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Tratto dall'omonimo shojo manga storico/fantasy scritto e illustrato da Mizuho Kusanagi, "Akatsuki no Yona" è l'avvincente racconto di una principessa guerriera, alla quale viene ingiustamente usurpato il trono, e del lungo percorso di crescita personale che ella dovrà affrontare per tornare al cospetto del regno come regina.

L'inizio non sembra promettente: Yona, figlia di Re Il del regno di Kouka (una terra immaginaria ispirata all'antica Corea), ci viene dapprima presentata come una ragazzina viziata e che bada solo alla sfarzosità delle proprie vesti, con la testa tra le nuvole perdutamente innamorata del candido cugino Su-Won. Di colpo, i giorni indolenti della ragazza subiscono una brusca battuta d'arresto. Su-Won inaspettatamente uccide re Il e Yona è costretta ad abbandonare la reggia, diventata ormai un campo di battaglia, accompagnata unicamente dalla fedele guardia del corpo Hak, che si occuperà di difenderla e sfamarla anche nel periodo immediatamente successivo alla fuga.

Yona quindi parte senza avere nulla se non Hak al suo fianco, non ha abilità per sopravvivere, non ha forza fisica, non ha il minimo carisma ma solo il dolore per la perdita del padre e il tradimento del cugino. Tuttavia, se si tocca il fondo, si può solo risalire. E il riscatto di Yona, passo dopo passo, diventa sempre più evidente. La principessa dovrà cercare dapprima i quattro draghi, mitici guerrieri che un tempo combatterono al fianco del re per la difesa del regno. Dovrà imparare a cacciare e a difendersi dagli aggressori nemici. Dovrà prendere atto delle condizioni in cui a sua insaputa versa il regno, e capire cosa vuol dire governare e infondere speranza al popolo tramite la propria grinta. Insomma, una crescita a 360°, e in tutto ciò ci sarà spazio anche per degli sviluppi romantici.

Quando si tratta di elencare i punti forti di quest'opera, ce ne sono così tanti che faccio fatica a cominciare:

- L'ambientazione: un antico regno sospeso tra reale e leggenda, con vari riferimenti (ad esempio vestiari e architettonici, o ancora nella figura del drago associata a quella del sovrano) che richiamano le civiltà orientali e in particolare la Corea; La varietà di ambienti (si passa dai verdeggianti boschi di Kouka, alle lande desertiche della terra del Fuoco, alle ripide montagne dove si rifugia il Drago Blu e altri meravigliosi paesaggi) e gli usi e costumi degli abitanti a essi appartenenti.

- I personaggi: penso che siano uno dei punti forti dell'opera. Yona è capace di rendere il proprio doloroso passato un motore per riscattarsi e allo stesso tempo mantenendo parecchia sensibilità (non sono rari i momenti in cui la principessa esprime dubbi sulle sue capacità, o si tempesta di domande sui motivi dell'azione di Su-Won, senza tuttavia ammorbare lo spettatore); Hak è un guerriero i cui sentimenti per Yona non si limitano alla pura amicizia nata sin dall'infanzia, ma si intensificano con la crescita del personaggio di Yona. E seppur Yona rimanga ancora legata a Su-Won, Hak non si arrende, e cerca di esprimerle la sua vicinanza in tutti i modi. Molto divertenti alcuni scambi di battute tra i due, con alcuni siparietti piazzati nei momenti giusti, al di fuori dell'azione o dei momenti drammatici. Vi è poi Yun, un ragazzino versato nella medicina e che è la mente razionale del gruppo. Infine i quattro draghi, ognuno dotato di un potere speciale capace di sopraffare i nemici ma che talvolta è anche causa di sofferenza per il drago stesso. Al di là delle apparenze, tutti questi leggendari guerrieri nascondono dei grossi segreti, che però per la brevità dell'arco narrativo coperto dall'anime non sono stati svelati. Misteri che ovviamente riguardano anche il "cattivo" Su-Won, un personaggio che comunque non usurpa il trono "così tanto per" ma sembra avere dei motivi più complessi.

- Venendo invece alle tempistiche di narrazione, la serie conta 24 episodi che corrispondono grossomodo ai primi volumi del manga. Considerando che il fumetto ormai conta 20 volumi e la storia non accenna a finire, l'anime predilige un ritmo lento per coprire meno capitoli ma curarli approfonditamente, una scelta secondo me azzeccata, visto che non escluderei che vi possa essere un seguito animato che riprenda là da dove questa serie si è conclusa. In ogni caso, gli spettatori non avranno l'impressone che la storia proceda troppo o poco spedita, a parte forse per un paio di episodi più lenti dedicati a Su-won.

- Anche grafica, animazioni e musiche sono un punto a favore. Notevoli in particolari la prima opening, tutta strumentale e ricreata sullo stile dell'arte Shan Shui cinese, e la seconda ending, ad opera di Akiko Shikata, una compositrice abile a ricreare atmosfere medievali, folkloristiche e soprannaturali come poche altre. La colonna sonora riflette i momenti di scontri, di fughe, di nascondigli e avvenimenti mistici altrettanto bene, ed è godibile anche separatamente dall'opera. Il character design dei personaggi presenta una protagonista non convenzionale dai capelli corti e color porpora, un colore che si addice bene a quello della fenice, storicamente simbolo dell'imperatrice che affianca il drago; anche i quattro draghi hanno colori caratterizzanti, tuttavia questi non sono totalizzanti. Le animazioni invece restano nella media.

A fronte di tutte queste lodi, è necessario trovare anche qualche difetto: innanzitutto, quest'opera lascerà deluso chi voleva una storia con inizio e finale ben definiti, perchè come ho scritto il manga da cui essa è tratta è ancora in corso. Attenzione anche a ricordare il target dell'opera (shojo), con una componente sentimentale di pari importanza dei combattimenti. Tengo tuttavia a precisare che il genere "reverse-harem", come viene comunemente inteso, è assai riduttivo per quest'opera. Sebbene ci siano tanti bishonen a fronte di un'unica protagonista (cosa che nei successivi capitoli del manga non persiste nemmeno), questo squilibrio numerico non dovrebbe precludere la godibilità di una storia che comunque è ricca di contenuti e non vede nessuna componente sopraffare l'altra. Consigliato di cuore a chi ama le storie shojo fuori dai canoni, ricche di avventura, fantasia, combattimento e emozioni. Voto: 8, confidando in un seguito che porti a degna conclusione la vicenda!