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Seguito sia in patria che all'estero grazie ai sui ultimi lavori "Narutaru" e "Il nostro gioco - Bokurano", Mohiro Kitoh è un autore giapponese new age che debuttò nel 1987 con il racconto "Gli ultimi caldi", la prima di sette storie presenti in questo volume, tutte autoconclusive.
Kitoh riesce, in questa raccolta, a raccontare le difficoltà e le ansie che la nuova generazione giapponese si trova ad affrontare, a contatto con una società dura e contraddittoria come quella del Giappone; i temi e i problemi fondamentali della vita vengono messi a nudo, a volte con una durezza quasi spietata, altre con nostalgia e altre ancora con una dolcezza che ci colpisce dal profondo dell'anima.
I protagonisti delle sue storie vengono così messi a confronto con la dura realtà, reagendo in modo differente e non sempre nel modo che noi considereremmo "più giusto", ribellandosi, rimanendo impassibili o rendendosi conto di quello che li circonda. Ed è proprio a causa della difficoltà di queste scelte a far sì che l'autore non dia giudizi, lasciandoci perplessi e domandandoci se anche noi lettori dovremmo fare la stessa cosa, davanti ai pesanti fardelli portati dai suoi personaggi.

Il prezzo del volume forse è un po' altino, ma fra le tre opere di Kitoh che ho letto ("Narutaru", "Le Ali di Vendemiaire" e "Piccole Storie") questa è la migliore.
Sette storie, quindi, raccontate magistralmente, tutte diverse tra loro, ed è proprio questo il segreto: sono le piccole realtà della vita quotidiana a scuoterci dal torpore, dall'indifferenza generale ma soprattutto ad emozionarci. Ed è proprio così che ci sentiamo dopo aver letto ogni singola storia: emozionati.