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"L'isola del tesoro" di Stevenson è un romanzo che sin da piccolo mi ha sempre affascinato ed è vivo il ricordo di quanto la trasposizione in anime del mitico duo Dezaki-Sugino non sia stata da meno. La paura di rivederlo ora con qualche decina di anni in più mi ha reso inizialmente titubante, ma con il senno di poi ne è valsa veramente la pena.
Già dalle prime note della storica sigla mi si è aperto un mondo di ricordi, poi il chara design che ha contraddistinto serie mitiche ha fatto il resto. Ottima la regia, pensando che siamo negli anni '70, ma quello che più mi ha colpito è la caratterizzazione dei personaggi, in primis del capitano Silver, che ritengo eccezionale. La storia si discosta raramente se non in alcune parti (forse a volte inutili) dalla reale trama del romanzo, ma per il resto i temi maggiormente da trattare per rendere accattivante l'opera ci sono tutti: pirati, buoni e cattivi, mappa del tesoro, mistero, scontri, eroismo ecc.
Il finale è all'altezza per un'opera che porta benissimo i suoi anni.