Un’inquadratura fuori fuoco lascia intravedere le luci notturne di una città. In sottofondo, grida e risate di ragazzi. Poi, un po’ alla volta, si mettono a fuoco le acque di un fiume su cui galleggia una camicia bianca trasportata piano dalla corrente. Due ragazzi si sporgono dalla spalletta, discutendo di chi debba andare a ripescarla.
Comincia così Baka’s Identity (Orokamono no Mibun) e basta poco per capire di aver di fronte un film di alto livello, ben realizzato e curato in ogni aspetto.

Presentato in anteprima mondiale al Busan International Film Festival 2025, il film è uscito nei cinema giapponesi a ottobre dello stesso anno per poi approdare su Netflix a gennaio 2026, dove è attualmente disponibile con sottotitoli in italiano. Il 12 aprile 2026 è stato inoltre proiettato all’Asian Film Festival di Roma, nella giornata dedicata al cinema giapponese.
 
Il cast di Baka’s Identity


Dal libro al film - Il romanzo di Nishio
 
Tratto dall’omonimo romanzo di Jun Nishio, che racconta la vita di alcuni giovani nel quartiere a luci rosse di Kabukicho a Tokyo, il film si concentra sulla storia di tre protagonisti: Takuya Matsumoto, Mamoru Kakizaki e Kenji Kajitani. La regista Koto Nagata e lo sceneggiatore Kosuke Mukai hanno infatti deciso di dare questo taglio al loro adattamento di un’opera ampia e articolata, con molti personaggi interconnessi. Nagata ha dichiarato che da tempo stava pensando a come affrontare il tema della povertà e criminalità giovanile in Giappone quando si è imbattuta nel romanzo di Nishio. L’autrice, da parte sua, afferma di aver apprezzato molto il modo in cui i personaggi da lei creati sono stati “portati in vita sullo schermo sotto la direzione della regista Nagata”.
 
Takuya (Takumi Kitamura) e Mamoru (Yuta Hayashi) sono due ragazzi cresciuti in condizioni di povertà e abbandono e caduti nelle grinfie di un’organizzazione criminale specializzata in estorsione e furto di identità. Il loro compito è adescare uomini soli in difficoltà finanziarie (gli “stolti”, “baka” in giapponese, indicati nel titolo) fingendosi donne sui social, per poi manipolarli affinché vendano all’organizzazione i propri registri di famiglia. Mamoru è il più giovane dei due e Takuya lo ha preso sotto la sua ala come un fratello minore. Allo stesso modo Takuya era stato introdotto nel giro dal suo mentore, Kenji Kajitani (Gō Ayano).
 
La narrazione è suddivisa in tre parti, ciascuna dedicata a uno dei protagonisti, e procede alternando le vicende del presente a episodi di un passato più o meno recente. È una struttura molto interessante, non lineare, in cui i flashback sono parte integrante della storia e compaiono in momenti significativi. Attraverso il continuo dialogo fra passato e presente vengono ricostruiti da un lato i rapporti che legano i vari personaggi, dall’altro il concatenarsi di circostanze e decisioni che porteranno a un tragico evento e alle sue devastanti conseguenze. Questa struttura non risulta pesante né rende la storia frammentata, al contrario. L’impressione che lascia alla fine è di una narrazione unitaria e coesa, il disegno che emerge quando tutti i tasselli del puzzle sono al loro posto.
 
Baka’s Identity

 
Mamoru Kakizaki - Trovare un posto nel mondo

Il primo capitolo è dedicato a Mamoru, che sta per compiere la sua prima truffa in autonomia sotto la guida esperta di Takuya. Adescata la vittima online, all'appuntamento si presenta una complice che estorce al malcapitato le informazioni personali necessarie a raggirarlo. A quel punto i ragazzi lo convincono a cedere per due anni la propria identità in cambio di denaro e documenti falsi. La maggior parte dei “baka” non sospetta lontanamente che un simile passo sia un punto di non ritorno.
Il lavoro in sé non sembra particolarmente complicato né rischioso, basta non empatizzare troppo con le vittime e non pensare a che razza di individui verranno venduti i loro documenti. Tuttavia si tratta pur sempre di un’attività criminale e le insidie sono dietro l’angolo.

