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Negli anni ‘70 l’animazione giapponese ebbe un vero e proprio boom, tanto che molte opere di successo in patria iniziarono a venire trasmesse fuori dai confini nazionali. Tra queste opere che contribuirono all’espansione dell’animazione giapponese, furono fondamentali quelle tratte dalla matita di Leiji Matsumoto, ovvero “La corazzata Yamato”, “Galaxy Express 999” e soprattutto “Capitan Harlock”. Tuttavia il capolavoro definitivo di Matsumoto prese vita qualche anno più tardi, sotto il nome di “La regina dei mille anni”

Trama: Tori (in originale Hajime), un ragazzo di quattordici anni, dopo aver perso i genitori in una misteriosa esplosione, va a vivere con suo zio, il professor Amamori, direttore dell'osservatorio astronomico di Tsukuba. All'osservatorio Tori conosce l'assistente dello zio, Kira Tesawa (in originale Yukino Yayoi), una strana e bellissima ragazza della quale diventa subito amico. Da loro apprende un terribile segreto: un enorme pianeta (Lamethal) è in rotta di collisione con la Terra, e lo scontro è previsto per il giorno 9 settembre 1999, alle ore 9, 9 minuti e 9 secondi.
A quel punto entra in gioco la misteriosa "Regina dei mille anni" e la sua potente organizzazione, che sembra voglia aiutare i Terrestri a salvare il loro pianeta. Ma ci sono anche gli altrettanto misteriosi "Pirati dei mille anni", il cui scopo è invece combattere la Regina e fare fallire i suoi piani. Ma le cose sono proprio come appaiono? La bella Regina è veramente alleata dei Terrestri? E il lugubre Capo dei Pirati è veramente il nemico che sembra? Tra intrighi politici e invasioni aliene, Tori, Kira e Amamori dovranno cercare di capire chi siano veramente gli amici e i nemici della Terra, per salvare l'umanità che sembra ormai condannata.

Impressioni: come detto sopra, quest’opera, a mio avviso, è il capolavoro definitivo di Matsumoto. A differenza delle sue opere precedenti, molto più leggere e poetiche, ne “La regina dei mille anni” i toni sono più cupi, ogni episodio è arricchito della tensione, della pressione di un’apocalisse imminente, dove la data (9 settembre 1999, alle ore 9, 9 minuti e 9 secondi) ci verrà ripetuta ossessivamente per tutta la durata della serie.
Ma “La regina dei mille anni” non è solamente un’opera che tratta di apocalisse, no, è un thriller fantascientifico dove vengono trattati diversi argomenti, a cominciare dalla politica, approfondita in tutte le sue sfaccettature, dal più classico abuso di potere, per passare alle ideologie più distorte e utopistiche, fino ad arrivare a temi come il razzismo, trattati anche essi egregiamente.
In tutto questo non posso non soffermarmi su come la trama sia sceneggiata in maniera a dir poco incredibile: nessun filler, pochissimi momenti morti, ma dialoghi, eventi, misteri e colpi di scena incalzanti che tengono incollato lo spettatore, per tutta la durata dell’opera. In tutto questo è inevitabile legarsi e/o odiare i vari personaggi presentati, caratterizzati in maniera ottimale, in particolare la Regina dei mille anni, personaggio davvero carismatico e con un’ottima introspezione psicologica.

Parlando del comparto tecnico, le animazioni per l’epoca sono di assoluto livello, ricche di una buona dose di dettagli e colori che si adattano perfettamente ai toni della serie, e un taglio registico a dir poco eccezionale, con alcune delle più belle scene che io abbia mai visto. La colonna sonora non è esaltante come in “Capitan Harlock”, tuttavia resta di alto livello; in particolare, alcuni brani sono in grado di arricchire di pathos e di tensione diversi momenti dell’opera, rendendo più immersiva l’esperienza dello spettatore.