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Giusto qualche giorno fa, mi son presa un po' di tempo per rivedere questa stagione. La quinta serie di "Sailor Moon" è quella che le nostre reti hanno trasmesso di meno, vuoi per il discorso dei Three Lights, vuoi per il periodo di stop dei diritti da parte della Takeuchi.

È inutile dirlo, guardando globalmente questa stagione, possiamo dire che è una delle meglio riuscite. Non sono mai riuscita a classificare per gradimento tutte e cinque le stagioni, eccezion fatta per l'ultima posizione meritatissima dall'odiato "Sailor Moon e il Mistero dei sogni". Mi spiace dover essere una di quelle per cui "il libro/manga è meglio", ma mai come in quel caso la frase calza a pennello.

La trama dei primi sei o sette episodi vede come protagonista una vecchia nemica: Nehellenia, già conosciuta nella precedente stagione. Come già detto, si tratta di pochissimi episodi, deduco per dare il tempo alla Takeuchi di delineare al meglio la quinta e ultima serie per il fumetto (così come è accaduto per la seconda stagione). Durante questi filler, Sailor Moon riesce a sbloccare quello che potremmo definire l'ultimo stadio delle sue trasformazioni note/riconosciute. Non è stato particolarmente emozionante, ma il ritorno delle Outer Senshi, quello è stato il top.

La vera storia dell'arco di "Sailo Moon Stars" comincia con Mamoru che parte per gli Stati Uniti, per motivi di studio. Chibiusa se ne torna a casa nel trentesimo secolo, e Usagi si sente un po' sola. Fanno comparsa quindi i Three Lights, un terzetto di cantanti famosissimi che, come logico che debba essere, faranno amicizia con le nostre eroine. Compaiono anche delle nuove sailor, alcune che si riveleranno essere poi amiche, altre nemiche (anche se alcune sono simpatiche a modo loro).

I disegni di questo ultimo arco si differenziano parecchio da quelli usati per le precedenti serie, è abbastanza gradevole come stile, ma, personalmente, ho gradito di più i tratti del terzo e del quarto arco.
Al di là di tutte le scene filler, e della trama che differisce dal manga sotto una miriade di aspetti (ma questa è cosa assai nota), la serie scorre via che è un piacere.
La colonna sonora è ottima, come sempre, e "Sailor Star Song", la nuova opening che sostituisce l'intramontabile "Moonlight Densetsu", si rivela essere una graziosa novità. Io però rimango fedele alla prima, ma questa è questione di gusti.

Io non odio Mamoru, ma, finalmente, abbiamo qualcuno che ci prova seriamente, se escludiamo l'interesse quasi morboso del Prince Demand per la Neo Queen Serenity. L'amore profondo fra Usagi e Mamoru a volte era noioso, mi spiace dirlo, per questo l'arrivo di Seiya, uno dei Three Lights, è stata un po' una manna dal cielo.

Gira e rigira la trama è sempre quella, cattivi che cercano qualcosa negli umani, in questo caso parliamo del seme di stella, arrivano le sailor, l'intervento si rivela un fiasco e l'umano di turno viene trasformato in mostro. Scontro con purificazione finale di Sailor Moon.
Di puntata in puntata abbiamo approfondimenti sia sui caratteri dei nuovi personaggi sia su aspetti meno noti delle sailor che abbiamo imparato già da molto tempo ad amare. Maga-battaglia finale, Sailor Moon versus la cattivona-ona di sempre e la pace che torna a regnare definitivamente.

Ho cercato di evitare il più possibile spoiler inutili, anche se la serie è abbastanza nota, quindi le cose si conoscono.

Per concludere, questa stagione merita di essere vista, è una degna chiusura per la serie che ha fatto sognare grandi e piccini, sia negli anni '90 che anche dopo. Perché "Sailor Moon" ha saputo conquistare il cuore di chi l'ha seguita, ed è stata proprio la serie animata a darle così tanto spazio. Io son convinta che, senza questa splendida serie, la cara guerriera che veste alla marinaretta non avrebbe mai ottenuto il successo spaventoso che l'ha contraddistinta, creando poi tutti i cloni che oggi conosciamo (di molti dei quali avremmo pure fatto a meno).

Amo "Sailor Moon", ma non per questo le darò il massimo dei voti. Non è un'opera priva di difetti, ma ha saputo entrarmi nel cuore.