Nonostante i risvolti più inquietanti, l’entusiasmo un po’ ingenuo di Mamoru e i momenti allegri passati con Takuya conferiscono alla prima parte della storia un’atmosfera solare, che tuttavia va gradualmente ad incupirsi mentre la sensazione che ci sia qualcosa che non va si insinua a poco a poco nella mente del ragazzo. La colonna sonora accompagna questi passaggi in modo discreto ed efficace. Quando le cose si mettono male, la narrazione del presente comincia ad alternarsi con i flashback, che riportano all’incontro fra Takuya e Mamoru e alla progressiva costruzione del loro rapporto.
 
Baka’s Identity

Gli eventi del passato non seguono la successione cronologica, ma attraverso squarci di vita quotidiana fanno emergere il legame che si è creato fra due anime affini, al contempo pure e profondamente segnate da cicatrici indelebili. La recitazione straordinaria dei due giovani attori, attraverso gesti e sguardi ancor più che a parole, mostra la costruzione di un rapporto di fiducia all’interno di un ambiente in cui è meglio non fidarsi di nessuno. Lo sgombro cucinato con la ricetta della nonna diventa così veicolo di affetto e di una cura attenta ai minimi dettagli, mentre il calore di un pasto fatto in casa scioglie le diffidenze.
 
“Quando qualcuno mi dice di mangiare tanto, mi sembra che mi stia dicendo di vivere!
Quando qualcuno mi dice che va tutto bene, ho davvero la sensazione che andrà tutto bene”.
Yuta Hayashi
 
Anche se Mamoru non lo esprime a parole, si riesce a percepire il suo sollievo nel sentirsi per la prima volta accolto e accettato, nell'aver trovato finalmente il proprio posto nel mondo, per quanto quel mondo sia spietato e senza scrupoli. Si può quindi immaginare la sua gratitudine per Takuya, amico, fratello maggiore, senpai; un compagno più esperto, certo, ma non per questo meno fragile ed esposto ai rischi di un certo genere di vita.
 
“Credo che voler fare per gli altri ciò che altri hanno fatto per noi sia ciò che ci dà la forza di vivere. Questo film me l'ha insegnato. Spero che raggiunga molte persone”.
Yuta Hayashi
 
Quando nel presente Takuya sembra trovarsi in grave difficoltà, si percepisce chiaramente tutta l’angoscia del piccolo Mamoru che comincia a comprendere in che sorta di acque insidiose stia cercando di stare a galla. La sua prospettiva rispetto a una situazione che ancora non capisce del tutto, ma che sta prendendo una piega sempre più inquietante, fa provare un senso di impotenza e sconforto.
 
Baka’s Identity

 
Takuya Matsumoto - Nelle tenebre, creare legami

Il capitolo su Takuya si apre nel passato, in un momento per lui particolarmente significativo: il ragazzo è infatti agli esordi della sua attività criminale e realizza la sua prima truffa sotto la guida di Kajitani. In quello stesso periodo Takuya e Mamoru si incontrano per la prima volta. Attraverso vari flashback il rapporto del ragazzo con il mentore viene messo gradualmente a fuoco, ed è palese il parallelismo fra il ruolo che Kajitani ha svolto per Takuya e quello di Takuya per Mamoru. Un passaggio di testimone che rispecchia quello avvenuto sul set fra i tre attori protagonisti:
 
“Il periodo delle riprese è stato come una staffetta di emozioni tra tre generazioni: Yuta Hayashi, Takumi Kitamura e Gō Ayano. Da Gō a me, da me a Yuta”.
Takumi Kitamura
 
