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L'indifferenza è la sensazione che ha contraddistinto questo anime, la stessa sensazione che provavo quando, di ritorno da scuola, mi dovevo sorbire l'ennesimo episodio di "Beautiful", e non a caso Hanasakeru Seishounen ricorda proprio le soap opera sulle grandi famiglie/gruppi aziendali pieni di soldi.
Un mondo ristretto, alimentato da complotti, intrighi e scalate al potere, che non riesce a coinvolgere più di tanto lo spettatore, come Kajika, una protagonista indubbiamente caparbia e determinata, ma allo stesso tempo incapace di suscitare simpatia.
Forse l'età penalizza. Forse quattordici anni per giocare al gioco del matrimonio sono veramente pochi, soprattutto per giocare al gioco del matrimonio con uomini di vent'anni.
Anche se i sentimenti si approfondiscono, rimane quel senso di incredulità, dovuto all'adolescenza, a quel "tempo delle mele" fatto di cotte e primi baci, dove parlare di legami definitivi appare estremamente azzardato.

Ulteriore elemento che ha penalizzato l'insieme, lo zerbinismo di tutti i bishounen, in esclusiva funzione della ragazza dagli occhi grigi.
Bastano due paroline dell'ereditiera, per far scattare lo sguardo da pupilla dilatata in adorazione, con relativo servilismo a vita, e la fatidica frase: "Finché sarò al tuo fianco, tutto avrà un senso". Persino i nemici giurati si incantano davanti a lei, adducendo circostanze veramente stucchevoli.

Non mi sento comunque di bocciare totalmente il progetto.
Tralasciando le noiose beghe da alta finanza, i misteri e i colpi di scena proposti dalla vicenda sono riusciti (tranne per la coppia finale, che si intuisce subito). Inoltre, la grafica è nitida e accattivante.
Un'occasione sprecata. In alcuni punti si poteva fare meglio.