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Un anime pazzoide, originale nella sua follia. Ecco cosa ho pensato durante tutta la visione, e cosa penso ora, di "Sayounara Zetsubou Sensei", anime del 2007 tratto dall'omonimo manga di Koji Kumeta.

Dodici episodi divisi in ventiquattro mini-episodi descrivono le inquietanti, deliranti giornate del "Professore Disperazione", il nostro protagonista Itoshiki-sensei, il quale, sarà per il suo nome (scritto con kanji decisamente negativi inerenti alla morte) o per la sua natura innata, passa la sua vita immerso nella depressione più totale. Ogni cosa è nera, ogni azione è malefica. Il suo incontro con l'alunna Kafuka, ragazzina straordinariamente ottimista anche a costo di sfidare l'umano raziocinio, degenererà in un conflitto di punti di vista: da una parte il tenebroso professore, dall'altra la solare studentessa. Ma Kafuka non sarà l'unica allieva con cui il professore entrerà in contatto: per il suo doppio ruolo di insegnante e mentore, egli sarà costretto a fare approfondite conoscenze con molte delle sue ragazze, ognuna delle quali costituirà un personaggio straordinariamente originale e assurdo. Incontreremo così strane teenager affette da problemi di personalità multipla, ossessione da stalker, paura della società esterna, origine clandestina, passione per il boys' love, disprezzo per le persone al punto da insultarle solo via mail, amore maniacale per l'ordine, insana propensione a tirare la coda a tutti gli animali, tristezza per l'essere "troppo normale", e un povero ragazzo mai notato da nessuno per la sua poca appariscenza.
Il tutto viene condito da una buona dose di ironia sulla società odierna giapponese, affrontando in maniera esplicita e originale ogni suo problema intrinseco, dai più banali (l'amore per lo yuri e lo yaoi) ai più tristemente realistici (l'ignoranza che porta a innalzare su un piedistallo ogni cosa che sia anche solo minimamente un po' diversa dalle altre - emblematico il caso in cui venerano la ragazza "troppo normale" - o la tendenza a cercare una via di fuga ogni qualvolta si viene incolpati di qualcosa).
La trama non segue quindi un filo logico - non che di logica ce ne sia molta, in questo anime! - ma viene presentata in piccoli sketch che focalizzano l'attenzione su un particolare tema o un nuovo personaggio. Inutile dire che quindi sono i personaggi a dover reggere le redini di tutta la vicenda, a mantenere vivo l'interesse dello spettatore tramite gag o dialoghi incalzanti: la loro originalità e coerenza con sé stessi rendono ciò non solo possibile, ma anche ottimamente realizzato.

Altro punto notevole dell'anime è il comparto grafico. Il tratto del disegno è stilizzato, i volti sono tutti uguali; ciononostante, i disegnatori riescono, tramite efficaci escamotage come i cambi di pettinatura, a differenziare ogni personaggio, creando un chara estremamente realistico e interessante. A dominare le scene non sono poi normali sfondi scolastici o cittadini, ma veri e propri motivi colorati e pannelli artistici; uno scenario bicromatico in costante cambiamento (i contorni dei personaggi e i colori di sfondo mutano ripetutamente) dona freschezza e una certa modernità a tutta l'opera.
Da non dimenticare sono, infine, le musiche. Sigle adattissime e divertenti, su base di canzoni davvero indovinate, vengono poi riscritte sotto forma di OST melodiche e tipiche, capaci di risaltare i punti giusti della trama. Davvero molto belle.

Il mio giudizio finale è quindi un 7. Sia la grafica che le musiche sono ad alti livelli, e i personaggi sono davvero interessanti: tuttavia, come è patologico per ogni anime di questo genere, la trama autoconclusiva genera episodi divertenti alternati a episodi con un livello minore di demenzialità. Questo motivo altalenante rende il tutto un po' difficile da seguire, specie per chi non è abituato a questa tipologia di animazione. Ma, come ho già detto, è normale per un anime così.
Di certo aspetterò un po' per vedermi le altre serie prodotte, ma ciò non toglie che quest'anime merita una visione, anche se non troppo impegnata.