Come già avvenuto per i due ragazzi più giovani, anche il rapporto fra Takuya e Kajitani è mostrato in azione, e i sentimenti reciproci si palesano nei gesti e negli sguardi, talvolta in brevi scambi di battute dove il sottotesto conta più delle parole effettivamente pronunciate. Un pezzetto dopo l’altro, prendono forma non soltanto le esistenze dei protagonisti e le loro relazioni, ma anche la loro personalità, i desideri e le speranze che li muovono, la loro essenza più profonda.
Accompagnando Takuya e Mamoru nella crescita ed evoluzione della loro amicizia, la vita notturna per le strade sgargianti di Kabukicho fa da sfondo a preziosi momenti di felicità spensierata.
 
Baka’s Identity

Man mano che si procede nella visione, diventa sempre più chiaro che non si tratta di una semplice rappresentazione della “povertà e criminalità giovanile” o del lato oscuro che si nasconde dietro la facciata di una società perfetta solo in apparenza. L’opera va ben oltre il tema che si prefiggeva di trattare e scende molto più in profondità, raccontando una storia che parla prima di tutto di legami. Ciascuna parte del film è infatti impreziosita da scene di una dolcezza e di un’intensità inesprimibili, che connettono con il cuore dei protagonisti e fanno affezionare irrimediabilmente a loro. Così il dolore per le sofferenze che gli vengono inflitte diventa ancor più penetrante e insopportabile.
Cionondimeno la criminalità è ampiamente rappresentata, toccando punte di crudeltà ed efferatezza che non ci si aspetterebbe forse nell’ambiente delle truffe. In realtà l’organizzazione criminale per cui lavorano i protagonisti ha le mani in pasta in ogni sorta di affari loschi e pullula di tagliagole pronti in ogni momento a colpire alle spalle.

Nel presente Takuya si lascia coinvolgere in una faccenda pericolosa, e nonostante il racconto proceda dal suo punto di vista, non è facile capire le ragioni dietro le sue scelte. È un personaggio che rimane imperscrutabile quasi fino alla fine, quando le domande incalzanti di Kajitani lo costringeranno a rivelare più chiaramente i propri pensieri ed intenzioni.
 
Baka’s Identity

Il capitolo su Takuya culmina nel tragico evento che era stato preannunciato alla fine della prima parte e che cambierà radicalmente le vite dei protagonisti. Per quanto la tensione crescente nei momenti immediatamente precedenti faccia presagire il peggio, la crudezza della scena a cui si assiste con impotente sbigottimento toglie il respiro.

È importante sottolineare che per quanto la violenza sia brutale e scioccante, sia come impatto visivo che a livello psicologico, non c’è alcun compiacimento nella sua rappresentazione. La regia evita abilmente di solleticare gli istinti più bassi degli spettatori con l’esibizione reiterata di dettagli scabrosi. Le scene più forti sono tutto sommato poche e ben bilanciate nell’economia del film.
In questo senso è particolarmente interessante la modalità con cui l’evento cruciale viene rappresentato: come nelle tragedie dell’antica Grecia, l’azione violenta si svolge fuori scena e solo a cose fatte veniamo a conoscenza dell’accaduto.


Kenji Kajitani - Il peso di una scelta

Il personaggio di Kajitani, incontrato brevemente nei capitoli precedenti, viene fuori adesso in tutte le sue sfaccettature. Di lui si è già accennato che è il più anziano ed esperto dei tre, che è stato il mentore di Takuya e che sembra aver accettato una realtà dalla quale, anche volendo, è estremamente difficile uscire. Ora viene presentata anche la sua compagna, Yuika (Haruka Kinami), che insieme alla giovane Kisara (Mizuki Yamashita) porta un tocco di femminilità in un’opera declinata quasi interamente al maschile. Il ruolo di Yuika è piccolo ma prezioso nella vicenda dei tre protagonisti. Con il suo continuo richiamo a faccende di ordinaria quotidianità, la donna diventa una sorta di àncora per Kajitani, sconvolto e in preda al panico dopo quanto accaduto a una persona che gli è cara.
 
