmente direi di no, perchè si finirebbe per appoggiarsi a persone che potrebbero avere problemi simili di autogestione e di rispetto di regole e di doveri.
Qualche "fan" che finisca per pestare o peggio un "fan stalker" non sarebbe la soluzione.
L'idea "ma in fondo se l'è cercata facendo lo stalker (o altro reato)" è una risposta distorta che porterebbe solo alla progressiva deriva della società in una spirale di giustizia fai da te.
La penso così per tante cose simili, come le ronde anti****** ad esempio che al momento cui se ne pensa sembrano una valida soluzione ma nascondono grandi rischi.
Basterebbe un trasponder (tipo quelli usati sugli animali) e un ricevente per la vittima che così sa in anticipo se il tizio di avvicina d ha il tempo per mettersi al sicuro o chiedere aiuto.
Si è violazione della privacy dello stalker, e quindi?
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