In otto anni si è detto molto su Devil May Cry 5, tanto che qualsiasi ulteriore elogio rischierebbe di risultare superfluo. Il quinto capitolo della leggendaria serie hack and slash di Capcom rappresentò, fin dalla sua uscita nel 2019, sia il ritorno sugli schermi di una saga amatissima, al netto del discusso reboot del 2013, sia l'affermazione di un nuovo punto di riferimento per l'industria e di un autentico apice per il genere degli stylish action. L'opera diretta da Hideaki Itsuno fu capace di fissare nuovi e importanti standard per il genere, ricevendo il plauso unanime della critica e ottenendo un successo commerciale costante nel corso degli anni. Un risultato testimoniato anche dai numeri: nell'ultimo anno fiscale il titolo ha registrato un record di 2,7 milioni di copie vendute in soli dodici mesi. Tale successo è stato reso possibile anche dal costante supporto di Capcom, che nel tempo ha arricchito l'esperienza con aggiornamenti, contenuti aggiuntivi ed edizioni dedicate alle piattaforme di nuova generazione. Tutte, però, a eccezione di Nintendo: la prima Nintendo Switch non sarebbe mai stata in grado di gestire adeguatamente un titolo tecnicamente impegnativo come Devil May Cry 5. Oggi, con l'arrivo nelle case dei giocatori della più potente Nintendo Switch 2, ciò è finalmente diventato possibile e Capcom non ha perso tempo, annunciando durante l'ultimo Nintendo Direct Devil May Cry 5: Devil Hunter Edition, una versione nativa e ottimizzata per la nuova console.

Questa recensione si concentrerà esclusivamente sugli aspetti tecnici e contenutistici della conversione; per approfondimenti su trama e gameplay vi rimandiamo alla nostra recensione originale del 2019.



Inutile perdersi in preamboli: si tratta di un porting basato su pesanti compromessi tecnici e grafici, necessari per garantire le migliori prestazioni possibili sulla console Nintendo. Gli sviluppatori sono riusciti nell'impresa di mantenere i 60 fps stabili sia in modalità portatile sia in modalità docked, ma a discapito del comparto visivo. Per raggiungere questo risultato è stata sacrificata la risoluzione, con un'immagine più morbida e meno definita, accompagnata da colori che appaiono più spenti e sfocati. Anche gli effetti particellari e il sistema d'illuminazione sono stati notevolmente ridimensionati, così come le ombre, i riflessi e la qualità delle texture. Al netto di questi evidenti ma inevitabili compromessi, è tuttavia indubbio che il RE Engine continui a confermarsi uno dei motori grafici più efficienti e versatili dell'industria, e questo porting ne costituisce un'ulteriore dimostrazione. Capcom è infatti riuscita a sfruttare al meglio l'hardware di Nintendo Switch 2, garantendo un'esperienza fluida in pressoché ogni situazione. In modalità docked il gioco beneficia di una risoluzione più elevata e restituisce un colpo d'occhio complessivamente più convincente. È invece in modalità portatile che emergono con maggiore evidenza i limiti della conversione e gli sforzi richiesti per mantenere stabile il frame rate. Durante le sessioni più intense, la console tende infatti a riscaldarsi sensibilmente e il sistema di raffreddamento entra spesso in funzione a pieno regime, con le ventole che rimangono costantemente in attività.
 
Devil May Cry 5: Devil Hunter Edition

Ottima la conversione dei comandi sui Joy-Con: questi risultano reattivi e precisi, con un ottimo feedback dei colpi che non fa affatto rimpiangere il gamepad. Nulla da dire riguardo al comparto audio: le piccole casse di Nintendo Switch 2 fanno un ottimo lavoro e, ancora oggi come otto anni fa, combattere con in sottofondo Ali Edwards che canta “Bang, bang, bang, pull my Devil Trigger” rimane una delle esperienze più esaltanti del gaming recente.
Sul piano dei contenuti, Devil May Cry 5: Devil Hunter Edition include nel pacchetto la campagna di Vergil come personaggio giocabile, diversi contenuti cosmetici extra e i vari Devil Breakers esclusivi utilizzabili da Nero. La differenza più evidente rispetto alla Special Edition è la mancanza delle due modalità extra “Legendary Dark Knight” e “Turbo Mode: la prima aggiunge un numero maggiore di nemici a schermo, trasformando gli scontri in vere e proprie orde, mentre la seconda aumenta la velocità del gioco del 20%, offrendo un’esperienza più frenetica e adrenalinica. Entrambe non sono state inserite per ovvi limiti tecnici, mentre tutte le altre modalità classiche, quali “Son of Sparda”, “Dante Must Die”, “Heaven or Hell” e “Hell and Hell”, risultano normalmente sbloccabili al termine della campagna principale.
 
Devil May Cry 5: Devil Hunter Edition

Devil May Cry 5: Devil Hunter Edition sarà venduto al prezzo di listino di 39,99 euro, con uno sconto a 29,99 euro per chi lo acquisterà entro il 7 luglio 2026. In entrambi i casi, riteniamo il prezzo eccessivo rispetto all’offerta contenutistica complessiva, soprattutto considerando l’età del gioco e la presenza di numerose edizioni già disponibili a un costo inferiore.
 
Devil May Cry 5: Devil Hunter Edition è semplicemente l’ennesima riedizione dello stesso gioco di otto anni fa, senza alcuna aggiunta significativa se non la possibilità di giocarlo in portabilità. La qualità e la bontà dell’opera originale restano innegabili, così come i compromessi tecnici necessari per renderlo fruibile sull’ammiraglia Nintendo. Chi non ha ancora vissuto il quinto capitolo della saga di Dante e dispone unicamente di Nintendo Switch 2 dovrebbe prendere seriamente in considerazione questo porting, magari attendendo un calo di prezzo durante i periodi di offerte. A tutti gli altri, invece, che possiedono già una console o un PC e sono magari nostalgici delle avventure a Red Grave City, onestamente sconsigliamo questa edizione: non trattandosi oggettivamente della migliore in commercio.
 
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