Baka’s Identity

La toccante interpretazione di Gō Ayano fa rivivere il dolore lacerante di una scena ormai ben nota, ed esprime il profondo turbamento di un uomo che, per quanto abituato agli aspetti più turpi della vita criminale, quando l’orrore lo tocca da vicino riesce a malapena a reggersi in piedi.
La situazione complicata e dolorosa in cui l’uomo si ritrova suo malgrado, lo costringe a scegliere fra opzioni che sembrano tutte sbagliate, e Kajitani si dibatte nel tentativo di giustificare a sé stesso le proprie decisioni attraverso l’affannosa ricerca di una verità sfuggente. Messo alle strette dal precipitare degli eventi, persino un delinquente incallito come Kajitani commette errori da principiante e sembra aver smarrito anche il minimo buon senso.

L’ultima parte del film alterna scene d’azione avvincenti ad altre più tranquille e introspettive, in cui semplici gesti di vita quotidiana assumono un valore esistenziale profondo. La recitazione di Gō Ayano e di Takumi Kitamura scava nel cuore degli spettatori e quando cala il sipario sull’ultima inquadratura si è sopraffatti dalle emozioni.
Ed è qui, sui titoli di coda, che la sigla di chiusura esplode in modo inaspettato, diventando essa stessa chiave di lettura del film.
 
Theme Song: "Jinsei Sanka"


Verso la luce - La theme song "Jinsei Sanka" di tuki.

Anche senza capirne le parole, la gioia e l’energia che la canzone sprigiona entrano dolorosamente in contrasto con la toccante malinconia delle ultime scene, e l’effetto che ne deriva è quello di una forte commozione. Un sentimento che diventa ancora più forte facendo un passo ulteriore e andando a scoprire il testo di “Jinsei Sanka” (“Inno alla vita”) di tuki.:
 
Tutti sono belli, tutti sono belli
Voglio vivere come desidero
La vita è bella, la vita è bella
Se solo potessimo pensarla così
 
Questo è solo il ritornello di un inno alla vita che nasce dalla sofferenza ed esprime il desiderio di un domani migliore in cui poter sorridere ed essere pienamente sé stessi. Il video ufficiale della canzone è disponibile su YouTube con sottotitoli in inglese, e vale davvero la pena guardarlo.

In un’intervista ai membri del cast, Gō Ayano ha descritto il film con una frase che ne coglie perfettamente l’essenza:
 
“Questa è la storia di coloro a cui è stata rubata la luce.
La storia di coloro che hanno rinunciato alla luce.
E, infine, la storia di coloro che si fanno strada verso la luce”.
 
Ciascuna di queste affermazioni si adatta perfettamente a uno dei protagonisti, ma allo stesso tempo tutti loro, seppur in modi e con esiti diversi, a un certo punto hanno intrapreso una strada che li portasse fuori dalle tenebre verso il baluginare incerto dell’alba.
 
Baka’s Identity è un film probabilmente non adatto a tutti (sia per i temi trattati che per la presenza di scene molto forti), ma assolutamente meraviglioso. Dalla sceneggiatura alla regia, dalla fotografia alla colonna sonora, ogni aspetto di quest’opera è curato nei minimi dettagli, senza sbavature. E su queste solide fondamenta svettano le strepitose performance che hanno valso ai tre attori protagonisti il premio "Busan Award - Best Actor", per essere riusciti, “ciascuno con una propria individualità distinta ma in perfetta armonia”, ad esprimere la vita interiore dei propri personaggi con un’intensità tale da coinvolgere ed emozionare gli spettatori.

La locandina mostra una foto dei tre attori alla fine delle riprese, abbracciati e sorridenti, accompagnata dalla parola giapponese 生まれ変わるんだ (“umarekawarunda”), “rinasceremo”. Sarà davvero possibile rinascere? E a quale prezzo? Una domanda da portarsi dietro ben oltre la fine dei titoli di coda. Per i personaggi certo, ma anche per noi.