Recensione
True Mothers
6.0/10
Un’occasione sprecata.
Ecco come mi sento di definire questo film.
La trama è semplice ed efficace: che cosa fareste se la madre biologica di vostro figlio si presentasse alla vostra porta pretendendo di riavere indietro il bambino?
Il film gode di una trama che, sulla carta, risulta forte, ma che applicata purtroppo si rivela noiosa e, a tratti, anche inutile.
Chiunque penserebbe che, con una premessa del genere, il film esplori le conseguenze che potrebbe avere questo gesto, ma tutto ciò non accade.
Perché questo film non è altro che un lungo flashback che racconta due storie: quella dei coniugi Kurihara e quella di Hikari.
Satoko e Kyokazu sono una coppia che non riesce ad avere un figlio e, dopo un’iniziale rinuncia all’idea di diventare genitori, decidono di adottarne uno.
La loro storia si prende il giusto tempo, mentre a dilungarsi eccessivamente è la storia di Hikari.
Hikari è quella con lo sviluppo più complesso: la osserviamo mentre, da studentessa delle medie, si ritrova abbandonata dalla sua stessa famiglia quando scopre di essere incinta del suo fidanzato.
L’aver dovuto dare in affidamento suo figlio distrugge quel poco legame che aveva ancora con i genitori, portandola a stabilirsi presso chi l’aveva aiutata durante la gravidanza e ad andare avanti da sola.
Qui la storia si dilunga troppo, mostrando momenti che potevano essere riassunti in modo più rapido, permettendo un proseguimento più scorrevole.
Il lungo e pesante flashback dedicato a Hikari finisce quando ormai al film non rimane molto tempo prima della conclusione, lasciando lo spettatore a chiedersi se, effettivamente, la storia avrà un vero e proprio finale.
Il momento in cui Hikari incontra i coniugi Kurihara avrebbe dovuto rivelarsi forte, con un impatto emotivo importante; invece si risolve con due paroline da parte della mamma adottiva, che fanno chiedere quale senso abbia avuto tutto questo.
Purtroppo, su questo film non saprei che altro dire perché non c’è altro da dire.
Questa non è la storia di una madre biologica che, per qualche motivo, vuole indietro il figlio o i soldi (nel caso i genitori adottivi si rifiutino di restituire il bambino).
È semplicemente la storia di una ragazza madre che si incrocia con quella di una coppia sposata che vuole adottare un bambino.
Nulla di più.
Ecco come mi sento di definire questo film.
La trama è semplice ed efficace: che cosa fareste se la madre biologica di vostro figlio si presentasse alla vostra porta pretendendo di riavere indietro il bambino?
Il film gode di una trama che, sulla carta, risulta forte, ma che applicata purtroppo si rivela noiosa e, a tratti, anche inutile.
Chiunque penserebbe che, con una premessa del genere, il film esplori le conseguenze che potrebbe avere questo gesto, ma tutto ciò non accade.
Perché questo film non è altro che un lungo flashback che racconta due storie: quella dei coniugi Kurihara e quella di Hikari.
Satoko e Kyokazu sono una coppia che non riesce ad avere un figlio e, dopo un’iniziale rinuncia all’idea di diventare genitori, decidono di adottarne uno.
La loro storia si prende il giusto tempo, mentre a dilungarsi eccessivamente è la storia di Hikari.
Hikari è quella con lo sviluppo più complesso: la osserviamo mentre, da studentessa delle medie, si ritrova abbandonata dalla sua stessa famiglia quando scopre di essere incinta del suo fidanzato.
L’aver dovuto dare in affidamento suo figlio distrugge quel poco legame che aveva ancora con i genitori, portandola a stabilirsi presso chi l’aveva aiutata durante la gravidanza e ad andare avanti da sola.
Qui la storia si dilunga troppo, mostrando momenti che potevano essere riassunti in modo più rapido, permettendo un proseguimento più scorrevole.
Il lungo e pesante flashback dedicato a Hikari finisce quando ormai al film non rimane molto tempo prima della conclusione, lasciando lo spettatore a chiedersi se, effettivamente, la storia avrà un vero e proprio finale.
Il momento in cui Hikari incontra i coniugi Kurihara avrebbe dovuto rivelarsi forte, con un impatto emotivo importante; invece si risolve con due paroline da parte della mamma adottiva, che fanno chiedere quale senso abbia avuto tutto questo.
Purtroppo, su questo film non saprei che altro dire perché non c’è altro da dire.
Questa non è la storia di una madre biologica che, per qualche motivo, vuole indietro il figlio o i soldi (nel caso i genitori adottivi si rifiutino di restituire il bambino).
È semplicemente la storia di una ragazza madre che si incrocia con quella di una coppia sposata che vuole adottare un bambino.
Nulla di più.